"...immergetevi in quest'Oceano nelle cui profondita sono
celate le perle della saggezza e della parola..."
Bahá’u’lláh
Ricerca
Ricerca dettagliata

Kategorie
  Bahá’í
   Scritture Bahá’í
 

Spigolature dagli Scritti di Bahá’u’lláh


SPIGOLATURE DAGLI SCRITTI
di
BAHÁ’U’LLÁH
Casa Editrice Bahá’í
2002
@ Copyright 2002 - Casa Editrice Bahá’í - Ariccia
Titolo orginale: Gleanings from the Writings of Bahá’u’lláh
Translated by Shoghi Effendi
1a edizione italiana 1956
2 a edizione riveduta 2002
CASA EDITRICE BAHÁ’Í
Sede legale: 00197 Roma - Via Stoppani, 10 - Tel. 06 8079647
Deposito e amm.ne: 00040 Ariccia (Roma) Via F. Turati, 9 - Tel. 06 9334334
ISBN 88-7214-089-7
SPIGOLATURE DAGLI SCRITTI
di
BAHÁ’U’LLÁH

SPIGOLATURE
1
SPIGOLATURE
DAGLI SCRITTI DI BAHÁ’U’LLÁH
I
1 Lodato e glorificato sii Tu, o Signore mio Dio!
Come posso menzionarTi, certo come sono che non
v’č lingua, per profonda che ne sia la saggezza, che
possa adeguatamente magnificare il Tuo nome, né
uccello di cuore umano, per grande che ne sia il desiderio,
che possa mai sperare di ascendere al cielo
della Tua maestŕ e della Tua sapienza?
2 Se Ti descrivo, o mio Dio, come Colui Che tutto
discerne, mi trovo costretto ad ammettere che Coloro
Che sono le piů alte Personificazioni del discernimento
sono stati creati per virtů del Tuo comando. E
se Ti esalto come Colui Che č il Piů Saggio, egualmente
sono costretto a riconoscere che le stesse Sorgenti
della saggezza sono state generate per opera
della Tua Volontŕ. E se Ti proclamo l’Incomparabile,
scopro ben presto che Coloro Che sono
l’intima essenza dell’unicitŕ sono stati inviati da Te
e altro non sono che l’attestato della Tua opera. E se
Ti acclamo come il Conoscitore di tutte le cose, devo
confessare che Coloro Che sono la Quintessenza delBAHÁ’U’LLÁH
2
la sapienza non sono altro che creazione e strumento
del Tuo Intendimento.
3 Eccelso, incommensurabilmente eccelso sei Tu
al disopra degli sforzi dei mortali per svelare il Tuo
mistero, descrivere la Tua gloria o soltanto alludere
alla natura della Tua Essenza. Poiché qualunque
sforzo compiano, non potranno mai sperare di oltrepassare
le limitazioni imposte alle Tue creature, essendo
questi sforzi motivati dal Tuo decreto e compiuti
per Tua invenzione. I sentimenti piů elevati che
i piů santi dei santi esprimano in Tua lode e la piů
profonda saggezza che i piů sapienti degli uomini
pronunzino nel tentativo di comprendere la Tua natura,
tutto gravita attorno a quel Centro Che č completamente
soggetto alla Tua sovranitŕ, Che adora la
Tua Bellezza e Che č spinto dal movimento della
Tua Penna.
4 Anzi, o mio Dio, non sia mai ch’io abbia a
pronunziare parole che implichino necessariamente
una relazione diretta fra la Penna della Tua Rivelazione
e l’essenza di tutte le cose create. Lontani, ben
lontani dal concetto di tale relazione sono Coloro
Che a Te sono correlati! Nessun raffronto e nessuna
somiglianza puň render giustizia all’Albero della
Tua Rivelazione e ogni via č preclusa alla comprensione
della Manifestazione della Tua Persona e
dell’Alba della Tua Bellezza.
SPIGOLATURE
3
5 Lungi, lungi dalla Tua gloria ciň che l’uomo
afferma di Te o Ti attribuisce o la lode con cui Ti
glorifica! Il dovere che Tu hai imposto ai Tuoi
servi di esaltare al massimo la Tua maestŕ e la
Tua gloria non č che un segno della Tua grazia
verso di loro, perché possano ascendere allo stadio
conferito al loro piů intimo essere, lo stadio della
conoscenza di se stessi.
6 Nessuno, oltre Te, ha mai potuto penetrare il
Tuo mistero o esaltare adeguatamente la Tua grandezza.
Impenetrabile e al disopra delle lodi degli
uomini Tu resterai per sempre. Non v’č altro Dio
che Te, l’Inaccessibile, l’Onnipotente, l’Onnisciente,
il Santo dei Santi.
II
1 Principio di tutte le cose č la conoscenza di Dio e
fine di tutte le cose la rigorosa osservanza di tutto ciň
che č stato inviato dall’empireo della divina Volontŕ
che pervade tutto ciň che č nei cieli e sulla terra.
III
1 La Rivelazione che da tempo immemorabile č
stata acclamata Scopo e Promessa di tutti i Profeti di
BAHÁ’U’LLÁH
4
Dio e sommo Desiderio dei Suoi Messaggeri č stata
adesso rivelata agli uomini per virtů del penetrante
Volere dell’Onnipotente e per il Suo irresistibile
comando. L’avvento di tale Rivelazione č stato annunziato
in tutte le sacre Scritture. E vedete come,
nonostante tale annunzio, l’umanitŕ si sia sviata dal
suo sentiero e privata della sua gloria.
2 Dě: O amanti del vero Unico Dio! Fate ogni
sforzo per ravvisarLo e riconoscerLo e per osservare
degnamente i Suoi precetti. Questa č una Rivelazione
tale che se un uomo versasse una goccia
di sangue per amor suo, miriadi di oceani ne sarebbero
la ricompensa. State attenti, o amici, a
non perdere questo inestimabile beneficio e a non
ignorarne lo stadio trascendente. Considerate
quante vite sono state e sono ancora sacrificate in
un mondo ingannato da un mero fantasma concepito
dalla vana fantasia dei suoi popoli. Rendete
grazie a Dio di aver realizzato il desiderio del vostro
cuore e di esservi uniti a Colui Che č la Promessa
di tutte le nazioni. Custodite, con l’aiuto
dell’unico vero Dio – esaltata sia la Sua gloria –
l’integritŕ dello stadio che avete raggiunto e afferratevi
a ciň che promuova la Sua Causa. Egli, invero,
v’impone di rispettare ciň che č giusto e porta
all’esaltazione dello stadio dell’uomo. Glorificato
sia il Misericordioso, il Rivelatore di questa
meravigliosa Tavola.
SPIGOLATURE
5
IV
1 Questo č il Giorno in cui i piů eccellenti favori di
Dio sono stati riversati sugli uomini, il Giorno in cui
la Sua piů potente grazia č stata infusa in tutte le cose
create. Incombe a tutti i popoli del mondo di conciliare
i dissensi e dimorare in perfetta unione e in
pace all’ombra dell’Albero delle Sue cure e della
Sua amorosa premura. Essi hanno l’obbligo di attenersi
a qualunque cosa in questo Giorno conduca
all’esaltazione del loro stadio e ne promuova i migliori
interessi. Felici coloro che la gloriosissima
Penna s’č mossa a ricordare e benedetti quegli uomini
il cui nome, in virtů del Nostro imperscrutabile
decreto, abbiamo preferito celare.
2 Implorate il vero unico Dio di concedere che tutti
gli uomini siano benevolmente assistiti a compiere
ciň che sia accettabile ai Nostri occhi. Presto il presente
ordine sarŕ chiuso e uno nuovo sarŕ dispiegato
in sua vece. Invero il tuo Signore dice la veritŕ ed č
il Conoscitore dell’invisibile.
BAHÁ’U’LLÁH
6
V
1 Questo č il Giorno in cui l’Oceano della misericordia
di Dio č stato manifestato agli uomini, il
Giorno in cui l’Astro della Sua amorosa premura ha
diffuso la sua luce ha sfolgorato su di loro, il Giorno
in cui le nubi dei Suoi munifici favori hanno preso
sotto la loro ombra l’umanitŕ intera. Ora č il momento
di rallegrare e rincuorare gli oppressi con la corroborante
brezza dell’amore e della fraternitŕ e con
le acque vivificanti dell’amicizia e della caritŕ.
2 Coloro che sono i benamati di Dio, ovunque si
riuniscano e chiunque incontrino, devono mostrare
nel loro atteggiamento verso Dio e nel modo di celebrarNe
le lodi e la gloria tale umiltŕ e sottomissione
che ogni atomo di polvere sotto i loro piedi attesti la
profonditŕ della loro devozione. La conversazione
tenuta da queste anime sante dovrŕ essere pervasa da
tale potere che quegli atomi di polvere siano rallegrati
dalla sua influenza. Essi devono comportarsi in
tale maniera che la terra che calpestano non possa
mai rivolger loro parole come queste: «Dovrei esser
preferita a voi. Guardate, infatti, come sono paziente
nel sopportare il peso che l’agricoltore m’impone.
Sono lo strumento che dispensa continuamente a tutti
gli esseri le benedizioni che Colui Che č la Sorgente
di ogni grazia gli ha affidato. Nonostante
l’onore conferitomi e gli innumerevoli attestati della
SPIGOLATURE
7
mia ricchezza – una ricchezza che provvede ai bisogni
di tutta la creazione – osservate la portata della
mia umiltŕ, guardate con quale assoluta sottomissione
mi lascio calpestare dai piedi degli uomini…».
3 Mostrate tolleranza, benevolenza e amore gli uni
per gli altri. Se qualcuno fra voi fosse incapace di afferrare
una veritŕ o dovesse compiere uno sforzo per
comprenderla, mostrate, conversando con lui, uno spirito
di estrema gentilezza e buona volontŕ. Aiutatelo a
vedere, a ravvisare la veritŕ senza sentirvi per nulla superiori
a lui o dotati di maggior talento.
4 L’intero dovere dell’uomo in questo Giorno č di
ottenere quella parte della fiumana di grazia che Dio
riversa per lui. Nessuno perciň consideri la grandezza
o piccolezza del recipiente. La porzione, per alcuni,
puň esser contenuta nel cavo d’una mano, per altri
puň riempire una coppa e, per altri ancora, persino
un tino.
5 Ogni occhio, in questo Giorno, dovrebbe cercare
ciň che meglio promuova la Causa di Dio. Colui Che
č la Veritŕ Eterna Mi č testimone! Assolutamente
nulla puň, in questo Giorno, infliggere un danno
maggiore a questa Causa, della discordia e della lotta,
delle contese, dell’estraniamento e dell’apatia fra
gli amati di Dio. Rifuggitele, col potere di Dio e col
Suo aiuto sovrano, e ingegnatevi a unire i cuori degli
uomini nel Suo Nome, l’Unificatore, l’Onnisciente,
il Sapientissimo.
BAHÁ’U’LLÁH
8
6 Implorate l’unico vero Dio di concedervi di
gustare il sapore di queste azioni compiute sul Suo
sentiero e di assaporare la dolcezza di quell’umiltŕ e
sottomissione che sono mostrate per amor Suo. Dimenticate
voi stessi e volgete lo sguardo verso il
prossimo. Applicate le vostre energie a ciň che promuova
l’educazione degli uomini. Nulla č celato a
Dio, né puň mai esserlo. Se seguirete la Sua via, le
Sue incalcolabili e imperiture benedizioni saranno
riversate su di voi. Questa č la luminosa Tavola i cui
versetti sono fluiti dalla mobile Penna di Colui Che č
il Signore di tutti i mondi. Meditatela in cuor vostro
e siate fra coloro che osservano i Suoi precetti.
VI
1 Vedete come i diversi popoli e tribů della terra
abbiano atteso la venuta del Promesso. Ma non appena
Colui Che č il Sole della Veritŕ Si č manifestato,
ecco che tutti si sono allontanati da Lui tranne
coloro che a Dio č piaciuto guidare. Non osiamo, in
questo Giorno, sollevare il velo che cela lo stadio
sublime che ogni vero credente puň raggiungere,
poiché la gioia che questa rivelazione provocherebbe
potrebbe anche far venir meno e morire qualcuno.
2 Colui Che č il Cuore e il Centro del Bayán ha
scritto: «Il germoglio che racchiude le potenzialitŕ
SPIGOLATURE
9
della Rivelazione che verrŕ č dotato di una potenza
superiore alle forze combinate di tutti coloro che Mi
seguono». E ha pure detto: «Di tutti gli omaggi tributati
a Colui Che verrŕ dopo di Me il massimo č questo:
la Mia confessione scritta che nessuna Mia parola
puň adeguatamente descriverLo e che nessun riferimento
a Lui, nel Mio Libro, il Bayán, puň render
giustizia alla Sua Causa».
3 Chi abbia cercato nelle profonditŕ degli oceani
celati in queste eccelse parole e ne abbia sondato
l’importanza si puň dire che abbia scoperto un barlume
dell’indicibile gloria di cui č stata dotata questa
potente, sublime e santissima Rivelazione. Dall’eccellenza
di una cosě grande Rivelazione si puň ben
immaginare l’onore riservato ai suoi fedeli seguaci.
Per la giustizia dell’unico vero Dio! Il semplice alito
di quelle anime č in sé piů prezioso di tutti i tesori
della terra. Felice l’uomo che vi č pervenuto e mal
incolga all’incurante.
VII
1 In veritŕ Io dico: Questo č il Giorno in cui
l’umanitŕ puň contemplare il Volto del Promesso e
udire la sua Voce. L’Appello di Dio si č fatto udire e
la luce del Suo sembiante č sorta sugli uomini. Incombe
a ognuno di cancellare impronte di parole
BAHÁ’U’LLÁH
10
fatue dalla tavola del cuore e di mirare con mente
aperta e imparziale i segni della Sua Rivelazione, le
prove della Sua Missione e i pegni della Sua gloria.
2 Grande č, invero, questo Giorno! Le allusioni che
ne fanno tutte le Scritture sacre come Giorno di Dio
attestano la sua grandezza. L’anima di ogni Profeta
di Dio, di ogni Messaggero divino ha agognato questo
meraviglioso Giorno. Tutti i popoli della terra
hanno egualmente desiderato ardentemente pervenirvi.
E tuttavia, non appena l’Astro della Sua rivelazione
č apparso nel cielo della Volontŕ di Dio, tutti
sono restati interdetti e indifferenti, tranne coloro
che all’Onnipotente č piaciuto guidare.
3 O tu che Mi hai ricordato! Il piů opprimente dei
veli ha tenuto i popoli della terra lontani dalla Sua
gloria e impedito loro di porgere orecchio al Suo appello.
Voglia Dio che la luce dell’unitŕ ammanti la
terra intera e che il sigillo «Il Regno č di Dio» sia
impresso sulla fronte di tutti i Suoi popoli.
VIII
1 Per la giustizia di Dio! Questi sono i giorni in cui
Dio ha messo alla prova i cuori della compagnia dei
Suoi Messaggeri e dei Suoi Profeti, indi quelli di coloro
che stanno a guardia del Suo sacro e inviolabile
Santuario, gli abitanti del Padiglione celeste e del
SPIGOLATURE
11
Tabernacolo di Gloria. Com’č severa, dunque, la
prova alla quale devono essere sottoposti coloro che
danno compagni a Dio!
IX
1 O .usayn! Considera con quale intenso desiderio
alcuni popoli e nazioni hanno atteso il ritorno dell’Imám
.usayn, la cui venuta dopo l’apparizione del
Qá’im č stata profetizzata nei tempi passati dagli eletti
di Dio, esaltata sia la Sua gloria. Questi santi
hanno anche annunziato che quando Colui Che č
l’Alba delle molteplici grazie di Dio Si manifesterŕ,
tutti i profeti e i Messaggeri, il Qá’im compreso, si
riuniranno all’ombra del sacro Stendardo issato dal
Promesso. Quell’ora č adesso venuta. Il mondo č
illuminato dalla fulgida gloria del Suo sembiante.
Eppure, vedete come i suoi popoli si siano allontanati
dal Suo sentiero! Nessuno ha creduto in Lui, eccetto
coloro che, per il potere del Signore dei Nomi,
infranti gli idoli della vana fantasia e dei corrotti desideri,
sono entrati nella cittŕ della certezza. In questo
Giorno e nel Suo Nome, Colui Che basta a Se
Stesso, č stato rotto il sigillo del Vino Prelibato della
Sua Rivelazione. La sua grazia si riversa sugli uomini.
Riempi la coppa e bevi, nel Suo Nome, il Santissimo,
il Lodatissimo.
BAHÁ’U’LLÁH
12
X
1 L’ora preordinata ai popoli e alle tribů della terra
č giunta. Le promesse di Dio menzionate nelle sacre
Scritture si sono tutte compiute. Da Sion č uscita la
Legge di Dio e Gerusalemme e i colli e la terra tutto
attorno sono pieni della gloria della Sua Rivelazione.
Felice l’uomo che medita in cuor suo ciň che č stato
rivelato nei Libri di Dio, l’Aiuto nel Pericolo, Colui
Che esiste da Sé. Meditate, o benamati di Dio, ascoltino
le vostre orecchie la Sua Parola sě che possiate,
per Sua grazia e misericordia, libare le acque cristalline
della costanza e divenire saldi e incrollabili come
montagne nella Sua Causa.
2 Č scritto nel libro d’Isaia: «Entra nella roccia e
nasconditi nella polvere per timore del Signore e per
la gloria della Sua maestŕ». Chiunque mediti su questi
versetti non puň non riconoscere la grandezza di
questa Causa o dubitare dell’eccelsa prerogativa di
questo Giorno – il Giorno di Dio. Il giŕ citato versetto
č seguito da queste parole: «Sarŕ esaltato il Signore,
Lui solo, quel Giorno». Questo č il Giorno che la
Penna dell’Altissimo ha glorificato in tutte le sacre
Scritture. Non c’č versetto che non celebri la gloria
del Suo santo Nome, né Libro che non attesti la sublimitŕ
di questo tema eccelso. Se dovessimo ramSPIGOLATURE
13
mentare tutto quello che č stato rivelato in questi
santi Libri e nelle sacre Scritture riguardo a questa
Rivelazione, questa Tavola assumerebbe proporzioni
smisurate. In questo Giorno incombe ad ogni uomo
di porre tutta la sua fiducia nelle multiformi munificenze
di Dio e di levarsi a diffondere con la massima
saggezza le veritŕ della Sua Causa. Allora e soltanto
allora la terra intera si ammanterŕ della luce mattutina
della Sua Rivelazione.
XI
1 Sia gloria a questo Giorno, il Giorno in cui la
fragranza della misericordia aleggia su tutte le cose
create, un Giorno cosě benedetto che le etŕ e i secoli
passati non potranno mai sperare di rivaleggiare con
esso, un Giorno in cui il sembiante dell’Antico dei
Giorni Si č volto verso la Sua santa sede. Al che, le
voci di tutte le cose create e, al disopra di esse, quelle
dell’Accolta celeste, si sono udite gridare: «Affrettati,
o Carmelo, poiché, ecco, la luce del sembiante
di Dio, il Sovrano del Regno dei Nomi, l’Artefice
dei cieli, si č levata su di te».
2 Pervaso da trasporti di gioia e alta levando la
voce, esso ha cosě esclamato: «Che la mia vita Ti sia
offerta in sacrificio, poiché hai fissato lo sguardo su
me, profuso su me la Tua munificenza e diretto verBAHÁ’U’LLÁH
14
so di me i Tuoi passi. La separazione da Te, o Sorgente
di vita eterna, mi ha pressoché consunto e la
lontananza dalla Tua presenza ha incenerito l’anima
mia. Ogni lode a Te per avermi dato facoltŕ di udire
il Tuo appello, per avermi onorato delle Tue orme e
aver risvegliata l’anima mia con la fragranza vivificatrice
del Tuo Giorno e la vibrante voce della Tua
Penna, voce che Tu destinasti quale squillo di tromba
fra la Tua gente. E quando sopravvenne l’ora in
cui la Tua irresistibile Fede doveva essere manifestata,
Tu alitasti un soffio del Tuo spirito nella Tua
Penna ed, ecco, l’intera creazione si scosse fino alle
fondamenta, svelando all’umanitŕ i misteri celati
entro i forzieri di Colui Che possiede tutte le cose
create».
3 Non appena la sua voce ebbe raggiunto quell’eccelso
Luogo, rispondemmo: «Rendi grazie al tuo Signore,
o Carmelo. Il fuoco della tua separazione da
Me ti stava rapidamente consumando, quand’ecco
l’oceano della Mia presenza si gonfiň innanzi a te,
allietando i tuoi occhi e gli occhi di tutta la creazione
e deliziando ogni cosa visibile e invisibile. Esulta
poiché Dio, in questo Giorno, ha posto il Suo trono
su di te, ti ha fatto oriente dei Suoi segni e alba della
Sua Rivelazione. Beato colui che gravita attorno a te,
che proclama la rivelazione della tua gloria e narra di
quello che la generositŕ del Signore tuo Dio ti ha
elargito. Prendi il Calice dell’Immortalitŕ in nome
SPIGOLATURE
15
del tuo Signore, il Gloriosissimo, e rendiGli grazie
poiché Egli, come pegno della Sua misericordia per
te, ha cambiato la tua tristezza in gaudio e tramutato
il tuo dolore in beatitudine. Egli, invero, ama il luogo
che č divenuto sede del Suo trono, che i Suoi passi
hanno calcato, che ha onorato con la Sua presenza,
dal quale ha lanciato il Suo appello e sul quale ha
versato le Sue lacrime.
4 «Chiama Sion, o Carmelo, e annunzia la lieta
novella: Colui Che era celato agli occhi mortali č
venuto! La Sua sovranitŕ che tutto conquista č
manifesta, il Suo splendore che tutto pervade č
rivelato. Bada di non esitare o fermarti. Affrettati, e
ruota intorno alla Cittŕ di Dio discesa dal cielo, la
Caaba celeste attorno alla quale hanno gravitato
adoranti i favoriti di Dio, i puri di cuore e l’accolta
degli angeli piů eccelsi. Oh, come agogno di
annunziare in ogni luogo sulla terra e di portare a
ognuna delle sue cittŕ la lieta novella di questa
Rivelazione – una Rivelazione alla quale il cuore del
Sinai č stato attratto e nel nome della quale il Roveto
Ardente esclama: «A Dio, il Signore dei Signori,
appartengono i regni della terra e del cielo. Questo č
invero il Giorno in cui a quest’annunzio terra e mare
esultano, il Giorno per il quale sono state serbate le
cose che Dio, con munificenza inconcepibile a
mente o cuore mortali, ha stabilito di rivelare. Ben
presto Dio farŕ navigare la Sua Arca su te e paleserŕ
BAHÁ’U’LLÁH
16
Arca su te e paleserŕ la gente di Bahá di cui si fa
cenno nel Libro dei Nomi».
5 Santificato sia il Signore di tutta l’umanitŕ, alla
menzione del Cui nome tutti gli atomi della terra
hanno vibrato e la Lingua della Grandezza č stata
mossa a svelare ciň che era stato racchiuso nella Sua
sapienza e celato nel tesoro della Sua possanza. In
veritŕ, per il potere del Suo nome, l’Onnipotente, il
Possente, l’Altissimo, Egli č il Sovrano di tutto ciň
che č nei cieli e sulla terra.
XII
1 Svegliatevi, o uomini, in attesa dei giorni della
giustizia divina, poiché adesso l’ora promessa č
giunta. Attenti che non manchiate di comprenderne
l’importanza e che non siate cosě annoverati fra coloro
che errano.
XIII
1 Considerate il passato. Quanti uomini, potenti e
umili, hanno in tutte le epoche trepidamente atteso
l’avvento delle Manifestazioni di Dio nelle persone
benedette dei Suoi Eletti! Quante volte hanno aspettato
la Sua venuta, hanno pregato perché spirasse la
SPIGOLATURE
17
brezza della misericordia divina e la Beltŕ promessa
uscisse da dietro il velo dell’occultamento, palesandosi
al mondo intero. E ogni qual volta le porte della
grazia si sono aperte, e sull’umanitŕ dalle nubi della
munificenza divina č caduta la pioggia, e la luce
dell’Invisibile ha brillato sull’orizzonte della potenza
celeste, tutti Lo hanno rinnegato e si sono allontanati
dal Suo volto, che č il volto di Dio...
2 Riflettete, quale puň essere stato il motivo di
quegli atti? Che cosa puň aver provocato quel
comportamento verso i Rivelatori della beltŕ del
Gloriosissimo? Qualunque causa in giorni passati
abbia portato la gente al diniego e all’opposizione,
ora induce alla perversitŕ la gente di quest’epoca.
Sostenere che la testimonianza della Provvidenza
era incompleta e che ciň č stato causa del diniego
della gente, non č che esplicita bestemmia. Lungi
dalla grazia, dalla provvidenza amorosa e dalle
tenere misericordie del Munifico prescegliere
un’anima fra tutti gli uomini per guidare le Sue
creature e poi, da un canto, negarLe l’interezza
della Sua testimonianza divina e, dall’altro, infliggere
punizioni severe a chi s’allontana dal Suo
Prescelto! No, le infinite grazie del Signore di tutti
gli esseri hanno sempre pervaso la terra e tutto
ciň che vi dimora, grazie alle Manifestazioni della
Sua Essenza divina. Neppure per un attimo la Sua
grazia č stata negata o le piogge della Sua amoroBAHÁ’U’LLÁH
18
sa premura hanno cessato di cadere sull’umanitŕ.
Di conseguenza, quella condotta non puň essere
attribuita ad altro che alla meschinitŕ di anime che
percorrono la valle dell’arroganza e dell’orgoglio,
che si perdono nelle selve della lontananza, camminano
su vie di fantasie oziose e seguono i dettami
dei capi della loro fede. Loro principale interesse
č l’opposizione, loro unico desiderio ignorare
la veritŕ. A ogni osservatore perspicace č evidente
e chiaro che se nei giorni di ciascuna delle
Manifestazioni del Sole della Veritŕ questa gente
avesse purificato occhi, orecchi e cuore da tutto
ciň che aveva veduto, udito e provato, certamente
non le sarebbe stato negato di contemplare le beltŕ
di Dio, né si sarebbe allontanata dalle dimore della
gloria. Ma hanno pesato la testimonianza di Dio
con le norme del loro sapere, raccolto dagli insegnamenti
dei capi della loro fede e, avendolo trovato
in contrasto con la loro limitata comprensione,
si sono levati a perpetrare simili indegnitŕ...
3 Considerate Mosč. Armato della verga del
dominio celeste, adorno della bianca mano della sapienza
divina, procedendo dal Párán dell’amore di
Dio, brandendo il serpente della potenza e della maestŕ
eterna, Egli apparve sul mondo dal Sinai della
Luce. Convocň tutti i popoli e le tribů della terra al
regno dell’eternitŕ e li invitň a gustare i frutti
dell’albero della fedeltŕ. Certamente sapete della feSPIGOLATURE
19
roce opposizione di Faraone e del suo popolo e delle
pietre di vane fantasie che mani infedeli scagliarono
contro quell’Albero benedetto. Tanto che, alla fine,
Faraone e il suo popolo insorsero e fecero il massimo
sforzo per smorzare con le acque della menzogna
e del diniego il fuoco di quell’Albero sacro, dimentichi
del fatto che acqua terrena non puň estinguere la
fiamma della saggezza divina, o soffio mortale spegnere
la lampada del dominio sempiterno. Anzi,
quell’acqua non puň che intensificare l’ardore della
fiamma, quei soffi non possono che assicurare la
conservazione della lampada, se osservaste con
l’occhio del discernimento e camminaste sulla via
del santo volere e del compiacimento di Dio...
4 E quando i giorni di Mosč furono finiti e la luce
di Gesů, irradiandosi dall’aurora dello Spirito, pervase
il mondo, tutto il popolo d’Israele si sollevň
rumoreggiando contro di Lui. Protestarono che Colui
il Cui avvento era stato predetto dalla Bibbia doveva
promulgare e adempiere le leggi di Mosč, mentre
quel giovane Nazzareno, che pretendeva la dignitŕ di
divino Messia, aveva abrogato le leggi del divorzio e
del sabato, le piů importanti di tutte le leggi mosaiche.
Inoltre, dov’erano i segni della Manifestazione
avvenire? Ancor oggi il popolo d’Israele aspetta la
Manifestazione preannunciata dalla Bibbia! Quante
Manifestazioni di Santitŕ, quanti Rivelatori della luce
eterna sono apparsi dal tempo di Mosč, eppure
BAHÁ’U’LLÁH
20
Israele, avvolto in fitti veli di fantasia satanica e false
immaginazioni, aspetta ancora che l’idolo creato
dalle sue mani appaia con i segni da lui stesso concepiti!
Cosě Dio li ha ghermiti pei loro peccati, ha
estinto in loro lo spirito della fede e li ha tormentati
con le fiamme del fuoco dell’abisso. E questo per la
sola ragione che Israele si rifiutň di comprendere il
significato delle parole rivelate nella Bibbia a proposito
dei segni della Rivelazione successiva. Non ne
afferrň mai il vero significato e, poiché apparentemente
quegli eventi non si produssero mai, non poté
riconoscere la beltŕ di Gesů né contemplare il volto
di Dio. E ancora Ne aspetta la venuta! Da tempo
immemorabile fino al giorno d’oggi, tutte le tribů e i
popoli della terra si sono attaccati a simili pensieri
fantastici e indegni, privandosi cosě delle limpide
acque sgorganti dalle sorgenti della purezza e della
santitŕ...
5 A coloro che sono dotati di comprensione č chiaro e
manifesto che quando il fuoco dell’amore di Gesů arse
i veli delle limitazioni giudaiche e la Sua autoritŕ fu
resa manifesta e parzialmente fatta valere, Egli, Rivelatore
della Beltŕ invisibile, rivolgendoSi un giorno ai
Suoi discepoli accennň alla Sua dipartita e, accendendo
nei loro cuori il fuoco del cordoglio, disse: «Vado e
tornerň a voi». Altrove disse: «Vado e verrŕ un altro,
che vi dirŕ tutto ciň che Io non vi ho detto e adempirŕ
tutto ciň che ho detto». Queste due frasi hanno un unico
SPIGOLATURE
21
significato, se rifletterai con divina penetrazione sulle
Manifestazioni dell’Unitŕ di Dio.
6 Ogni osservatore perspicace ammetterŕ che nella
Dispensazione del Corano furono confermati sia il
Libro sia la Causa di Gesů. Quanto ai nomi, Mu-
.ammad dichiarň: «Io sono Gesů». Egli riconobbe la
veritŕ dei segni delle profezie e delle parole di Gesů
e attestň che erano tutte di Dio. In questo senso, né la
persona né gli scritti di Gesů erano diversi dalla persona
e dal sacro Libro di Mu.ammad, perché entrambi
hanno propugnato la Causa, cantato le lodi e
rivelato i comandamenti di Dio. E perciň Gesů dichiarň:
«Vado e tornerň a voi». Considerate il sole.
Dovesse ora dire: «Sono il sole di ieri», direbbe il
vero; e se, tenendo in mente la successione del tempo,
pretendesse di essere differente, direbbe ancora il
vero. In egual maniera se si dicesse che tutti i giorni
non sono che uno stesso giorno, si direbbe il giusto e
il vero. E se, in riferimento al nome e alla designazione,
si dicesse che sono differenti, anche questo
sarebbe vero. Poiché, sebbene siano gli stessi, pure si
riconoscono da una designazione differente, da un
attributo specifico, da un carattere particolare. Considera
allo stesso modo le caratteristiche di distinzione,
variazione e unitŕ delle varie Manifestazioni
di santitŕ, sě da comprendere le allusioni fatte dal
creatore di tutti i nomi e attributi quanto ai misteri
della distinzione e dell’unitŕ e scoprire la risposta al
BAHÁ’U’LLÁH
22
tuo quesito del perché quella Beltŕ sempiterna Si sia
data nomi e titoli differenti in tempi differenti...
7 Allorché l’Invisibile, l’Eterno, l’Essenza divina,
fece sě che sorgesse sull’orizzonte della sapienza
l’Astro di Mu.ammad, uno dei cavilli che i teologi
ebrei Gli opposero fu che dopo Mosč Dio non avrebbe
inviato nessun altro Profeta. Nelle Sacre
Scritture era stato detto di un’Anima Che Si sarebbe
manifestata per far progredire la Fede di Mosč e favorire
gli interessi dei Suoi seguaci, acciocché la
Legge della Sua Dispensazione si diffondesse in tutto
il mondo. Cosě si č espresso il Re della gloria eterna
nel Suo Libro riguardo alle parole pronunziate
da coloro che erravano nella valle della lontananza e
dell’errore: «Dicono i giudei: “La mano di Dio č ora
chiusa”. Siano le loro mani chiuse e incatenate e siano
maledetti per quel che hanno detto! Che anzi ambo
le mani di Dio sono aperte!». «La mano di Dio sta
sopra le loro mani». Quantunque i commentatori del
Corano abbiano riferito in diverse maniere le circostanze
relative alla rivelazione di questo versetto,
pure, devi sforzarti di comprenderne il senso. Egli
dice: Com’č falso ciň che hanno immaginato gli Ebrei!
Come puň la mano di Colui Che č il Re della
Veritŕ, Che fece sě che si manifestasse il sembiante
di Mosč cui conferě il manto della Missione Profetica,
come puň la mano di un Essere simile essere incatenata
o vincolata? Come si puň concepire ch’Egli
SPIGOLATURE
23
non possa suscitare un altro Messaggero dopo Mosč?
Osserva l’assurditŕ del loro dire: com’č fuorviato
e lontano dalla via della sapienza e della comprensione!
Osserva come tutti costoro si occupano, anche
oggi, di tali stolte assurditŕ. Per piů di mille anni
hanno recitato questo versetto e inconsciamente
hanno criticato gli Ebrei senza rendersi conto che
loro stessi, apertamente e in segreto, ne ripetono le
opinioni e le credenze! Sei certamente a conoscenza
del loro vano assunto che tutte le Rivelazioni sono
finite, che le porte della misericordia divina sono
chiuse, che dall’alba della santitŕ eterna, non sorgerŕ
piů altro sole, che l’Oceano della munificenza sempiterna
si č placato per sempre e che dal Tabernacolo
dell’antica Gloria hanno cessato di manifestarsi i
Messaggeri di Dio. Tale č la portata della comprensione
di questa gente meschina e spregevole. Hanno
immaginato che il flusso dell’onnipresente grazia e
dell’abbondante misericordia di Dio, la cui fine nessuna
mente puň prevedere, si sia arrestato. Dappertutto
si sono levati e hanno indossato la veste della
tirannia facendo ogni sforzo per spegnere la fiamma
del Roveto ardente di Dio con l’acqua amara della
loro fatua immaginazione, dimentichi che il globo
del Potere proteggerŕ la Lampada di Dio entro la Sua
possente fortezza...
8 Guarda come la sovranitŕ di Mu.ammad, il
Messaggero di Dio, č oggi chiara ed evidente fra le
BAHÁ’U’LLÁH
24
genti. Sai bene che cosa accadde alla Sua Fede al
principio della Sua Dispensazione. Quali tormentose
sofferenze la mano degl’infedeli e dei traviati, dei
teologi del tempo e dei loro accoliti, inflisse a
quell’Essenza spirituale, a quel purissimo e santo
Essere. Che abbondanza di spine e rovi sparsero sul
Suo sentiero! Č evidente che quella miserabile generazione,
nella sua immaginazione perfida e satanica,
considerava ogni colpo inferto a quell’Essere
immortale come un mezzo per raggiungere una
felicitŕ duratura, poiché i teologi riconosciuti di quel
tempo come ‘Abdu’lláh-i-Ubayy, Abú ‘Ámir,
l’eremita, Ka‘b-ibn-i-Ashraf e Na.r-ibn-i-.árith, Lo
trattarono tutti da impostore e Lo dichiararono pazzo
e calunniatore. Gli mossero accuse cosě atroci che, se
le riferissi, Dio impedirebbe all’inchiostro di
scorrere, alla penna di muoversi e alla pagina di
sopportarle. Queste accuse maligne incitarono il
popolo a sollevarsi e a tormentarLo. E quanto son
fieri i tormenti, se i teologi dell’epoca ne sono i capi
istigatori, se Lo denunziano ai loro seguaci, Lo
scacciano di fra loro e Lo dichiarano miscredente!
Non č accaduto lo stesso a questo Servo, come tutti
hanno potuto constatare?
9 Per questa ragione Mu.ammad esclamň: «Nessun
Profeta di Dio ha sofferto quello che ho sofferto
Io». E nel Corano sono registrate tutte le calunnie e i
rimproveri mossi contro di Lui e anche tutte le pene
SPIGOLATURE
25
che soffrě. Consultatelo, sě da apprendere, forse, ciň
che č avvenuto alla Sua Rivelazione. Si trovň in
frangenti tali che per un certo tempo tutti troncarono
ogni rapporto con Lui e con i Suoi compagni.
Chiunque Lo avvicinasse diventava vittima dell’implacabile
crudeltŕ dei Suoi nemici...
10 Considera che grande cambiamento oggi! Osserva
quanti Sovrani s’inginocchiano al Suo nome!
Quante nazioni e regni hanno cercato l’asilo della
Sua ombra e sono fedeli alla Sua Fede e ne sono orgogliosi!
Dall’alto dei pulpiti salgono oggi parole di
lode che con profonda umiltŕ glorificano il Suo nome
benedetto e dalla cima dei minareti risuona
l’appello che invita le schiere della Sua gente ad adorarLo.
Persino i Re della terra che si sono rifiutati
di abbracciare la Sua Fede e di abbandonare l’abito
della miscredenza confessano e riconoscono la grandezza
e la maestŕ irresistibile di quell’Astro di tenero
amore. Tale č la Sua sovranitŕ terrena che ne puoi
trovare testimonianza in ogni luogo. Questa sovranitŕ
deve rivelarsi e affermarsi o durante la vita della
Manifestazione di Dio o dopo la Sua ascensione alla
Sua vera dimora nel regno supremo...
11 Č evidente che i cambiamenti apportati in ogni
Dispensazione costituiscono le nubi oscure che si
frappongono tra l’occhio della comprensione umana
e il divino Luminare che risplende dall’alba
dell’ Essenza divina. Considerate come, per geneBAHÁ’U’LLÁH
26
razioni, gli uomini abbiano ciecamente imitato i
loro padri e siano stati educati secondo le regole e
i principi stabiliti dai dettami della loro Fede. Perciň
se improvvisamente scoprissero che un Uomo
vissuto fra loro, il Quale, rispetto a ogni limitazione
umana, č stato loro eguale, Si č levato ad
abolire tutti i principi tradizionali imposti dalla
loro Fede – principi che li avevano disciplinati per
secoli, ogni avversario e negatore dei quali
s’erano abituati a considerare infedele, scellerato e
malvagio – sarebbero certamente ottenebrati e ostacolati
nel riconoscere la Sua veritŕ. Queste cose
sono come «nubi» che velano gli occhi di coloro il
cui intimo essere non ha assaporato il Salsabíl del
distacco, né bevuto dal Kawthar della conoscenza
di Dio. Costoro, quando ne vengono informati,
sono cosě accecati che senza la minima esitazione
dichiarano la Manifestazione di Dio infedele e Lo
condannano a morte. Devi aver sentito dire che
simili cose sono accadute in tutte le epoche e le
vedi anche in questi giorni.
12 Ci conviene perciň compiere il massimo sforzo
perché con l’invisibile aiuto di Dio questi oscuri
veli, queste nubi di prove mandate dal Cielo, non
c’impediscano di mirare la beltŕ del Suo Sembiante
luminoso e possiamo riconoscerLo solo dal Suo
Essere...
SPIGOLATURE
27
XIV
1 La Primavera divina č giunta, o Eccelsa Penna,
poiché la Festivitŕ del Misericordiosissimo s’avvicina
rapidamente. Sorgi e magnifica il nome di Dio
al cospetto dell’intera creazione e celebra la Sua lode,
in tal guisa che tutte le cose create ne siano rigenerate
e rinnovate. Parlane senza posa. L’astro della
beatitudine brilla sull’orizzonte del Nostro nome, il
Beato, poiché il regno del nome di Dio č stato abbellito
dell’ornamento del nome del tuo Signore, il Creatore
dei cieli. Sorgi innanzi alle nazioni della terra,
ŕrmati del potere di questo Nome Massimo e non
essere di coloro che indugiano.
2 Mi pare che tu ti sia fermata e non ti muova sulla
Mia Tavola. Ti ha forse disorientata lo splendore del
divino Sembiante, o ti hanno colmata di dolore i vani
discorsi dei caparbi paralizzando cosě il tuo moto?
Bada che nulla ti distolga dall’esaltare la grandezza
di questo Giorno – il Giorno in cui il Dito della maestŕ
e del potere ha infranto il suggello del Vino del
Ricongiungimento e ha chiamato tutti coloro che sono
nei cieli e sulla terra. Preferisci indugiare mentre
la brezza annunciatrice del Giorno di Dio ha giŕ spirato
su di te, o sei di quelli che sono separati da Lui
come da un velo?
BAHÁ’U’LLÁH
28
3 Non ho mai permesso ad alcun velo, o Signore di
tutti i nomi e Creatore dei cieli, d’impedirmi di riconoscere
le glorie del Tuo Giorno – il Giorno che č
lampada di Guida per il mondo intero e segno
dell’Antico dei Giorni per tutti quelli che vi dimorano.
Il mio silenzio dipende dai veli che hanno accecato
gli occhi delle Tue creature impedendo loro di
vederTi e il mio mutismo č causato dagli ostacoli
che hanno impedito alla Tua gente di riconoscere la
Tua veritŕ. Tu sai che cosa č in me, ma io non so che
cosa č in Te. Tu sei l’Onnisciente, Colui Che conosce
tutto. Per il Tuo nome che eccelle su tutti gli altri
nomi! Se il Tuo supremo e irresistibile decreto mi
raggiungesse, mi darebbe il potere di vivificare le
anime di tutti gli uomini col Tuo eccelso Verbo che
ho udito pronunziare dalla Tua Lingua di possanza
nel Tuo Regno di gloria. Mi consentirebbe di annunziare
la rivelazione del Tuo fulgido sembiante per il
quale ciň che era celato agli occhi degli uomini č stato
palesato nel Tuo nome, il Perspicuo, il Protettore
sovrano, Colui Che esiste da Sé.
4 Potresti scoprire altri che Me, o Penna, in questo
Giorno? Cos’č avvenuto della creazione e delle sue
manifestazioni? Cosa dei nomi e del loro regno?
Dove sono andate tutte le cose create visibili e invisibili?
Cos’č avvenuto dei segreti celati dell’universo
e delle sue rivelazioni? Ecco: l’intera creazione č
SPIGOLATURE
29
scomparsa! Null’altro rimane se non il Mio Volto,
l’Eterno, il Risplendente, il Gloriosissimo.
5 Questo č il Giorno in cui null’altro si vede fuor
che gli splendori della Luce che risplende dal volto
del Tuo Signore, il Benigno, il Generosissimo. In
veritŕ, abbiamo fatto spirare ogni anima in virtů della
Nostra irresistibile sovranitŕ che tutto soggioga e
poi, in segno di grazia verso gli uomini, abbiamo
chiamato all’esistenza una nuova creazione. Io sono,
invero, il Generosissimo, l’Antico dei Giorni.
6 Questo č il Giorno in cui il mondo invisibile
esclama: «Grande, o terra, č la tua benedizione poiché
sei stata fatta piedistallo del tuo Dio e scelta quale
sede del Suo potente trono». Il regno della gloria
esclama: «Ti sia sacrificata la mia vita, poiché Colui
Che č il Benamato del Misericordiosissimo ha stabilito
su di te la Sua sovranitŕ per il potere del Suo
Nome che č stato promesso a tutte le cose, del passato
e del futuro». Questo č il Giorno in cui ogni cosa
profumata ha attinto la fragranza dall’effluvio della
Mia veste, una veste che ha esalato profumo
sull’intera creazione. Questo č il Giorno in cui le
impetuose acque della vita eterna sono scaturite dalla
Volontŕ del Misericordiosissimo. Accorrete con tutto
il cuore e con tutta l’anima e bevete a sazietŕ, o
Coorti dei regni superni!
7 Dě: Egli č la Manifestazione di Colui Che č
l’Inconoscibile, l’Invisibile degli Invisibili, se solo lo
BAHÁ’U’LLÁH
30
capiste! Egli č Colui Che ha svelato innanzi a voi la
Gemma celata e custodita, se solo la cercaste! Egli č
il Benamato di tutte le cose, del passato e del futuro.
Se solo poneste il cuore e la speranza in Lui!
8 Abbiamo udito la tua supplica, o Penna, e
scusiamo il tuo silenzio. Che cosa ti ha confusa cosě
profondamente?
9 L’ebbrezza della Tua presenza, o Benamato di
tutti i mondi, mi ha colta impossessandosi di me.
10 Sorgi e proclama all’intera creazione le novelle
che Colui Che č il Misericordiosissimo ha volto i
passi verso il Ri.ván e vi č entrato. Poi guida le genti
nel giardino della delizia di cui Dio ha fatto il Trono
del Suo Paradiso. Ti abbiamo scelta perché tu sia
la nostra Tromba piů possente, il cui squillo segnalerŕ
la resurrezione dell’intera umanitŕ.
11 Dě: Questo č il Paradiso sul cui fogliame il
nčttare della Parola ha impresso la testimonianza:
«Colui Che era celato agli occhi degli uomini Si č
rivelato, cinto di sovranitŕ e potenza!». Questo č il
Paradiso, il fruscio delle cui foglie proclama: «O abitatori
dei cieli e della terra! Č apparso ciň che non
era mai apparso prima. Colui Che dall’eternitŕ aveva
nascosto il Volto alla vista della creazione č ora venuto
». Dalla sussurrante brezza che spira fra i suoi
rami si leva il grido: «Colui Che č il Signore sovrano
di tutto Si č manifestato: il Regno č di Dio!»., mentre
dalle sue acque scorrenti si ode il mormorio:
SPIGOLATURE
31
«Tutti gli occhi si rallegrano, poiché Colui Che nessuno
aveva veduto, il Cui segreto nessuno aveva penetrato,
ha sollevato il velo della gloria e scoperto il
volto della Bellezza».
12 In questo Paradiso e dall’alto delle sue piů
eccelse stanze, le Ancelle del Cielo hanno gridato
esclamando: «Esultate, o abitatori dei regni superni,
poiché nel cuore dei cieli le dita di Colui Che č
l’Antico dei Giorni suonano la Piů Grande Campana
in nome del Gloriosissimo. Le mani della munificenza
hanno offerto la coppa della vita eterna. Avvicinatevi
e bevete a sazietŕ. Bevete con pura delizia,
voi che siete incarnazioni della brama, voi che siete
personificazioni del desiderio veemente!».
13 Questo č il Giorno in cui Colui Che č il Rivelatore
dei nomi di Dio č uscito dal Tabernacolo della
gloria e ha proclamato a tutti coloro che sono nei
cieli e sulla terra: «Riponete le coppe del Paradiso e
tutte le acque vivificatrici che vi sono contenute,
poiché, ecco, le genti di Bahá sono entrate nella dimora
beata della Presenza divina e hanno libato il
vino del ricongiungimento dal calice della bellezza
del loro Signore, Colui Che tutto possiede,
l’Altissimo».
14 Dimentica il mondo della creazione, o Penna, e
volgiti verso il volto del tuo Signore, il Signore di
tutti i nomi. Adorna, dunque, il mondo con l’ornamento
dei favori del tuo Signore, il Re dei giorni eBAHÁ’U’LLÁH
32
terni. Sentiamo la fragranza del Giorno in cui Egli, il
Desiderio di tutte le nazioni, ha fatto brillare lo
splendore della luce dei Suoi piů eccelsi nomi sui
regni dell’invisibile e del visibile, avvolgendoli nel
fulgore dei luminari dei Suoi piů amabili favori, favori
che nessuno puň valutare eccetto Lui, Che č il
Protettore onnipotente dell’intera creazione.
15 Non guardare le creature di Dio se non con
occhio benevolo e misericordioso, poiché la Nostra
amorevole provvidenza ha pervaso tutte le cose create
e la Nostra grazia ha abbracciato la terra e i cieli.
Questo č il Giorno in cui i veri servi di Dio gustano
le acque vivificatrici del ricongiungimento, il Giorno
in cui coloro che Gli sono vicini possono dissetarsi
al fiume dolcemente scorrente dell’immortalitŕ e coloro
che credono nella Sua unitŕ possono bere il vino
della Sua Presenza, riconoscendo in Lui il Supremo
e Ultimo Fine di tutto, in Cui la Lingua della Maestŕ
e della Gloria lancia l’appello: «Il Regno č Mio. Io
sono, per Mio diritto, il suo Sovrano».
16 Attira i cuori degli uomini col richiamo di Colui
Che č l’unico, il solo Benamato. Dě: Questa č la Voce
di Dio, se porgeste orecchio. Questa č l’Alba della
Rivelazione di Dio, se lo sapeste. Questo č l’Orizzonte
da cui sorge la Causa di Dio, se lo riconosceste.
Questa č la Sorgente del comandamento di Dio,
se giudicaste equamente. Questo č il Segreto palese e
celato, se lo intuiste. O popoli del mondo! Gettate
SPIGOLATURE
33
via nel Mio nome, che trascende ogni altro, ciň che
possedete e immergetevi in quest’Oceano nelle cui
profonditŕ sono celate le perle della saggezza e della
parola, un oceano che si solleva nel Mio nome, il
Misericordioso. Cosě v’istruisce Colui che ha con Sé
il Libro Primigenio.
17 L’Amatissimo č giunto. Nella mano destra ha il
Vino suggellato del Suo nome. Felice l’uomo che si
volge a Lui, ne beve a sazietŕ ed esclama: «Sia lode
a Te, o Rivelatore dei segni di Dio!». Per la giustizia
dell’Onnipotente! Ogni cosa celata si č palesata per
il potere della veritŕ. Tutti i favori di Dio sono stati
inviati come pegno della Sua grazia. Le acque della
vita eterna sono state offerte agli uomini in tutta la
loro pienezza. Ogni coppa č stata offerta dalla mano
del Benamato. Avvicinati e non indugiare neppure
per un breve istante.
18 Beati coloro che, librandosi sulle ali della rinunzia,
hanno raggiunto lo stadio che, come Dio ha disposto,
prende sotto la sua ombra la creazione intera,
coloro che né vane fantasie di sapienti, né moltitudini
di eserciti terreni hanno potuto far deviare dalla
Sua Causa. Chi di voi, o uomini, rinunzierŕ al mondo
e si avvicinerŕ a Dio, il Signore di tutti i nomi?
Dove si troverŕ colui che, per il potere del Mio nome
che trascende tutte le cose create, getterŕ via ciň che
gli uomini possiedono e si aggrapperŕ con tutta la
sua forza a ciň che Dio, Che conosce l’invisibile e il
BAHÁ’U’LLÁH
34
visibile, gli ha ingiunto di osservare? Cosě la Sua
generositŕ č stata inviata agli uomini, la Sua testimonianza
si č compiuta e la Sua prova ha brillato
sull’Orizzonte della misericordia. Ricca č la ricompensa
che sarŕ guadagnata da colui che ha creduto ed
esclamato: «Lodato sii Tu, o Benamato di tutti i
mondi! Magnificato sia il Tuo nome, o Desiderio
d’ogni cuore che comprende!».
19 Esulta di suprema gioia, o gente di Bahá,
nell’evocare il ricordo del Giorno di felicitŕ suprema,
il Giorno in cui la Lingua dell’Antico dei Giorni
ha parlato nel lasciare la Sua Dimora per recarSi nel
Luogo dal quale ha diffuso sull’intera creazione gli
splendori del Suo nome, il Misericordiosissimo. Dio
Ci č testimone. Se rivelassimo i segreti celati di questo
Giorno, tutti coloro che dimorano in terra e nei
cieli cadrebbero in deliquio e morrebbero, tranne
coloro che Dio, l’Onnipotente, l’Onnisciente, il Piů
Sapiente, volesse salvare.
20 Tale č l’effetto inebriante delle parole di Dio su
Colui Che č il Rivelatore delle Sue indubbie prove,
che la Sua Penna non puň piů muoversi. Con queste
parole Egli conclude la Sua Tavola: «Non v’č altro
Dio che Me, l’Eccelso, il Piů Potente, il Piů Eccellente,
l’Onnisciente».
SPIGOLATURE
35
XV
1 La Penna della Rivelazione esclama: «In questo
Giorno il Regno č di Dio!». La Lingua del Potere
proclama: «In questo Giorno ogni sovranitŕ, nella
piů assoluta realtŕ, č di Dio!». La Fenice dei reami
superni grida dal Ramo immortale: «La gloria di ogni
grandezza appartiene a Dio, l’Incomparabile,
l’Irresistibile!». La Colomba Mistica proclama dalla
sua benedetta pčrgola nel paradiso eterno: «In questo
Giorno la sorgente di ogni generositŕ proviene da
Dio, l’Unico, il Clemente!». L’Uccello del Trono
gorgheggia la sua melodia nel suo rifugio di santitŕ:
«In questo Giorno, il potere supremo non dev’essere
attribuito ad altri che a Dio, Colui Che non ha né pari,
né eguali, Che č il Piů Potente, Colui Che tutto
soggioga!». L’intima essenza di tutto proclama a tutte
le cose la testimonianza: «In questo Giorno, ogni
clemenza emana da Dio, Cui nessuno puň paragonarsi,
Cui nessuno puň associarsi, il Sovrano Protettore
di tutti gli uomini e l’Occultatore dei peccati!».
La Quintessenza della Gloria ha levato la voce sul
Mio capo e ha gridato da tali altezze che né penna né
lingua potranno mai descrivere: «Dio mi č testimone!
Egli, l’Antico dei giorni eterni, č venuto ammantato
di maestŕ e potere. Non v’č altro Dio che Lui, il
Gloriosissimo, l’Onnipotente, l’Altissimo, il Piů
Saggio, Colui Che tutto pervade, Che tutto vede,
BAHÁ’U’LLÁH
36
Che tutto sa, il Sovrano protettore, la Sorgente di
luce eterna».
2 O mio servo, che hai cercato il beneplacito di
Dio e ti sei stretto al Suo amore nel Giorno in cui
tutti, fuorché i pochi dotati d’intuito, si sono staccati
da Lui! Ti renda Iddio, per la Sua grazia, una ricompensa
generosa, incorruttibile ed eterna per averLo tu
cercato nel Giorno in cui gli occhi erano ciechi. Sappi
che se ti rivelassimo una sola goccia dei diluvi che
per volere di Dio si sono riversati su di Noi per mano
degli invidiosi e dei maligni, piangeresti copiose
lacrime e lamenteresti giorno e notte la Nostra sorte.
Oh, potesse trovarsi un’anima perspicace ed equa
che riconoscesse le meraviglie di questa Rivelazione,
meraviglie che proclamano la sovranitŕ di Dio e la
grandezza del Suo potere. Potesse tale uomo sorgere
e unicamente per amor di Dio ammonire privatamente
e apertamente gli uomini sě che s’adoprino ad aiutare
questo Essere vilipeso Che gli artefici d’iniquitŕ
hanno cosě crudelmente afflitto.
3 Ma credo di udire dietro di Me la Voce dello
Spirito Santo chiamarMi dicendo: «Varia tema e
cambia tono, sě che il cuore di colui che ha posto lo
sguardo sul Tuo volto non sia rattristato. Dě: Per la
grazia di Dio e per la Sua forza non ho implorato
l’aiuto di alcuno nel passato, né voglio chiedere aiuto
ad alcuno in avvenire. Č Lui Che Mi ha aiutato col
potere della veritŕ nei giorni dell’esilio in ‘Iráq. Č
SPIGOLATURE
37
Lui Che Mi ha circondato della Sua protezione al
tempo in cui la gente della terra Mi osteggiava. Č
Lui Che Mi ha consentito di lasciare la cittŕ ammantato
di una maestŕ che nessuno, tranne i negatori e i
maligni, puň disconoscere.
4 Dě: Il Mio esercito č la Mia fiducia in Dio; il Mio
popolo, la forza della Mia fede in Lui. Il Mio amore
č il Mio stendardo e il Mio compagno il ricordo di
Dio, il Signore Sovrano di tutto, il Potentissimo, il
Gloriosissimo, l’Assoluto.
5 O viandante, sorgi sul sentiero dell’Amore di Dio
e sostieni la Sua Causa. Dě: O genti, non barattate
questo Giovane né con le vanitŕ di questo mondo né
con le delizie del cielo. Per la giustizia del vero unico
Dio! Un Suo capello vale piů di tutto quello che č
nei cieli e sulla terra. Attenti, o uomini, a non lasciarvi
tentare di separarvi da Lui, in cambio dell’oro
e dell’argento che possedete. Che il Suo amore sia
una riserva di tesori per le vostre anime nel Giorno
in cui nessun altro che Lui vi gioverŕ, il Giorno in
cui ogni colonna sarŕ scossa, in cui persino la pelle
degli uomini si raggriccerŕ, in cui gli occhi tutti saranno
spalancati per il terrore. Dě: O genti! Temete
Dio e non vi allontanate sdegnosamente dalla Sua
Rivelazione. Prostratevi col viso a terra innanzi a
Dio e giorno e notte celebrate la Sua lode.
6 Possa l’anima tua avvampare della fiamma di
questo Fuoco immortale che arde nel piů intimo cuoBAHÁ’U’LLÁH
38
re del mondo, sě che le acque dell’universo non abbiano
il potere di smorzarne l’ardore. Fa’ quindi
menzione del tuo Signore a che gl’incuranti fra i Nostri
servi siano ammoniti dalle tue parole e i cuori
dei retti rallegrati.
XVI
1 Dě: O uomini! Questo č un Giorno senza pari. E
impareggiabile dev’essere anche la lingua che celebra
la lode del Desiato di tutte le nazioni e ineguagliabili
le azioni che aspirano ad esserGli ben accette.
L’intera razza umana ha agognato questo Giorno,
caso mai essa adempia ciň che si confŕ al suo stato
ed č degno del suo destino. Beato l’uomo che gli interessi
terreni non sono riusciti a distogliere dal riconoscere
Colui Che č il Signore di tutte le cose.
2 Il cuore umano si č cosě ottenebrato che né la
distruzione della cittŕ, né lo sgretolarsi della montagna
e neppure lo spaccarsi della terra ne scuotono il
torpore. Le allusioni fatte dalle Scritture sono state
spiegate, i segni in esse predetti sono stati rivelati e
il grido profetico si č levato incessantemente. Eppure
tutti, salvo quelli che Dio Si č compiaciuto di guidare,
sono disorientati dall’ebbrezza dell’ignavia!
3 Vedete come ogni giorno il mondo sia afflitto da
nuove calamitŕ. La sua tribolazione continua ad agSPIGOLATURE
39
gravarsi. Dal momento della rivelazione della Súriyi-
Rá’ís (Tavola a Rá’ís) sino al giorno d’oggi il
mondo non si č placato, né si sono tranquillizzati i
cuori dei suoi popoli. Ora č stato agitato da lotte e
dissensi, ora č stato sconvolto da guerre ed č caduto
vittima di malattie croniche. Il suo male s’avvicina
alla fase dell’inguaribilitŕ assoluta, perché s’impedisce
al vero Medico di somministrare il rimedio,
mentre ai ciarlatani č fatta benevola accoglienza e
accordata piena libertŕ di azione… La polvere della
sedizione ha ottenebrato il cuore degli uomini e ne
ha accecato gli occhi. Ben presto si accorgeranno
delle conseguenze di ciň che le loro mani hanno operato
nel Giorno di Dio. Cosě vi ammonisce Colui
Che di tutto č informato, per ordine di Colui Che č il
Potentissimo, l’Onnipotente.
XVII
1 Nel Nome di Colui Che č il Grande Annunzio! Il
Misericordiosissimo č venuto, investito di sovranitŕ
indiscussa. La Bilancia č stata stabilita e tutti coloro
che dimorano sulla terra sono stati radunati. La
Tromba ha squillato, ed ecco, gli occhi tutti si sono
spalancati per il terrore e i cuori di tutti coloro che
sono in cielo e sulla terra hanno tremato, tranne
BAHÁ’U’LLÁH
40
quelli che, vivificati dall’alito dei versetti di Dio, si
sono distaccati da tutto.
2 Questo č il Giorno in cui la terra narrerŕ le sue
novelle. Gli artefici d’iniquitŕ sono i suoi fardelli, se
solo ve ne accorgeste. S’č spaccata la luna delle vane
fantasie e il cielo ha prodotto fumo visibile. Vediamo
la gente abbattuta, terrorizzata dalla paura del
suo Signore, l’Onnipotente, il Possente. Il Banditore
ha gridato e gli uomini sono stati travolti, tale č stato
il furore della Sua collera. Il popolo della sinistra
sospira e si lamenta. Quello della destra dimora in
nobili magioni, e liba il Vino che č vera vita dalle
mani del Misericordioso, ed č in veritŕ beato.
3 La terra č stata scossa, le montagne sono scomparse
e gli angeli Ci sono apparsi schiera a schiera.
La maggior parte della gente č confusa dall’ubriachezza
e porta impressi sul viso i segni della collera.
Cosě abbiamo radunato gli artefici d’iniquitŕ. Li vediamo
precipitarsi verso il loro idolo. Dě: Nessuno
sarŕ al sicuro dal verdetto di Dio in questo Giorno. Č
davvero un Giorno tremendo. Noi indichiamo loro
quelli che li hanno condotti alla perdizione. Li vedono,
ma non li riconoscono. Hanno gli occhi allucinati:
sono, in veritŕ, ciechi. Prova ne siano le calunnie
che hanno pronunziato; le loro calunnie sono condannate
da Dio, l’Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste
da Sé. Il Maligno ha suscitato la malvagitŕ nei
loro cuori e sono afflitti da un tormento che nessuno
SPIGOLATURE
41
puň allontanare. Corrono verso i perversi portando
l’elenco degli artefici d’iniquitŕ. Tali sono le loro
azioni.
4 Dě: I cieli sono stati ripiegati, la terra sta nel
Suo pugno e gli artefici della corruzione sono stati
acciuffati per i capelli e ancora non capiscono.
Bevono acqua inquinata e non lo sanno. Dě: Il grido
č stato lanciato e le genti sono uscite dai sepolcri
e alzandosi si guardano attorno. Taluni si sono
affrettati a raggiungere la corte del Dio della Misericordia,
altri sono caduti bocconi nel fuoco
dell’Inferno, mentre altri ancora sono smarriti nello
stupore. I versetti di Dio sono stati rivelati, eppure
se ne sono allontanati. La Sua prova č stata
manifestata, eppure l’ignorano. E quando guardano
il volto del Misericordiosissimo, i loro visi sono
contriti, mentre vivono dissolutamente. Corrono
verso il Fuoco dell’Inferno confondendolo con
la luce. Lungi da Dio ciň che stoltamente
immaginano! Dě: Vi rallegriate o scoppiate di
collera, i cieli si sono spaccati e Dio č disceso
rivestito di radiosa sovranitŕ. Udiamo tutte le cose
create esclamare: «Il Regno č di Dio,
l’Onnipotente, l’Onnisciente, il Sapientissimo».
5 Sappi, inoltre, che, a causa dell’operato degli
infedeli, siamo stati gettati in un’affliggente Prigione
e circondati dalle legioni della tirannia. Tale č, perň,
la gioia provata da questo Giovane che nessuna gioia
BAHÁ’U’LLÁH
42
terrena puň esserle paragonata. In nome di Dio! Il
male che ha sofferto per mano dell’oppressore non
potrŕ mai addolorarGli il cuore, né Lo rattristerŕ il
dominio di coloro che hanno ripudiato la veritŕ.
6 Dě: La tribolazione č un orizzonte della Mia
Rivelazione. L’astro della grazia vi risplende, irradiandone
una luce che né nubi di fatue chimere umane
né fantasie di aggressore possono oscurare.
7 Segui le orme del tuo Signore e ricorda i Suoi servi,
come Egli ricorda te, incurante dello strepito dei negligenti
e della spada del nemico… Spargi ovunque il dolce
aroma del tuo Signore e non esitare, fosse pure per
meno di un attimo, a servire la Sua Causa. S’avvicina il
giorno in cui sarŕ proclamata la vittoria del tuo Signore,
il Clemente, il Generosissimo.
XVIII
1 Dě: Abbiamo fatto sgorgare dal Nostro trono i
fiumi della parola divina sě che dal suolo dei vostri
cuori potessero sbocciare le tenere pianticelle della
saggezza e della comprensione. Non siete riconoscenti?
Coloro che non si degnano di adorare il loro
Signore saranno fra i reietti. E ogni qual volta son
loro ripetuti i Nostri versetti, persistono in orgoglioso
disprezzo e flagrante violazione della Sua legge, e
non lo sanno. Coloro che non hanno creduto in Lui
SPIGOLATURE
43
saranno in ombra di denso fumo. «L’Ora» li ha colti
nella dissolutezza. Sono stati acciuffati per i capelli,
e non lo sanno.
2 Ciň che doveva avvenire č avvenuto improvvisamente;
guardate come fuggono. L’inevitabile si č
compiuto; siate testimoni di come se lo gettano alle
spalle! Questo č il Giorno in cui ogni uomo rifuggirŕ
se stesso e ancor piů i propri simili, se solo ve ne
accorgeste! Dě: Nel nome di Dio! Lo squillo della
tromba ha risonato, ed ecco, l’umanitŕ č caduta in
deliquio innanzi a Noi! L’Araldo ha gridato e il Banditore
ha levato la voce dicendo: «Il Regno č di Dio,
il Potentissimo, l’Aiuto nel Pericolo, Colui Che
esiste da Sé».
3 Questo č il Giorno in cui tutti gli occhi saranno
spalancati per il terrore, il Giorno in cui i cuori di coloro
che dimorano sulla terra tremeranno, tranne coloro
che il tuo Signore, l’Onnisciente, il Sapientissimo Si
compiacerŕ di dispensare. Tutti i volti si sono oscurati
eccetto quelli ai quali il Dio di Misericordia ha concesso
cuore raggiante. Allucinati sono gli occhi di coloro
che si sono apertamente rifiutati di guardare il volto di
Dio, il Gloriosissimo, il Lodatissimo.
4 Dě: Non avete letto il Corano? Leggetelo, caso
mai troviate la veritŕ, poiché questo Libro č in veritŕ
la Retta Via. Č la Via di Dio per tutti coloro che sono
nei cieli e per tutti coloro che sono in terra. Se
non vi siete curati del Corano, non puň dirsi che il
BAHÁ’U’LLÁH
44
Bayán vi sia lontano. Tenetelo aperto davanti agli
occhi. Leggetene i versetti, caso mai evitiate di
commettere ciň che farebbe lamentare e gemere i
Messaggeri di Dio.
5 Affrettatevi a uscire dai sepolcri. Per quanto
tempo ancora volete dormire? La tromba ha squillato
per la seconda volta. Chi state guardando? Questo č
il vostro Signore, il Dio di Misericordia. Guardate
come vi opponete ai Suoi segni! La terra ha tremato
per una forte scossa e ha deposto i suoi fardelli. Non
volete ammetterlo? Dě: Non volete riconoscere che
le montagne sono diventate come fiocchi di lana, che
le genti sono profondamente sgomente davanti alla
tremenda maestŕ della Causa di Dio? Guardate come
le loro case non siano che vuote rovine e loro stessi
un esercito sconfitto.
6 Questo č il Giorno in cui il Misericordiosissimo č
disceso in nubi di sapienza, ammantato di sovranitŕ
manifesta. Egli conosce bene le azioni degli uomini.
Egli č Colui la Cui gloria nessuno puň misconoscere,
se solo lo capiste! Il cielo di ogni religione s’č squarciato,
la terra dell’umana comprensione s’č spaccata
e si vedono scendere gli angeli di Dio. Dě: Ecco il
Giorno del reciproco inganno, dove fuggite? Le
montagne sono scomparse, i cieli sono stati ripiegati
e la terra intera č nella stretta del Suo pugno, se solo
lo capiste! Chi potrŕ proteggervi? Nessuno, in nome
di Colui Che č il Misericordiosissimo! Nessuno,
SPIGOLATURE
45
tranne Dio, l’Onnipotente, il Gloriosissimo, il Benefico.
Ogni donna che portava un peso nel grembo ha
deposto il proprio fardello. Vediamo uomini ebbri in
questo Giorno, il Giorno in cui uomini e angeli sono
stati radunati assieme.
7 Dě: V’č alcun dubbio riguardo a Dio? Guardate
com’č disceso dal cielo della Sua grazia, cinto di potere
e investito di sovranitŕ. V’č alcun dubbio riguardo
ai Suoi segni? Aprite gli occhi e considerate
la Sua prova manifesta. Il Paradiso č alla vostra destra
e vi č stato avvicinato, l’Inferno č stato posto in
fiamme. Osservate le sue vampe divoratrici. Affrettatevi
a entrare in Paradiso, pegno della Nostra misericordia
per voi, e bevete dalle mani del Misericordiosissimo
il Vino che č vera vita.
8 Bevete con sana delizia, o genti di Bahá. In
veritŕ, siete i privilegiati. Ecco ciň che hanno ottenuto
coloro che son vicini a Dio. Ecco l’acqua scorrente
che vi č stata promessa nel Corano e poi nel Bayán,
quale ricompensa del vostro Signore, il Dio di
Misericordia. Beati coloro che la bevono!
9 O Mio servo che hai volto il viso verso di Me!
Rendi grazie a Dio ché ti ha inviato questa Tavola in
questa Prigione, perché tu ricordi alle genti i giorni
del tuo Signore, il Gloriosissimo, l’Onnisciente. In
tal guisa abbiamo fondato per te, con le acque della
Nostra saggezza e dei Nostri detti, le basi del tuo
credo. Questa č, invero, l’acqua su cui č stato innalBAHÁ’U’LLÁH
46
zato il Trono del tuo Signore. «Il Suo Trono si librava
sulle acque». Medita in cuor tuo, sě che tu ne
comprenda il significato. Dě: Sia lode a Dio, Signore
di tutti i mondi.
XIX
1 A ogni cuore sottile e illuminato č evidente che
Dio, Essenza inconoscibile, Essere divino, č immensamente
eccelso al di lŕ d’ogni attributo umano, come
esistenza corporea, ascesa e discesa, egresso e
regresso. Lungi dalla Sua gloria qualsiasi cosa lingua
umana possa adeguatamente cantare in Sua lode, o
cuore umano comprendere il Suo insondabile mistero!
Egli č, ed č sempre stato, celato nell’eternitŕ antica
della Sua Essenza e resterŕ eternamente nascosto,
nella Sua Realtŕ, alla vista degli uomini. «Non
L’afferrano gli sguardi ed Egli tutti gli sguardi afferra.
Č di sguardo sottile e di tutto ha notizia»...
2 E poiché la porta della sapienza dell’Antico dei
Giorni č chiusa a tutti gli esseri, la Sorgente della grazia
infinita, secondo il Suo detto: «La Sua grazia ha trasceso
tutte le cose; la Mia le ha abbracciate tutte», ha fatto
sě che dal regno dello spirito apparissero, nella nobile
forma del tempio umano, le luminose Gemme della
Santitŕ e, manifestate a tutti gli uomini, impartissero al
SPIGOLATURE
47
mondo i misteri dell’Essere immutabile e narrassero gli
arcani della Sua Essenza imperitura.
3 Tutti questi Specchi purissimi, queste Aurore di
antica gloria sono Esponenti sulla terra di Colui Che
č l’Orbe centrale dell’universo, sua Essenza e suo
Fine ultimo. Da Lui scaturiscono la loro sapienza e il
loro potere; da Lui deriva la loro sovranitŕ. La bellezza
del loro sembiante non č che un riflesso della
Sua immagine; la loro rivelazione un segno della
Sua gloria immortale. Essi sono Miniere della sapienza
divina, Depositari della saggezza celestiale.
Tramite loro fluisce una grazia che č infinita e da
loro vien rivelata la luce che non puň spegnersi...
Questi Tabernacoli di santitŕ, questi Specchi Primevi
che riflettono la luce d’inestinguibile gloria, non sono
altro che espressioni di Colui Che č l’Invisibile
degli Invisibili. Mediante la rivelazione di queste
gemme di virtů divina si manifestano tutti i nomi e
gli attributi di Dio quali sapienza e potere, sovranitŕ
e dominio, misericordia e saggezza, gloria, generositŕ
e grazia.
4 Questi attributi di Dio non sono e non sono mai
stati concessi specialmente a certi Profeti e negati ad
altri. Anzi tutti i Profeti, gli eletti, i santi e i Messaggeri
prescelti di Dio sono senza eccezione portatori
dei Suoi nomi e personificazioni dei Suoi attributi.
Differiscono soltanto nell’intensitŕ della rivelazione
e nella relativa potenza della luce. Cosě come Egli ha
BAHÁ’U’LLÁH
48
rivelato: «Di tali Apostoli alcuni li abbiam resi superiori
agli altri».
5 Č perciň dimostrato in modo chiaro ed evidente
che nell’intimo Tempio di questi Profeti ed Eletti di
Dio č rispecchiata la luce dei Suoi nomi infiniti e dei
Suoi eccelsi attributi, anche se la luce di alcuni di
loro puň apparentemente non essere rivelata agli occhi
degli uomini da questi Templi luminosi. Se un
certo attributo di Dio in apparenza non č stato manifestato
esteriormente da queste Essenze del Distacco,
ciň non implica affatto che Coloro Che sono Albe
degli attributi di Dio e Tesori dei Suoi santi nomi,
effettivamente non lo posseggano. Dunque queste
Anime illuminate, questi Volti leggiadri, sono stati
tutti dotati di tutti gli attributi di Dio, quali sovranitŕ,
dominio e simili, anche se esteriormente sembrano
privi di ogni maestŕ terrena.
XX
1 Sappi con certezza che l’Invisibile non puň in
alcun modo incarnare la Sua essenza e rivelarla
agli uomini. Egli č ed č sempre stato immensamente
superiore a tutto ciň che si possa esprimere
e vedere. Dal Suo asilo di gloria la Sua voce non
fa che proclamare: «In veritŕ Io sono Dio; non v’č
altro Dio che Me, l’Onnisciente, il Sapientissimo.
SPIGOLATURE
49
Mi sono manifestato agli uomini e ho inviato loro
Colui Che č l’Alba dei segni della Mia Rivelazione.
Per Suo mezzo ho fatto sě che tutta la creazione
riconoscesse che non v’č altro Dio che Lui,
l’Incomparabile, il Consapevole, il Piů Saggio.
Colui Che č sempre celato agli occhi degli uomini
non puň esser conosciuto che per mezzo della Sua
Manifestazione e la Sua Manifestazione non puň
addurre maggior prova della veritŕ della Sua
Missione che la prova della Sua Persona.
XXI
1 O Salmán! La porta della sapienza dell’Essere
Antico č sempre stata e continuerŕ per sempre ad
essere chiusa agli uomini. Nessun intelletto umano
otterrŕ mai accesso alla Sua santa corte. Perň, come
pegno della Sua misericordia e come prova della Sua
premura amorosa, Egli ha manifestato agli uomini
gli Astri della Sua guida divina, i Simboli della Sua
unitŕ divina e ha stabilito che conoscere queste sante
Persone equivalga a conoscere la Sua Persona. Chi
riconosce loro ha riconosciuto Dio. Chi porge orecchio
al loro appello ha porto orecchio alla Voce di
Dio e chi attesta la veritŕ della loro Rivelazione ha
attestato la veritŕ di Dio Stesso. Chi s’allontana da
loro s’č allontanato da Dio e chi non crede in loro
BAHÁ’U’LLÁH
50
non ha creduto in Dio. Ciascuno di loro č la Via di
Dio che unisce questo mondo coi reami superni e lo
Stendardo della Sua Veritŕ per tutti coloro che sono
nei regni della terra e del cielo. Essi sono le Manifestazioni
di Dio fra gli uomini, le testimonianze della
Sua Veritŕ e i segni della Sua gloria.
XXII
1 I Latori del pegno di Dio sono stati manifestati ai
popoli della terra come Rappresentanti di una nuova
Causa e Portatori di un nuovo Messaggio. Tutti questi
Uccelli del Trono Celeste, discendendo dal cielo
della volontŕ di Dio e levandosi a proclamare la Sua
irresistibile Fede, sono considerati un’unica anima e
una stessa persona, perché bevono tutti alla stessa
coppa dell’amore di Dio e tutti mangiano i frutti dello
stesso Albero di Unicitŕ.
2 Ciascuna di queste Manifestazioni di Dio ha un
doppio stato. Uno č quello di pura astrazione e unitŕ
essenziale. Sotto questo aspetto, se li chiamassi tutti
con un nome e attribuissi loro le medesime qualitŕ,
non ti allontaneresti dal vero. Com’Egli ha rivelato:
«Non facciamo distinzione alcuna fra i Messaggeri
tutti che Iddio ha inviato». Poiché tutti esortano i
popoli della terra a riconoscere l’Unitŕ di Dio e annunziano
il Kawthar d’infinita grazia e munificenza.
SPIGOLATURE
51
Sono tutti investiti del manto della Missione Profetica
e onorati del peplo della gloria. Cosě ha rivelato
Mu.ammad, il Punto del Corano: «Io sono tutti i
Profeti». E inoltre: «Sono il primo Adamo, Noč,
Mosč e Gesů». Dichiarazioni analoghe sono state
fatte da ‘Alí. Espressioni come queste, che indicano
l’unitŕ essenziale di questi Esponenti di Unicitŕ, sono
altresě emanate dai Ruscelli dell’immortale parola
di Dio e dai Forzieri delle gemme della sapienza divina
e sono state inserite nelle scritture. Questi Sembianti
sono ricettacoli del Comando Divino e aurore
della Sua Rivelazione. E questa Rivelazione č eccelsa
al di sopra dei veli della pluralitŕ e delle esigenze
numeriche. Cosě Egli dice: «La Causa Nostra č unica
e sola». Dato che la Causa č unica e sola, i suoi Esponenti
sono necessariamente uno e lo stesso. Similmente
gli Imám della Fede Mu.ammadica, lampade
di certezza, hanno detto: «Mu.ammad č il nostro
primo, Mu.ammad č il nostro ultimo, Mu.ammad
č il nostro tutto».
3 Č chiaro ed evidente che tutti i Profeti sono
Templi della Causa di Dio apparsi in differenti vesti.
Se osserverai con occhio scrutatore, li vedrai dimorare
tutti nello stesso tabernacolo, librarsi nello stesso
cielo, assisi sullo stesso trono, pronunziare le
stesse parole e proclamare la stessa Fede. Questa č
l’unitŕ di queste Essenze dell’essere, di quei Luminari
d’infinito e incommensurabile splendore. PerBAHÁ’U’LLÁH
52
tanto se una di queste sante Manifestazioni proclamasse:
«Sono il ritorno di tutti i Profeti», direbbe la
pura veritŕ. In tal modo, in ogni Rivelazione che segue
vi č di fatto il ritorno di quella precedente e questa
veritŕ č conclusivamente comprovata...
4 L’altro č lo stadio di distinzione e riguarda il
mondo della creazione e delle sue limitazioni. Da
questo punto di vista ogni Manifestazione di Dio ha
una differente individualitŕ, una Missione definitivamente
assegnata, una Rivelazione predestinata e
limitazioni particolarmente fissate. Ognuna di esse č
conosciuta con un nome differente, č caratterizzata
da un attributo speciale, compie una missione definita
e le č affidata una particolare Rivelazione.
Com’Egli disse: «Di tali Messaggeri Divini alcuni li
abbiam resi superiori ad altri; fra essi c’č chi parlň
con Dio, ed Egli ne ha elevati alcuni di vari gradi.
Cosě demmo a Gesů, figlio di Maria, prove chiare e
Lo confermammo con lo Spirito Santo».
5 A causa di questa differenza di stadio e missione
le parole e le affermazioni che scaturiscono da queste
Sorgenti di sapienza divina sembrano contraddirsi
e differire. Ma agli occhi di coloro che sono iniziati
ai misteri della saggezza divina, tutti i loro discorsi
non sono, in realtŕ, che espressione di un’unica Veritŕ.
La maggior parte della gente, non essendo riuscita
a valutare gli stadi ai quali Ci siamo riferiti, č perplessa
e inquieta di fronte alle espressioni diverse
SPIGOLATURE
53
pronunziate dalle Manifestazioni, che sono, poi, essenzialmente
le stesse.
6 Č sempre stato chiaro che tutte le diversitŕ di
espressione sono da attribuirsi alla differenza di stadio.
Cosě, osservandole dal punto di vista
dell’unicitŕ e del distacco sublime, č stato ed č possibile
applicare a tutte quelle Essenze dell’esistenza
gli attributi di Ente Supremo, Divinitŕ, Assoluta
Singolaritŕ e Intima Essenza, poiché esse stanno tutte
sul trono della Rivelazione divina e sono assise
sul seggio dell’Occultamento divino. Con la loro
comparsa vien manifestata la Rivelazione di Dio e
dal loro sembiante viene rivelata la Beltŕ di Dio. Ecco
perché da queste Manifestazioni dell’Essere divino
si sono sentiti pronunciare gli accenti di Dio.
7 Osservate alla luce del secondo stadio – stadio di
diversitŕ, differenziazione, limitazioni temporali,
caratteristiche e regole – esse dimostrano assoluto
asservimento, completa abnegazione e totale rinunzia.
Com’Egli ha detto: «Sono il servo di Dio. Non
sono che un uomo come voi»...
8 Se una delle Manifestazioni universali di Dio
dichiarasse: «Sono Dio», direbbe esattamente la veritŕ
senza dare adito a dubbi. Poiché č stato ripetutamente
dimostrato che con la loro Rivelazione, i loro
attributi e nomi, appaiono nel mondo la Rivelazione,
il nome e gli attributi di Dio. Cosě Egli ha rivelato:
«E non eri Tu a lanciar frecce, bensě Dio le lanciaBAHÁ’U’LLÁH
54
va». E inoltre dice: «In veritŕ, coloro che prestano
giuramento di fedeltŕ a Te, prestan giuramento di
fedeltŕ a Dio». E se una di esse proferisse questa dichiarazione:
«Sono il Messaggero di Dio», direbbe la
veritŕ senz’alcun dubbio. Com’Egli dice: «Mu.ammad
non č padre di nessuno fra i vostri uomini, bensě
č il Messaggero di Dio». Esaminate sotto questa luce,
non sono altro che Messaggeri di quel Re ideale,
di quell’essenza immutabile. E se tutte affermassero:
«Sono il suggello dei Profeti», affermerebbero il vero,
senza la minima ombra di dubbio. Poiché sono
una sola persona, una sola anima, un solo spirito, un
solo essere, una sola rivelazione. Sono tutte Manifestazioni
del «Principio»e della «Fine», del «Primo» e
dell’«Ultimo», del «Visibile» e del «Celato», di tutto
ciň che concerne Colui Che č l’intimo Spirito degli
Spiriti e l’eterna Essenza delle Essenze. E se dicessero:
«Siamo servi di Dio», anche questo č un fatto
evidente e indiscutibile. Poiché si sono manifestate
nello stato della piů perfetta servitů, una servitů che
nessuno potrŕ mai eguagliare. Cosě, allorché si immersero
profondamente negli oceani della santitŕ
antica ed eterna, o quando si librarono verso le piů
eccelse vette dei misteri divini, queste Essenze
dell’essere proclamarono che la loro parola č la Voce
della divinitŕ, l’Appello di Dio.
9 Se l’occhio del discernimento fosse aperto,
riconoscerebbe che proprio in questo stadio si sono
SPIGOLATURE
55
considerate completamente annullate e inesistenti al
cospetto di Colui Che tutto pervade, l’Incorruttibile.
Penso che si siano reputate assoluta nullitŕ e abbiano
ritenuto blasfemo d’essere nominate in quella Corte.
Poiché entro quella Corte il minimo sussurro di sé č
segno di autoaffermazione e di esistenza indipendente.
Agli occhi di coloro che sono pervenuti a quella
Corte un’idea simile č, di per sé, una grave trasgressione.
Quanto piů grave sarebbe se dinanzi a quella
Presenza fosse nominato altro, se cuore, lingua,
mente o anima d’uomo fossero occupati d’altro che
del Beneamato, se gli occhi mirassero altro sembiante
che la Sua beltŕ, gli orecchi fossero pronti ad ascoltare
altra melodia che la Sua voce e i piedi calcassero
altro sentiero che il Suo...
10 In virtů di questo stadio esse hanno rivendicato a
sé la Voce della Divinitŕ e simili, mentre in virtů del
Rango Messianico si sono dichiarate Messaggeri di
Dio. In ogni circostanza hanno pronunziato una parola
conforme alle necessitŕ del momento e si sono
attribuite tutte queste dichiarazioni; dichiarazioni
che dal regno della Rivelazione divina giungono fino
al regno della creazione e dal dominio della Divinitŕ
arrivano fino al dominio dell’esistenza terrena. Cosě,
quale che sia la loro parola, si riferisca ai regni della
Divinitŕ, della Sovranitŕ, della Missione Profetica,
del Rango Messianico, del Custodiato, dell’Apostolato
o dell’Asservimento, č sempre verace, senza
BAHÁ’U’LLÁH
56
ombra di dubbio. Perciň le considerazioni da Noi
citate a sostegno dei Nostri argomenti devono essere
attentamente valutate, perché i detti contraddittori
usati dalle Manifestazioni dell’Invisibile e dalle Fonti
di Santitŕ cessino di turbare l’anima e di intricare
la mente.
XXIII
1 Considera le precedenti generazioni. Osserva
come ogni qual volta l’Astro della generositŕ divina
ha irradiato la luce della Sua Rivelazione sul
mondo, la gente della Sua Era si č sollevata contro
di Lui e ha respinto la Sua veritŕ. Coloro che erano
considerati capi fra gli uomini si sono invariabilmente
sforzati d’impedire ai loro seguaci di
volgersi verso Colui Che č l’Oceano della sconfinata
generositŕ di Dio.
2 Vedi come, in seguito al verdetto pronunciato dai
teologi della Sua epoca, la gente abbia gettato nel
fuoco Abramo, l’Amico di Dio, come Mosč, Colui
Che conversň con l’Onnipotente, sia stato accusato
di essere un impostore e un calunniatore. Rifletti
come Gesů, lo Spirito di Dio, sia stato trattato dai
Suoi nemici, nonostante la Sua ineffabile mansuetudine
e la sublime tenerezza Suo cuore. L’ostilitŕ che
Egli, Essenza dell’Essere e Signore del visibile e
SPIGOLATURE
57
dell’invisibile, dové affrontare, fu cosě feroce che
non aveva neppure dove posare il capo. Errň senza
posa da un luogo all’altro privo di una stabile dimora.
Rifletti su quello che accadde a Mu.ammad, il
Suggello dei Profeti, possa la vita di tutti esserGli
offerta in sacrificio! Quali gravi afflizioni i capi degli
Ebrei e degli idolatri inflissero a Colui Che č il
Signore sovrano di tutto, per aver Egli proclamato
l’unitŕ di Dio e la veritŕ del Suo Messaggio! Per la
giustizia della Mia Causa! La Mia Penna geme e tutte
le cose create versano tutte le loro lacrime davanti
ai dolori che Egli soffrě per mano di coloro che hanno
infranto il Patto di Dio, violato il Suo Testamento,
respinto le Sue prove e contestato i Suoi segni.
Narriamo ciň che č accaduto nel passato perché tu
comprenda.
3 Hai saputo quanto duramente siano stati afflitti i
Profeti di Dio, i Suoi Messaggeri e i Suoi Eletti. Soffermati
a meditare sul motivo e sulla ragione che
hanno causato tale persecuzione. In nessuna epoca,
in nessuna Dispensazione, i Profeti di Dio sono sfuggiti
alla blasfemia dei nemici, alla crudeltŕ degli
oppressori, alla denunzia dei dotti del tempo che
apparivano camuffati di rettitudine e pietŕ. Giorno e
notte hanno sopportato agonie che nessuno potrŕ mai
misurare eccetto la sapienza dell’unico vero Dio,
esaltata sia la Sua gloria.
BAHÁ’U’LLÁH
58
4 Considera questo Essere vilipeso. Quantunque le
prove piů evidenti attestino la veritŕ della Sua Causa,
benché le profezie che fece, in linguaggio
inequivocabile, si siano avverate, sebbene, pur non
essendo annoverato fra i dotti, non avendo
frequentato le scuole e non essendo esperto nelle
discussioni che si svolgono fra i teologi, abbia
riversato sugli uomini la pioggia della Sua
multiforme sapienza ispirata da Dio, pure vedi come
questa generazione abbia rifiutato la Sua autoritŕ e
Gli si sia ribellata! Per la maggior parte della vita
Egli č stato duramente provato nelle grinfie dei Suoi
nemici. Ora, in questa sconsolata Prigione in cui i
Suoi oppressori L’hanno ingiustamente gettato, le
Sue sofferenze sono giunte al colmo. Voglia Iddio
che tu osservi con visione penetrante e cuore radioso
ciň che č accaduto e anche adesso accade e che,
meditando in cuor tuo, tu riconosca quel che la
maggior parte degli uomini non č riuscita a scorgere
in questo Giorno. Se Gli piacerŕ, Dio ti permetterŕ di
aspirare la dolce fragranza del Suo Giorno e di avere
una parte dell’illimitata effusione della Sua grazia, di
dissetarti, per Sua amabile concessione, dal piů
grande Oceano che fluttua in questo Giorno in nome
dell’Antico Re e di rimanere saldo e incrollabile
5 nellDa ěS: uGa lCoraiuas a cToem Ce huen ah ami ofnatttaog nsaě .c he tutti i Santi
confessino la propria impotenza innanzi alle
molteplici rivelazioni della Tua potenza e che ogni
Profeta riconosca la Propria nullitŕ davanti al fulgore
SPIGOLATURE
59
riconosca la Propria nullitŕ davanti al fulgore della
Tua eterna gloria. Ti supplico, per il Tuo nome che
ha dischiuso le porte del Cielo ed estasiato l’Accolta
celeste, di permettermi di servirTi in questo Giorno e
di rafforzarmi nell’osservanza di ciň che hai prescritto
nel Tuo Libro. Tu conosci, o Mio Signore, quel
che c’č in me, ma io non conosco quel che c’č in Te.
Tu sei l’Onnisciente, Colui Che di tutto č informato.
XXIV
1 Badate, o credenti nell’Unitŕ di Dio, di non
essere tentati di fare differenze fra le Manifestazioni
della Sua Causa o di discriminare i segni che hanno
accompagnato e proclamato la loro Rivelazione.
Questo č indubbiamente il vero significato
dell’Unitŕ divina, se siete di coloro che comprendono
e credono in questa veritŕ. Siate certi soprattutto
che le opere e le azioni di tutte queste Manifestazioni
di Dio, anzi qualunque cosa appartenga a loro o
essi manifesteranno in avvenire, sono tutte cose ordinate
da Dio e tutte riflettono la Sua Volontŕ e il
Suo Intento. Chi fa la benché minima differenza fra
le loro persone, le loro parole, i loro messaggi, i loro
atti e le loro maniere non ha invero creduto in Dio,
non ha accettato i Suoi segni e ha tradito la Causa
dei Suoi Messaggeri.
BAHÁ’U’LLÁH
60
XXV
1 Č evidente che ogni epoca in cui č vissuta una
Manifestazione di Dio č divinamente ordinata e, in
un certo senso, puň essere definita il Giorno fissato
di Dio. Ma il Giorno presente č unico e deve essere
distinto da quelli che l’hanno preceduto. La designazione
«Suggello dei Profeti» rivela pienamente il
Suo stadio. Il Ciclo Profetico si č veramente chiuso.
La Veritŕ Eterna č ora apparsa. Egli ha issato
l’Insegna del Potere e irradia ora sul mondo il terso
splendore della Sua Rivelazione.
XXVI
1 Sia lodato Iddio Che tutto possiede, il Re della
gloria incomparabile, lodato sia illimitatamente al di
sopra della comprensione di tutte le cose create ed
esaltato oltre la portata dell’intelletto umano. Nessun
altro che Lui č stato capace di cantare adeguatamente
la Sua lode, né mai nessuno riuscirŕ a descrivere appieno
la Sua gloria. Chi puň pretendere di aver raggiunto
le altezze della Sua eccelsa Essenza e quale
mente puň misurare le profonditŕ dei Suoi insondabili
misteri? Da ogni rivelazione scaturita dalla SorSPIGOLATURE
61
gente della Sua gloria sono apparse prove sante e
infinite d’inconcepibile splendore e da ogni manifestazione
del Suo invincibile potere si sono riversati
oceani di luce eterna. Immensamente eccelse le meravigliose
testimonianze della Sua onnipotente sovranitŕ,
un barlume della quale distruggerebbe completamente,
se appena li toccasse, tutti coloro che
sono nei cieli e sulla terra! Indescrivibilmente sublimi
i segni del Suo perfetto potere, un sol segno del
quale, per quanto minimo, oltrepassa la comprensione
di qualunque cosa sia stata chiamata in essere dal
principio che non ha principio,o sarŕ creata in avvenire
sino alla fine che non ha fine. Tutte le Personificazioni
dei Suoi Nomi errano nel deserto della ricerca
sitibonde e anelanti di scoprire la Sua Essenza e
tutte le Manifestazioni dei Suoi Attributi Lo implorano
dal Sinai della Santitŕ di svelare il Suo mistero.
2 Una goccia del ribollente oceano della Sua
infinita misericordia ha abbellito tutta la creazione
con l’ornamento dell’esistenza e un soffio sprigionatosi
dal Suo incomparabile Paradiso ha rivestito tutti
gli esseri col manto della Sua santitŕ e della Sua gloria.
Un’emanazione dell’insondabile profonditŕ della
Sua Volontŕ sovrana e onnipresente ha, dal nulla assoluto,
tratto all’esistenza una creazione infinita nella
sua portata e immortale nella sua durata. Le meraviglie
della Sua munificenza non potranno mai cessare
e il rivolo della Sua grazia misericordiosa non
BAHÁ’U’LLÁH
62
potrŕ mai essere arrestato. Il processo della Sua creazione
non ha avuto principio e non puň aver fine.
3 In ogni epoca e in ogni ciclo Egli ha ricreato ogni
cosa per mezzo della risplendente luce irradiata dalle
Manifestazioni della Sua meravigliosa Essenza, sě
che nulla di tutto ciň che nei cieli e sulla terra riflette
i segni della Sua gloria resti privo del flusso della
Sua misericordia o disperi di ottenere la pioggia dei
Suoi favori. Le meraviglie della Sua grazia illimitata
abbracciano tutto! Mirate come abbiano pervaso
l’intera creazione. Tale č la loro virtů che non si puň
trovare un solo atomo dell’universo intero che non
proclami le prove del Suo potere, che non glorifichi
il Suo santo Nome o non sprigioni la sfolgorante luce
della Sua unitŕ. La Sua creazione č tanto perfetta
e vasta che nessun intelletto, per quanto vivo, e nessun
cuore, per quanto puro, possono afferrare la natura
della piů insignificante delle Sue creature, tanto
meno penetrare il mistero di Colui Che č l’Astro della
Veritŕ e l’Essenza invisibile e inconoscibile. Le
concezioni dei piů devoti mistici, le mčte raggiunte
dai piů progrediti fra gli uomini, le lodi piů alte che
lingua o penna umana possano innalzare sono tutti
prodotti della mente finita dell’uomo e circoscritti
dalle sue limitazioni. Diecimila Profeti, ciascuno dei
quali un Mosč, sono attoniti sul Sinai della ricerca
per il Suo diniego: «Non Mi vedrai!», mentre una
miriade di Messaggeri, tutti della grandezza di Gesů,
SPIGOLATURE
63
sui loro troni celesti sono sgomenti per l’interdizione:
«Non afferrerai mai la Mia Essenza!». Da
tempo immemorabile Egli č stato velato nella santitŕ
ineffabile del Suo eccelso Essere e continuerŕ eternamente
a essere avvolto nell’impenetrabile mistero
della Sua Essenza inconoscibile. Ogni tentativo di
arrivare a comprendere la Sua Realtŕ inaccessibile č
finito in un completo disorientamento e ogni sforzo
di avvicinarsi al Suo Essere eccelso e mirare la Sua
Essenza si č risolto in un irrimediabile insuccesso.
4 Come mi sbalordisce, insignificante come sono,
il tentativo di sondare le sacre profonditŕ della Tua
sapienza! Come appaiono futili i miei sforzi di ravvisare
la grandezza del potere inerente alla Tua opera
– la rivelazione del Tuo potere creativo! Come puň il
mio occhio, che non ha la facoltŕ di scorgere se stesso,
pretendere di aver scorto la Tua Essenza e come
puň il mio cuore, giŕ incapace d’intendere il significato
dei propri poteri, lusingarsi d’aver compreso la
Tua natura? Come posso presumere d’averTi conosciuto,
quando l’intera creazione č sbalordita innanzi
al Tuo mistero, e confessare di non averTi conosciuto
quando, ecco, l’universo intero proclama la Tua
Presenza e attesta la Tua veritŕ? Dall’eternitŕ le porte
della Tua grazia sono rimaste aperte, e i mezzi di
accesso alla Tua Presenza sono stati resi disponibili
a tutte le cose create, e le rivelazioni della Tua impareggiabile
Bellezza sono state sempre impresse sulla
BAHÁ’U’LLÁH
64
realtŕ di tutti gli esseri visibili e invisibili. Pure, nonostante
questo amabilissimo favore, questo perfetto
e compiuto dono, mi sento spinto ad attestare che la
Tua corte di santitŕ e di gloria č incommensurabilmente
eccelsa al di sopra della conoscenza di tutto
fuor che Te e che il mistero della Tua Presenza č imperscrutabile
ad ogni mente che non sia la Tua. Nessun
altro che Te puň svelare il segreto della Tua natura
e null’altro che la Tua Essenza trascendente puň
afferrare la realtŕ del Tuo imperscrutabile Essere.
Quanti Esseri celestiali e gloriosissimi hanno vagato
tutti i giorni della loro vita nel deserto della separazione
da Te, senza riuscire, alla fine, a trovarTi!
Quale vasta accolta di Anime immortali e santificate
si sono perse sbalordite mentre tentavano di mirare il
Tuo Viso nel deserto della ricerca! Vi sono miriadi
di ardenti innamorati Che la fiamma divoratrice della
lontananza da Te ha fatto precipitare e perire e innumerevoli
sono le Anime fedeli Che hanno volontariamente
immolato la vita nella speranza di contemplare
fugacemente la luce del Tuo sembiante. I
sospiri e i gemiti di questi cuori anelanti che palpitano
per Te non potranno mai raggiungere la Tua santa
corte né potranno i lamenti dei viandanti, sitibondi di
comparire innanzi al Tuo volto, pervenire al Tuo
seggio di gloria.
SPIGOLATURE
65
XXVII
1 Ogni lode all’unitŕ di Dio e ogni onore a Lui,
Signore sovrano, incomparabile, gloriosissimo Reggente
dell’universo Che, dal nulla assoluto, ha creato
la realtŕ di ogni cosa, Che dal nulla ha portato
all’esistenza gli elementi piů raffinati e imponderabili
della Sua creazione e Che, sollevando le Sue creature
dall’avvilimento della lontananza e dai pericoli
dell’estinzione finale, le ha accolte nel Suo regno di
gloria incorruttibile. Null’altro che la Sua grazia che
tutto abbraccia e la Sua misericordia che tutto pervade
poteva farlo. Come avrebbe altrimenti potuto
l’assoluto nulla acquistare da sé la dignitŕ e la capacitŕ
di emergere dallo stato dell’inesistenza al regno
dell’esistenza?
2 Dopo aver creato il mondo e tutto ciň che in esso
vive e si muove, Egli, per opera del Suo Volere sovrano
e illimitato, scelse di conferire all’uomo
l’esclusivo privilegio e la facoltŕ di conoscerLo e
amarLo – una facoltŕ che deve essere considerata
l’impulso generatore e lo scopo principale che contrassegna
l’intera creazione… Sull’intima realtŕ di
ogni cosa creata Egli ha riversato la luce di uno dei
Suoi nomi facendone il ricettacolo della gloria di
uno dei Suoi attributi. Ma nella realtŕ dell’uomo ha
accentrato la radiositŕ di tutti i Suoi nomi e i Suoi
attributi facendone lo specchio di Se Stesso. Fra tutte
BAHÁ’U’LLÁH
66
le cose create solo l’uomo č stato scelto per godere
di un sě grande favore, di tale eterna munificenza.
3 Perň queste energie con le quali l’Astro della
divina munificenza, la Sorgente della guida celeste,
ha arricchito la realtŕ dell’uomo sono latenti in lui,
come la fiamma č celata nella candela e i raggi della
luce sono potenzialmente presenti nella lampada. La
radiositŕ di queste energie puň essere oscurata dai
desideri mondani come la luce del sole puň essere
nascosta sotto la polvere e la patina che ricoprono lo
specchio. Né la candela né la lampada possono accendersi
senza aiuto e col loro solo sforzo, né potrŕ
mai lo specchio riuscire a liberarsi dalla patina. Č
chiaro ed evidente che la lampada non s’illuminerŕ
finché non sarŕ accesa e che lo specchio non potrŕ
mai riprodurre l’immagine del sole o rifletterne la
luce e la gloria, a meno che la sua superficie non sia
stata liberata dalla patina.
4 E siccome non puň esservi alcun legame di
diretta comunicazione che unisca l’unico vero Iddio
alla Sua creazione e nessuna somiglianza potrŕ mai
esistere fra il transitorio e l’Eterno, il contingente e
l’Assoluto, Egli ha comandato che in ogni epoca e in
ogni dispensazione un’Anima pura e immacolata si
manifesti nei regni della terra e del cielo. A
quest’Essere imponderabile, misterioso ed etereo,
Egli ha assegnato una doppia natura, quella fisica,
che appartiene al mondo della materia, e quella spiriSPIGOLATURE
67
tuale che nasce dalla sostanza di Dio Stesso. Gli ha
inoltre conferito un doppio stadio. Il primo stadio,
relativo all’intima realtŕ, Lo rappresenta come Uno
la Cui voce č la voce di Dio Stesso. Lo attesta la
tradizione: «Complessa e misteriosa č la Mia
relazione con Dio. Io sono Lui Stesso ed Egli č Me
Stesso, eccetto che io sono quel che sono ed Egli č
quel che č». Egualmente le parole: « Sorgi, o
Mu.ammad, poiché, ecco, Amante e Amato sono
ricongiunti e resi una cosa sola in Te». Egli ha anche
detto: «Non v’č alcuna differenza fra Te e Loro,
eccetto che Essi sono Tuoi servi». Il secondo stadio č
quello umano, illustrato dai seguenti versetti: «Io
non sono che un uomo come voi», «Dě: Lode al mio
Signore! Sono Io, un apostolo, piů di un uomo?».
Queste essenze della Rinunzia, queste Realtŕ
risplendenti sono i canali dell’onnipresente grazia di
Dio. Guidate dalla luce dell’inestinguibile guida e
investite di suprema sovranitŕ, sono incaricate di
servirsi dell’ispirazione delle loro parole, delle
effusioni della loro infallibile grazia e della
santificante brezza della loro Rivelazione per
purificare dalla patina e dalla polvere delle cure e
delle limitazioni terrene ogni cuore desideroso e ogni
spirito ricettivo. Allora e soltanto allora il Pegno di
Dio, latente nella realtŕ dell’uomo, emergerŕ
risplendente come l’Astro ascendente della divina
Rivelazione da dietro il velo che lo cela e pianterŕ il
BAHÁ’U’LLÁH
68
vessillo della sua rivelata gloria sulle vette dei cuori
umani.
5 Dalle allusioni e dai passi precedenti risulta
indubbiamente chiaro che nei regni della terra e del
cielo bisogna che si manifesti un Essere, un’Essenza
che agisca da Manifestazione e Veicolo per trasmettere
la grazia della Divinitŕ, il Signore sovrano di
tutto. Grazie agli Insegnamenti di questo Astro di
Veritŕ, tutti gli uomini progrediscono e si sviluppano
fino conseguire lo stadio in cui possono mostrare le
forze potenziali delle quali il loro intimo vero essere
č stato dotato. Č proprio per questo scopo che in ogni
epoca e in ogni dispensazione sono apparsi fra
gli uomini i Profeti di Dio e i Suoi Eletti e hanno
emanato un tale potere che non poteva essere generato
altro che da Dio e una potenza che soltanto
l’Eterno puň rivelare.
6 Puň mai uomo di mente sana immaginare seriamente
che, a causa di certe parole il cui significato
egli non arriva a capire, la porta dell’infinita guida di
Dio possa mai chiudersi agli uomini? Puň mai concepire
un principio e una fine di questi divini Luminari,
di queste Luci risplendenti? Quale inondazione
straripante puň paragonarsi al flusso della Sua grazia
che tutto abbraccia e quale benedizione puň sorpassare
i segni di una misericordia cosě grande e penetrante?
Non puň esservi dubbio che, se per un solo
istante la marea della Sua misericordia e della Sua
SPIGOLATURE
69
grazia si ritirasse dal mondo, esso perirebbe immediatamente.
Per questa ragione, le porte della misericordia
divina sono state spalancate innanzi a tutte le
cose create sin dal principio che non ha principio e le
nubi della Veritŕ continueranno a far piovere favori
e doni sulla terra della capacitŕ, della realtŕ e della
personalitŕ umana fino alla fine che non ha fine.
Questo č stato il metodo di Dio, ininterrotto
dall’eternitŕ all’eternitŕ.
XXVIII
1 Felice l’uomo che si leverŕ a servire la Mia
Causa e a glorificare il Mio leggiadro Nome. Afferra
il Mio Libro con la forza della Mia potenza e attieniti
tenacemente a ogni comandamento prescrittovi dal
tuo Signore, l’Ordinatore, il Sapiente. Mira, o
Mu.ammad, come le parole e gli atti dei seguaci
dell’Islam sciita abbiano affievolito la gioia e il fervore
dei primi giorni e oscurato lo splendore primigenio
della sua luce. Nei primi tempi, quando ancora
aderivano ai precetti legati al nome del loro Profeta,
il Signore dell’umanitŕ, la loro via era segnata da
un’ininterrotta catena di vittorie e di trionfi. Man
mano che si allontanarono dal sentiero del loro ideale
Capo e Maestro, che si scostarono dalla Luce di
Dio e corruppero il principio della Sua unitŕ divina,
BAHÁ’U’LLÁH
70
concentrando sempre piů l’attenzione su coloro che
erano soltanto esponenti della potenza del Suo Verbo,
la loro forza si trasformň in debolezza, la gloria
in vergogna e il coraggio in timore. Puoi testimoniare
a che punto si sono ridotti. Vedi come abbiano
dato compagni a Colui Che č il Punto Focale
dell’unitŕ divina. Vedi come, nel Giorno della Resurrezione,
le loro malvagie azioni abbiano impedito
loro di riconoscere il Verbo della Veritŕ, esaltata sia
la Sua gloria. Confidiamo che d’ora innanzi costoro
si liberino da vane speranze e fatue chimere e arrivino
alla vera comprensione del significato dell’unitŕ
divina.
2 La Persona della Manifestazione č sempre stata il
rappresentante e il portavoce di Dio. In veritŕ, essa č
l’Alba dei piů eccellenti Titoli di Dio e la Sorgente
dei Suoi eccelsi attributi. Se qualcuno Gli fosse messo
accanto da pari, se costui fosse considerato identico
alla Sua Persona, come si potrebbe allora sostenere
che l’Essere divino č Uno e Incomparabile, che la
Sua Essenza č indivisibile e impareggiabile? Medita
su ciň che ti abbiamo rivelato col potere della veritŕ
e sii di coloro che ne comprendono il significato.
SPIGOLATURE
71
XXIX
1 Lo scopo di Dio nel creare l’uomo č stato e sarŕ
sempre quello di renderlo capace di conoscere il suo
Creatore e di pervenire alla Sua Presenza. Di questa
mčta eccelsa, di questo supremo fine fanno fede inequivocabilmente
tutti i Libri sacri e tutte le potenti
Scritture divinamente rivelate. Chi ha riconosciuto
l’Alba della guida divina ed č entrato nella Sua santa
corte s’č avvicinato a Dio e ha raggiunto la Sua Presenza,
Presenza che č il vero Paradiso di cui le piů
alte magioni del cielo non sono che un simbolo. Un
tale uomo ha raggiunto la conoscenza dello stadio di
Colui Che č «alla distanza di due archi» dal Sadratu’l-
Muntahá. Chi non č riuscito a riconoscerLo si č
condannato da sé alla miseria della lontananza, lontananza
che non č che il niente assoluto e l’essenza
stessa del fuoco piů abissale. Tale sarŕ il suo fato,
anche se in apparenza occuperŕ le piů alte cariche e
siederŕ sul piů eccelso trono della Terra.
2 Colui Che č l’Alba della Veritŕ č, senza dubbio,
pienamente capace di salvare da tale lontananza le
anime sviate e di farle avvicinare alla Sua corte e
giungere alla Sua Presenza. «Se a Dio fosse piaciuto,
avrebbe fatto sicuramente di tutti gli uomini un solo
popolo». Ma il Suo scopo č rendere capaci coloro
che hanno spirito puro e cuore distaccato di ascendere
alle rive del Piů Grande Oceano in virtů dei loro
BAHÁ’U’LLÁH
72
poteri innati, perché cosě coloro che cercano la Beltŕ
del Gloriosissimo si distinguano e si separino dai
perversi e dai deviati. Cosě č stato ordinato dalla
Penna gloriosissima e risplendente…
3 Che le Manifestazioni della giustizia divina, le
Albe della grazia celeste siano sempre state prive di
dominio terreno e sprovviste di mezzi di autoritŕ terrena
al loro apparire fra gli uomini dev’essere attribuito
allo stesso principio di separazione e distinzione
che animň il divino Intento. Se l’Essenza Eterna
manifestasse tutto ciň che č latente in Lei, se splendesse
in piena gloria, non si troverebbe alcuno che
dubitasse del Suo potere o rinnegasse la Sua veritŕ.
Anzi tutte le cose create sarebbero cosě abbagliate e
folgorate dall’evidenza della Sua luce da esserne annientate.
Come si potrebbero allora separare in tali
circostanze i timorati di Dio dai perversi!
4 Questo principio si č estrinsecato in tutte le
precedenti Dispensazioni ed č stato abbondantemente
dimostrato… Č per questa ragione che, in ogni
epoca, quando č apparsa una nuova Manifestazione e
una nuova rivelazione del potere trascendente di Dio
č stata concessa agli uomini, coloro che non hanno
creduto in Essa, ingannati dall’apparizione dell’impareggiabile
ed eterna Beltŕ in forma di uomo mortale,
non sono riusciti a riconoscerLa. Hanno errato
lontano dal Suo sentiero e schivato la Sua compagnia…
la compagnia di Colui Che č il Simbolo della
SPIGOLATURE
73
vicinanza di Dio. Sono perfino insorti a decimare i
ranghi dei fedeli e a sterminare coloro che credevano
in Lui.
5 Guarda come in questa Dispensazione gli insignificanti
e gli stolti si siano vanamente immaginati
di poter spegnere la Lampada che la Mano del potere
divino aveva accesa o eclissare l’Astro dello splendore
eterno, con tali mezzi quali il massacro, il saccheggio
e l’esilio. Dimostrano di essere completamente
ignari della veritŕ che questa stessa avversitŕ
č l’olio che alimenta la fiamma di questa Lampada!
Tale č il potere trasformatore di Dio. Egli cambia ciň
che vuole; Egli invero ha potere su tutte le cose…
6 Considera, in ogni epoca, la sovranitŕ esercitata
dal Re ideale e osserva le prove del Suo potere e della
Sua suprema influenza. Purificatevi gli orecchi dai
vani discorsi di coloro che sono i simboli della negazione
e gli esponenti della violenza e dell’ira. Si avvicina
l’ora in cui sarete testimoni del trionfo del
potere dell’unico vero Iddio su tutte le cose create e
vedrete i segni della Sua sovranitŕ abbracciare tutta
la creazione. Quel giorno scoprirete che tutto, tranne
Lui, sarŕ dimenticato e considerato un mero nulla.
7 Sarŕ bene rammentare perň che Dio e la Sua
Manifestazione non potranno mai essere separati
dalla grandezza e dalla sublimitŕ che posseggono
inerentemente. Anzi, grandezza e sublimitŕ sono esBAHÁ’U’LLÁH
74
se stesse creazioni del Suo Verbo, se vorrete vedere
coi Miei occhi e non con i vostri.
XXX
1 Dio attesta che non v’č altro Dio che Lui, il
Benevolo, il Piů Amato. Sue sono la grazia e la munificenza.
A chiunque voglia Egli dŕ qualunque cosa
Gli piaccia. Egli, in veritŕ, č il Potentissimo, l’Onnipotente,
l’Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé.
In veritŕ, crediamo fermamente in Colui Che, nella
persona del Báb, č stato inviato per Volontŕ dell’unico
vero Dio, il Re dei Re, il Lodatissimo. Giuriamo
inoltre fedeltŕ a Colui Che č destinato a manifestarSi
al tempo del Mustagháth, come pure a coloro
che verranno dopo di Lui fino alla fine che non ha
fine. Riconosciamo nella manifestazione di ciascuno
di loro, esteriormente e interiormente, la manifestazione
di null’altro che Dio stesso, se solo foste di
coloro che comprendono! Ciascuno di loro č uno
specchio di Dio, che non riflette altro che la Sua Persona,
la Sua Beltŕ, la Sua Potenza e la Sua Gloria, se
voleste capirlo. Tutti tranne loro devono essere considerati
specchi capaci di riflettere la gloria di queste
Manifestazioni Che sono lo Specchio Principale
dell’Essere Divino, se solo non mancaste di comprensione!
Nessuno ha mai potuto sfuggire a loro,
SPIGOLATURE
75
nessuno deve ostacolarli nel conseguimento del loro
scopo. Questi Specchi si succederanno per l’eternitŕ
e continueranno a riflettere la luce dell’Antico dei
Giorni. Coloro che rispecchiano la loro gloria continueranno,
similmente, a esistere per sempre, poiché
la Grazia di Dio non puň cessare di fluire. Questa č
una veritŕ che nessuno puň confutare.
XXXI
1 Osserva con l’occhio interiore la catena di
Rivelazioni successive che collega la Manifestazione
di Adamo a quella del Báb. Attesto innanzi a Dio
che ciascuna di queste Manifestazioni č stata inviata
per opera della Volontŕ e Finalitŕ divine, che ciascuna
di esse č stata apportatrice di un Messaggio specifico,
che a ciascuna č stato affidato un Libro divinamente
rivelato e ordinato di svelare i misteri di una
Tavola possente. La portata della Rivelazione con la
quale ciascuna di loro si č identificata era stata esattamente
predisposta. In veritŕ, questo č un pegno del
Nostro favore verso di esse, se foste di coloro che
capiscono questa veritŕ... E quando questo processo
di Rivelazione progressiva č culminato nello stadio
in cui il Suo sembiante impareggiabile, sacrosanto
ed eccelso doveva svelarsi agli occhi degli uomini,
Egli ha deciso di nascondere la Sua Persona dietro
BAHÁ’U’LLÁH
76
mille veli per tema che occhi profani e mortali scoprissero
la Sua gloria. Lo ha fatto nel momento in
cui si riversarono su di Lui i segni e i pegni di una
Rivelazione divinamente designata – segni e pegni
che nessuno puň ravvisare eccetto il Signore, vostro
Dio, il Signore di tutti i mondi. E allorché il tempo
stabilito per l’occultazione si fu compiuto, benché
avvolto ancora in miriadi di veli, sprigionammo un
bagliore infinitesimo della sfolgorante Gloria che
avvolge il Volto del Giovane ed ecco, tutte le schiere
degli abitatori dei Reami supremi furono colte da
violento turbamento e i favoriti di Dio si prostrarono
adoranti innanzi a Lui. In veritŕ, Egli ha manifestato
una gloria che nessuno nell’intera creazione aveva
mai veduto, poiché Si č levato di persona a proclamare
la Sua Causa a tutti coloro che sono nei cieli e
in terra.
XXXII
1 Ciň che hai sentito di Abramo, l’Amico del
Misericordiosissimo, č la veritŕ e non lascia adito a
dubbio. La Voce di Dio Gli ordinň di sacrificare Ismaele,
cosicché la Sua saldezza nella Fede di Dio e
il Suo distacco da tutti fuor che Lui potessero essere
dimostrati agli uomini. Lo scopo di Dio era, inoltre,
quello di sacrificarlo per redimere i peccati e le iniSPIGOLATURE
77
quitŕ di tutti i popoli della terra. Gesů, Figlio di Maria,
implorň l’unico vero Dio, siano esaltati il Suo
nome e la Sua gloria, di concederGli lo stesso onore.
Per la stessa ragione Mu.ammad, l’Apostolo di Dio,
offrě in sacrificio .usayn.
2 Nessuno potrŕ mai pretendere d’aver compreso la
natura della celata e multiforme grazia di Dio, nessuno
puň misurare la Sua universale misericordia.
Tali sono state le perversitŕ e le colpe degli uomini,
cosě crudeli le prove inflitte ai Profeti di Dio e ai loro
prediletti, che l’umanitŕ intera merita di essere
tormentata e perire. Perň, la celata e amorevolissima
provvidenza di Dio l’ha protetta e continuerŕ a proteggerla,
con mezzi visibili e invisibili, dal castigo
che merita per la sua malvagitŕ. Pondera ciň in cuor
tuo perché ti sia rivelata la veritŕ e resti saldo sul
Suo cammino.
XXXIII
1 Abbiamo decretato che il Verbo di Dio e tutte le
sue potenzialitŕ si manifestino agli uomini in esatta
conformitŕ con le condizioni giŕ predisposte da Colui
Che č l’Onnisciente, il Piů Saggio. Abbiamo inoltre
ordinato che il velo che Lo cela non sia altri che
la sua Persona. Questo č invero il Nostro potere di
raggiungere il Nostro Scopo. Se il Verbo liberasse
BAHÁ’U’LLÁH
78
all’improvviso tutte le energie latenti, nessuno potrebbe
sopportare il peso di una cosě potente Rivelazione.
Anzi tutto quello che č in cielo e in terra fuggirebbe
costernato davanti ad esso.
2 Considera ciň che č stato inviato a Mu.ammad,
l’Apostolo di Dio. La portata della Rivelazione della
quale era latore era stata chiaramente prestabilita da
Colui Che č l’Onnipotente, il Potentissimo. Ma coloro
che Lo sentirono poterono capire il Suo fine soltanto
secondo la misura del proprio stadio e della
propria capacitŕ spirituale. Egli perciň scoprě il Volto
della Saggezza adeguatamente alla loro possibilitŕ
di sostenere il peso del Suo Messaggio. Non appena
l’umanitŕ ebbe raggiunto lo stadio della maturitŕ, il
Verbo rivelň agli occhi degli uomini le energie latenti
delle quali era stato dotato – energie che si palesarono
nel pieno della gloria quando l’Antica Beltŕ
apparve nell’anno sessanta nella persona di ‘Alí-
Mu.ammad, il Báb.
XXXIV
1 Ogni lode e gloria a Dio, Che per la forza della
Sua potenza ha affrancato la Sua creazione dalla nuditŕ
dell’inesistenza, rivestendola col manto della
vita. Fra le cose create Egli ha scelto come oggetto
del Suo favore speciale la pura, preziosa gemma delSPIGOLATURE
79
la realtŕ dell’uomo e l’ha rivestita della capacitŕ
esclusiva di riconoscerLo e rispecchiare la grandezza
della Sua gloria. Questa duplice distinzione conferitagli
ha tolto dal suo cuore la ruggine di ogni vano
desiderio, rendendolo degno della veste con la quale
il suo Creatore aveva voluto rivestirlo. Č servita ad
affrancare la sua anima dalla miseria dell’ignoranza.
2 La veste con la quale il corpo e l’anima
dell’uomo sono stati adornati č la base del suo benessere
e del suo sviluppo. Benedetto il giorno in
cui, aiutato dalla grazia e dalla potenza del vero unico
Dio, l’uomo si libererŕ dalla schiavitů e dalla corruzione
del mondo e di tutto quello che esso contiene
e raggiungerŕ il vero e duraturo riposo all’ombra
dell’Albero della Conoscenza!
3 I canti che l’uccello del tuo cuore aveva modulato
nel suo grande amore per gli amici sono giunti
alle Mie orecchie e Mi hanno spinto a rispondere alle
tue domande e a rivelarti quei segreti che Mi č permesso
svelare. Nella tua stimata lettera Mi chiedi
quale dei profeti di Dio si debba considerare superiore
agli altri. Sappi per certo che l’essenza di tutti i
Profeti di Dio č una e la stessa. La loro unitŕ č assoluta.
Dio, il Creatore, dice: Non v’č differenza alcuna
fra i Latori del Mio Messaggio. Hanno tutti un
solo scopo; il loro segreto č lo stesso segreto. Non
dev’essere in alcun modo permesso di onorarne uno
a preferenza di un altro, di esaltarne certuni piů degli
BAHÁ’U’LLÁH
80
altri. Ogni vero Profeta ha considerato il Proprio
Messaggio fondamentalmente uguale alla Rivelazione
di tutti gli altri Profeti che Lo precedettero. Pertanto,
se qualcuno, non riuscendo a comprendere
questa veritŕ, indulgesse a discorsi vani e sconvenienti,
nessuno che veda chiaro e abbia la mente illuminata
si lascerebbe scuotere nella propria fede da
simili chiacchiere.
4 Ma la portata della Rivelazione dei Profeti di Dio
in questo mondo deve differire. Ciascuno di essi č
stato il Latore di un Messaggio distinto ed č stato
incaricato di rivelarSi con azioni specifiche. Č per
questa ragione che sembrano differire nella loro
grandezza. La loro Rivelazione puň essere paragonata
alla luce della luna che diffonde la sua radiositŕ
sulla terra. Benché ogni qual volta appaia riveli una
nuova misura del suo splendore, pure, il suo splendore
essenziale non potrŕ mai diminuire, né puň la
sua luce estinguersi.
5 Č chiaro ed evidente, perciň, che qualsiasi
apparente variazione dell’intensitŕ della loro luce
non č inerente alla luce stessa, ma č da attribuirsi alla
cangiante recettivitŕ di un mondo in continua trasformazione.
A ciascun Profeta Che l’Onnipotente e
Impareggiabile Creatore ha designato di inviare ai
popoli della terra č stato affidato un Messaggio e dato
l’incarico di agire nel modo migliore per venire
incontro alle esigenze dell’epoca in cui č apparso.
SPIGOLATURE
81
Nell’inviare i Suoi Profeti agli uomini, Dio ha un
duplice scopo. Il primo č quello di liberare i figli degli
uomini dalle tenebre dell’ignoranza e di guidarli
verso la luce della vera comprensione. Il secondo č
quello di assicurare la pace e la tranquillitŕ
dell’umanitŕ provvedendo tutti i mezzi adeguati per
poterle stabilire.
6 I Profeti di Dio devono essere considerati dei
medici il cui compito č quello di favorire il benessere
del mondo e dei suoi popoli e di guarire, mediante
lo spirito dell’unicitŕ, la malattia di un’umanitŕ divisa.
Nessuno ha il diritto di dubitare delle loro parole
e di criticarne il comportamento, poiché essi sono gli
unici che possono pretendere di aver capito il paziente
e diagnosticato esattamente i suoi mali. Nessuno,
per quanto perspicace, potrŕ mai sperare di
arrivare alle vette raggiunte dalla saggezza e dalla
comprensione del Medico divino. Nessuna meraviglia,
perciň, se il rimedio prescritto dal medico
d’oggi non č identico a quello che č stato prescritto
prima. Come potrebbe essere altrimenti, quando i
mali che affliggono il sofferente necessitano, in ogni
fase della malattia, un rimedio speciale? Cosě, ogni
qual volta hanno illuminato il mondo con la sfolgorante
radiositŕ dell’Astro della sapienza divina, i
Profeti di Dio hanno invariabilmente invitato i suoi
popoli ad abbracciare la luce di Dio coi mezzi piů
idonei alle esigenze del tempo in cui sono apparsi.
BAHÁ’U’LLÁH
82
Hanno potuto cosě disperdere le tenebre dell’ignoranza
e riversare sul mondo la gloria del loro sapere.
Pertanto, č verso l’intima essenza di questi Profeti
che deve volgersi l’occhio di ogni uomo dotato di
discernimento, poiché il loro unico e solo scopo č
sempre stato quello di guidare i traviati e di dar pace
agli afflitti. Questi non sono giorni di prosperitŕ e di
trionfo. L’intera umanitŕ č oppressa da molteplici
mali. Ci si sforzi, dunque, di salvarne la vita con la
benefica medicina che la possente mano dell’infallibile
Medico ha preparato.
7 E ora, a proposito della tua domanda riguardo la
natura della religione. Sappi che coloro che sono veramente
saggi hanno paragonato il mondo al tempio
umano. Come il corpo dell’uomo ha bisogno di un
abito per vestirsi, cosě il corpo dell’umanitŕ ha bisogno
di essere adornato con il manto della giustizia e
della saggezza. Il suo abito č la Rivelazione concessagli
da Dio. Ogni qual volta questo abito avrŕ servito
allo scopo, l’Onnipotente lo rinnoverŕ certamente.
Poiché ogni epoca richiede una nuova misura della
luce di Dio. Ogni Rivelazione divina č stata inviata
in modo confacente alle condizioni dell’epoca in cui
č apparsa.
8 Circa la domanda relativa ai detti dei capi delle
religioni passate. Ogni uomo saggio e degno eviterŕ
senza dubbio un cosě vano e inutile discorso. Il Creatore
incomparabile ha creato tutti gli uomini di una
SPIGOLATURE
83
stessa sostanza e ha esaltato la loro realtŕ sul resto
delle Sue creature. Successo o insuccesso, guadagno
o perdita devono, perciň, dipendere dagli sforzi
dell’uomo. Piů lotta, maggiore sarŕ il progresso. In
ogni modo vogliamo sperare che le piogge primaverili
della munificenza di Dio facciano sbocciare i fiori
della vera comprensione dal suolo dei cuori umani
liberandoli da tutte le impuritŕ terrene.
XXXV
1 Fermati a riflettere. Cos’ha istigato i popoli della
terra, in ogni Dispensazione, a evitare la Manifestazione
del Misericordiosissimo? Che cosa li ha spinti
ad allontanarseNe e a sfidarNe l’autoritŕ? Se meditassero
su queste parole che fluirono dalla Penna del
divino Ordinatore, tutti gli uomini si affretterebbero
ad abbracciare la veritŕ di questa Rivelazione, dono
eterno di Dio, e attesterebbero ciň che Egli Stesso ha
solennemente affermato. Č il velo delle immaginazioni
vane che, nei giorni delle Manifestazioni
dell’Unitŕ di Dio e delle Sorgenti della Sua gloria
eterna, si č frapposto e continuerŕ a frapporsi fra loro
e il resto dell’umanitŕ. Poiché in quei giorni Colui
Che č la Veritŕ Eterna Si manifesta conformemente
a ciň che Egli Stesso ha stabilito e non secondo i desideri
e le aspettative degli uomini. Com’Egli ha riBAHÁ’U’LLÁH
84
velato: «Ogni qual volta un Apostolo viene a voi con
ciň che le vostre anime non desiderano, vi gonfiate
d’orgoglio e trattate gli uni come impostori e trucidate
gli altri».
2 Non v’č alcun dubbio che se questi Apostoli
fossero apparsi nei tempi e nei cicli passati, conformemente
alle vane fantasie escogitate dai cuori degli
uomini, nessuno avrebbe rinnegato la veritŕ di questi
Esseri santi. Pur ricordando notte e giorno l’unico
vero Dio, devotamente impegnati nelle pratiche della
preghiera, tuttavia questi uomini alla fine non riconobbero
le Albe dei segni di Dio e le Manifestazioni
delle Sue irrefutabili prove e non ebbero una parte
della loro grazia. Ne fanno fede le Scritture. Ne sei
senza dubbio a conoscenza.
3 Considera la Dispensazione di Gesů Cristo.
Osserva come i sapienti di quella generazione, benché
aspettassero ansiosamente la venuta del Promesso,
Lo abbiano rinnegato. Tanto Anna, il piů sapiente
teologo del Suo tempo, quanto Caifa, il grande sacerdote,
Lo accusarono ed emisero una sentenza di
morte contro di Lui.
4 Egualmente, quando apparve Mu.ammad, il
Profeta di Dio – possano tutti gli uomini essere sacrificati
per Lui – nei primi tempi della Sua Rivelazione
i sapienti della Mecca e di Medina insorsero
contro di Lui e respinsero il Suo Messaggio, mentre
coloro che erano privi di ogni sapere riconobbero e
SPIGOLATURE
85
abbracciarono la Sua Fede. Soffermati a riflettere.
Considera come Balál, l’Etiope, benché illetterato,
sia asceso al cielo della fede e della certezza, mentre
‘Abdu’lláh-i-Ubayy, sommo capo fra i sapienti, si
sia malvagiamente schierato contro di Lui. Vedi come
un semplice pastore sia stato cosě rapito in estasi
dalle parole di Dio da ottenere accesso alla dimora
del suo Amatissimo e restare unito a Colui Che č il
Signore dell’umanitŕ, mentre coloro che vantavano
sapere e saggezza si siano allontanati dal Suo sentiero
e siano restati privi della Sua grazia. Per questa
ragione Egli ha scritto: «Chi s’innalza sarŕ abbassato
e chi si abbassa sarŕ innalzato». Riferimenti a questo
tema si trovano nella maggior parte dei Libri sacri,
nonché nei detti dei Profeti e dei Messaggeri di Dio.
5 Io dico in veritŕ, tale č la grandiositŕ di questa
Causa che il padre fugge dal figlio e il figlio dal padre.
Rammentate la storia di Noč e di Canaan. Voglia
Iddio che in questi giorni di delizia paradisiaca
non vi priviate del dolce aroma di Dio Gloriosissimo
e che partecipiate al flusso della Sua grazia in questa
Primavera spirituale. Sorgete in nome di Colui Che č
l’Oggetto di ogni conoscenza e con assoluto distacco
dalle dottrine degli uomini levate la voce a proclamare
la Sua Causa. Giuro per l’Astro della Rivelazione
divina! Nel momento stesso in cui sorgerete,
vedrete che dal vostro cuore sgorgherŕ un fiotto di
sapienza divina e vedrete le meraviglie della Sua ceBAHÁ’U’LLÁH
86
leste saggezza apparirvi innanzi in tutta la loro gloria.
Se gustaste la dolcezza delle parole del Misericordiosissimo
non esitereste a rinunziare a voi stessi
e ad immolare la vita per il Benamato.
6 Chi potrŕ credere che questo Servo di Dio non
abbia mai nutrito in cuor Suo il desiderio di onori o
benefici terreni? La Causa legata al Suo Nome č
molto superiore alle cose transitorie di questo mondo.
GuardateLo esule, vittima della tirannia, in questa
Piů Grande Prigione. I Suoi nemici Lo hanno
attaccato da ogni parte e continueranno cosě fino alla
fine della Sua vita. Perciň tutto quello che vi dice, ve
lo dice unicamente per amore di Dio, caso mai i popoli
della terra si purifichino il cuore dalla macchia
dei desideri malvagi, strappino i veli e giungano alla
conoscenza dell’unico vero Dio, lo stato piů eccelso
cui uomo possa aspirare. Che essi credano o no nella
Mia Causa non puň né giovarMi né nuocerMi. Li
invitiamo unicamente per amor di Dio. Egli, in veritŕ,
puň fare a meno di tutte le Sue creature.
XXXVI
1 Sappi invero che quando il Figlio dell’Uomo rese
l’anima a Dio l’intera creazione pianse tutte le sue
lacrime; ma nel sacrificarSi Egli infuse in tutte le cose
create una nuova forza. Le sue prove, presenti fra tutti
SPIGOLATURE
87
i popoli della terra, sono ora palesi innanzi a te. La piů
profonda saggezza che i saggi abbiano espressa, la piů
alta dottrina che l’intelletto abbia mai spiegato, le arti
che le mani piů abili abbiano prodotto, l’influenza esercitata
dai piů potenti sovrani non sono che manifestazioni
del potere vivificatore emanate dal Suo spirito,
trascendente, penetrante e radioso.
2 Attestiamo che quando venne al mondo, Egli
irradiň lo splendore della Sua gloria su tutte le cose
create. Per Lui il lebbroso guarě dalla lebbra della
perversitŕ e dell’ignoranza. Per Lui gl’impuri e i
malvagi furono risanati. Per il Suo potere, generato
da Dio Onnipotente, gli occhi del cieco furono aperti
e fu santificata l’anima del peccatore.
3 La lebbra puň interpretarsi come qualunque velo
si frapponga fra l’uomo e il riconoscimento del Signore
suo Dio. Chi rinunzia a Lui č davvero un lebbroso
che non sarŕ ricordato nel Regno di Dio, il Potente,
il Lodato. Attestiamo che, per il potere del
Verbo di Dio, ogni lebbroso fu purificato, ogni male
fu guarito, ogni infermitŕ umana fu bandita. Fu Lui a
purificare il mondo. Benedetto l’uomo che si volge a
Lui col volto raggiante di luce.
BAHÁ’U’LLÁH
88
XXXVII
1 Benedetto l’uomo che fa professione di fede in
Dio e nei Suoi segni e riconosce che «non Gli sarŕ
chiesto conto delle Sue azioni». Dio ha fatto di questo
riconoscimento l’ornamento e il vero fondamento
di ogni credo. Da questo dipende l’accettazione di
ogni buona azione. Fissate bene gli occhi su di esso a
che, forse, il sussurrio dei ribelli non vi faccia errare.
2 Se anche Egli decretasse che č permesso ciň che
da tempo immemorabile č stato proibito, e proibito
ciň che in ogni epoca č stato ritenuto giusto, nessuno
avrebbe il diritto di discutere la Sua autoritŕ. Colui
che esitasse, anche meno di un attimo, sarebbe considerato
trasgressore.
3 Chiunque non abbia riconosciuto questa sublime
e fondamentale veritŕ e non sia riuscito a raggiungere
questo stadio eccelso, i venti del dubbio lo
agiteranno e i discorsi degli infedeli gli
frastorneranno l’anima. Colui che avrŕ riconosciuto
questo principio avrŕ il dono della piů perfetta
costanza. Ogni onore a questo gloriosissimo stadio,
il cui ricordo adorna ogni piů eccelsa Tavola. Questo
č l’insegnamento che Dio vi elargisce, un
insegnamento che vi libererŕ da ogni sorta di dubbi e
di incertezze e vi permetterŕ di giungere alla
salvazione tanto in questo mondo quanto nell’altro.
Egli, in veritŕ, č Colui Che sempre perdona, il
Munificentissimo.
SPIGOLATURE
89
XXXVIII
1 Sappi con certezza che in ogni Dispensazione la
luce della Rivelazione divina č stata concessa agli
uomini in proporzione diretta alla loro capacitŕ spirituale.
Considera il sole. Come sono deboli i suoi raggi
nel momento in cui esso appare all’orizzonte e
come aumentano gradatamente il suo calore e la sua
potenza a mano a mano che esso s’avvicina allo zenit,
dando nel frattempo la possibilitŕ a tutte le cose
create di adattarsi alla crescente intensitŕ della sua
luce. Cosě pure declina gradatamente sino a raggiungere
il punto in cui tramonta. Se manifestasse le sue
energie latenti all’improvviso, porterebbe, senza
dubbio, danno a tutte le cose create... In ugual modo
se il Sole della Veritŕ rivelasse repentinamente, nei
primi stadi della sua manifestazione, la pienezza delle
forze donategli dalla provvidenza dell’Onnipotente,
la terra della comprensione umana si sgretolerebbe,
perché i cuori degli uomini non resisterebbero
all’intensitŕ della sua rivelazione né potrebbero
rispecchiare la radiositŕ della sua luce. Angosciati e
sopraffatti, cesserebbero di esistere.
BAHÁ’U’LLÁH
90
XXXIX
1 Lode a Te, o Signore Mio Dio, per le meravigliose
rivelazioni del Tuo imperscrutabile decreto e per
la molteplicitŕ dei dolori e delle prove che Mi hai
destinato. Una volta Mi hai consegnato nelle mani di
Nimrod, un’altra hai permesso che Mi perseguitasse
la verga di Faraone. Tu solo, con la Tua sapienza che
tutto abbraccia e per opera della Tua Volontŕ, puoi
giudicare le incalcolabili afflizioni che ho sofferto
dalle loro mani. Mi hai, poi, gettato nella prigione
riservata agli empi per la sola ragione che Mi sono
spinto a sussurrare all’orecchio dei privilegiati cittadini
del Tuo Regno un vago cenno della visione con
la quale Mi avevi ispirato, per mezzo della Tua sapienza,
rivelandoMene il significato con la forza della
Tua potenza. E ancora hai decretato che fossi decapitato
dalla spada degli infedeli. Sono poi stato
crocefisso per avere svelato agli occhi degli uomini
le gemme celate della Tua gloriosa unitŕ e rivelato i
segni meravigliosi del Tuo potere sovrano ed eterno.
Quali amare umiliazioni mi sono successivamente
state inflitte nella pianura di Karbilá! Come Mi sono
sentito isolato fra la Tua gente! In quale stato di abbandono
sono stato ridotto in quella terra! Non contenti
di queste nefandezze, i Miei persecutori Mi
hanno decapitato e, portando la Mia testa impalata di
terra in terra, ne hanno fatto sfoggio sotto gli occhi
SPIGOLATURE
91
delle moltitudini dei miscredenti e l’hanno deposta
sui seggi dei perversi e degli infedeli. Poi sono stato
appiccato e il Mio petto č stato bersagliato dagli strali
della maligna crudeltŕ dei Miei nemici. Le Mie
membra sono state crivellate dalle pallottole e il Mio
corpo č stato straziato. Infine vedi come in questo
Giorno i Miei perfidi nemici abbiano fatto lega contro
di Me e complottino continuamente per instillare
nell’anima dei Tuoi servi il veleno dell’odio e della
malizia. Con tutte le forze tramano per raggiungere il
loro scopo... Pur penosa la Mia sorte, o Dio, Mio
Benamato, Ti rendo grazie e il Mio Spirito Ti č grato
per tutto ciň che Mi č avvenuto sul sentiero del Tuo
compiacimento. Sono soddisfatto di quello che hai
predisposto per Me e accolgo con gioia le pur gravi
pene e tribolazioni che sono destinato a soffrire.
XL
1 O Mio Benamato! Hai alitato in Me il Tuo Respiro
separandoMi dal Mio stesso Essere. Indi hai decretato
che soltanto un debole riflesso, un semplice simbolo
della Tua Realtŕ in Me, restasse fra i perversi e
gl’invidiosi. Osserva come, ingannati da questo simbolo,
essi si siano sollevati contro di Me sopraffacendoMi
con i loro dinieghi! Rivela, dunque, il Tuo Essere,
o Mio Amatissimo, e liberaMi dalla Mia sorte.
BAHÁ’U’LLÁH
92
2 Al che una Voce replicň: «Amo questo simbolo e
Mi č profondamente caro. Come posso consentire
che soltanto i Miei occhi guardino questo emblema e
che nessun cuore al di fuori del Mio lo riconosca?
Per la Mia Bellezza che č la Tua Bellezza! Il Mio
desiderio č quello di celarTi ai Miei occhi, ma ancor
di piů agli occhi degli uomini!».
3 Mi accingevo a rispondere, quand’ecco la Tavola
improvvisamente si concluse, lasciando il Mio tema
incompiuto e la perla della Mia parola ancora da
infilare.
XLI
1 Dio Mi č testimone, o genti! Dormivo sul Mio
giaciglio, quand’ecco, la brezza di Dio alitando su di
me Mi destň dal sonno. Il Suo Spirito vivificatore Mi
ha rigenerato e Mi ha sciolto la lingua per lanciare il
Suo Appello. Non Mi accusate di aver peccato contro
Dio! Non Mi guardate con i vostri occhi, ma con
i Miei. Cosě vi ammonisce Colui Che č l’Amabile,
l’Onnisciente. Credete, o genti, che Io abbia in pugno
il controllo della Volontŕ e del Disegno finale di
Dio? Lungi da Me arrogarMi questo vanto. Lo attesto
innanzi a Dio, l’Onnipotente, l’Eccelso, l’Onnisciente,
il Piů Saggio. Se il destino finale della Fede
di Dio fosse stato in mano Mia, non avrei mai acSPIGOLATURE
93
consentito, neppure per un attimo, a manifestarMi a
voi né Mi sarei lasciato sfuggire dalle labbra una sola
parola. In veritŕ, Iddio Mi č testimone.
XLII
1 O Figlio della Giustizia! Nottetempo la bellezza
dell’Essere immortale si č rifugiata dalle alture smeraldine
della fedeltŕ sotto il Sadratu’l-Muntahá e ha
pianto un tal pianto che le moltitudini dei cieli e gli
abitatori dei regni superni gemettero ai Suoi lamenti.
Fu chiesto allora: Perché questi gemiti e pianti? Egli
rispose: Com’era stato richiesto, Mi soffermai in attesa
sul colle della fedeltŕ, ma non Mi giunse la fragranza
della fedeltŕ da coloro che dimorano in terra.
Indi, richiamato indietro, vidi, ohimč, talune colombe
di santitŕ crudelmente tormentate fra le unghie dei
cani della terra. E allora la Fanciulla del cielo
s’affrettň ad uscire, splendida e senza veli, dalla Sua
mistica magione e chiese i loro nomi e tutti le furon
detti tranne uno. Alla sua insistenza, la prima lettera
ne fu proferita, al che gli abitatori delle camere celesti
irruppero dalla loro abitazione di gloria. E mentre la
seconda lettera era pronunziata, essi caddero, dal primo
all’ultimo, giů nella polvere. In quell’istante dal
piů recondito santuario si udě una voce: «Fin qui e non
BAHÁ’U’LLÁH
94
oltre». In veritŕ Noi diamo testimonianza di quel che
essi hanno compiuto e stanno ora compiendo.
XLIII
1 O Afnán, o tu che sei germogliato dal Mio antico
Ceppo! Su te riposi la Mia gloria e la Mia amorevole
premura. Com’č grande il tabernacolo della Causa di
Dio! Ha gettato la sua ombra su tutti i popoli e le
tribů della terra e ben presto radunerŕ sotto la sua
protezione l’intera umanitŕ. Č giunto per te il giorno
di servire. Innumerevoli Tavole stanno ad attestare i
doni che ti sono concessi. Lčvati pel trionfo della
Mia Causa, soggioga i cuori degli uomini col potere
della tua parola. Devi mostrare ciň che assicurerŕ la
pace ed il benessere dei miseri e degli oppressi. Cingiti
i lombi sě che, per avventura, coi tuoi sforzi tu
possa liberare il prigioniero dalle sue catene e renderlo
capace di raggiungere la vera libertŕ.
2 La Giustizia, in questo giorno, lamenta la propria
sorte e l’Equitŕ geme sotto il giogo dell’oppressione.
Le oscure nubi della tirannide hanno ottenebrato la
faccia della terra e avviluppato i suoi popoli. Col
movimento della Nostra gloriosa Penna, per ordine
dell’Ordinatore onnipotente, abbiamo alitato nuova
vita in ogni forma umana e istillato nuova potenza in
ogni parola. Tutto il creato proclama i segni di queSPIGOLATURE
95
sta rigenerazione mondiale. Questa č la piů grande,
la piů lieta novella annunziata all’umanitŕ dalla Penna
di questo Vilipeso. Di che, dunque, temete, o
Miei amati? Chi puň sgomentarvi? Una traccia di
umidore basta a dissolvere la creta indurita di cui č
modellata questa generazione perversa. Il semplice
atto di riunirvi č sufficiente a disperdere le forze di
questi esseri insignificanti e vani...
3 In questo giorno, ogni uomo illuminato č pronto
ad ammettere che i consigli rivelati dalla Penna di
questo Vilipeso costituiscono il supremo potere animatore
per il progresso del mondo e l’elevazione dei
suoi popoli. Levatevi, o genti, e mediante la possanza
di Dio, decidetevi a vincere voi stessi, sě che la terra
intera si liberi e purifichi dalla schiavitů degli dči delle
sue vane fantasie – dči che hanno inflitto tante perdite
e sono responsabili dello stato dei loro miserabili
adoratori. Questi idoli formano l’ostacolo che contrasta
l’uomo nei suoi sforzi per progredire sul sentiero
della perfezione. Nutriamo la speranza che la Mano
del potere divino presti assistenza all’umanitŕ e la liberi
dal suo stato di penoso avvilimento.
4 In una delle Tavole sono state rivelate queste
parole: O genti di Dio! Non affaccendatevi con le
cose vostre, ma fissate i vostri pensieri su quel che
puň riabilitare le sorti dell’umanitŕ e santificare i
cuori e le anime degli uomini. Ciň puň meglio conseguirsi
per mezzo di azioni pure e sante, di una vita
BAHÁ’U’LLÁH
96
virtuosa e di una buona condotta. Atti valorosi assicureranno
il trionfo di questa Causa e un carattere
puro ne rafforzerŕ il potere. Agite secondo giustizia,
o genti di Bahá! Questo č, invero, il comandamento
che vi ha dato questo Vilipeso e ciň che la Sua incoercibile
Volontŕ predilige per ciascuno di voi.
5 O amici! V’incombe di corroborare e ravvivare
le vostre anime con gli amabili favori che si riversano
su voi in questa Divina Primavera risvegliatrice
d’anime. L’Astro della Sua grande gloria ha raggiato
su di voi il suo fulgore e vi ricoprono le nubi della
Sua grazia illimitata. Alta č la ricompensa di colui
che non si č privato di questo grande benefizio e ha
riconosciuto la beltŕ del Benamato in questa Sua
nuova veste. State in guardia, poiché il Maligno č in
agguato, pronto a ghermirvi. Proteggetevi contro i
suoi malvagi espedienti e, guidati dalla luce del nome
di Dio Onniveggente, fuggite dalle tenebre che vi
circondano. Che la vostra visione sia universale e
non limitata a voi stessi. Il Maligno č colui che vi
impedisce di elevarvi e intralcia il progresso spirituale
dei figli degli uomini
6 In questo Giorno č doveroso che tutti si dedichino
a ciň che favorisce gli interessi e innalza il rango
di tutte le nazioni e dei governi giusti. Per opera di
ogni versetto rivelato dalla Penna dell’Altissimo, le
porte dell’amore e dell’unitŕ sono state disserrate e
spalancate innanzi agli uomini. Abbiamo giŕ dichiaSPIGOLATURE
97
rato tempo addietro – e la Nostra Parola č veritŕ:
«Associatevi con i seguaci di tutte le religioni in ispirito
di amicizia e di cameratismo». Tutto ciň che
ha portato i figli degli uomini a sfuggirsi ed č stato
ragione di discordia e divisione fra loro e stato annullato
ed abolito per opera della rivelazione di queste
parole. Al fine di nobilitare il mondo dell’essere
e di elevare le menti e le anime degli uomini, dal cielo
della Volontŕ di Dio č stato inviato quello che č
che č il piů efficace strumento per l’educazione della
razza umana. Tramite questa potentissima Rivelazione
l’essenza piů pura e l’espressione piů perfetta
di tutto ciň che hanno detto o scritto i popoli piů antichi
sono discese dal cielo della Volontŕ di Colui
Che tutto possiede, il Sempiterno Iddio. In antico, č
stato rivelato: «L’amor di patria č parte della Fede di
Dio». Ma nel giorno della Sua Manifestazione la
Lingua della Grandezza ha proclamato: «Non ci si
vanti di amare il proprio paese, bensě di amare il
mondo». Col potere che si sprigiona da queste parole
eccelse, Egli ha dato nuovo impulso e orientamento
agli uccelli dei cuori umani, cancellando dal sacro
Libro di Dio ogni traccia di restrizione e limitazione.
7 O genti di giustizia! Brillate come la luce e
splendete come il fuoco che divampň dal Roseto Ardente.
Senza dubbio, lo splendore del fuoco del vostro
amore fonderŕ e unificherŕ i popoli e le tribů in
lotta, mentre la violenza della fiamma dell’inimicizia
BAHÁ’U’LLÁH
98
e dell’odio non puň ingenerare altro che guerra e
rovina. Imploriamo Dio che difenda le Sue creature
dai malvagi disegni dei Suoi nemici. Egli ha, invero,
potere su tutte le cose.
8 Ogni lode all’unico vero Dio – esaltata Ne sia la
gloria – Che, con la Penna dell’Altissimo, ha disserrato
le porte dei cuori umani. Ogni versetto rivelato
da questa Penna č una porta luminosa e risplendente
dischiusa sulle glorie di una vita santa e pia e di azioni
pure e immacolate. Gli appelli e il messaggio
che abbiamo lanciati non sono stati destinati a raggiungere
o a beneficare una nazione o un popolo soltanto.
L’umanitŕ intera deve attenersi con fermezza a
tutto ciň che le č stato concesso e rivelato. Allora, e
soltanto allora, raggiungerŕ la vera libertŕ. La terra č
tutta illuminata dalla gloria splendente della Rivelazione
di Dio. Nell’anno sessanta Colui Che preannunciň
la luce della Divina Guida – possa tutta la
creazione esserGli offerta in sacrificio – Si levň ad
annunziare una nuova rivelazione dello Spirito Divino,
e vent’anni piů tardi fu seguito da Colui per la
Cui venuta il mondo č stato fatto beneficiario di questa
gloria promessa, di questo meraviglioso favore.
Vedi come alla maggioranza degli uomini sia stata
conferita la capacitŕ di ascoltare l’eccelso Verbo di
Dio – Verbo dal quale dipendono l’unione e la resurrezione
spirituale di tutti gli uomini.
SPIGOLATURE
99
9 Volgete i cuori, o genti di Dio, ai consigli del
vostro vero e incomparabile Amico. Il Verbo di Dio
puň paragonarsi a un alberello, le cui radici sono state
piantate nei cuori umani. Avete l’obbligo di proteggerne
lo sviluppo con le vive acque della saggezza,
con le parole pure e sante, cosicché le sue radici
attecchiscano e i suoi rami si protendano alti nei cieli
ed oltre.
10 O voi che dimorate sulla terra! I tratti distintivi
dell’eccellenza di questa Rivelazione Suprema consistono
nell’aver Noi, da un canto, cancellato dalle
pagine del Sacro Libro di Dio tutto ciň che č stato
ragione di discordia, malvagitŕ e cattiveria fra i figli
degli uomini e, dall’altro, decretato i requisiti essenziali
della concordia, della comprensione e dell’unitŕ
completa ed eterna. Felici coloro che osservano i
Miei statuti!
11 Abbiamo ripetutamente ammonito i Nostri amati
di evitare, anzi di fuggire qualsiasi cosa in cui si avverta
sentore di malizia. Il mondo č in grande scompiglio
e le menti dei suoi abitanti in istato di completa
confusione. Supplichiamo l’Onnipotente che Si
degni di illuminarli con la gloria della Sua Giustizia
e che permetta loro di scoprire ciň che gioverŕ loro
in ogni occasione e circostanza. Egli č, invero, Colui
Che tutto possiede, l’Altissimo.
BAHÁ’U’LLÁH
100
XLIV
1 Non mettete in disparte il timor di Dio, o sapienti
della terra, e giudicate con equitŕ la Causa di questo
Illetterato Cui tutti i Libri di Dio, il Protettore, Colui
Che esiste da Sé, hanno reso testimonianza... Non vi
assalirŕ la paura della disapprovazione divina, il terrore
di Colui Che non ha né pari né uguali? Colui
Che il mondo ha vilipeso non Si č mai associato a
voi, non ha mai studiato i vostri scritti, né partecipato
ai vostri dibattiti. La veste che indossa, i Suoi capelli
fluenti, il Suo copricapo fanno fede della veritŕ
delle Sue parole. Per quanto tempo ancora persisterete
nell’ingiustizia? Guardate in quale dimora č stato
costretto ad abitare, Lui, Che č l’incarnazione della
giustizia. Aprite gli occhi e, considerando il Suo
misero stato, meditate attentamente su ciň che le vostre
mani hanno operato, sě che non restiate privi della
luce dei Suoi detti divini, né sprovvisti della vostra
parte dell’oceano della Sua sapienza.
2 Certuni, tanto fra il popolo quanto fra i nobili,
hanno obiettato che quest’Essere vilipeso non appartiene
ad alcun ordine ecclesiastico né discende dal
Profeta. Dě: O voi che ritenete di esser giusti! Fermatevi
a riflettere e riconoscerete quanto infinitamente
superiore sia il Suo presente rango a quello che secondo
voi dovrebbe possedere. La Volontŕ dell’Onnipotente
ha decretato che la Sua Causa uscisse e si
SPIGOLATURE
101
manifestasse da una casa completamente sprovvista
di tutto ciň che i teologi, i dottori, i sapienti e gli studiosi
comunemente posseggono.
3 Gli Aliti dello Spirito divino, risvegliandoLo, Gli
comandarono di levarSi a proclamare la Sua Rivelazione.
E non appena Si scosse dal sonno, Egli levň la
voce e invitň l’umanitŕ intera a Dio, il Signore di
tutti i mondi. Siamo stati spinti a rivelare queste parole
in considerazione della debolezza e della fragilitŕ
umana, ché altrimenti la Causa che abbiamo proclamata
č tale che nessuna penna potrebbe mai descriverla
o mente concepirne la grandezza. Ne č testimone
Colui Che ha il Libro Primigenio.
XLV
1. L’Antica Bellezza ha consentito di essere incatenata
perché l’umanitŕ si liberi dalla schiavitů e ha
accettato di esser fatta prigioniera in questa formidabile
Fortezza perché il mondo intero ottenga la vera
libertŕ. Ha bevuto fino alla feccia il calice del dolore
perché tutti i popoli della terra raggiungano la gioia
eterna e siano colmi di contentezza. Questo č opera
della misericordia del vostro Signore, il Compassionevole,
il Misericordiosissimo. Abbiamo accettato di
essere avviliti, o credenti nell’Unitŕ di Dio, perché
voi siate esaltati e abbiamo sofferto molteplici affliBAHÁ’U’LLÁH
102
zioni perché voi possiate prosperare e fiorire. Colui
Che č venuto a ricostruire il mondo intero, vedete
come č stato costretto ad abitare nella piů squallida
delle cittŕ da coloro che hanno dato compagni a Dio!
XLVI
1 Non Mi dolgo del peso della prigionia. Né Mi
addoloro della miseria e delle tribolazioni che soffro
per mano dei Miei nemici. Per la Mia vita! Esse sono
la Mia gloria, una gloria della quale Dio Stesso Si
č adornato. Se solo lo capiste!
2 L’affronto che Mi č stato fatto subire ha rivelato
la gloria della quale l’intera creazione era stata investita
e per le crudeltŕ che ho sopportato l’Astro della
Giustizia si č manifestato e ha sfolgorato sugli uomini.
3 Il Mio dolore č per coloro che si sono abbandonati
a corrotte passioni e pretendono di esser parte
della Fede di Dio, il Benevolo, il Lodatissimo.
4 Si addice alle genti di Bahá di morire al mondo e
a tutto quanto vi si trova e di essere tanto distaccate
dalle cose terrene da far sě che gli abitanti del Paradiso
aspirino dalla loro veste il dolce aroma della
santitŕ, che tutti i popoli della terra riconoscano nei
loro volti lo splendore del Misericordiosissimo e che
per opera loro i segni e i pegni di Dio, l’Onnipotente,
SPIGOLATURE
103
il Sapientissimo, si propaghino dappertutto. Coloro
che hanno macchiato il buon nome della Causa di
Dio, seguendo le cose della carne, sono immersi
nell’errore!
XLVII
1 O Ebrei! Se č vostro intento crocifiggere ancora
una volta Gesů, lo Spirito di Dio, metteteMi a morte,
poiché Egli, ancora una volta, Si č manifestato a voi
nella Mia persona. Fate di Me quel che volete, poiché
ho fatto voto di dare la vita sul sentiero di Dio.
Non temerň nessuno, anche se le forze della terra e
del cielo facessero lega contro di Me. Seguaci del
Vangelo! Se avete desiderio di uccidere Mu.ammad,
l’Apostolo di Dio, impossessatevi di Me e ponete
fine alla Mia vita, perché Io sono Lui e il Mio Essere
č il Suo Essere. Fate di Me ciň che vi piace, poiché
la piů intensa brama del Mio cuore č quella di giungere
alla presenza del Mio Amatissimo nel Suo Regno
di Gloria. Questo č il decreto divino, se lo conoscete.
Seguaci di Mu.ammad! Se č vostro desiderio
crivellare di dardi il petto di Colui Che vi ha inviato
il Suo Libro, il Bayán, mettete le mani su di Me e
perseguitateMi, poiché Io sono il Suo Benamato, la
Rivelazione del Suo Essere, quantunque il Mio nome
non sia il Suo nome. Sono venuto all’ombra delBAHÁ’U’LLÁH
104
le nubi della gloria e Dio Mi ha investito di sovranitŕ
invincibile. Egli č, invero, la Veritŕ, Colui Che conosce
le cose invisibili. In veritŕ, Mi aspetto da voi il
trattamento che accordaste a Colui Che Mi ha preceduto.
Tutte le cose ne fanno fede, se foste di coloro
che ascoltano! O seguaci del Bayán! Se avete deciso
di spargere il sangue di Colui la Cui venuta il Báb ha
proclamato, il Cui avvento Mu.ammad ha profetizzato,
la Cui Rivelazione Cristo Stesso ha annunziato,
eccoMi, pronto e indifeso davanti voi. Fate di Me
ciň che piů vi aggrada.
XLVIII
1 Dio Mi č testimone! Se non fosse stato contrario
a ciň che le Tavole di Dio hanno decretato, avrei di
buon grado baciato le mani di chiunque avesse tentato
di spargere il mio sangue sul sentiero del Benamato.
Gli avrei anche concesso una parte di quei beni
terreni che Dio mi aveva accordato di possedere, anche
se colui che avesse perpetrato quest’atto avesse
suscitato la collera dell’Onnipotente, fosse incorso
nella Sua maledizione e avesse meritato di esser tormentato
per tutta l’eternitŕ di Dio, Colui Che tutto
possiede, l’Equo, il Piů Saggio.
SPIGOLATURE
105
XLIX
1 Sappi, invero, che ogni qual volta questo Giovane
volge gli occhi su Se Stesso trova di essere la cosa
piů insignificante di tutta la creazione. Ma quando
contempla lo sfolgorante fulgore che ha avuto il potere
di manifestare, ecco, questo essere si trasfigura
innanzi a Sé in una Potenza sovrana che permea
l’essenza di tutte le cose visibili e invisibili. Gloria a
Colui Che, col potere della veritŕ, ha inviato la Manifestazione
del Proprio Essere affidandole il Suo
messaggio per l’umanitŕ intera.
L
1 O infingardi, scuotete il sonno della negligenza
per mirare il fulgore che la Sua gloria ha irradiato sul
mondo intero. Come sono stolti coloro che mormorano
contro la nascita prematura della Sua luce. O
voi che siete interiormente ciechi! Sia troppo presto
o troppo tardi, le prove della Sua fulgida gloria sono,
adesso, veramente palesi. Č vostro dovere accertarvi
se questa luce sia apparsa o no. Non č né in vostro né
in Mio potere stabilire l’epoca in cui dovrebbe manifestarsi.
L’imperscrutabile saggezza di Dio ne ha anticipatamente
fissata l’ora. Siate soddisfatte, o genti,
di ciň che Dio ha desiderato per voi e vi ha destinaBAHÁ’U’LLÁH
106
to... O voi che Mi odiate! L’Astro della Guida eterna
Mi č testimone. Se fosse stato in Mio potere, non
avrei mai acconsentito a distinguermi fra gli uomini,
poiché il Nome che porto disdegna completamente
di associarsi a questa generazione dalla lingua contaminata
e dal cuore falso. E ogni qual volta ho deciso
di tacere e restar fermo ecco la voce dello Spirito
Santo dalla mia destra scuotermi, e lo Spirito Supremo
apparirmi innanzi, e Gabriele pormi sotto la
Sua ombra, e lo Spirito della Gloria agitarsi nel mio
petto e comandarmi di sorgere e rompere il silenzio.
Se aveste udito puro e orecchie attente, vi accorgereste
certamente che tutte le membra del mio corpo,
anzi, tutti gli atomi del mio essere proclamano e attestano
questo appello: «Dio č Colui oltre al quale
non v’č altro Dio e Colui la Cui beltŕ č ora palese č
il riflesso della Sua gloria per tutti coloro che sono in
cielo e in terra».
LI
1 O Genti! Giuro per l’unico vero Dio! Questo č
l’Oceano dal quale sono derivati tutti i mari e nel
quale, infine, ciascuno di essi confluirŕ. Da Lui sono
stati generati tutti i Soli e a Lui tutti ritorneranno.
Per Suo potere gli Alberi della Rivelazione divina
hanno dato i loro frutti, ciascuno dei quali č stato
SPIGOLATURE
107
inviato in forma di Profeta, recando un messaggio
alle creature di Dio in ciascuno dei mondi, il numero
dei quali soltanto Dio, nella Sua sapienza universale,
puň contare. Tutto questo Egli ha fatto con una sola
Lettera del Suo Verbo, rivelata dalla Sua Penna –
Penna guidata dal Suo Dito, Dito sorretto dal potere
della Veritŕ divina.
LII
3 Dě: O genti! Non allontanatevi dalla grazia di
Dio e della Sua misericordia. Chi se ne allontana č
invero in grave perdita. E che, o genti! Adorate la
polvere e vi allontanate dal vostro Signore,
l’Amabile, il Munifico? Temete Dio e non siate di
coloro che periscono. Dě: Il Libro di Dio č stato inviato
nella forma di questo Giovane. Santificato č,
perciň, Dio, il piů eccellente dei creatori! Badate bene,
o popoli del mondo, di non distogliervi dal Suo
volto. Accorrete invece alla Sua presenza e siate di
coloro che sono ritornati a Lui. Pregate di essere
perdonate, o genti, per aver mancato ai vostri doveri
verso Dio, per aver peccato contro la Sua Causa e
non siate del numero degli stolti. Č Lui Che vi ha
create; č Lui Che ha nutrito l’anima vostra con la
Sua Causa e vi ha rese capaci di riconoscere Colui
Che č l’Onnipotente, l’Eccelso, l’Onnisciente! Č Lui
BAHÁ’U’LLÁH
108
Che ha svelato ai vostri occhi i tesori della Sua sapienza
e vi ha fatto ascendere al cielo della certezza
– la certezza della Sua Fede irresistibile, irrefutabile,
eccelsa. Attenti a non privarvi della grazia di Dio,
vanificando, cosě, le vostre opere, a non ripudiare la
veritŕ di questa Rivelazione, la piů evidente, sublime,
splendida e gloriosa. Giudicate equamente la
Causa di Dio, il Creatore vostro, contemplate ciň che
č stato inviato dall’alto del Trono e meditate con
cuore innocente e puro. Allora la veritŕ di questa
Causa vi apparirŕ evidente come il sole nella gloria
meridiana. Allora sarete del numero di coloro che
hanno creduto in Lui.
4 Dě: La prima e principale testimonianza che
afferma la Sua veritŕ č il Suo Essere. Dopo questa
testimonianza viene la Sua Rivelazione. Per coloro
che sono incapaci di riconoscere l’una o l’altra Egli
ha stabilito quale prova della Sua realtŕ e della Sua
veritŕ le parole che ha rivelate. Questa č, invero, una
dimostrazione della Sua tenera misericordia verso gli
uomini. Egli ha dotato ogni anima della capacitŕ di
riconoscere i segni di Dio. Come avrebbe altrimenti
adempiuto la Sua testimonianza agli uomini? Se foste
di coloro che ponderano la Sua Causa nel proprio
cuore! Egli non farŕ mai torto a nessuno né imporrŕ
ad alcuno un compito superiore alle sue forze. Egli č,
invero, il Compassionevole, il Misericordiosissimo.
SPIGOLATURE
109
5 Dě: Cosě grande č la gloria della Causa di Dio che
anche i ciechi possono vederla, tanto piů coloro che
hanno occhio acuto e vista pura. I ciechi, pur incapaci
di scorgere la luce del sole, possono perň sentirne
il continuo calore. Ma i ciechi di cuore fra la gente
del Bayán – e Dio ne č testimone – per quanto a lungo
il Sole splenda su di loro, sono incapaci tanto di
percepire la radiositŕ della sua gloria quanto di apprezzare
il calore dei suoi raggi.
6 Dě: O genti del Bayán! Vi abbiamo scelte nel
mondo affinché conosceste e individuaste la Nostra
Persona. Vi abbiamo accordato di avvicinarvi alla
destra del Paradiso – il Luogo dal quale il Fuoco
immortale grida in vari accenti: «Non v’č altro Dio
che Me, l’Onnipotente, l’Altissimo». Badate di non
mettervi nella condizione di essere tagliati fuori come
da un velo dall’Astro che brilla sull’orizzonte
della Volontŕ del vostro Signore, il Misericordiosissimo,
la cui luce ha circonfuso umili e potenti. Purificate
la vista per poterne scorgere la gloria con i vostri
occhi e non dipendere dalla vista d’altri fuor che
la vostra, poiché Dio non ha mai sovraccaricato
un’anima al di lŕ delle sue forze. Questo č stato inviato
ai Profeti e ai Messaggeri dell’antichitŕ e riportato
in tutte le Scritture.
7 O genti, sforzatevi di ottenere accesso a questa
sconfinata Immensitŕ per la quale Dio non ha disposto
né principio né fine, nella quale si č levata la Sua
BAHÁ’U’LLÁH
110
voce e sulla quale č stato diffuso il dolce aroma della
santitŕ e della gloria. Non spogliatevi della Veste
della grandezza e non consentite che il vostro cuore
si privi del ricordo del vostro Signore o le vostre
orecchie dell’ascolto delle dolci melodie della Sua
meravigliosa, sublime, irresistibile, chiara ed eloquente
voce.
LIII
1 O Ná.ír, Mio servo! Dio, la Veritŕ Eterna, Mi č
testimone. In questo Giorno il Giovane Celestiale ha
alzato il glorioso Calice dell’immortalitŕ sul capo
degli uomini e attende sul Suo seggio domandandoSi
quale occhio riconoscerŕ la Sua gloria e quale braccio
si tenderŕ senza esitare ad afferrare la Coppa dalla
Sua candida mano per vuotarla. Soltanto pochi
sinora hanno delibato questa impareggiabile, fluente
grazia dell’Antico Re. Costoro occupano le piů eccelse
dimore del Paradiso e sono saldamente insediati
sui seggi dell’autoritŕ. Per la giustizia di Dio! Né
gli specchi della Sua gloria, né i rivelatori dei Suoi
nomi, né alcuna cosa che č stata o che sarŕ creata
potrŕ mai superarli, se siete di coloro che comprendono
questa veritŕ.
2 O Ná.ír! L’eccellenza di questo Giorno č immensamente
al di lŕ della comprensione degli uomiSPIGOLATURE
111
ni, per quanto grande sia la loro sapienza e profonda
la loro comprensione. Quanto piů dovrŕ essa trascendere
l’immaginazione di coloro che si sono allontanati
dalla sua luce e sono stati esclusi dalla sua
gloria! Se tu strappassi il fitto velo che ti ottenebra la
vista, vedresti una tale munificenza, che nulla, dal
principio che non ha principio sino alla fine che non
ha fine, potrŕ rassomigliarle o eguagliarla. Quale
linguaggio dovrebbe usare Colui Che č il portavoce
di Dio perché coloro che sono separati da Lui come
da un velo Ne riconoscano la gloria? I giusti, abitatori
del Regno superno, berranno copiosamente il Vino
della Santitŕ nel Mio nome, il gloriosissimo. Solo
loro condivideranno tali benefici.
LIV
1 Per la giustizia di Dio, il Mio Benamato! Non ho
mai aspirato a domini terreni. Mio unico intento č
stato quello di offrire agli uomini ciň che Dio,
l’Amabile, l’Incomparabile, aveva ordinato di dare
loro per distaccarli da tutto ciň che appartiene a questo
mondo e farli pervenire ad altezze che gli empi
non possono concepire, né i ribelli immaginare.
BAHÁ’U’LLÁH
112
LV
1 O Terra di .á (Teheran), rammenta i giorni
trascorsi quando il tuo Signore ti aveva fatta sede del
Suo Trono e avvolta nel fulgore della Sua gloria.
Quanti esseri beati, simboli di certezza, hanno per te
immolato la vita e sacrificato i loro beni, per il grande
amore verso di te! Gioia a te e beatitudine a coloro
che ti abitano. Attesto che da te, come ogni cuore
illuminato ben sa, esala il soffio vivente di Colui
Che č il Desiderio del mondo. In te č stato rivelato
l’Invisibile e da te si č palesato ciň che era celato a
occhi umani. Chi ricorderemo fra la moltitudine dei
tuoi sinceri amanti il cui sangue č stato versato fra le
tue mura e le cui ceneri sono, ora, celate sotto il tuo
suolo? I dolci aromi di Dio hanno incessantemente
spirato e in eterno continueranno a spirare su di te.
La Nostra Penna č spinta a celebrarti e ad esaltare le
vittime della tirannide, uomini e donne che riposano
sotto la tua polvere.
2 Fra loro v’č Nostra sorella che ora ricordiamo a
testimonianza della Nostra fedeltŕ e a riprova della
Nostra amorosa sollecitudine verso di lei. Come fu
pietosa la sua sorte! E in quale stato di rassegnazione
ritornň al suo Dio! Soltanto Noi lo sappiamo, nella
Nostra conoscenza che tutto abbraccia.
3 O Terra di .á! Sei ancora, per grazia di Dio, un
centro attorno al quale si radunano i Suoi benamati.
SPIGOLATURE
113
Felici loro, felice ogni ramingo che, nelle sue sofferenze
sul sentiero di Dio, il Signore di questo meraviglioso
Giorno, cerca rifugio in te! Benedetti coloro
che rammentano l’unico vero Dio, che magnificano
il Suo Nome e cercano di servire con zelo la Sua
Causa. A loro si riferiscono gli antichi Libri sacri!
Su di loro il Comandante dei Fedeli profuse la sua
lode dicendo: «La benedizione che li attende sorpassa
la benedizione di cui noi godiamo adesso». Egli,
invero, ha detto la veritŕ e Noi ora l’attestiamo. E
tuttavia, la gloria del loro stadio non č stata ancora
svelata. La Mano del potere divino solleverŕ certamente
il velo ed esporrŕ alla vista degli uomini ciň
che rallegrerŕ e illuminerŕ l’occhio del mondo.
4 Rendi grazie a Dio, la Veritŕ Eterna, esaltata sia
la Sua gloria, per aver ottenuto da Lui un cosě meraviglioso
favore ed esser stata abbellita con l’ornamento
della Sua lode. Apprezza il valore di questi
giorni e attieniti a tutto ciň che si confŕ a questa Rivelazione.
Egli č, invero, il Consigliere, il Compassionevole,
l’Onnisciente.
LVI
1 Che nulla ti rattristi, o Terra di .á, poiché Dio ti
ha scelta quale sorgente di gioia per l’umanitŕ intera.
Se sarŕ Suo Volere, Egli benedirŕ il tuo trono inseBAHÁ’U’LLÁH
114
diandovi uno che governerŕ con giustizia e radunerŕ
il gregge di Dio che i lupi hanno disperso. Quel sovrano
volgerŕ il viso verso la gente di Bahá con gioia
e allegrezza e le concederŕ i suoi favori. In veritŕ,
agli occhi di Dio egli č ritenuto una gemma fra gli
uomini. Su di lui posino per sempre la gloria di Dio
e la gloria di tutti coloro che dimorano nel regno della
Sua Rivelazione.
2 Esulta d’immensa gioia, poiché Dio t’ha fatta
«alba della Sua Luce», poiché in Te nacque la Manifestazione
della Sua Gloria. Sii felice di questo nome
che ti č stato conferito, un nome per il quale l’Astro
della grazia ha diffuso il suo splendore e terra e cielo
ne sono stati illuminati.
3 Fra non molto lo stato delle cose in te cambierŕ e
le redini del potere cadranno in mano al popolo. Invero,
il tuo Signore č l’Onnisciente. La Sua autoritŕ
abbraccia tutte le cose. Sii certa del Suo amabile favore.
L’occhio della Sua amorosa premura sarŕ perennemente
rivolto verso di te. S’avvicina il giorno
in cui il tuo travaglio si tramuterŕ in pace e calma
serena. Cosě č stato decretato nel meraviglioso Libro.
LVII
1 O Mu.ammad, quando ti sarai allontanato dalla
corte della Mia presenza, volgi i passi verso la Mia
SPIGOLATURE
115
Casa (la Casa di Baghdad) e visitala per conto del
tuo Signore. Giunto alla porta fermati davanti ad essa
e dě: Dov’č andata l’Antica Beltŕ, o massima Casa
di Dio, dov’č Colui per Cui Dio t’ha fatta fulcro di
un mondo adorante e proclamata emblema del Suo
ricordo per tutti coloro che sono nei cieli e per tutti
coloro che sono sulla terra? Oh! Per i giorni trascorsi
in cui fosti Suo piedistallo, o Casa di Dio, i giorni in
cui da te promanavano gl’incessanti accenti della
melodia del Misericordiosissimo! Cos’č avvenuto
della tua gemma la cui gloria ha brillato su tutta la
creazione? Dove sono andati i giorni in cui Egli,
l’Antico Re, ti aveva fatta trono della Sua gloria, i
giorni in cui aveva scelto te sola quale fiaccola di
salvezza fra terra e cielo e ti faceva esalare, all’alba e
al tramonto, la soave fragranza del Gloriosissimo?
2 Dov’č, o Casa di Dio, il Sole della maestŕ e del
potere Che ti aveva circonfusa del fulgore della Sua
presenza? Dov’č Lui, l’Alba delle dolci misericordie
del tuo Signore, l’Incoercibile, Che aveva posto il
Suo seggio entro le tue mura? O trono di Dio, che
cos’ha modificato il tuo aspetto e scosso le tue colonne?
Che cos’ha chiuso la tua porta a coloro che ti
cercano ardentemente? Che cosa ti ha ridotta cosě
desolata? Ti hanno forse detto che l’Amato del mondo
č inseguito dalle spade dei Suoi nemici? Il Signore
ti benedice e benedice la tua fedeltŕ verso di Lui,
BAHÁ’U’LLÁH
116
perché rimanesti Sua compagna in tutti i Suoi dolori
e le Sue sofferenze.
3 Attesto che sei la sede della Sua gloria trascendente,
la Sua santissima dimora. Da te č spirato il
Soffio del Gloriosissimo, un Soffio che ha spirato su
tutte le cose create e colmato di gioia il petto dei devoti
che dimorano nelle magioni del Paradiso.
L’Accolta superna e coloro che vivono nelle Cittŕ
dei Nomi di Dio piangono per te e lamentano quel
che ti č accaduto.
4 Sei ancora il simbolo dei nomi e degli attributi
dell’Onnipotente, il Punto verso il quale sono rivolti
gli occhi del Signore della terra e del cielo. T’č accaduto
ciň che č accaduto all’Arca in cui era stata
posta da Dio la divina promessa della sicurezza. Beato
chi comprende il senso di queste parole e riconosce
lo scopo di Colui Che č il Signore di tutta la creazione.
5 Felici coloro che aspirano da te i soavi aromi del
Misericordioso, che riconoscono la tua eccellenza,
che salvaguardano la tua santitŕ e venerano sempre il
tuo stadio. Supplichiamo l’Onnipotente di concedere
che coloro che si sono distolti da te e non hanno apprezzato
il tuo valore aprano gli occhi, sě che riconoscano
veramente te e Colui Che, per il potere della
veritŕ, t’ha innalzata a tanta altezza. Ciechi sono coloro
che essendoti vicini t’ignorano completamente
SPIGOLATURE
117
in questo giorno. Il tuo Signore č in veritŕ l’Amabile,
il Clemente.
6 Attesto che per mezzo tuo Dio ha messo alla
prova i cuori dei Suoi servi. Benedetto l’uomo che
volge i passi verso di te e ti visita. Guai a colui che
nega il tuo diritto, che s’allontana da te, che disonora
il tuo nome e profana la tua santitŕ.
7 Non affliggerti, o Casa di Dio, se il velo della tua
santitŕ sarŕ strappato dagl’infedeli. Dio ti ha adornata,
nel mondo della creazione, con la gemma del Suo
ricordo. Nessuno potrŕ mai profanare un simile ornamento.
Gli occhi del tuo Signore si volgeranno
verso di te in ogni circostanza. Egli, invero, porgerŕ
orecchio alla preghiera di chiunque ti visiti, giri attorno
a te e Lo invochi in tuo nome. Egli č, in veritŕ,
il Clemente, il Misericordiosissimo.
8 Ti supplico, o mio Dio, per questa Casa che
separandosi da Te ha subito un sě tale cambiamento,
che geme per la lontananza dalla Tua presenza, che
si duole della Tua sofferenza, di perdonare me, i
miei genitori, i miei parenti e quei miei fratelli che
hanno creduto in Te. Concedi che, per opera della
Tua munificenza, tutte le mie necessitŕ siano appagate,
o Tu Che sei il Re dei Nomi. Tu sei il Piů Munifico
dei munifici, il Signore di tutti i mondi.
BAHÁ’U’LLÁH
118
LVIII
1 Rammenta ciň che fu rivelato a Mihdí, il Nostro
servo, il primo anno del Nostro esilio nella Terra del
Mistero (Adrianopoli). Gli predicemmo ciň che accadrŕ
alla Nostra Casa (la Casa di Baghdad) nei
giorni futuri, per tema che si addolorasse degli atti di
rapina e di violenza che vi erano giŕ stati perpetrati.
In veritŕ il Signore tuo Dio conosce tutto ciň che č
nei cieli e sulla terra.
2 Gli abbiamo scritto: Non č questa la prima
umiliazione inflitta alla Mia Casa. Nei giorni passati
la mano degli oppressori l’aveva ricoperta d’infamie.
In veritŕ sarŕ tanto oltraggiata in avvenire, da far
piangere copiosamente ogni occhio veggente. In tal
modo ti abbiamo svelato cose nascoste dietro il velo,
imperscrutabili a tutti fuorché a Dio, l’Onnipotente,
il Lodatissimo. A tempo debito il Signore la esalterŕ
agli occhi di tutti gli uomini, per il potere della veritŕ.
La farŕ diventare Stendardo del Suo Regno,
Santuario attorno al quale graviteranno le coorti dei
fedeli. Cosě ha parlato il Signore Dio tuo prima che
giungesse il giorno del cordoglio. Ti abbiamo fatto
questa rivelazione nella Nostra santa Tavola per tema
che tu ti affligga per ciň che č accaduto alla Nostra
Casa per opera degli attacchi del nemico. Ogni
lode a Dio, l’Onnisciente, il Piů Saggio.
SPIGOLATURE
119
LIX
1 Ogni osservatore imparziale ammetterŕ senza
indugio che sin dall’alba della Sua Rivelazione questo
Vilipeso ha invitato tutta l’umanitŕ a volgersi
verso l’Alba della Gloria e ha condannato la corruzione,
l’odio, l’oppressione e la malvagitŕ. Eppure,
guardate cos’ha fatto la mano del tiranno! Nessuna
penna osa descrivere la sua tirannide. Benché
l’intento di Colui Che č la Veritŕ Eterna sia stato
quello di conferire vita eterna a tutti gli uomini e di
garantire sicurezza e pace, pure, osserva com’essi si
siano levati a spargere il sangue dei Suoi diletti e
abbiano pronunziata contro di Lui sentenza di morte.
2 Gl’istigatori di questa oppressione sono gli stessi
che, pur tanto stolti, sono reputati i piů saggi fra i
saggi. Tale č la loro cecitŕ che con manifesta severitŕ
hanno gettato in questa tetra, inaccessibile e inaccessibile
Prigione Colui per i servi della Cui soglia il
mondo č stato creato. Ma, malgrado loro e coloro
che hanno respinto la veritŕ di questo «Grande Annuncio
», l’Onnipotente ha trasformato questa Prigione
nel Piů Eccelso Paradiso, il Cielo dei Cieli.
3 Non abbiamo rifiutato i benefici materiali che
potevano sollevarCi dalle sofferenze. Ciascuno dei
Nostri compagni, perň, puň testimoniare che la Nostra
santa corte č aliena e ben superiore a tali benefiBAHÁ’U’LLÁH
120
ci materiali. Tuttavia, mentre eravamo confinati in
questa Prigione, abbiamo accettato quelle cose che
gli infedeli si erano ingegnati di sottrarCi. Se si trovasse
un uomo desideroso di erigere in Nostro nome
un edificio d’oro puro o d’argento o una casa tempestata
di gemme di valore inestimabile, tale desiderio
gli sarebbe indubbiamente concesso. Egli, invero, fa
ciň che vuole e ordina quel che Gli aggrada. Č stato
inoltre accordato il permesso, a chiunque lo desideri,
di erigere in qualsiasi luogo di questa terra edifici
nobili e imponenti e di dedicare i territori ubertosi e
sacri attigui al Giordano e ai suoi dintorni, al culto e
all’ufficio divino dell’unico vero Dio, magnificata
sia la Sua gloria, affinché si compiano le profezie
registrate nelle sacre Scritture dalla Penna
dell’Altissimo e si manifesti ciň che Dio, il Signore
di tutti i mondi, ha stabilito per quest’eccellente, santissima,
potente e meravigliosa Rivelazione.
4 Anticamente pronunziammo queste parole: «Indossa
le vesti piů belle, o Gerusalemme!». Medita
ciň nel tuo cuore, o gente di Bahá, e rendi grazie al
Tuo Signore, l’Espositore, il piů Manifesto.
5 Se fossero svelati i misteri che nessuno tranne
Dio conosce, l’umanitŕ intera constaterebbe le prove
di una perfetta e compiuta giustizia. Con indiscussa
certezza tutti gli uomini si atterrebbero ai Suoi comandamenti
e li osserverebbero scrupolosamente.
Abbiamo, invero, decretato nel Nostro Libro un’alta
SPIGOLATURE
121
e generosa ricompensa per chiunque si allontani dalla
malvagitŕ e conduca vita casta e pia. Egli č, invero,
il Grande Donatore, il Generosissimo!
LX
1 La prigionia non puň apportarMi vergogna, anzi,
per la Mia vita, Mi conferisce gloria. Ciň che puň essere
per Me motivo di vergogna č il comportamento
di certi Miei seguaci che professano d’amarMi ma di
fatto seguono il Maligno. In veritŕ, sono fra i perduti.
2 Quando giunse il momento fissato per questa
Rivelazione, Colui Che č l’Astro del mondo apparve
in ‘Iráq e comandň ai Suoi seguaci di osservare ciň
che li avrebbe purificati da ogni corruzione terrena.
Alcuni preferirono seguire il richiamo degli istinti
corrotti, mentre altri percorsero la via della virtů e
della veritŕ e furono ben guidati.
3 Dě: Non č da annoverarsi fra la gente di Bahá
colui che segue i desideri mondani o pone il cuore
nelle cose terrene. Mio vero č seguace colui che, se
giungesse in una valle d’oro puro, l’attraverserebbe
indifferente come una nuvola senza volgersi indietro
né attardarsi. Un uomo simile č certamente dei Miei.
Le Schiere superne aspireranno fragranza di santitŕ
dalla sua veste... E se incontrasse la piů bella e la piů
avvenente delle donne, non sentirebbe nel cuore la
BAHÁ’U’LLÁH
122
piů lieve ombra di desiderio per la sua bellezza.
Questo, invero, č l’incarnazione della castitŕ immacolata.
Cosě v’insegna la Penna dell’Antico dei
Giorni, come ordinato dal vostro Signore, l’Onnipotente,
il Piů Munifico.
LXI
1 Il mondo č in agitazione e la sua inquietudine
aumenta di giorno in giorno. Il suo viso č rivolto verso
la perversitŕ e la miscredenza. Tale sarŕ la sua
triste sorte che svelarla adesso non sarebbe né conveniente
né opportuno. La sua perversitŕ durerŕ a
lungo e all’ora stabilita apparirŕ improvvisamente
ciň che farŕ tremare le membra dell’umanitŕ. Allora,
e soltanto allora, sarŕ issato lo Stendardo divino e
l’Usignolo del Paradiso gorgheggerŕ la sua melodia.
LXII
1 Rammenta i Miei dolori, le Mie preoccupazioni e
le Mie ansie, le Mie avversitŕ e le Mie prove, la Mia
prigionia, le lacrime che ho versate, l’amarezza della
Mia angoscia e, ora, la Mia reclusione in questa terra
lontana. O Mu..afá, Dio Mi č testimone. Se ti raccontassi
cos’č accaduto all’Antica Bellezza fuggireSPIGOLATURE
123
sti nel deserto e piangeresti tutte le tue lacrime. Nella
tua pena ti percuoteresti il capo e grideresti come chi
č colpito dal morso di una vipera. Sii grato a Dio che
Ci siamo rifiutati d’informarti dei segreti di quei
quegli impenetrabili decreti che Ci sono stati inviati
dal cielo della Volontŕ del tuo Signore, il piů Potente,
l’Onnipossente.
2 Per la giustizia di Dio! Ogni mattina alzandoMi
dal letto trovavo innumerevoli afflizioni ammassate
dietro la porta e ogni sera, quando Mi coricavo, ecco,
il cuore Mi si spezzava d’angoscia per la diabolica
crudeltŕ che avevo patita per mano dei Miei nemici.
A ogni pezzo di pane che l’Antica Bellezza
spezza s’accompagna l’assalto di una nuova afflizione
e a ogni goccia che beve si mescola l’amarezza
delle piů dolorose prove. Ogni Suo passo č preceduto
da un esercito d’impreviste calamitŕ e seguito da
legioni di dolori angosciosi.
3 Tale č la Mia triste sorte, potessi tu meditarla in
cuor tuo! Non si rattristi, perň, l’anima tua per ciň
che Dio ha riversato su di Noi. Unisci la tua volontŕ
al Suo compiacimento, poiché non abbiamo mai desiderato
altro che la Sua Volontŕ e abbiamo dato il
benvenuto ad ognuno dei Suoi irrevocabili decreti. Il
tuo cuore sia paziente e non angosciarti. Non seguire
la via di coloro che sono dolorosamente inquieti.
BAHÁ’U’LLÁH
124
LXIII
1. O tu, che hai il viso volto verso di Me! Non
appena i tuoi occhi scorgeranno da lontano la Mia
cittŕ natale (Teheran), fermati e dě: O Terra di .á,
sono venuto a te dalla Prigione, latore di novelle di
Dio, l’Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé. O
madre del mondo e fonte di luce per tutti i popoli, ti
annunzio le dolci misericordie del tuo Signore e ti
saluto nel nome di Colui Che č la Veritŕ Eterna, il
Conoscitore delle cose invisibili. Attesto che entro di
te fu rivelato Colui Che č il Nome Celato e fu scoperto
il Tesoro Invisibile. Per te č stato chiarito il
segreto di tutte le cose, del passato e del futuro.
4 O Terra di .á! Colui Che č il Signore dei Nomi ti
ricorda nel Suo stadio glorioso. Tu sei stata Alba
della Causa di Dio, fonte della Sua Rivelazione, manifestazione
del Suo Piů Grande Nome, un Nome
che ha fatto tremare i cuori e le anime degli uomini.
Quanti uomini e donne vittime della tirannide entro
le tue mura hanno immolato la vita sul sentiero di
Dio e sono stati sepolti sotto la tua polvere con tanta
crudeltŕ da far gemere per la loro sorte ogni onorato
servo di Dio.
SPIGOLATURE
125
LXIV
1 Č Nostro desiderio rammentare la Dimora di
suprema beatitudine (Teheran), la cittŕ santa e luminosa,
la cittŕ entro la quale č stata esalata la fragranza
del Benamato, dove sono stati diffusi i Suoi segni,
dove sono state rivelate le prove della Sua gloria e
issate le Sue insegne, dove č stato eretto il Suo tabernacolo
e proclamato ciascuno dei Suoi saggi decreti.
2 Č la cittŕ in cui hanno alitato i dolci effluvi del
ricongiungimento che hanno spinto i sinceri amanti
di Dio ad avvicinarGlisi e a entrare nella Dimora
della santitŕ e della beltŕ. Felice il viandante che
volge i passi verso questa cittŕ, che vi ottiene accesso
e liba il vino del ricongiungimento per opera
dell’effusione della grazia del suo Signore,
l’Amabile, il Lodatissimo.
3 O terra del desio del cuore, sono venuto a te con
le novelle di Dio per annunziarti il Suo amabile favore
e la Sua misericordia e salutarti e magnificarti
in Suo nome. Egli č, invero, infinitamente generoso
e buono. Benedetto l’uomo che volge il viso verso di
te e da te aspira la fragranza della Presenza di Dio, il
Signore di tutti i mondi. La Sua gloria discenda su te
e ti avvolga lo splendore della Sua luce, poiché Egli
ha fatto di te un paradiso per i Suoi servi e ti ha proclamata
la terra benedetta e sacra che Egli ha menBAHÁ’U’LLÁH
126
zionata nei Libri rivelati dai Suoi Profeti e Messaggeri.
4 O terra di gloria sfolgorante, per te č stata issata
l’insegna: «Non v’č altro Dio che Lui» ed č stato
spiegato lo stendardo: «Io sono la Veritŕ, Colui Che
conosce l’inconoscibile». Incombe a chiunque ti visiti
di gloriarsi di te e di coloro che in te dimorano,
che sono germogliati dal Mio Albero, che sono sue
foglie, segni della Mia gloria, che Mi seguono e Mi
amano e che, con incrollabile risoluzione, hanno volto
il viso verso il Mio stadio glorioso.
LXV
1 Rammenta il Tuo arrivo nella Cittŕ (Costantinopoli)
e come i Ministri del Sultano, ritenendoTi ignaro
delle loro leggi e norme, Ti credettero un ignorante.
Dě: Sě, in nome del Mio Signore! Sono ignorante
di tutto tranne di ciň che Dio, per Suo generoso favore,
S’č compiaciuto d’insegnarMi. Lo attestiamo
fermamente e lo confessiamo senza esitazione.
2 Dě: Se le leggi e le norme cui vi attenete sono
opera vostra, non le seguiremo in alcun modo. Cosě
Mi č stato ordinato da Colui Che č il Piů Saggio,
l’Onnisciente. Questo č stato il Mio costume in passato
e tale rimarrŕ per il futuro, mercé il potere di
Dio e per la Sua possanza. Quest’č, invero, la via
SPIGOLATURE
127
giusta e diritta. Se le leggi son dettate da Dio, datene
allora le prove, se siete di coloro che dicono la veritŕ.
Dě: Abbiamo scritto tutto ciň che Ti č stato imputato
e tutto ciň che Ti hanno fatto, in un Libro che
non trascura di annotare l’opera di alcuno, per quanto
insignificante egli sia.
3 Dě: O Ministri di Stato, v’incombe di attenervi ai
precetti di Dio e di dimenticare le vostre leggi e le
vostre norme e di essere, cosě, fra coloro che sono
ben guidati. Questo č meglio per voi di tutto ciň che
possedete, se solo lo sapeste! Se trasgredite il comandamento
di Dio, né uno iota né una briciola di
tutte le vostre opere sarŕ ben accetta ai Suoi occhi.
Fra poco scoprirete le conseguenze di ciň che avete
fatto in questa vana vita e ne sarete ripagati. Questa č
per certo la veritŕ, l’innegabile veritŕ.
4 Quanti, nelle čre passate, hanno commesso ciň
che voi avete commesso e, benché di rango superiore
al vostro, alla fine sono ritornati polvere e sono stati
abbandonati alla loro inevitabile sorte! Se solo meditaste
nel cuore la Causa di Dio! Ma seguirete le loro
orme e sarete costretti a entrare in un luogo dove non
troverete nessuno che vi sia amico o vi aiuti. Invero,
vi sarŕ chiesto conto delle vostre azioni e sarete
chiamati a giustificarvi per aver mancato ai vostri
doveri verso lla Causa di Dio e aver respinto sdegnosamente
i Suoi benamati che sono venuti a voi con
manifesta sinceritŕ.
BAHÁ’U’LLÁH
128
5 Siete voi che vi siete consultati nei loro riguardi,
voi che avete preferito seguire l’impulso dei desideri
e trascurare il comandamento di Dio, l’Aiuto nel Pericolo,
l’Onnipotente.
6 Dě: Che cosa? Vi attenete ai vostri espedienti e vi
gettate alle spalle i precetti di Dio? Sě, invero avete
fatto del male a voi stessi e agli altri. Se solo lo capiste!
Dě: Se le vostre norme e i vostri principi si fondano
sulla giustizia, perché allora osservate quelli
che sono in armonia con le vostre tendenze corrotte e
respingete quelli che sono in conflitto con i vostri
piaceri? Con quale diritto pretendete dunque di giudicare
equamente fra gli uomini? Sono le vostre norme
e i vostri principi tali da giustificare la vostra
persecuzione di Colui Che Si č presentato innanzi a
voi per ordine vostro? Č giustificabile che Lo abbiate
respinto e Gli abbiate inflitto ogni giorno una penosa
ingiuria? Vi ha mai disubbidito, sia pur per un solo
istante? Tutti gli abitanti dell’‘Iráq, e oltre a loro ogni
osservatore coscienzioso, possono attestare la
veritŕ delle Mie parole.
7 Siate equi nel giudicare, o Ministri di Stato! Cosa
abbiamo commesso che giustifichi il Nostro esilio?
Quale offesa ha autorizzato la Nostra espulsione?
Siamo stati Noi Che vi abbiamo cercati, ma, ecco, vi
siete rifiutati di riceverCi! In nome di Dio! Questa č
una grave ingiustizia che avete perpetrato,
SPIGOLATURE
129
un’ingiustizia che non ha eguali fra le ingiustizie terrene.
Ne č testimone l’Onnipotente...
8 Sappiate che il mondo, le sue vanitŕ e i suoi
ornamenti svaniranno. Nulla durerŕ tranne il Regno
di Dio, che non appartiene ad altri che a Lui, il Sovrano
Signore di tutto, l’Aiuto nel Pericolo, il Gloriosissimo,
l’Onnipotente. I giorni della vostra vita
passeranno e tutte le cose di cui ora vi occupate e vi
vantate periranno e sarete sicuramente convocati da
una schiera dei Suoi angeli a comparire nel luogo
ove le membra dell’intera creazione tremeranno e le
carni d’ogni oppressore rabbrividiranno. Vi sarŕ
chiesto conto di ciň che le vostre mani hanno operato
in questa vostra vana vita e sarete ricompensati
delle vostre azioni. Questo č il giorno che inevitabilmente
vi sopraggiungerŕ, l’ora che nessuno puň
differire. Lo ha attestato la Lingua di Colui Che dice
la veritŕ e conosce tutte le cose.
LXVI
1 Temete Iddio, abitanti della Cittŕ (Costantinopoli),
e non gettate semi di discordia fra gli uomini.
Non percorrete le strade del Maligno. Nei pochi
giorni di vita che vi restano camminate sulle vie
dell’unico vero Dio. I vostri giorni passeranno come
son passati quelli di coloro che vi hanno preceduti.
BAHÁ’U’LLÁH
130
Polvere tornerete ad essere, come polvere ritornarono
i vostri padri dell’antichitŕ.
2 Sappiate che non temo nessuno tranne Dio. In
nessun altro che Lui ho posto la Mia fiducia, a nessuno
Mi attaccherň fuorché a Lui e non desidero altra
cosa tranne quel ch’Egli ha desiderato per Me. Questo
č invero il desiderio del Mio cuore, se lo sapeste. Ho
offerto anima e corpo in sacrificio a Dio, il Signore di
tutti i mondi. Chi ha conosciuto Dio non conosce altri
che Lui e chi teme Dio non teme altri che Lui, anche
se le forze della terra intera insorgono schierate contro
di lui. Non parlo che per Suo ordine e non seguo altro
che la Sua veritŕ, per il potere di Dio e la Sua forza.
Egli, invero, ricompenserŕ i sinceri.
3 O Servo, narra, quel che vedesti quando arrivasti
nella Cittŕ, affinché la Tua testimonianza resti fra gli
uomini e sia di ammonimento per coloro che credono.
Al Nostro arrivo nella Cittŕ trovammo governatori
e anziani riuniti a trastullarsi come fanciulli con
la creta. Non vedemmo nessuno abbastanza maturo
per apprendere da Noi le veritŕ che Dio Ci aveva
insegnato o idoneo alle Nostre meravigliose parole
di saggezza. Il Nostro occhio interiore pianse amaramente
per loro, per le loro mancanze e la loro completa
negligenza delle cose per cui erano stati creati.
Questo č quanto osservammo in quella Cittŕ e abbiamo
voluto annotarlo nel Nostro Libro perché serva
da ammonimento a loro e al resto dell’umanitŕ.
SPIGOLATURE
131
4 Dě: Se inseguite questa vita e le sue vanitŕ,
avreste dovuto farlo mentre eravate ancora nel
grembo di vostra madre, poiché allora vi avvicinavate
sempre piů ad esse, se solo lo capiste! E invece da
quando siete nati e avete raggiunto la maturitŕ, vi
siete sempre piů allontanati dal mondo avvicinandovi
sempre piů alla polvere. Perché, dunque, mostrate
tale aviditŕ nell’ammassare i tesori della terra, quando
avete i giorni contati e avete quasi perduto la
buona occasione? O infingardi, non vorrete scuotervi
dal sonno?
5 Porgete orecchio ai consigli che questo Servo vi
dŕ per amor di Dio. Egli non vi chiede invero alcuna
ricompensa ed č rassegnato a ciň che Dio Gli ha destinato
e interamente sottomesso al Suo Volere.
6 O genti, i giorni della vostra vita sono quasi tutti
trascorsi e la fine s’avvicina rapidamente. Mettete
dunque da parte le cose che avete escogitato e alle
quali siete attaccati e aggrappatevi saldamente ai
precetti di Dio, sě che possiate ottenere ciň che Egli
ha predisposto per voi ed esser fra coloro che
percorrono una retta via. Non gioite delle cose del
mondo e dei suoi effimeri ornamenti, né riponete su
di essi le vostre speranze. Confidate nel ricordo di
Dio, l’Eccelso, il Piů Grande. Fra non molto Egli
ridurrŕ in nulla tutte le cose che possedete. Siate
timorati di Lui. Non dimenticate il Suo patto con voi
e non siate fra coloro che sono separati da Lui come
da un velo.
BAHÁ’U’LLÁH
132
7 Attenti a non enfiarvi d’orgoglio innanzi a Dio e
a non respingere sdegnosamente i Suoi benamati.
Rivolgetevi con deferenza e umiltŕ ai fedeli, coloro
che hanno creduto in Dio e nei Suoi segni, il cui cuore
attesta la Sua unitŕ, la cui lingua proclama la Sua
unicitŕ e che non parlano se non con il Suo permesso.
Cosě vi esortiamo con giustizia e vi ammoniamo
secondo veritŕ, caso mai vi svegliaste.
8 Non caricate nessun’anima con un fardello che
non desiderereste fosse posto su di voi e non desiderate
per nessuno ciň che non desiderereste per voi
stessi. Questo č il Mio miglior consiglio per voi, se
solo l’osservaste!
9 Rispettate i teologi e i sapienti fra voi, coloro il
cui comportamento č in armonia con quello che professano,
che non oltrepassano i limiti fissati da Dio e
giudicano conforme ai Suoi comandamenti rivelati
nel Suo Libro. Sappiate che essi sono le lampade che
guidano coloro che sono nei cieli e sulla terra. Coloro
che ignorano e trascurano i teologi e i sapienti che
vivono fra loro hanno invero barattato il favore che
Dio aveva loro accordato.
10 Dě: Attendete finché Dio avrŕ cambiato il Suo
favore verso di voi. Nulla Gli sfugge. Conosce i segreti
dei cieli e della terra. La Sua sapienza abbraccia
tutto. Non vi rallegrate per ciň che avete fatto o che
farete in avvenire, né godete delle tribolazioni con
cui Ci avete afflitti, poiché con tali mezzi non potete
SPIGOLATURE
133
esaltare il vostro rango, se esaminaste il vostro operato
con profondo discernimento. Né potrete sminuire
la sublimitŕ del Nostro stadio. Anzi, Dio accrescerŕ
la ricompensa con la quale Ci premierŕ per aver
sopportato con perseverante pazienza le tribolazioni
che abbiamo subito. Egli, invero, accrescerŕ la ricompensa
di coloro che sopportano pazientemente.
11 Sappiate che, da tempo immemorabile, le prove e
le tribolazioni sono state la sorte dei Prescelti e degli
amati di Dio e di quelli fra i Suoi servi che si sono
distaccati da tutto fuorché da Lui, coloro che né beni
né traffici distraggono dal ricordo dell’Onnipotente,
coloro che non parlano prima ch’Egli abbia parlato e
al Suo comando operano. Tale č il metodo di Dio
applicato in passato e tale rimarrŕ in avvenire. Benedetti
coloro che sopportano con fermezza, coloro che
sono pazienti nelle infermitŕ e nelle privazioni, che
non si lamentano di ciň che accade loro e percorrono
la via della rassegnazione…
12 S’avvicina il giorno in cui Dio susciterŕ un
popolo che rammenterŕ i Nostri giorni, che narrerŕ la
storia dei Nostri patimenti, che chiederŕ la reintegrazione
dei Nostri diritti a coloro che senza ombra di
prova Ci hanno trattato con manifesta ingiustizia.
Dio ha certamente il dominio sulla vita di coloro che
Ci hanno fatto torto e ben conosce le loro azioni.
Senza dubbio li colpirŕ per i loro peccati. In veritŕ,
Egli č il piů severo dei giustizieri.
BAHÁ’U’LLÁH
134
13 Vi abbiamo cosě narrato la storia dell’unico vero
Dio e inviato le cose che Egli ha prestabilito, affinché
possiate chiederGli perdono, ritornare a Lui,
pentirvi sinceramente, rendervi conto delle vostre
cattive azioni, risvegliarvi dal letargo, scuotervi
dall’ignavia, fare ammenda per le cose che avete trascurato
ed esser di coloro che agiscono bene. Chi
vuole riconosca la veritŕ delle Mie parole e chi non
vuole se ne allontani. Mio solo compito č ricordarvi
la vostra mancanza ai doveri verso la Causa di Dio,
se per caso siete di quelli che ascoltano il Mio ammonimento.
Porgete dunque orecchio alle Mie parole
e ritornate a Dio e pentitevi, cosě che Egli per la Sua
grazia abbia pietŕ di voi, vi purifichi dai peccati e
perdoni i vostri falli. La grandezza della Sua misericordia
sorpassa la furia della Sua collera e la Sua
grazia abbraccia tutti coloro che sono stati chiamati
all’esistenza e rivestiti del manto della vita, nel passato
o nell’avvenire.
LXVII
1 In questa Rivelazione č apparso ciň che non era
mai apparso prima. Quanto agli infedeli che hanno
visto ciň che si č manifestato, essi mormorano e dicono:
«In veritŕ, egli č un mago che ha ordito una
menzogna contro Dio». Sono invero gente abietta.
SPIGOLATURE
135
2 O Penna dell’Antico dei Giorni, dě alle nazioni
quel che accadde in ‘Iráq. Dě loro del messaggero
che la congregazione dei teologi di quel paese aveva
delegato a incontrarCi, il quale, giunto in Nostra presenza,
C’interrogň su certe scienze, al che rispondemmo
in virtů della sapienza innata che possediamo.
In veritŕ, il Tuo Signore č a conoscenza delle
cose invisibili. «Attestiamo», disse, «che la sapienza
che Tu possiedi č tale che nessuno puň competere
con Te. Tale sapienza č, perň, insufficiente a giustificare
lo stadio eccelso che la gente Ti attribuisce. Se
dici la veritŕ, produci ciň che le forze unite dei popoli
della terra non riuscirebbero a produrre». Cosě era
stato irrevocabilmente decretato alla corte della presenza
del tuo Signore, il Gloriosissimo, l’Amoroso.
3 «Testimone! Che cosa vedi?», Egli restň interdetto.
E quando tornň in sé, disse: « Credo veramente in
Dio, il Gloriosissimo, il Lodatissimo». «Va dalla
gente e dě loro: “DomandateGli qualunque cosa vi
piaccia. Egli ha il potere di fare ciň che vuole. Nulla,
del passato o del futuro, puň ostacolare la Sua Volontŕ”.
Dě: “O accolta di teologi! Scegliete qualunque
soggetto vi piaccia e chiedete al vostro Signore,
l’Iddio di Misericordia, di rivelarvelo. Se esaudisce
il vostro desiderio, per virtů della Sua sovranitŕ, credete
allora in Lui e non siate di coloro che respingono
la Sua veritŕ”». «L’alba della comprensione č apparsa
», egli disse, «e la testimonianza del MisericorBAHÁ’U’LLÁH
136
diosissimo č compiuta». Si alzň e tornň da coloro
che l’avevano mandato, per ordine di Dio, il Gloriosissimo,
il Benamato.
4 I giorni trascorsero senza che ritornasse. Alla fine
giunse un altro messaggero a informarCi che avevano
rinunciato allo scopo originario. In veritŕ, č gente
spregevole. Questo č ciň che accadde in ‘Iráq e di ciň
che rivelo sono Io Stesso testimone. L’avvenimento
fu riportato dappertutto, eppure non si trovň nessuno
che ne comprendesse il significato. Cosě avevamo
comandato. Se solo lo sapeste!
5 Per il Mio Essere! Chiunque nelle čre passate Ci
abbia chiesto di produrre i segni di Dio, non appena
glieli rivelammo, rinnegň la veritŕ di Dio. Ma la gente
č rimasta, perlopiů, indifferente. Coloro i cui occhi
sono illuminati dalla luce della comprensione
sentiranno il dolce aroma del Misericordiosissimo e
accetteranno la Sua veritŕ. Questi sono coloro che
sono veramente sinceri.
LXVIII
1 O tu che sei frutto e foglia del Mio Albero! Su te
la Mia gloria e la Mia misericordia! Non s’affligga il
tuo cuore per quel che t’č accaduto. Se esaminassi le
pagine del Libro della Vita, vi scopriresti, certamenSPIGOLATURE
137
te, ciň che dissiperebbe i tuoi dolori e dissolverebbe
la tua angoscia.
2 O frutto del Mio Albero, sappi che i decreti
dell’Ordinatore Sovrano relativi al fato e alla predestinazione
sono di due generi. Devono essere ubbiditi
e accettati entrambi. L’uno č irrevocabile, l’altro,
come lo chiamano gli uomini, č imminente. Al primo,
tutti devono sottomettersi incondizionatamente,
perché č fissato e stabilito. Dio puň, perň, cambiarlo
o revocarlo. Ma poiché il male che risulterebbe da
un tale cambiamento sarebbe peggiore che se il decreto
rimanesse inalterato, tutti devono volontariamente
sottomettersi a ciň che Dio ha voluto e attenervisi
con fiducia.
3 Il decreto imminente, invece, č tale che la
preghiera e le suppliche possono riuscire a stornarlo.
4 Dio conceda a te, che sei il frutto del Mio Albero,
e a coloro che sono con te di esser protetti dalle
sue cattive conseguenze.
5 Dě: O Dio, mio Dio! Avevi affidato alle mie
mani un Tuo pegno e ora l’hai richiamato a Te, secondo
il desiderio della Tua Volontŕ. Non sta a me,
una Tua ancella, chiedere come e perché ciň sia accaduto,
poiché Tu sei glorificato in ogni Tuo atto e
devi essere ubbidito nel Tuo decreto. O mio Signore,
la Tua ancella ha posto le sue speranze nella Tua
grazia e nella Tua munificenza. Concedile di ottenere
ciň che l’avvicini a Te e le giovi in ognuno dei
BAHÁ’U’LLÁH
138
Tuoi mondi. Tu sei il Perdonatore, il Munifico. Non
v’č altro Dio che Te, l’Ordinatore, l’Antico dei
Giorni.
6 O Signore mio Dio, accorda le Tue benedizioni a
coloro che hanno gustato il vino del Tuo amore di
fronte agli uomini e, malgrado i Tuoi nemici, hanno
riconosciuto la Tua unitŕ, attestato la Tua unicitŕ e
confessato la loro fede in ciň che ha fatto tremare le
membra degli oppressori fra le Tue creature e rabbrividire
le carni degli orgogliosi della terra. Attesto
che la Tua Sovranitŕ non perirŕ mai, né mai muterŕ
il Tuo Volere. Disponi per coloro che si sono volti a
Te e per le Tue ancelle che si sono tenute saldamente
alla Tua Corda ciň che s’addice all’Oceano della Tua
munificenza e al Cielo della Tua grazia.
7 O Dio, Tu sei Colui Che Si č proclamato Signore
della Dovizia e ha definito poveri e bisognosi tutti
coloro che Lo servono, cosě come hai scritto: «O voi
che credete! Non siete altro che dei poveri, bisognosi
di Dio; ma Dio č Colui Che possiede tutto, il Lodatissimo
». Ora che ho confessato la mia povertŕ e riconosciuto
la Tua ricchezza, non privarmi della gloria
dei Tuoi beni. Tu sei, invero, il Protettore Supremo,
l’Onnisciente, il Piů Saggio.
SPIGOLATURE
139
LXIX
1 Rammenta il comportamento della madre di
Ashraf, il cui figlio immolň la vita nella Terra di Zá
(Zanján). Egli č, senza dubbio, sul seggio della veritŕ
alla presenza di Colui Che č il Piů Forte,
l’Onnipotente.
2 Allorché decisero ingiustamente di metterlo a
morte, gl’infedeli mandarono a chiamare sua madre,
caso mai lo ammonisse e lo inducesse a ritrattare la
sua fede per seguire le orme di coloro che avevano
ripudiato la veritŕ di Dio, il Signore di tutti i mondi.
3 Non appena vide il volto del figlio, ella gli
rivolse parole tali da far piangere e spezzare dal dolore
i cuori di tutti gli amanti di Dio e, oltre ai loro,
anche quelli delle Schiere celesti. In veritŕ, il tuo Signore
sa ciň che la Mia lingua dice. Egli Stesso č
testimone delle Mie parole.
4 E quando, rivolta a lui, gli disse: «Figlio mio, o
figlio mio! Non esitare a offrirti sulla via del tuo Signore.
Guardati dal tradire la fede in Colui innanzi al
Quale si sono prostrati adoranti tutti coloro che sono
nei cieli e sulla terra. Prosegui dritto, o figlio mio, e
persevera sulla via del Signore Dio tuo. Affrettati a
raggiungere la presenza di Colui Che č il Benamato
di tutti i mondi».
5 Su di lei scendano le Mie benedizioni, la Mia
misericordia, la Mia lode e la Mia gloria. Io Stesso
BAHÁ’U’LLÁH
140
riscatterň la perdita di suo figlio – quel figlio che
adesso dimora nel tabernacolo della Mia maestŕ e
della Mia gloria, il cui volto risplende di una luce
che avvolge con la sua radiositŕ le Ancelle del Cielo
nelle loro dimore celesti e, oltre a loro, gli ospiti del
Mio Paradiso e gli abitatori delle Cittŕ della Santitŕ.
Chi potesse mirarne il viso esclamerebbe: «Ecco,
costui č un nobile angelo!».
LXX
1 L’equilibrio del mondo č stato sconvolto dalla
vibrante influenza di questo grandioso, di questo
nuovo Ordine Mondiale. La vita ordinata dell’umanitŕ
č stata rivoluzionata dall’azione di questo Sistema
unico e meraviglioso, di cui occhio mortale
non ha mai visto l’eguale.
2 Immergetevi nell’oceano delle Mie parole per
districarne i segreti e scoprire le perle di saggezza
celate nelle sue profonditŕ. Attenti a non esitare nella
vostra determinazione di accettare la veritŕ di questa
Causa, una Causa per la quale le potenzialitŕ della
possanza di Dio sono state rivelate e la Sua sovranitŕ
stabilita. Con volti raggianti di gioia accorrete a Lui.
Questa č l’immutabile Fede di Dio, eterna nel passato,
eterna nell’avvenire. Fate che colui che cerca la
raggiunga; quanto a colui che si č rifiutato di cercarSPIGOLATURE
141
la, in veritŕ, Dio basta a Se Stesso, al di sopra di
qualsiasi bisogno delle Sue creature.
3 Dě: Questa č l’infallibile Bilancia tenuta dalla
Mano di Dio, con la quale vengono pesati tutti coloro
che sono nei cieli e tutti coloro che sono sulla terra
e il loro destino č determinato, se siete di coloro
che credono e riconoscono questa veritŕ. Dě: Questa
č la Suprema Testimonianza, per la quale la validitŕ
di ogni prova per tutti i tempi č stata stabilita, se solo
ne foste certi. Dě: Per mezzo suo sono stati arricchiti
i poveri, illuminati i sapienti e i ricercatori sono riusciti
ad ascendere alla presenza di Dio. Attenti a non
farne una causa di discordia fra voi. Siate saldamente
radicati, come incrollabili montagne, nella Causa del
vostro Signore, il Possente, l’Amorevole.
LXXI
1 O popoli del mondo, quando l’astro della Mia
bellezza tramonterŕ e il cielo del Mio tabernacolo
sarŕ occultato ai vostri occhi, non sgomentatevi. Levatevi
a secondare la Mia Causa e a esaltare il Mio
Verbo fra gli uomini. Noi saremo in ogni tempo con
voi e vi rafforzeremo col potere della veritŕ. Siamo
invero onnipotenti. Chi Mi ha riconosciuto si leverŕ
a servirMi con tale risolutezza che le forze della terra
BAHÁ’U’LLÁH
142
e del cielo saranno incapaci di sconfiggere il suo
proponimento.
2 I popoli della terra dormono profondamente. Se
si svegliassero dal letargo, si affretterebbero con ardore
verso Dio, l’Onnisciente, il Piů Saggio. Getterebbero
via tutto ciň che posseggono, fossero pure
tutti i tesori della terra, acciocché il loro Signore li
rammenti, fosse anche rivolgendo loro una sola
parola. Tale č la disposizione che vi dŕ Colui Che
detiene la conoscenza delle cose celate, in una
Tavola che l’occhio della creazione non ha veduto e
che non č stata rivelata ad altri che al Suo Essere, il
Protettore onnipotente di tutti i mondi. Essi sono
cosě disorientati dall’ebbrezza dei loro desideri
perversi, che sono incapaci di riconoscere il Signore
di tutti gli esseri, la Cui voce alta risuona da ogni
parte: «Non v’č altro Dio che Me, il Possente, il Piů
Saggio3 Děo: »N. on gioite delle cose che possedete; stasera
son vostre, domani altri le possederanno. Cosě vi
ammonisce Colui Che tutto sa e di tutto č informato.
Dě: Potete sostenere che ciň che possedete sia duraturo
o sicuro? No! Per Me Stesso, il Misericordiosissimo,
non lo potete, se siete di coloro che giudicano
equamente! I giorni della vostra esistenza volano
come un alito di vento e tutto il vostro fasto e la vostra
gloria passeranno com’č stato del fasto e della
gloria di coloro che vi hanno preceduti. Riflettete, o
genti! Cos’č avvenuto dei vostri giorni passati, dei
SPIGOLATURE
143
vostri secoli perduti? Beati i giorni consacrati a ricordare
Dio e benedette le ore trascorse a lodare Colui
Che č il Piů Saggio. Per la Mia vita! Né il fasto
dei potenti, né l’opulenza dei ricchi e neppure il dominio
degli empi dureranno. Tutto perirŕ ad una Sua
parola. Egli č, invero, l’Onnipotente, l’Irresistibile,
l’Onnipossente. Che vantaggio vi č nelle cose terrene
possedute dagli uomini? Essi hanno completamente
trascurato ciň che gioverŕ loro. Ben presto si
desteranno dal letargo e si ritroveranno incapaci di
riacquistare ciň che si sono lasciati sfuggire nei giorni
del loro Signore, l’Onnipotente, il Lodatissimo. Se
soltanto lo sapessero, rinunzierebbero a tutto, acciocché
i loro nomi fossero ricordati innanzi al Suo
trono. In veritŕ, sono da annoverare fra i morti.
LXXII
1 Che i vostri cuori non si turbino, o genti, quando
la gloria della Mia Presenza si ritrarrŕ e l’oceano dei
Miei detti si placherŕ. V’č una saggezza nella Mia
presenza fra voi e ve n’č un’altra ancora nella Mia
assenza, imperscrutabile a tutti fuorché a Dio,
l’Incomparabile, l’Onnisciente. In veritŕ, vi osserviamo
dal Nostro regno di gloria e aiuteremo chiunque
si leverŕ per il trionfo della Nostra Causa con le
BAHÁ’U’LLÁH
144
schiere delle legioni superne e una corte dei Nostri
angeli prediletti.
2 O popoli della terra! Dio, l’Eterna Veritŕ, Mi č
testimone che rivoli d’acque fresche dolcemente
scorrenti sono sgorgate dalle rocce per la dolcezza
delle parole pronunciate dal vostro Signore, l’Incoercibile;
e ancora voi dormite. Gettate via ciň che
possedete e, sulle ali del distacco, libratevi al di sopra
di tutte le cose create. Cosě vi ordina il Signore
del creato, il movimento della Cui Penna ha rivoluzionato
l’anima dell’umanitŕ.
3 Sapete da quali altezze vi chiama il vostro
Signore, il Gloriosissimo? Credete di aver riconosciuta
la Penna con la quale il vostro Signore, il Signore
di tutti i nomi, vi comanda? No, per la Mia
vita! Se la conosceste, rinunziereste al mondo e vi
affrettereste con tutto il cuore alla presenza del Benamato.
Il vostro spirito sarebbe talmente trasportato
dalla Sua Parola da gettare nello scompiglio il Piů
Grande Mondo, e tanto piů questo, piccolo e meschino!
Cosě le piogge della Mia generositŕ si sono
riversate dal cielo della Mia tenera premura, come
pegno della Mia grazia, perché siate di coloro che
son grati...
4 Badate che i desideri della carne e di una corrotta
inclinazione non provochino divisioni fra voi. Siate
come le dita di una mano e le membra di un corpo.
SPIGOLATURE
145
Cosě vi consiglia la Penna della Rivelazione, se siete
fra coloro che credono.
5 Considerate la misericordia di Dio e i Suoi doni.
Benché possa fare a meno di tutte le creature, Egli vi
ingiunge ciň che vi sarŕ di beneficio. Le vostre cattive
azioni non potranno mai nuocerCi, né le vostre
buone opere esserCi di giovamento. Vi invitiamo
unicamente per amore di Dio. Di ciň sarŕ testimone
ogni uomo dotato di comprensione e intuito.
LXXIII
1 Č chiaro ed evidente che, allorché saranno stati
strappati i veli che occultano le realtŕ delle manifestazioni
dei Nomi e degli Attributi di Dio, anzi di
tutte le cose create visibili o invisibili, nulla rimarrŕ
tranne il Segno di Dio – un segno che Egli Stesso vi
ha posto. Questo segno durerŕ quanto lo desideri il
Signore Dio Tuo, il Signore dei cieli e della terra. Se
tali sono le benedizioni conferite a tutte le cose create,
quanto piů grande dev’essere la sorte del vero
credente, la cui esistenza e la cui vita sono da considerare
il movente primo di tutta la creazione! Come
la concezione della fede esiste dal principio che non
ha principio e durerŕ fino alla fine che non ha fine,
cosě il vero credente vivrŕ ed esisterŕ eternamente. Il
suo spirito graviterŕ per sempre attorno alla Volontŕ
BAHÁ’U’LLÁH
146
di Dio. Egli durerŕ quanto durerŕ Dio Stesso. Egli č
svelato mediante la Rivelazione di Dio e celato per
Suo ordine. Č evidente che le piů eccelse dimore del
Regno dell’immortalitŕ sono state destinate a coloro
che hanno veramente creduto in Dio e nei Suoi segni.
La morte non potrŕ mai invadere quel santo luogo.
Cosě ti abbiamo affidato i segni del Tuo Signore,
perché tu possa perseverare nell’amore per Lui ed
essere fra coloro che comprendono questa veritŕ.
LXXIV
1 Ogni parola che esce dalla bocca di Dio č dotata
di tale potenza da infondere nuova vita in ogni forma
umana, se siete fra coloro che comprendono questa
veritŕ. Tutte le opere meravigliose che vedete in questo
mondo si sono manifestate per opera della Sua
suprema ed eccelsa Volontŕ e del Suo Intento
meraviglioso e inflessibile. Dalla semplice rivelazione
della parola «Artefice», uscita dalle Sue labbra a
proclamare il Suo attributo all’umanitŕ, si č sprigionato,
nel corso delle ere, il potere generatore di tutte
le molteplici arti che le mani dell’uomo possono
produrre. Questa, invero, č una veritŕ assoluta. Non
appena questa risplendente parola č pronunziata, le
sue energie animatrici, operando in tutte le cose
create, danno inizio ai mezzi e agli strumenti con i
SPIGOLATURE
147
quali queste arti possono essere prodotte e perfezionate.
Tutte le meravigliose conquiste delle quali siete
ora testimoni sono una diretta conseguenza della Rivelazione
di questo Nome. Nei giorni avvenire, vedrete
in veritŕ cose delle quali non avete mai sentito
parlare. Cosě č stato decretato nelle Tavole di Dio e
nessuno puň comprenderlo tranne coloro la cui vista
č acuta. Similmente nel momento in cui uscirŕ dalle
Mie labbra la parola che esprime il Mio attributo
l’«Onnisciente», ogni cosa creata sarŕ investita, secondo
le sue capacitŕ e limitazioni, del potere di sviluppare
il sapere delle scienze piů meravigliose e
avrŕ il potere di manifestarle attraverso i tempi, per
ordine di Colui Che č l’Onnipotente, l’Onnisciente.
Sappi per certo che la Rivelazione di ogni altro Nome
č accompagnata da una simile manifestazione del
potere divino. Ogni lettera che esce dalla bocca di
Dio č, davvero, una lettera-madre e ogni parola pronunziata
da Colui Che č la Sorgente della Rivelazione
divina č una parola-madre e la Sua Tavola, una
Tavola-Madre. Beati coloro che comprendono questa
veritŕ.
LXXV
1 Strappate in Mio Nome i veli che vi hanno
tristemente accecata la vista e, col potere generato
BAHÁ’U’LLÁH
148
dalla vostra fede nell’unicitŕ di Dio, disperdete gli
idoli della vana imitazione. Indi, entrate nel santo
paradiso del beneplacito del Misericordiosissimo.
Purificate le vostre anime da qualunque cosa non
venga da Dio e gustate la dolcezza del riposo
nell’orbita della Sua vasta e potente Rivelazione,
all’ombra della Sua suprema e infallibile autoritŕ.
Non lasciatevi avvolgere dai densi veli dei desideri
egoistici, perché ho perfezionato in ognuno di voi la
Mia creazione in modo che l’eccellenza della Mia
opera si riveli appieno agli uomini. Di conseguenza,
ogni uomo č stato e continuerŕ a esser capace di apprezzare,
da se stesso, la Beltŕ di Dio, il Glorificato.
Se non fosse stato dotato di questa capacitŕ, come
potrebbe esser chiamato a render conto delle proprie
debolezze? Se, il Giorno nel quale i popoli della terra
saranno radunati, a un uomo fosse chiesto mentre
si trova alla presenza del Signore: «Perché non hai
creduto alla Mia Bellezza e ti sei allontanato dal Mio
Essere?», e se egli rispondesse dicendo: «Dato che
tutti gli uomini hanno errato e non si č trovato nessuno
disposto a volgere il viso verso la Veritŕ,
anch’io, seguendo il loro esempio, non ho malauguratamente
riconosciuto la Beltŕ dell’Eterno», questa
giustificazione sarebbe certamente respinta, poiché
la fede di un uomo non puň essere regolata da altri
che da lui stesso.
SPIGOLATURE
149
2 Questa č una delle veritŕ che si trova racchiusa
nella Mia Rivelazione – una veritŕ che ho rivelato in
tutti i Libri celestiali, che ho fatto proclamare dalla
Lingua della Grandezza e trascrivere dalla Penna del
Potere. Soffermatevi a riflettere, sě che, con l’occhio
interiore ed esteriore, possiate comprendere le sottigliezze
della saggezza divina e scoprire le gemme di
sapienza celeste che ho rivelato in questa Tavola eccelsa
e incorruttibile, in chiaro e ponderoso linguaggio,
affinché non vi allontaniate dall’Altissimo Trono,
dall’Albero al di lŕ del quale non si passa e dalla
Dimora della potenza e della gloria eterne.
3 I segni di Dio risplendono aperti e radiosi come il
sole sulle opere delle Sue creature. Tutto quello che
emana da Lui č separato e resterŕ sempre distinto
dalle invenzioni degli uomini. Dalla Sorgente della
Sua sapienza si sono levati innumerevoli Luminari
di sapere e di saggezza e il soffio del Misericordiosissimo
ha continuamente spirato sui cuori e sulle
anime degli uomini. Felici coloro che hanno riconosciuto
questa veritŕ.
LXXVI
1 O Mio servo, tendi l’orecchio a ciň che ti č stato
inviato dal Trono del tuo Signore, l’Inaccessibile, il
Piů Grande. Non v’č altro Dio che Lui. Egli ha
BAHÁ’U’LLÁH
150
chiamato all’esistenza le Sue creature perché conoscano
Colui Che č il Compassionevole, il Misericordioso.
Egli ha inviato nelle cittŕ di tutte le nazioni i
Suoi Messaggeri ai Quali ha dato incarico di annunziare
agli uomini le novelle del Paradiso del Suo beneplacito
e di avvicinarli al Riparo della sicurezza
duratura, il Seggio dell’eterna santitŕ e della gloria
trascendente.
2 Alcuni, guidati dalla Luce di Dio, hanno ottenuto
accesso alla Corte della Sua presenza, hanno libato
le acque della vita eterna dalla mano della
rassegnazione e sono stati annoverati fra coloro che
Lo hanno veramente riconosciuto e hanno creduto in
Lui. Altri si sono ribellati contro di Lui e hanno
respinto i segni di Dio, il Piů Possente,
l’Onnipotente, il Piů Saggio.
3 Ere son passate fino a giungere a consumazione
in questo Giorno, il Signore dei giorni, il Giorno in
cui l’Astro del Bayán si č manifestato sull’orizzonte
della misericordia, il Giorno in cui la Beltŕ del Gloriosissimo
ha brillato nell’eccelsa persona di ‘Alí-
Mu.ammad, il Báb. Non appena Egli Si rivelň, tutti
si sollevarono contro di Lui. Alcuni Lo accusarono
di avere pronunciato calunnie contro Dio, l’Onnipotente,
l’Antico dei Giorni. Altri Lo considerarono un
folle, asserzione che Io Stesso ho udito dalla bocca
di uno dei teologi. Altri ancora contestarono il Suo
vanto di essere il Portavoce di Dio e Lo accusarono
SPIGOLATURE
151
di aver usurpato e usato come sue le parole
dell’Onnipotente alterandone il significato e mescolandole
alle proprie. L’Occhio della Grandezza piange
amaramente per le cose che le loro bocche hanno
detto, mentre essi continuano a gioire sui loro seggi.
4 «O genti», Egli dice, «Dio Mi č testimone! Sono
venuto a voi con una Rivelazione del Signore, Dio
vostro, il Signore dei vostri antichi padri. O genti,
non guardate a ciň che possedete, ma a ciň che Dio
vi ha inviato. Questo, certamente, sarŕ meglio per
voi della creazione intera, se solo lo capiste. O genti,
osservate meglio e considerate la testimonianza di
Dio e la Sua prova in vostro possesso e confrontatele
con la Rivelazione che vi č stata inviata in questo
Giorno, perché la veritŕ, l’infallibile veritŕ, vi si manifesti
senza dubbi. O genti, non seguite le orme del
Maligno; seguite la Fede del Misericordiosissimo e
siate fra coloro che veramente credono. Quale beneficio
ne trarrebbe l’uomo, se non riconoscesse la Rivelazione
di Dio? Assolutamente nessuno. Lo attesta
il Mio Essere, l’Onnipotente, l’Onnisciente, il Piů
Saggio».
5 Piů Egli li esortň, piů feroce divenne la loro
ostilitŕ, finché, alla fine, Lo misero a morte con ignobile
crudeltŕ. La maledizione di Dio ricada sugli
oppressori.
6 Alcuni Gli credettero, pochi dei Nostri servi sono
grati. Costoro Egli ammoně in tutte le Sue Tavole –
BAHÁ’U’LLÁH
152
anzi in ogni passo dei Suoi meravigliosi Scritti – di
non darsi, nel Giorno della Rivelazione promessa, a
nessun’altra cosa, in cielo o in terra. «O genti!», Egli
disse, «Mi sono rivelato per la Sua Manifestazione e
ho fatto scendere su di voi il Mio Libro, il Bayán,
per il solo scopo di dimostrare la veritŕ della Sua
Causa. Temete Iddio e non lottate con Lui come il
popolo del Corano hanno lottato contro di Me. In
qualunque momento sentiate parlare di Lui, accorrete
a Lui e attenetevi a qualunque cosa Egli vi riveli.
Nulla fuorché Lui potrŕ giovarvi, no, neanche se
produceste dalla prima all’ultima le testimonianze di
tutti coloro che vi hanno preceduti».
7 E quando, dopo qualche anno, il cielo del decreto
divino si squarciň e la Beltŕ del Báb apparve fra le
nubi dei nomi di Dio adorna di una nuova veste,
questa stessa gente insorse malignamente contro di
Lui, Lui la Cui Luce avvolge tutte le cose create.
Violarono il Suo Patto, respinsero la Sua veritŕ, lottarono
contro di Lui, cavillarono con i Suoi segni,
considerarono falsitŕ la Sua testimonianza e si unirono
alla compagnia degli infedeli. Infine decisero di
toglierGli la vita. Ecco lo stato di coloro che sono
irrimediabilmente nell’errore!
8 E quando si resero conto di non poter raggiungere
il loro scopo, si misero a complottare contro di
Lui. Guardate come ogni momento escogitino nuovi
espedienti per nuocerGli, per colpire e disonorare la
SPIGOLATURE
153
Causa di Dio. Dě: Guai a voi! Nel nome di Dio! Le
vostre macchinazioni vi coprono d’infamia. Il vostro
Signore, Dio di misericordia, puň ben fare a meno
delle Sue creature. Nulla puň accrescere o diminuire
ciň che Egli possiede. Se credete, crederete a vostro
vantaggio e se non credete, sarete voi a soffrire.
Giammai mano d’infedele potrŕ profanare l’orlo della
Sua Veste!
9 O Mio servo che credi in Dio! Per la giustizia
dell’Onnipotente! Se ti narrassi la storia delle cose
che Mi sono accadute, le anime e le menti degli uomini
non potrebbero sopportarne il peso. Dio Mi č
testimone! Sii accorto e non seguire le orme di questa
gente. Medita diligentemente sulla Causa del tuo
Signore. Sforzati di conoscerLo per mezzo del Suo
Essere e non per mezzo d’altri. Poiché nessuno, eccetto
Lui, potrŕ mai giovarti. Ne fanno fede tutte le
cose create, se potessi capirlo!
10 Esci da dietro il velo col permesso del tuo
Signore, il Gloriosissimo, il Piů Potente e, al cospetto
di coloro che sono nei cieli e di coloro che sono
sulla terra, afferra il Calice dell’Immortalitŕ nel nome
del tuo Signore, l’Inaccessibile, l’Altissimo, e
bevine a sazietŕ, e non esser fra coloro che indugiano.
Giuro nel nome di Dio! Non appena toccherai la
Coppa con le labbra, le Schiere superne ti acclameranno
dicendo: «Bevi in perfetta delizia, o uomo che
hai creduto veramente in Dio!», e gli abitanti delle
BAHÁ’U’LLÁH
154
Cittŕ dell’Immortalitŕ grideranno: «Gioia a te, che
hai vuotato la Coppa del Suo amore!», e la Lingua
della Grandezza ti saluterŕ dicendo: «Grande č la
benedizione che ti attende, o Mio servo, poiché hai
conseguito ciň che nessuno ha raggiunto, tranne coloro
che si sono allontananti da tutto ciň che č nei
cieli e tutto ciň che č sulla terra e che sono i simboli
del vero distacco».
LXXVII
1 E ora riguardo alla tua domanda che si riferisce
alla creazione dell’uomo. Sappi che tutti gli uomini
sono stati creati nella natura fatta da Dio, il Custode,
Colui Che esiste da Sé. A ciascuno di loro č stata
prescritta una capacitŕ preordinata secondo le potenti
Tavole custodite di Dio. Tutto ciň che possedete potenzialmente,
perň, puň manifestarsi soltanto per opera
della vostra volontŕ. Le vostre stesse azioni attestano
questa veritŕ. Considerate, per esempio, ciň
che č stato proibito agli uomini nel Bayán. Dio ha,
per Suo comando, decretato lecito in quel Libro tutto
ciň che Si č compiaciuto di decretare e, con la forza
del Suo sovrano potere, ha proibito tutto ciň che ha
deciso di proibire. Ne fa fede il testo di quel Libro.
Non vorrete farne testimonianza? Ma gli uomini
hanno deliberatamente violato la Sua legge. Č, tale
SPIGOLATURE
155
comportamento, da attribuire a Dio o a loro stessi?
Siate equi nel giudicare. Tutto ciň che č buono viene
da Dio e ciň che č cattivo proviene da voi. Non vorrete
capirlo? Questa veritŕ č stata rivelata in tutte le
Scritture, se siete di coloro che comprendono. Ogni
azione che meditate Gli č cosě chiara come se fosse
stata giŕ compiuta. Non v’č altro Dio che Lui. Sua č
tutta la creazione e il suo imperio. Tutto č manifesto
innanzi a Lui; tutto č annotato nelle Sue sante Tavole
celate. Questa prescienza di Dio, perň, non deve
essere considerata la causa delle azioni degli uomini,
come la vostra precognizione che un certo evento
avrŕ luogo o il vostro desiderio che esso accada, non
č, né potrŕ mai essere, la causa che lo fa accadere.
LXXVIII
1 Riguardo alla tua domanda sull’origine della
creazione, sappi, per certo, che la creazione di Dio
esiste dall’eternitŕ e continuerŕ a esistere per sempre.
Il suo principio non ha principio e la sua fine
non conosce fine. Il Suo nome, Creatore, presuppone
una creazione, come il Suo titolo, Signore degli Uomini,
implica l’esistenza di un servo.
2 Quanto ai detti attribuiti agli antichi Profeti,
come «Al principio era Dio e non v’era creatura per
conoscerLo» e «Il Signore era solo senza nessuno
BAHÁ’U’LLÁH
156
che Lo adorasse», il significato di questi e altri detti
simili č chiaro e palese e non dev’essere frainteso.
Fan fede di questa veritŕ queste parole da Lui rivelate:
«Dio era solo e nessun altro v’era all’infuori di
Lui. Egli resterŕ per sempre quel che č sempre stato
». Ogni occhio veggente si accorgerŕ facilmente
che il Signore Si č ora manifestato, eppure non v’č
nessuno che riconosca la Sua gloria. Con ciň
s’intende che la dimora nella quale l’Essere divino
abita č molto al di lŕ delle possibilitŕ e della comprensione
di chiunque all’infuori di Lui. Tutto quello
che si puň esprimere o apprendere nel mondo contingente
non potrŕ mai oltrepassare i limiti impostigli
dalla sua natura innata. Dio soltanto trascende
questi limiti. Egli, invero, esiste dall’eternitŕ. Né pari
né compagno ha potuto né potrŕ mai associarsi a
Lui. Nessun nome puň paragonarsi al Suo. Nessuna
penna puň ritrarre la Sua natura, nessuna lingua descriverNe
la gloria. Egli resterŕ per sempre incommensurabilmente
eccelso al di sopra di tutto tranne
Se Stesso.
3 Considerate l’ora in cui la suprema Manifestazione
di Dio Si rivela agli uomini. Prima che scocchi
quest’ora l’Antico Essere, Che č ancora sconosciuto
agli uomini e non ha ancora proferito il Verbo di
Dio, č in Sé l’Onnisciente, in un mondo privo di
qualsiasi uomo che L’abbia conosciuto. Egli č, invero,
il Creatore senza creazione, poiché nell’attimo
SPIGOLATURE
157
precedente la Sua Rivelazione ciascun essere creato
dovrŕ rendere l’anima a Dio. Questo č invero il
Giorno di cui si č scritto: «Di chi sarŕ il Regno in
questo Giorno?». E non si troverŕ nessuno pronto a
rispondere!
LXXIX
1 Riguardo alla tua domanda a proposito dei mondi
di Dio. Sappi, invero, che i mondi di Dio sono innumerevoli
e infiniti nella loro estensione. Nessuno puň
contarli o comprenderli all’infuori di Dio,
l’Onnisciente, il Piů Saggio. Considera il tuo stato
quando dormi. In veritŕ, Io dico che questo fenomeno
č il piů misterioso dei segni di Dio fra gli uomini, se
lo meditassero in cuor loro. Osserva come ciň che hai
visto in sogno si realizzi in pieno dopo un considerevole
lasso di tempo. Se il mondo in cui ti sei trovato
durante il sogno coincidesse con quello in cui vivi,
l’avvenimento occorsoti in sogno dovrebbe necessariamente
apparire in questo mondo nello stesso istante
in cui il sogno ha luogo. Se cosě fosse, ne saresti stato
tu stesso testimone. Ma non essendo cosě, ne consegue
che il mondo in cui vivi č differente e separato da
quello che hai sperimentato nel sogno. Quest’ultimo
non ha né principio né fine. Se tu sostenessi che questo
mondo č, come il Gloriosissimo e Onnipotente
BAHÁ’U’LLÁH
158
Iddio ha decretato, entro te stesso e racchiuso entro di
te, sarebbe vero. Sarebbe ugualmente vero sostenere
che al tuo spirito, trascese le limitazioni del sonno e
liberato da ogni vincolo terreno, č stato fatto attraversare,
per volere di Dio, un regno che si trova nascosto
nella realtŕ piů recondita di questo mondo. In veritŕ Io
dico che la creazione di Dio abbraccia mondi oltre
questo mondo e altre creature oltre queste. In ciascuno
di questi mondi Egli ha creato cose che nessuno puň
indagare all’infuori di Lui, l’Indagatore di tutto, il Piů
Saggio.Medita su ciň che ti abbiamo rivelato affinché
tu possa scoprire il disegno di Dio, il tuo Signore, il
Signore di tutti i mondi. In queste parole sono racchiusi
i misteri della saggezza divina. Ci siamo astenuti
dal soffermarCi su questo tema a causa delle azioni
di coloro che le Nostre parole hanno creato, se
siete di quelli che porgono orecchio alla Nostra Voce.
LXXX
1 Mi hai chiesto se, a parte i Profeti e gli eletti di
Dio, l’uomo conserverŕ, dopo la morte fisica, la
stessa individualitŕ, personalitŕ, coscienza e intelletto
che caratterizzano la sua vita in questo mondo. Se
cosě fosse, tu dici, come mai, mentre una piccola lesione
delle facoltŕ mentali, come uno svenimento o
una grave malattia, lo priva della coscienza e
SPIGOLATURE
159
dell’intendimento e invece la morte, che implica la
decomposizione del corpo e la dissociazione dei suoi
elementi, non ha il potere di distruggere
quell’intelletto e di estinguere quella coscienza?
Come si puň concepire che la coscienza e la personalitŕ
dell’uomo permangano, quando gli essenziali
strumenti necessari a farle esistere e funzionare sono
completamente disintegrati?
2 Sappi che l’anima umana č al disopra e indipendente
da tutte le infermitŕ del corpo o della mente. Il
fatto che una persona malata mostri segni di debolezza
č da ricercarsi negli ostacoli che s’interpongono
fra l’anima e il corpo, poiché l’anima, di
per sé, resta immune da qualsiasi infermitŕ del corpo.
Considera la luce di una lampada. Benché un oggetto
esterno possa interferire con la sua luminositŕ,
la luce continua a splendere con potere inalterato.
Similmente ogni malattia che affligge il corpo
dell’uomo č un impedimento che impedisce
all’anima di manifestare la sua forza e il suo potere
intrinseci. Ma quando lascia il corpo, essa mostra
tale ascendenza e rivela tale potenza che nessuna
forza terrena puň eguagliare. Ogni anima pura, gentile
e santificata č dotata d’immensa forza e gode di
una gioia immensa.
3 Considera una lampada celata sotto un moggio.
Benché risplenda, pure la sua luce č nascosta agli
uomini. Similmente considera il sole oscurato dalle
BAHÁ’U’LLÁH
160
nubi. Osserva come il suo splendore appaia diminuito
quando, in realtŕ, la sorgente di quella luce č rimasta
immutata. L’anima dell’uomo deve paragonarsi
a questo sole e tutte le cose della terra devono
essere considerate come il suo corpo. Finché fra loro
non s’interpone alcun ostacolo esteriore, il corpo,
nella sua integritŕ, continua a rispecchiare la luce
dell’anima e ad esser sorretto dalla sua forza. Ma
non appena si frappone un velo, lo splendore di quella
luce sembra diminuire.
4 Considera nuovamente il sole quando č completamente
nascosto dietro le nubi. Benché la terra sia
ancora illuminata dalla sua luce, pure, la quantitŕ di
luce che essa riceve č considerevolmente ridotta. E
finché le nubi non siano state disperse, il sole non
rispende di nuovo nel pieno della gloria. Ma né la
presenza né l’assenza delle nubi puň in alcun modo
influenzare l’intrinseco splendore del sole. L’anima
dell’uomo č il sole da cui il corpo č illuminato e trae
la sua vitalitŕ e tale dev’essere considerata.
5 Considera ancora come il frutto si trovi potenzialmente
nell’albero, prima ancora di formarsi. Se
l’albero fosse tagliato a pezzi, non vi si troverebbe la
sia pur minima traccia o parte del frutto. Ma quando
appare, come puoi osservare, esso si mostra nella sua
meravigliosa bellezza e gloriosa perfezione. Certi
frutti, in realtŕ, raggiungono il completo sviluppo
soltanto dopo essere stati staccati dall’albero.
SPIGOLATURE
161
LXXXI
1 E ora riguardo la tua domanda a proposito
dell’anima dell’uomo e della sua sopravvivenza dopo
la morte. Sappi, in veritŕ, che dopo la separazione
dal corpo l’anima continuerŕ a progredire fino a
giungere alla presenza di Dio in uno stato e in una
condizione tali che neanche la rivoluzione dei tempi
e dei secoli o le vicende e i casi di questo mondo potranno
mutare. Essa durerŕ quanto dureranno il regno
di Dio, la Sua sovranitŕ, il Suo dominio e la Sua
potenza e manifesterŕ i simboli e gli attributi di Dio,
rivelandoNe la gentilezza amorosa e la magnanimitŕ.
Quando cerco di descrivere convenientemente la sublimitŕ
e la gloria di una posizione cosě eccelsa, il
moto della Mia Penna s’arresta. Gli onori di cui la
mano della misericordia colmerŕ l’anima sono tali
che nessuna lingua li puň adeguatamente rivelare o
nessun altro mezzo umano descrivere. Benedetta
l’anima che nell’ora della separazione dal corpo č
purificata dalle immaginazioni vane create dalle genti
del mondo. Una tale anima vive e agisce secondo
il Volere del suo Creatore ed entra nel paradiso piů
eccelso. Le Ancelle del Cielo abitatrici delle magioni
sublimi la circonderanno e i Profeti di Dio e i Suoi
prescelti ne cercheranno la compagnia. Con essi
BAHÁ’U’LLÁH
162
l’anima converserŕ liberamente narrando quel che la
fece persistere sul sentiero di Dio, il Signore di tutti i
mondi. Se fosse detto a un uomo quel che č predisposto
per un’anima siffatta nei mondi di Dio, il Signore
del trono eccelso e della terra, il suo essere
intero s’infiammerebbe istantaneamente per l’ardente
desiderio di giungere a quella dimora sublime,
santa e risplendente... La natura dell’anima dopo la
morte non potrŕ mai essere descritta, né č opportuno
o possibile presentarne e rivelarne interamente il carattere
agli occhi dell’uomo. I Profeti e i Messaggeri
di Dio sono stati inviati al solo scopo di guidare
l’umanitŕ sul diritto Sentiero della Veritŕ. Lo scopo
recondito della loro rivelazione č stato quello di educare
tutti gli uomini affinché, nell’ora della morte,
ascendano al Trono dell’Altissimo nella massima
purezza e santitŕ e senza il piů lieve attaccamento.
La luce che tali anime irradiano dŕ vita al progresso
del mondo e all’elevazione dei suoi popoli. Esse sono
come il lievito che fa fermentare il mondo
dell’esistenza e costituiscono le forze animatrici grazie
alle quali si rivelano le arti e le meraviglie del
mondo. Per loro mezzo le nuvole dispensano agli
uomini la pioggia della misericordia e la terra produce
i frutti. Tutte le cose devono avere una causa, una
forza motrice, un principio animatore. Queste anime,
che sono il simbolo della rinunzia, hanno fornito e
continuano a fornire il supremo impulso motore nel
SPIGOLATURE
163
mondo dell’esistenza. Il mondo di lŕ differisce da
questo come questo differisce da quello in cui vive
l’embrione nel grembo materno. Quando perviene
alla Presenza di Dio, l’anima assume la forma che
piů si addice alla sua immortalitŕ ed č degna della
sua celeste dimora. Quell’esistenza č contingente e
non assoluta, perché la prima č preceduta da una
causa, mentre la seconda ne č indipendente.
L’esistenza assoluta č limitata esclusivamente a Dio,
esaltata sia la Sua gloria. Beati coloro che comprendono
questa veritŕ. Se riflettessi in cuor tuo sul comportamento
dei Profeti di Dio, converresti sicuramente
e senza indugio che devono esistere altri
mondi oltre a questo. In tutti i tempi, come č stato
registrato dalla Penna della Gloria nella Tavola della
Saggezza, la maggior parte dei veri saggi e dei dotti
hanno reso testimonianza della veritŕ di ciň che la
Sacra Scrittura di Dio ha rivelato. Persino i materialisti
hanno attestato nei loro scritti la saggezza di
questi Messaggeri inviati da Dio e hanno ritenuto
che gli accenni al Paradiso, al fuoco dell’inferno,
alla ricompensa e alla punizione future, fatti dai Profeti,
siano stati dettati dal desiderio di educare e di
elevare le anime degli uomini. Considera, dunque,
come la generalitŕ degli uomini, quali che siano le
loro credenze e le loro teorie, abbiano riconosciuto
l’eccellenza dei Profeti di Dio ammettendone la superioritŕ.
Queste Gemme di Distacco sono acclamate
BAHÁ’U’LLÁH
164
da alcuni come le personificazioni della saggezza,
mentre altri credono che esse siano i portavoce di
Dio Stesso. Come avrebbero potuto tali Anime consentire
a consegnarsi nelle mani dei nemici, se avessero
creduto che tutti i mondi di Dio si riducessero a
questa vita terrena? Avrebbero accettato di subire
afflizioni e tormenti tali che nessuno ha mai provato
o visto?
LXXXII
1 Mi hai chiesto della natura dell’anima. Sappi, in
veritŕ, che l’anima č un segno di Dio, una gemma
celeste la cui realtŕ il piů dotto degli uomini non č
riuscito a cogliere e il cui mistero nessuna mente, per
quanto acuta, potrŕ mai sperare di svelare. Č la prima
fra tutte le cose create che dichiara l’eccellenza del
suo Creatore, la prima a riconoscere la Sua la gloria,
ad aderire alla Sua veritŕ e a inchinarsi adorante innanzi
a Lui. Se č fedele a Dio ne riflette la luce e alla
fine ritorna a Lui. Se perň viene meno alla fedeltŕ
verso il suo Creatore, soccombe all’egoismo e alla
passione e alfine sprofonda nei loro abissi.
2 Chiunque in questo Giorno non abbia lasciato
che i dubbi e le idee degli uomini lo allontanino da
Colui Che č l’Eterna Veritŕ e non abbia permesso
che il tumulto provocato dalle autoritŕ ecclesiastiche
SPIGOLATURE
165
e secolari lo distolga dal riconoscere il Suo Messaggio
sarŕ considerato da Dio, il Signore di tutti gli
uomini, uno dei Suoi potenti segni e sarŕ annoverato
fra coloro i cui nomi sono iscritti nel Suo Libro dalla
Penna dell’Altissimo. Beato colui che ha riconosciuto
la vera statura di una simile anima, che ne ha riconosciuto
lo stadio e scoperte le virtů!
3 Molto si č scritto nei libri antichi sui diversi stadi
dello sviluppo dell’anima, come concupiscenza, irascibilitŕ,
ispirazione, benevolenza, appagamento,
compiacimento di Dio e simili; la Penna dell’Altissimo
perň non č propensa a soffermarvisi. Ogni anima
che in questo Giorno s’accompagni umilmente a
Dio e si attacchi a Lui si troverŕ investita degli onori
e della gloria di tutti i buoni nomi e stadi.
4 Quando un uomo č addormentato non puň certo
dirsi che la sua anima sia stata intrinsecamente influenzata
da alcun oggetto esterno. Essa non č suscettibile
di alcun cambiamento nel suo stato o carattere
originale. Ogni cambiamento nelle sue funzioni
dev’essere ascritto a cause esterne. Č a queste influenze
esterne che si deve attribuire ogni cambiamento
nel suo ambiente, nella sua comprensione e
percezione.
5 Considera l’occhio umano. Benché abbia la
facoltŕ di percepire tutte le cose create, pure il minimo
schermo puň talmente ostacolarne la visione da
privarlo del potere di discernere un qualsiasi oggetto.
BAHÁ’U’LLÁH
166
Magnificato sia il nome di Colui Che ha creato queste
cause e ne č la Causa, Che ha predisposto che
ogni cambiamento e ogni variazione nel mondo
dell’esistenza dipenda da esse. Ogni cosa creata
nell’universo intero non č che una porta che conduce
alla Sua conoscenza, un segno della Sua sovranitŕ,
una rivelazione dei Suoi nomi, un simbolo della Sua
maestŕ, un pegno del Suo potere, un mezzo di accesso
alla Sua retta Via...
6 In veritŕ, Io dico che l’anima umana č, nella sua
essenza, uno dei segni di Dio, un mistero fra i Suoi
misteri. Č uno dei segni possenti dell’Onnipotente,
l’araldo che proclama la realtŕ di tutti i mondi di
Dio. In essa si cela ciň che il mondo č ora affatto incapace
di comprendere. Medita in cuor tuo la rivelazione
dell’Anima di Dio, che pervade tutte le Sue
Leggi e confrontala con quell’infima natura concupiscibile
che Gli si č ribellata, che impedisce agli uomini
di volgersi verso il Signore dei Nomi e li spinge
a seguire la lussuria e la malvagitŕ. In veritŕ,
un’anima siffatta si č molto allontanata sul sentiero
dell’errore…
7 Mi hai chiesto, inoltre, quale sia lo stato
dell’anima dopo la separazione dal corpo. Sappi, in
veritŕ, che se ha seguito le vie di Dio, l’anima
dell’uomo ritornerŕ sicuramente all’Amato e sarŕ
accolta nella Sua gloria. Per la giustizia di Dio! Essa
raggiungerŕ uno stadio che nessuna penna puň illuSPIGOLATURE
167
strare o lingua descrivere. L’anima che č rimasta fedele
alla Causa di Dio e che ha persistito incrollabile
sul Suo Sentiero disporrŕ, dopo la sua ascensione, di
un tale potere che tutti i mondi creati dall’Onnipotente
saranno per opera sua beneficati. Per ordine
del Re ideale e dell’Educatore divino, essa fornisce il
puro lievito che feconda il mondo dell’esistenza e
provvede il potere per cui le arti e le meraviglie si
manifestano nel mondo. Considera come la farina
abbia bisogno di lievito per lievitare. Le anime che
sono i simboli della rinunzia sono il lievito del mondo.
Medita su ciň e sii di coloro che son grati.
8 Abbiamo trattato quest’argomento e mostrato i
diversi stadi dello sviluppo dell’anima in molte delle
Nostre Tavole. In veritŕ, Io dico che l’anima umana
č al di sopra di ogni egresso e regresso. Č immobile
eppure si libra; si muove eppure č ferma. Č in se
stessa una testimonianza che fa fede dell’esistenza di
un mondo contingente, come pure della realtŕ di un
mondo che non ha né principio né fine. Osserva come
il sogno che hai fatto ti si ripresenta davanti agli
occhi dopo un periodo di molti anni. Pensa com’č
strano il mistero del mondo che ti appare in sogno.
Rifletti in cuor tuo sull’imperscrutabile saggezza di
Dio e medita sulle sue molteplici rivelazioni…
9 Guarda le meravigliose manifestazioni dell’opera
di Dio e rifletti sulla sua portata e sul suo carattere.
Colui che č il Suggello dei Profeti (Mu.ammad) ha
BAHÁ’U’LLÁH
168
detto: «O Dio, accresci la mia meraviglia e il mio
stupore per Te!».
10 Quanto alla tua domanda se il mondo fisico sia
soggetto a limitazioni, sappi che il modo di comprendere
questo argomento dipende dall’osservatore.
In un senso č limitato; in un altro č al di sopra di
qualsiasi limitazione. L’unico vero Dio č sempre esistito
e continuerŕ a esistere per l’eternitŕ. Egualmente
la Sua creazione non ha avuto principio e non avrŕ
fine. Tutto ciň che č creato, perň, č preceduto da una
causa. Questo fatto in se stesso stabilisce senz’ombra
di dubbio l’unitŕ del Creatore.
11 Mi hai chiesto inoltre della natura delle sfere
celesti. Per comprenderla sarebbe necessario cercare
il significato delle allusioni alle sfere celesti e ai cieli
che sono state fatte nei Libri antichi, e scoprire il carattere
del loro rapporto con questo mondo fisico e
l’influenza che esercitano su di esso. Davanti a un
argomento cosě sconcertante ogni cuore si riempie di
meraviglia e ogni mente resta perplessa di fronte al
suo mistero. Dio solo puň misurarne la portata. I sapienti
che hanno fissato a parecchie migliaia di anni
l’etŕ della terra non hanno mai potuto stabilire, durante
il lungo periodo delle loro osservazioni, il numero
e l’etŕ degli altri pianeti. Tieni conto, inoltre,
delle molteplici divergenze di opinioni che sono sorte
dalle teorie esposte da questi uomini. Sappi che
SPIGOLATURE
169
ogni stella fissa ha i propri pianeti e ogni pianeta le
proprie creature il cui numero nessuno puň valutare.
12 O tu che hai fissato gli occhi sul Mio sembiante!
L’alba della Gloria ha manifestato, in questo Giorno,
la sua radiositŕ e la Voce dell’Altissimo chiama. In
altri tempi abbiamo pronunciato queste parole: «Non
č questo il giorno in cui qualcuno possa interrogare il
suo Signore. Chiunque abbia udito l’Appello di Dio,
lanciato da Colui Che č l’Alba della Gloria, si levi e
gridi: “Eccomi, eccomi, o Signore di tutti i Nomi;
eccomi, eccomi, o Artefice dei cieli! Io attesto che
per la Tua Rivelazione si sono palesate tutte le cose
celate nei libri di Dio e si č compiuto tutto ciň che č
scritto dai Tuoi Messaggeri nelle Sacre Scritture”».
LXXXIII
1 Considera la facoltŕ razionale di cui Dio ha
dotato l’essenza dell’uomo. Esamina te stesso e osserva
come moto e quiete, volontŕ e intendimento,
vista e udito, olfatto e loquela e qualunque altra cosa
sia correlata ai sensi fisici o alle percezioni spirituali
o li trascenda, tutto provenga e debba la propria esistenza
a questa stessa facoltŕ. Tutto le č cosě strettamente
correlato che se la sua relazione con il corpo
umano fosse interrotta per meno di un batter
d’occhio, ciascuno di questi sensi smetterebbe imBAHÁ’U’LLÁH
170
mediatamente di esercitare le proprie funzioni e sarebbe
privato del potere di manifestare i segni della
propria attivitŕ. Č indubbiamente chiaro e palese che
ciascuno dei summenzionati strumenti dipende, e
sempre dipenderŕ, per il proprio perfetto funzionamento,
da questa facoltŕ razionale che dev’essere
considerata un segno della rivelazione di Colui Che
č il Signore sovrano di tutto. Con la sua manifestazione
tutti questi nomi e attributi sono rivelati e con
la sospensione della sua azione sono distrutti e periscono
tutti.
2 Sarebbe del tutto falso sostenere che la facoltŕ
razionale č identica al potere della vista, dato che
questo potere deriva da essa e agisce in sua dipendenza.
Sarebbe altrettanto sciocco sostenere che essa
debba identificarsi col senso dell’udito, dato che il
senso dell’udito riceve da essa l’energia necessaria
per svolgere le proprie funzioni.
3 La medesima relazione collega detta facoltŕ
razionale con tutto ciň che nel tempio umano č stato
il recipiente di questi nomi e attributi. Questi diversi
nomi e attributi rivelati sono stati generati dall’azione
di questo segno di Dio. Incommensurabilmente
eccelso č questo segno, nella sua essenza e realtŕ,
al disopra di tutti questi nomi e attributi. Anzi, tutto
il resto, paragonato alla sua gloria, svanisce nel nulla
assoluto e nell’oblio.
SPIGOLATURE
171
4 Se meditassi in cuor tuo, da ora sino alla fine che
non ha fine e con tutta la profonda intelligenza e
comprensione che le piů grandi menti hanno conseguito
nel passato o conseguiranno in avvenire, non
riusciresti a comprendere questa sottile Realtŕ divinamente
disposta, questo segno della rivelazione
dell’Eterno, Gloriosissimo Dio e il suo mistero, o a
valutarne la virtů. Riconosciuta l’impossibilitŕ di
conseguire un’adeguata comprensione di questa Realtŕ
che dimora in te, ammetterai, senza indugio, la
futilitŕ degli sforzi che tu o qualsiasi altro essere creato
possiate compiere per sondare il mistero del Dio
Vivente, dell’Astro della gloria imperitura, dell’Antico
dei giorni eterni. Questa confessione d’impotenza
che ogni mente č infine indotta a fare da una
matura riflessione č, in se stessa, l’apice della comprensione
umana e segna il culmine dello sviluppo
dell’uomo.
LXXXIV
1 Considera l’unico vero Dio come Colui Che č
distinto da tutte le cose create e incommensurabilmente
superiore a loro. L’universo intero riflette la
Sua gloria, mentre Egli č indipendente dalle Sue creature
e le trascende. Questo č il vero significato
dell’unitŕ divina. Colui Che č la Veritŕ Eterna č la
BAHÁ’U’LLÁH
172
sola Forza Che esercita incontestata sovranitŕ sul
mondo dell’esistenza e la Sua immagine si riflette
nello specchio dell’intera creazione. Tutta l’esistenza
dipende da Lui e da Lui deriva la fonte del sostentamento
di tutte le cose. Questo č ciň che s’intende per
unitŕ divina; questo č il suo principio fondamentale.
2 Alcuni, ingannati da stolte fantasie, hanno
pensato che tutte le cose create siano associate a Dio
e Sue compagne, credendosi essi stessi esponenti
della Sua unitŕ. In nome di Colui Che č il vero, unico
Dio! Costoro sono stati e continueranno a essere
vittime della cieca imitazione e sono da annoverarsi
fra coloro che hanno un concetto di Dio ristretto e
limitato.
3 Č un vero credente nell’unitŕ divina colui che,
lungi dal confondere dualitŕ con unicitŕ, si rifiuta di
permettere a qualsiasi nozione di molteplicitŕ di oscurare
il suo concetto dell’unicitŕ di Dio e che considera
l’Essere Divino come Uno Che, per la Sua
stessa natura, trascende le limitazioni numeriche.
4 L’essenza del credo nell’unitŕ divina consiste nel
considerare Colui Che č la Manifestazione di Dio e
Colui Che č l’invisibile, inaccessibile e inconoscibile
Essenza, un’unica identica cosa. Con ciň s’intende
che qualunque cosa appartenga al primo, tutti i Suoi
atti e le Sue azioni, ciň che ordina o vieta dev’essere
considerato, sotto ogni aspetto e circostanza e senza
riserva alcuna, identico alla Volontŕ di Dio. Questo č
SPIGOLATURE
173
lo stadio piů elevato che un vero credente nell’unitŕ
di Dio possa mai sperare di raggiungere. Beato
l’uomo che č pervenuto a questo stadio ed č di coloro
che sono saldi nel loro credo.
LXXXV
1 O Miei servi! V’incombe di rinfrescare e vivificare
le vostre anime coi benevoli favori che si riversano
su di voi in questa travolgente Primavera divina.
L’Astro della Sua grande gloria ha irradiato su di
voi il suo fulgore e le nubi della sua illimitata grazia
vi hanno preso sotto la loro ombra. Quale alta ricompensa
avrŕ colui che non si č privato di tanta
grazia e non ha mancato di riconoscere la beltŕ del
Benamato sotto queste Sue nuove spoglie.
2 Dě: O genti! La Lampada di Dio arde; badate che
i venti impetuosi della vostra disobbedienza non ne
spengano la luce. Questo č il momento di sorgere e
magnificare il Signore Dio vostro. Non vi affaticate
alla ricerca del benessere materiale e conservate il
cuore puro e immacolato. Il Maligno č in agguato
pronto a ghermirvi. Armatevi contro i suoi perfidi
stratagemmi e, guidati dalla luce del nome dell’unico
vero Dio, liberatevi dalle tenebre che vi circondano.
Concentrate i vostri pensieri sul Benamato, piuttosto
che su voi stessi.
BAHÁ’U’LLÁH
174
3 Dě: O voi che vi siete allontanati e avete smarrito
la via! Il Messaggero divino, Che non dice altro che
la veritŕ, vi ha annunciato la venuta dell’Amatissimo.
Guardate, Egli č ora giunto. Perché dunque
siete depressi e scoraggiati? Perché continuate a essere
abbattuti, quando il Puro e Celato č apparso
senza veli fra voi? Colui Che č Principio e Fine,
Quiete e Moto č ora palese ai vostri occhi. Guardate
come, in questo Giorno, il Principio si rifletta nella
Fine e come dalle Quiete si generi il Moto. Questo
moto č stato generato dalle potenti energie che le
parole dell’Onnipotente hanno dispensato a tutta la
creazione. Chi č stato risvegliato dal suo potere vivificatore
si sentirŕ spinto a raggiungere la Corte del
Benamato e chi vi se č sottratto sprofonderŕ in un
irrimediabile sconforto. Č veramente saggio colui al
quale né il mondo né ciň che gli appartiene hanno
impedito di riconoscere la luce di questo Giorno, che
le fatue ciarle degli uomini non hanno sviato dal
cammino della rettitudine. Č come un morto colui
che, all’alba meravigliosa di questa Rivelazione, non
si č lasciato ridestare da questa brezza travolgente.
Č, in veritŕ, un prigioniero chi non ha riconosciuto il
Supremo Redentore, ma ha permesso che la sua anima
restasse incatenata, disperata e impotente nelle
pastoie dei desideri.
4 O Miei servi! Chi ha gustato le acque di questa
Fonte č giunto alla Vita eterna, chi si č rifiutato di
SPIGOLATURE
175
berle č come un morto. Dě: O artefici d’iniquitŕ! La
cupidigia vi ha impedito di porgere orecchio alla
dolce voce di Colui Che a tutto basta. Sradicatela dal
vostro cuore, affinché possiate conoscere il Suo divino
segreto. GuardateLo palese e risplendente come
il sole in tutta la sua gloria.
5 Dě: O voi che siete privi di comprensione! Una
dura prova incombe su voi e vi coglierŕ repentinamente.
Adoperatevi acché la superiate senza averne
danno. Riconoscete l’eccellenza del nome del Signore
Dio vostro, Che č venuto a voi nella grandezza
della Sua gloria. Egli č invero l’Onnisciente, Colui
Che tutto possiede, il Protettore Supremo.
LXXXVI
1 E ora a proposito della tua domanda se le anime
umane continuino a essere coscienti l’una dell’altra
dopo la separazione dal corpo. Sappi che le anime
della gente di Bahá, che sono entrate nell’Arca Cremisi
e vi si sono stabilite, si uniranno e comunicheranno
intimamente fra loro e saranno cosě strettamente
unite nella vita, nelle aspirazioni, negl’intenti
e negli sforzi da essere come una sola anima. In veritŕ
esse sono le bene edotte, dalla vista acuta e dotate
di comprensione. Cosě č stato decretato da Colui Che
č l’Onnisciente, il Piů Sapiente.
BAHÁ’U’LLÁH
176
2 Le genti di Bahá, abitanti nell’Arca di Dio, sono
tutte ben coscienti dello stato e delle reciproche condizioni
e sono unite da vincoli di intimitŕ e fratellanza.
Tale stato dipende, perň, dalla fede e dal comportamento.
Coloro che appartengono allo stesso grado
e stadio conoscono pienamente capacitŕ, carattere,
azioni compiute e meriti reciproci. Ma coloro che
sono di grado inferiore sono incapaci di comprendere
adeguatamente lo stadio di coloro che sono di
rango superiore o di valutarne i meriti. Ciascuno riceverŕ
la propria parte dal tuo Signore. Beato l’uomo
che ha volto il viso verso Dio e ha camminato costantemente
nel Suo amore, finché l’anima sua non
spiccň il volo verso Dio, il Signore Sovrano di tutto,
il Potentissimo, Colui Che sempre perdona, il Misericordiosissimo.
3 Le anime degli infedeli, invece, al momento in
cui esaleranno l’ultimo respiro – e ne sono testimone
– saranno rese coscienti delle buone cose che si sono
lasciate sfuggire, lamenteranno la propria sorte e si
umilieranno innanzi a Dio e continueranno cosě dopo
la separazione dal corpo.
4 Č chiaro ed evidente che tutti gli uomini, dopo la
morte fisica, giudicheranno il valore delle proprie
azioni e si renderanno conto di tutto ciň che le loro
mani hanno operato. Giuro per l’Astro che risplende
sull’orizzonte della potenza divina! I seguaci del vero
unico Dio, nel dipartirsi da questa vita, proveranSPIGOLATURE
177
no una gioia e una felicitŕ impossibili a descriversi,
mentre coloro che vivono nell’errore saranno assaliti
da tale pura e tremore e saranno pieni di una tale costernazione
che nulla potrŕ mai superare. Beato colui
che ha libato il vino prelibato e incorruttibile della
fede, per l’amabile favore e le molteplici munificenze
di Colui Che č il Signore di tutte le Fedi…
5 Questo č il Giorno in cui gli amati di Dio devono
tenere gli occhi rivolti verso la Sua Manifestazione e
fissarli su qualunque cosa essa si compiaccia di rivelare.
Certe tradizioni dei tempi antichi non hanno
alcun fondamento, mentre le nozioni adottate dalle
generazioni passate e riportate nei loro libri, sono
state, per la massima parte, influenzate da desideri di
inclinazioni corrotte. Puoi constatare quanto infondati
siano la maggior parte dei commentari e delle
interpretazioni delle parole di Dio che circolano adesso
fra gli uomini. La loro falsitŕ si č talvolta palesata
allorché i veli interposti sono stati strappati. Essi
stessi hanno riconosciuto di non essere riusciti a
comprendere il significato di alcune delle parole di
Dio.
6 Il Nostro scopo č quello di dimostrare che, se gli
amati di Dio si purificheranno il cuore e gli orecchi
dai vani detti pronunziati nel passato e si volgeranno
con tutta l’anima a Colui Che č l’Alba della Sua Rivelazione
e a tutto ciň che Egli ha manifestato, tale
BAHÁ’U’LLÁH
178
comportamento sarŕ considerato altamente meritorio
innanzi a Dio…
7 Magnifica il Suo Nome e sii fra coloro che son
grati. Porta i miei saluti ai Miei amati che Dio ha
scelto per il Suo amore, ai quali ha permesso di raggiungere
i loro obiettivi. Ogni gloria a Dio il Signore
di tutti i mondi.
LXXXVII
1 E ora a proposito del tuo quesito: «Come mai
non si trova traccia dei Profeti che hanno preceduto
Adamo, il Padre dell’Umanitŕ, o dei re che vissero
nei loro giorni?». Sappi che la mancanza di riferimenti
non dimostra che essi non siano veramente
esistiti. Il fatto di non avere nessuna prova tangibile
a loro riguardo č da attribuirsi all’estrema lontananza
nei tempi, nonché ai grandi cambiamenti ai quali la
terra č stata soggetta dai loro tempi in poi.
2 Inoltre le forme e i metodi di scrittura ora in uso
fra gli uomini erano sconosciuti alle generazioni che
vissero prima di Adamo. C’č stata persino un’epoca
in cui gli uomini ignoravano completamente l’arte
della scrittura e avevano adottato un sistema del tutto
differente da quello ora in uso. Per una piů esatta
esposizione di questo tema occorrerebbe una elaborata
spiegazione.
SPIGOLATURE
179
3 Considera le differenze che si sono prodotte dai
giorni di Adamo. Le diverse lingue largamente diffuse,
parlate adesso dai popoli della terra, erano in origine
sconosciute, come le varie regole e abitudini ora
in vigore. La gente di quei tempi parlava un linguaggio
differente da quello oggi conosciuto. La diversificazione
delle lingue ebbe inizio in epoche successive,
in una terra chiamata Babele, cui fu dato questo
nome, perché esso significa: «il luogo in cui ebbe
inizio la confusione delle lingue».
4 Fra le lingue esistenti prevalse poi il siriaco. Le
Sacre Scritture dei tempi antichi furono rivelate in
quella lingua. In seguito apparve Abramo, l’Amico
di Dio, Che diffuse nel mondo la luce della Rivelazione
divina. La lingua che Egli usň attraversando il
Giordano divenne nota come ebraico (‘Ibrání), che
significa «linguaggio della traversata». I Libri di Dio
e le Sacre Scritture furono, poi, rivelati in quella lingua
e soltanto dopo un considerevole lasso di tempo
l’arabo divenne la lingua della Rivelazione…
5 Guarda, dunque, quanti e quali siano stati i
cambiamenti di lingua, idioma e scrittura dai giorni
di Adamo. Quanto piů grandi devono essere stati i
cambiamenti prima di Lui!
6 Il Nostro scopo nel rivelare queste parole č
quello di dimostrare che l’unico vero Dio, nel Suo
altissimo stadio trascendente, č sempre stato e sarŕ
in eterno eccelso al di sopra della lode e della conceBAHÁ’U’LLÁH
180
zione di chiunque altro non sia Lui. La Sua creazione
č sempre esistita e da tempo immemorabile le
Manifestazioni della Sua gloria divina e le Albe della
santitŕ eterna sono state inviate col compito di
convocare l’umanitŕ all’unico vero Dio. Che il nome
di alcune di esse sia dimenticato e siano perdute le
tracce della loro vita č da attribuirsi ai turbamenti e
ai cambiamenti che il mondo ha subito.
7 In certi libri si fa menzione di un diluvio che
causň la distruzione di tutto ciň che esisteva sulla
terra, tracce storiche e altro ancora. Inoltre si sono
prodotti numerosi cataclismi che hanno cancellato le
tracce di molti avvenimenti. E in piů nei documenti
storici esistenti si riscontrano versioni differenti e
ciascuno dei diversi popoli del mondo ha la propria
versione sull’etŕ e sulla storia della terra. Alcuni ne
fanno risalire l’origine a ottomila anni, altri a dodicimila.
Per chi abbia letto il libro di Júk č chiaro ed
evidente quanto diverse siano le informazioni fornite
dai vari libri.
8 Voglia Dio che tu volga gli occhi verso la Piů
Grande Rivelazione senza curarti di queste storie e
tradizioni contrastanti.
SPIGOLATURE
181
LXXXVIII
1 Sappi invero che l’essenza e la sorgente della
giustizia sono contenuti nei comandamenti prescritti
da Colui Che č la Manifestazione dell’Essere di Dio
fra gli uomini, se sei di coloro che riconoscono questa
veritŕ. In veritŕ, Egli incarna la piů alta e infallibile
norma di giustizia in tutta la creazione. Anche se
la Sua legge fosse tale da incutere terrore nel cuore
di tutti coloro che sono in cielo e in terra, essa altro
non sarebbe che palese giustizia. I timori e le inquietudini
suscitati nel cuore degli uomini dalla rivelazione
di questa legge possono, invero, paragonarsi ai
pianti del lattante svezzato dal latte materno, se solo
foste fra coloro che comprendono! Se gli uomini
scoprissero il movente della Rivelazione di Dio respingerebbero
certamente ogni timore e con cuore
colmo di gratitudine gioirebbero in grande letizia.
LXXXIX
1 Sappi, per certo, che come credi fermamente che
il Verbo di Dio, esaltata sia la Sua gloria, durerŕ per
sempre, devi egualmente credere con sicura fede che
il suo significato non si esaurirŕ mai. Perň, soltanto
coloro che ne sono gl’interpreti designati, i cui cuori
sono depositari dei suoi segreti, possono comprenBAHÁ’U’LLÁH
182
derne la multiforme saggezza. Chiunque leggendo le
Sacre Scritture sia tentato di scegliervi ciň che gli
serva a sfidare l’autoritŕ del Rappresentante di Dio
fra gli uomini č, in veritŕ, come un morto, sebbene
in apparenza sembri camminare e conversare con il
prossimo condividendo con gli altri cibi e bevande.
2 Se solo il mondo Mi credesse! Se tutto ciň che č
racchiuso nel cuore di Bahá e che il Signore, il Suo
Dio, il Signore di tutti i nomi, Gli ha insegnato fosse
svelato all’umanitŕ, ogni uomo sulla terra resterebbe
ammutolito.
3 Quante veritŕ la veste delle parole non potrŕ mai
contenere! Quante sono le veritŕ che nessuna espressione
puň descrivere adeguatamente, il cui significato
non potrŕ mai essere spiegato, alle quali non si
puň fare la benché minima allusione! Quante veritŕ
dovranno rimanere inespresse finché non sia giunto
il momento stabilito! Cosě com’č stato detto: «Non
tutto ciň che un uomo sa puň essere svelato, né tutto
ciň che egli puň svelare č da considerarsi opportuno,
né ogni parola opportuna puň essere reputata adeguata
alle capacitŕ di chi ascolta».
4 Di queste veritŕ alcune possono essere svelate
solo nella misura della capacitŕ dei depositari della
luce del Nostro sapere e dei destinatari della Nostra
grazia nascosta. Imploriamo Iddio di rafforzarti con
il Suo potere e di permetterti di riconoscere Colui
Che č la Sorgente di ogni sapere, sě che tu possa diSPIGOLATURE
183
staccarti da ogni apprendimento umano, perché «a
che gioverebbe a un uomo inseguire la sapienza
quando abbia giŕ trovato e riconosciuto Colui Che di
ogni sapere č Oggetto?». Aggrappati alla Radice del
Sapere e a Colui Che ne č la Fonte, sě da trovarti indipendente
da tutti coloro che pretendono di essere
profondi nel sapere umano, la cui pretesa né chiara
prova, né testimonianze di illuminanti libri potranno
suffragare.
XC
1 Ogni cosa che č nei cieli e sulla terra non č che
una diretta prova della Rivelazione in essa degli attributi
e dei nomi di Dio, poiché entro ogni atomo
sono racchiusi segni che attestano eloquentemente la
rivelazione di quella grandissima Luce. Si pensi che
senza la forza di quella rivelazione nessun essere
esisterebbe. Come brillano le luci di sapienza che
splendono in un atomo e che vasti oceani di saggezza
fluttuano in una goccia! Ciň č vero in grado supremo
per l’uomo, che fra tutte le cose create č stato
ricoperto del manto di questi doni e prescelto per la
gloria di questa distinzione. Poiché in lui sono potenzialmente
rivelati tutti gli attributi e i nomi di Dio
a un grado tale, che nessun altro essere creato poté
mai superare o sorpassare. Tutti questi nomi e attriBAHÁ’U’LLÁH
184
buti sono a lui applicabili. Cosě com’Egli ha detto:
«L’Uomo č il Mio mistero e Io il mistero suo». Molti
versetti, ripetutamente rivelati in tutti i Libri celesti e
le Sacre Scritture, trattano questo tema sottilissimo e
sublime. Cosě Egli ha rivelato: «Mostreremo loro i
segni Nostri nel mondo e fra di essi». Ancora dice:
«E dentro voi stessi ancora: non scorgete i segni di
Dio?». E ancora rivela: «E non siate come coloro che
dimenticano Dio e ai quali Iddio ha fatto dimenticare
se stessi». A questo riguardo, Colui Che č il Re eterno
– le anime di tutti coloro che dimorano entro il
mistico Tabernacolo Gli siano offerte in sacrificio –
ha detto: «Ha conosciuto Dio chi ha conosciuto se
stesso».
2 ...Da quello che si č detto appare evidente che
tutte le cose nella loro realtŕ intima fanno fede della
rivelazione dei nomi e degli attributi di Dio in loro.
Ognuna indica ed esprime la sapienza di Dio secondo
la propria capacitŕ. Questa rivelazione č cosě potente
e universale che ha abbracciato tutte le cose
visibili e invisibili. Cosě Egli ha rivelato: «Altri che
Te potrebbe mai avere un potere di rivelazione che
non sia da Te posseduto e che avrebbe potuto farTi
rivelare? Cieco č l’occhio che non Ti vede». Cosě
pure ha parlato il Re eterno: «Nulla ho visto senza
scorgervi Dio dentro, davanti o dietro». Inoltre č
scritto nella tradizione di Kumayl: «Guarda! Una
luce ha brillato dall’Alba dell’eternitŕ, ed ecco, le
SPIGOLATURE
185
sue onde hanno pervaso l’intima realtŕ di tutti gli
uomini!». L’uomo, la piů nobile e la piů perfetta di
tutte le cose create, le supera tutte nell’intensitŕ di
questa rivelazione ed č una piů completa espressione
della sua gloria. E fra tutti gli uomini, i piů perfetti, i
piů eminenti ed eccelsi sono le Manifestazioni del
Sole della Veritŕ. Anzi, fuorché queste Manifestazioni
tutto il resto vive per opera della loro Volontŕ e
agisce ed esiste per effusione della loro grazia.
XCI
1 Fra le prove che stanno a dimostrare la veritŕ di
questa Rivelazione č la seguente: in tutte le epoche e
le Dispensazioni, ogni qual volta l’Essenza invisibile
si č rivelata nella persona della Sua Manifestazione,
alcune anime umili, libere da legami terreni, hanno
cercato la luce del Sole della Missione Profetica e
della Luna della guida divina e sono giunte alla Presenza
divina. Per questo i teologi e i ricchi del tempo
le hanno derise e schernite. Come Egli ha rivelato
riguardo a coloro che erravano: «E cosě gli rispose il
consesso degli empi del suo popolo: “Ci sembra che
tu sia un uomo come noi, e non ti vediamo seguito
che dai piů miserabili fra noi, gente che agisce a
primo impulso. Non ci sembra che abbiate su noi
superioritŕ alcuna, anzi pensiamo che voi siate degli
BAHÁ’U’LLÁH
186
impostori!”». Essi cavillarono con quelle sante Manifestazioni
e protestarono dicendo: «Nessuno vi ha
seguiti tranne gli abietti fra noi, coloro che non sono
degni di considerazione». Il loro scopo era quello di
dimostrare che nessun dotto, ricco e insigne credeva
in loro. Con questa e simili prove cercarono di dimostrare
la falsitŕ di Colui Che non dice altro che la
veritŕ.
2 Perň in questa sublime Dispensazione, in questa
potente Sovranitŕ, alcuni teologi illuminati, uomini
di consumata dottrina, dottori di matura sapienza
sono giunti alla Sua Corte, hanno bevuto alla coppa
della Sua Presenza divina e sono stati insigniti del
Suo piů alto favore. Per amore del Beneamato hanno
rinunziato al mondo e a tutto ciň che contiene...
3 Tutti furono guidati dalla luce di quel Sole della
Rivelazione divina e Ne confessarono e riconobbero
la veritŕ. Tale fu la loro fede che i piů rinunziarono
ai beni e alla famiglia e si attennero alla volontŕ del
Gloriosissimo. Dettero la vita per il Benamato e immolarono
tutto sul Suo sentiero. I loro petti furono
bersaglio delle saette del nemico e le loro teste ornamento
sulle lance degli infedeli. Non vi fu angolo
di terra che non bevesse il sangue di queste personificazioni
della rinunzia, né spada che non ne fendesse
il collo. I loro atti, da soli, dimostrano la veritŕ
delle loro parole. Non basta alla gente d’oggi la testimonianza
di queste anime sante levatesi cosě gloSPIGOLATURE
187
riosamente a offrire la vita per il loro Beneamato,
meravigliando il mondo intero per il modo in cui si
sono sacrificate? Non č testimonianza sufficiente
contro la slealtŕ di coloro che tradirono la propria
fede per un nonnulla, barattarono l’immortalitŕ con
ciň che č perituro, rinunziarono al Kawthar della
Presenza divina per le sorgenti salmastre e nella vita
ebbero l’unico scopo di usurpare i beni degli altri?
Come tu stesso puoi constatare, tutti costoro si sono
occupati delle vanitŕ terrene allontanandosi da Colui
Che č il Signore, l’Altissimo.
4 Sii giusto. La testimonianza di coloro i cui atti
concordano con le parole e la cui condotta esteriore č
conforme alla vita interiore non č accettabile e degna
d’attenzione? La mente č sbigottita dalle loro gesta e
l’anima si meraviglia della loro saldezza e resistenza
fisica. O č accettabile la testimonianza di quelle anime
senza fede che respirano l’alito del desiderio egoistico,
imprigionate nella gabbia delle vanitŕ? Come i
pipistrelli delle tenebre, levano il capo dal giaciglio
solo per seguire le cose effimere del mondo e di notte
non trovano riposo se non si affannano a perseguire
gli scopi della loro sordida vita. Immerse nelle macchinazioni
dell’egoismo dimenticano il Decreto divino.
Di giorno lottano con tutta l’anima inseguendo i
beni materiali, di notte non hanno altro scopo che il
soddisfacimento dei piaceri carnali. In base a quale
legge o quale norma č possibile giustificare uomini
BAHÁ’U’LLÁH
188
che aderiscono ai dinieghi di anime cosě meschine e
ignorano la fede di coloro che, per compiacere Dio,
hanno rinunziato alla vita, alle sostanze, alla fama,
alla rinomanza, alla reputazione e agli onori?...
5 Con quale amore, quale devozione, quale esultanza
e santa estasi hanno sacrificato la vita sul sentiero
del Gloriosissimo! Tutto fa fede di questa veritŕ.
Pure, come si puň sminuire questa Rivelazione?
Quale epoca č mai stata testimone di avvenimenti
cosě considerevoli? Se questi compagni non sono i
veri seguaci di Dio, chi altro puň esser chiamato con
questo nome? Hanno cercato potere o gloria? Hanno
mai agognato le ricchezze? Hanno avuto altro desiderio
fuorché quello di compiacere Dio? Se questi
compagni, con tutte le loro prove meravigliose e opere
sublimi, sono falsi, chi č dunque degno di pretendere
per sé la veritŕ? Giuro in nome di Dio! Le
loro azioni sono testimonianza sufficiente e prova
irrefutabile per tutti i popoli della terra, se gli uomini
riflettessero nel cuore sui misteri della Rivelazione
divina. «E coloro che agiscono ingiustamente sapranno
quale sorte li attende!»...
6 Considera questi martiri d’indiscussa sinceritŕ
della cui veridicitŕ fa fede il testo esplicito del Libro,
i quali, come hai constatato, hanno sacrificato vita,
sostanze, mogli, figli e tutto quello che avevano e
sono ascesi alle piů alte dimore del Paradiso. Č giusto
respingere la testimonianza resa da questi esseri
SPIGOLATURE
189
distaccati e sublimi alla veritŕ di questa superiore e
gloriosa Rivelazione, e considerare accettabili le accuse
formulate contro questa Luce splendente da miscredenti
che, per amore dell’oro, hanno abbandonato
la loro fede e per sete di potere hanno rinnegato
Colui Che č la Guida Prima di tutta l’umanitŕ? Questo
accade, benché il loro carattere sia adesso rivelato
a quanti li hanno riconosciuti come persone che,
per nessuna ragione, rinunzierebbero alla minima
particella della loro autoritŕ temporale per la santa
Fede di Dio e, tanto meno, alla vita, alle sostanze o
ad altro.
XCII
1 Il Libro di Dio č aperto e la Sua Parola chiama
l’umanitŕ a Lui. Perň, non s’č trovato che un esiguo
manipolo desideroso di aderire alla Sua Causa o di
divenire strumento della sua diffusione. Questi pochi
hanno ricevuto in dono l’Elisir divino, che puň da
solo trasformare nel piů puro oro la scoria del mondo,
e sono stati autorizzati a somministrare l’infallibile
rimedio per tutti i mali che affliggono i figli
degli uomini. Nessuno puň ottenere la vita eterna, se
non accetta la veritŕ di questa Rivelazione
inestimabile, meravigliosa e sublime.
BAHÁ’U’LLÁH
190
2 Porgete orecchio, o amici di Dio, alla voce di
Colui Che il mondo ha maltrattato e attenetevi strettamente
a tutto ciň che esalti la Sua Causa. In veritŕ,
Egli guida chi vuole sul Suo retto Sentiero. Questa č
una Rivelazione che infonde forza al debole e sul
capo del povero pone la corona della ricchezza.
3 Consultatevi con la massima amicizia e in
ispirito di perfetto cameratismo e dedicate i preziosi
giorni della vita al miglioramento del mondo e alla
promozione della Causa di Colui Che č l’Antico e
Sovrano Signore di tutto. Egli, invero, ingiunge agli
uomini ciň che č giusto e proibisce qualunque cosa
degradi il loro stadio.
XCIII
1 Sappi che ogni cosa creata č un segno della
rivelazione di Dio. Ognuna di esse, secondo la propria
capacitŕ, č, e rimarrŕ per sempre, un segno
dell’Onnipotente. Dato che Egli, il Signore sovrano
di tutto, ha voluto rivelare la Sua sovranitŕ nel regno
dei nomi e degli attributi, ciascuna cosa creata č stata
fatta, per atto della Sua Volontŕ divina, un segno
della Sua gloria. Questa rivelazione č cosě vasta e
generale che nulla puň scoprirsi nell’intero universo
che non rifletta il Suo splendore. In tali condizioni
ogni considerazione di vicinanza e lontananza č vaSPIGOLATURE
191
na… Se la Mano del potere divino privasse tutte le
cose create di questo dono eccelso, l’universo intero
diverrebbe desolato e vuoto.
2 Vedi come il Signore tuo Dio sia immensamente
eccelso al di sopra di tutte le cose create! Ammira la
maestŕ della Sua sovranitŕ, il Suo ascendente e il
Suo potere supremo. Se le cose da Lui create – magnificata
sia la Sua gloria – e destinate a essere manifestazioni
dei Suoi nomi e attributi sono, per virtů
della grazia di cui le ha dotate, eccelse al di lŕ di ogni
vicinanza e lontananza, quanto piů elevata
dev’essere quell’Essenza divina che le ha chiamate
all’esistenza?…
3 Medita ciň che ha scritto il poeta: «Non meravigliarti
che il mio Benamato mi sia piů vicino di
quanto io non sia a me stesso; meravigliati piuttosto
che io, malgrado questa vicinanza, sia ancora cosě
lontano da Lui»… Considerando ciň che Dio ha rivelato,
che «Noi siamo piů vicini all’uomo della vena
del suo collo», il poeta, riferendosi a questo versetto,
afferma che, sebbene la rivelazione del mio Amatissimo
abbia cosě permeato il mio essere da far sě
ch’Egli mi sia piů vicino della vena giugulare, pure,
malgrado io sia certo della Sua realtŕ e riconosca il
mio stadio, sono ancora tanto lontano da Lui. Con
ciň intende dire che il suo cuore, che č il seggio del
Misericordioso e il trono in cui dimora lo splendore
della Sua rivelazione, č dimentico del suo Creatore,
BAHÁ’U’LLÁH
192
si č allontanato dal Suo sentiero, si č privato della
Sua gloria e si č macchiato della contaminazione dei
desideri mondani.
4 Č bene rammentare a questo proposito che
l’unico vero Dio č in Se Stesso eccelso al di lŕ e al
disopra di ogni vicinanza e lontananza. La Sua realtŕ
trascende queste limitazioni. Il Suo rapporto con le
Sue creature non conosce gradi. Che certe siano vicine
e altre lontane deve ascriversi alle Manifestazioni
stesse.
5 Che il cuore sia il trono al cui centro č la Rivelazione
di Dio, il Misericordioso, lo attestano le sante
parole che abbiamo giŕ rivelato. Fra le altre si trova
questo detto: «Terra e cielo non possono contener-
Mi; ciň che puň contenerMi č soltanto il cuore di
colui che crede in Me ed č fedele alla Mia Causa».
Quante volte il cuore umano, che č ricettacolo della
luce di Dio e sede della rivelazione del Misericordioso,
si č allontanato da Colui Che č Sorgente di
quella luce e Fonte di quella rivelazione. Č il traviamento
che allontana il cuore da Dio e lo condanna
alla lontananza da Lui. Ma i cuori che sono coscienti
della Sua Presenza Gli sono vicini e sono da considerarsi
vicini al Suo trono.
6 Considera, inoltre, quante volte l’uomo dimentichi
il proprio essere, mentre Dio, con la Sua sapienza
che tutto abbraccia, rimane consapevole della Sua
creatura e continua a riversare su di lei il manifesto
SPIGOLATURE
193
fulgore della Sua gloria. Č perciň evidente, in simili
circostanze, che Egli le č piů vicino di quanto ella
non sia a se stessa. Egli, invero, resterŕ per sempre
cosě, poiché, mentre l’unico vero Dio sa tutto, scorge
tutto e comprende tutto, l’uomo mortale č incline
all’errore e ignora i misteri che sono nascosti in
lui…
7 Nessuno pensi che con la Nostra affermazione
che tutte le cose create sono segni della rivelazione
di Dio s’intenda che – Dio non voglia – tutti gli uomini,
siano essi buoni o cattivi, pii o empi, sono uguali
agli occhi di Dio. Tale affermazione non implica
neppure che l’Essere divino – sia magnificato il
Suo nome ed esaltata la Sua gloria – sia in qualunque
modo paragonabile agli uomini o comunque associato
alle Sue creature. Quest’errore č stato commesso
da certi insensati che, ascesi ai cieli delle loro
fatue idee, hanno interpretato che l’Unitŕ divina stia
a significare che tutte le cose create siano segni di
Dio e che, di conseguenza, non vi sia differenza alcuna
fra loro. Alcuni sono anche andati oltre, sostenendo
che detti segni sono pari e compagni di Dio
Stesso. O Dio Benevolo! Egli č, invero, uno e indivisibile,
uno nell’essenza, uno negli attributi. Tutto ciň
che non č Lui non č che un nulla paragonato alla rivelazione
risplendente di uno solo dei Suoi nomi che
contenga solamente la piů lieve traccia della Sua
gloria – tanto piů se č confrontato con il Suo Essere!
BAHÁ’U’LLÁH
194
8 Per la giustizia del Mio nome, il Misericordioso!
La Penna dell’Altissimo trema per la grande agitazione
ed č profondamente scossa dalla rivelazione di
queste parole. Com’č piccina e insignificante la goccia
evanescente, a confronto con le onde e i marosi
dell’infinito ed eterno Oceano di Dio, e quanto spregevoli
appaiono le cose contingenti e periture, paragonate
all’increata e indicibile gloria dell’Eterno!
Imploriamo il perdono di Dio, il Potentissimo, per
coloro che hanno tali credenze e proferiscono simili
parole. Dě: O genti! Com’č possibile paragonare un
fuggevole nonnulla a Colui Che esiste da Sé e com’č
possibile confrontare il Creatore con le Sue creature,
che non sono altro che il segno vergato dalla Sua
Penna? Anzi quel segno sorpassa tutte le cose ed č
santificato e incommensurabilmente esaltato al disopra
di tutte le creature.
9 Considera, inoltre, i segni della rivelazione di Dio
nei loro reciproci rapporti. Puň il sole, che non č altro
che uno di questi segni, essere considerato alla stessa
stregua delle tenebre? L’unico vero Dio Mi č testimone!
Nessuno puň crederlo, a meno che non sia di coloro
che hanno cuore gretto e occhi ingannati. Dě: Considerate
voi stessi. Fanno parte del vostro corpo tanto
le unghie quanto gli occhi. Li considerate allo stesso
livello e alla stessa stregua? Se dite di sě, ammettete
allora di aver mentito al Signore, al mio Dio, al GloSPIGOLATURE
195
riosissimo, poiché mentre tenete in non cale le une,
avete cari gli altri come la vita stessa.
10 Non č affatto consentito oltrepassare i limiti del
proprio rango e stadio. Dev’essere mantenuta l’integritŕ
di ogni rango e di ogni stadio. Ciň sta a significare
che ogni cosa creata dev’essere vista nella luce
dello stadio assegnatole.
11 Si rammenti, perň, che allorché la luce del Mio
Nome, Colui Che tutto pervade, ha irradiato il suo
fulgore sull’universo, ogni cosa creata č stata dotata,
secondo una legge prestabilita, della capacitŕ di esercitare
un’influenza particolare e di possedere una
speciale virtů. Rifletti sull’effetto del veleno. Pur
essendo letale, esso possiede la virtů di esercitare in
certi casi un’influenza benefica. Il potere infuso in
tutte le cose create č la diretta conseguenza della rivelazione
di questo Nome benedetto. Gloria a Colui
Che č il Creatore di tutti i nomi e di tutti gli attributi!
Gettate al fuoco l’albero marcio e secco e ponetevi
sotto l’ombra dell’Albero verde e rigoglioso e godete
dei suoi frutti.
12 La gente che ha vissuto nei giorni delle Manifestazioni
di Dio ha fatto, per la maggior parte, apprezzamenti
sconvenienti. Questi sono stati minuziosamente
annotati nei Libri rivelati e nelle Sacre
Scritture.
13 Vero credente nell’Unitŕ di Dio č chi riconosce
in ciascuna cosa creata il segno della rivelazione di
BAHÁ’U’LLÁH
196
Colui Che č la Veritŕ Eterna, e non chi sostiene che
la creatura non differisce dal Creatore.
14 Pensa, per esempio, alla rivelazione della luce
del Nome di Dio, l’Educatore. Osserva come in tutte
le cose si palesino le prove di tale rivelazione e come
da essa dipenda il miglioramento di tutti gli esseri.
Questa educazione č di due specie. Una č universale.
La sua influenza pervade e sostiene tutte le cose. Č
per questa ragione che Dio ha assunto il titolo di
«Signore di tutti i mondi». L’altra č limitata a coloro
che si sono posti sotto l’ombra di questo Nome e
hanno cercato asilo sotto questa potentissima Rivelazione.
Ma coloro che non hanno cercato quell’asilo
si sono privati di questo privilegio e sono incapaci di
beneficiare del cibo spirituale dispensato dalla grazia
celeste di questo Piů Grande Nome. Quale profondo
abisso separa gli uni dagli altri! Se si sollevasse il
velo e si palesasse la piena gloria dello stadio di coloro
che si sono completamente volti a Dio e hanno
rinunziato al mondo per amor Suo, l’intera creazione
rimarrebbe ammutolita. Com’č giŕ stato spiegato, il
vero credente nell’Unitŕ di Dio riconosce nel credente
e nel miscredente le prove della rivelazione di
questi due Nomi. Se questa rivelazione fosse tolta
tutto perirebbe.
15 Considera, in egual modo, la rivelazione della
luce del Nome di Dio, l’Incomparabile. Vedi come
questa luce abbia avvolto l’intera creazione, come
SPIGOLATURE
197
ogni cosa mostri il segno della Sua Unitŕ, attesti la
realtŕ di Colui Che č la Veritŕ Eterna, proclami la
Sua sovranitŕ, la Sua unicitŕ e il Suo potere. Questa
rivelazione č un pegno della Sua misericordia che ha
abbracciato tutte le cose create. Ma coloro che Gli
hanno attribuito soci la ignorano questa rivelazione e
sono privi della Fede grazie alla quale avrebbero potuto
avvicinarsi e unirsi a Lui. Vedi come i diversi
popoli e le varie tribů della terra attestino la Sua unitŕ
e riconoscano la Sua unicitŕ. Se non fosse per il
segno dell’Unitŕ di Dio che portano in se stessi non
avrebbero mai riconosciuto la veritŕ delle parole:
«Non v’č altro Dio che Dio». Eppure, vedi come
hanno gravemente errato e come si sono allontanati
dal Suo sentiero. Dato che non sono riusciti a riconoscere
il Rivelatore Sovrano, hanno cessato di essere
annoverati fra coloro che possono considerarsi
veri credenti nell’Unitŕ di Dio.
16 Questo segno della rivelazione dell’Essere divino
in coloro che Gli hanno dato compagni puň considerarsi,
in un certo senso, un riflesso della gloria di cui
sono illuminati i fedeli. Nessuno, perň, puň capire
questa veritŕ, eccetto gli uomini dotati di comprensione.
Coloro che hanno veramente riconosciuto
l’Unita di Dio devono essere considerati le principali
manifestazioni di questo Nome. Sono loro che hanno
libato il vino dell’Unitŕ divina dalla coppa offerta
loro dalla mano di Dio e che hanno volto il viso verBAHÁ’U’LLÁH
198
so di Lui. Quale grande distanza separa questi esseri
santificati da coloro che sono tanto lontani da Dio!...
17 Ti conceda Iddio di scorgere in tutte le cose, con
vista acuta, il segno della rivelazione di Colui Che č
l’Antico Re e di riconoscere quanto questo santissimo e
divino Essere sia eccelso e santificato sull’intera creazione.
Questa č, invero, la radice e l’essenza della fede
nell’unitŕ e nell’unicitŕ di Dio. «Dio era solo e oltre a
Lui non v’era alcuno». Egli č, ora, ciň che č sempre stato.
Non v’č altro Dio che Lui, l’Unico, l’Incomparabile,
l’Onnipotente, l’Eccelso, il Massimo.
XCIV
1 E ora riguardo al tuo accenno all’esistenza di due
Iddii. Attento, attento a non dare associati al Signore
tuo Dio. Egli č e, dall’eternitŕ, č stato unico e solo,
senza pari o uguali, eterno nel passato, eterno
nell’avvenire, separato da tutte le cose, immortale,
immutabile ed esistente per virtů Propria. Egli non
ha mai nominato nessun socio per Se Stesso nel Suo
Regno, nessun consigliere per aver consiglio, nessuno
da potersi paragonare a Lui, nessuno che potesse
rivaleggiare con la Sua gloria. Ne fa fede ogni atomo
dell’universo e inoltre ne fan fede gli abitatori dei
reami superni, coloro che occupano i seggi piů ecSPIGOLATURE
199
celsi, i cui nomi sono ricordati innanzi al Trono di
Gloria.
2 Fa’ fede nel profondo del cuore a questa testimonianza
pronunziata da Dio Stesso per Se Stesso, che
non v’č altro Dio che Lui, che tutti, fuorché Lui, sono
stati creati al Suo comando, sono stati plasmati
col Suo consenso, sono soggetti alla Sua legge e, paragonati
alle gloriose prove della Sua unicitŕ, sono
come cose dimenticate, un nulla, quando siano posti
a faccia a faccia con la potente rivelazione della Sua
unitŕ.
3 Dall’eternitŕ Egli č stato, invero, uno nell’Essenza,
uno negli attributi, uno nelle opere. Ogni paragone
puň applicarsi soltanto alle Sue creature e
ogni concetto di associazione appartiene soltanto a
coloro che Lo servono. La Sua Essenza č immensamente
superiore alle descrizioni delle Sue creature;
Egli, solo, occupa il Seggio della maestŕ trascendente,
della suprema e inaccessibile gloria. Gli uccelli
dei cuori umani, per quanto in alto si librino, non
potranno mai sperare di raggiungere le altezze della
Sua inconoscibile Essenza. Č Lui Che ha chiamato
all’esistenza la creazione intera, Che ha fatto scaturire
ogni cosa creata al Suo comando. Puň dunque
considerarsi Suo compagno o Sua personificazione
ciň che č nato per virtů della parola che la Sua Penna
ha rivelato e che il dito della Sua Volontŕ ha guidato?
Lungi dalla Sua gloria ciň che penna o lingua
BAHÁ’U’LLÁH
200
umana possano esprimere sul Suo mistero o cuore
umano concepire della Sua Essenza. Ogni altro, tranne
Lui, sosta povero e desolato alla Sua porta, tutti
sono impotenti davanti alla grandezza della Sua potenza,
tutti non sono che schiavi nel Suo Regno. Egli
č tanto ricco da fare a meno di tutte le creature.
4 Il vincolo di servitů fra l’adoratore e l’Adorato,
la creatura e il Creatore, deve essere considerato in
se stesso un pegno della Sua amabile benevolenza
verso gli uomini e non un indizio di alcun merito da
essi posseduto. Ne fa fede ogni vero e illuminato
credente.
XCV
1 Sappi che secondo ciň che il tuo Signore, il
Signore di tutti gli uomini, ha decretato nel Suo Libro,
i favori concessi all’umanitŕ sono stati e sempre
saranno illimitati nella loro portata. Il primo e il
principale di questi favori conferiti all’uomo
dall’Onnipotente č il dono della comprensione. Il
Suo scopo nel conferirgli un tal dono non č stato altro
che quello di render capace la Sua creatura di conoscere
e ravvisare l’unico vero Dio – esaltata sia la
Sua gloria. Questo dono dŕ all’uomo il potere di discernere
la veritŕ in tutte le cose; lo guida verso ciň
che č giusto e lo aiuta a scoprire i segreti della creaSPIGOLATURE
201
zione. Dopo di questo, per importanza, viene il potere
della visione, il principale strumento grazie al
quale la sua comprensione puň funzionare. Anche i
sensi dell’udito, del cuore e simili devono annoverarsi
fra i doni di cui č dotato il corpo umano. Immensamente
esaltato č l’Onnipotente Che ha creato
questi poteri e li ha rivelati nel corpo umano.
2 Ognuno di questi doni č un’indubbia prova della
maestŕ, del potere, del prestigio, della sapienza universale
dell’unico vero Iddio – esaltata sia la Sua
gloria. Considera il senso del tatto. Guarda come il
suo potere si estenda all’intero corpo umano. Mentre
i sensi della vista e dell’udito sono localizzati ciascuno
in un centro speciale, il senso del tatto pervade
tutto il corpo umano. Glorificato sia il Suo potere,
magnificata la Sua sovranitŕ!
3 Questi doni sono inerenti all’uomo stesso. Il
dono superiore a tutti gli altri, di natura incorruttibile
e appartenente a Dio, č quello della Rivelazione divina.
Ogni grazia, tanto materiale quanto spirituale,
conferita all’uomo dal Creatore č subordinata a questa.
Essa č, in essenza, il Pane che discende dal Cielo
e sempre lo sarŕ. Č la suprema testimonianza di Dio,
la piů chiara evidenza della Sua veritŕ, il segno della
Sua compiuta generositŕ, il pegno della Sua misericordia
che tutto abbraccia, la prova della Sua provvidenza
amorosa, il simbolo della Sua perfettissima
grazia. Chi, in questo Giorno, ha riconosciuto la Sua
BAHÁ’U’LLÁH
202
Manifestazione, ha davvero partecipato a questo supremo
dono di Dio.
4 Rendi grazie al tuo Signore per averti accordato
un cosě grande dono. Leva la voce e dě: Ogni lode a
Te, o Desiderio d’ogni cuore che comprende!
XCVI
1 La Penna dell’Altissimo chiama senza posa,
eppure ben pochi porgono orecchio alla Sua voce!
Gli abitatori del regno dei nomi si affaccendano con
le gaie livree del mondo, dimentichi che ogni uomo
che abbia occhi per vedere e orecchie per sentire puň
riconoscere immediatamente quanto effimeri siano i
loro colori.
2 Una nuova vita palpita in questa era in tutti i
popoli della terra; eppure nessuno ne ha scoperta la
causa né compreso il motivo. Guarda i popoli occidentali.
Osserva come nell’inseguire ciň che č vano e
futile abbiano sacrificato e continuino a sacrificare
innumerevoli vite allo scopo di continuare a loro
modo. D’altro canto, le genti della Persia, benché
depositarie di una chiara e luminosa Rivelazione, la
gloria della cui sublimitŕ e rinomanza ha pervaso il
mondo intero, sono avvilite e immerse in profondo
letargo.
SPIGOLATURE
203
3 O amici! Non trascurate le virtů di cui siete stati
dotati, non dimenticate il vostro alto destino. Non
permettete che le vostre fatiche vadano perdute a
causa delle vane fantasie architettate da certi cuori.
Siete le stelle del cielo della comprensione, la brezza
che spira al nascere del giorno, le dolci acque scorrenti
dalle quali dipende la vita di tutti gli uomini, le
lettere tracciate sulla Sua sacra pergamena. In stretta
unione e in spirito di perfetto cameratismo, sforzatevi
di riuscire a compiere ciň che si addice a questo
Giorno di Dio. Io vi dico invero che lotta e discordia
e tutto ciň che la mente dell’uomo aborre sono veramente
indegne del suo stadio. Concentrate tutte le
energie nella propagazione della Fede di Dio. Chi č
degno di una sě alta vocazione si levi a divulgarla.
Chiunque non ne sia capace senta il dovere di nominare
chi proclami in sua vece questa Rivelazione, il
cui potere ha scosso le fondamenta delle piů poderose
strutture, ha sgretolato e ridotto in polvere ogni
montagna e sbalordito ogni anima. Se la grandiositŕ
di questo Giorno fosse rivelata in tutto il suo splendore,
ogni uomo rinuncerebbe a miriadi di vite nel
desiderio di condividere, anche per un sol momento,
la sua grande gloria – e ancor piů questo mondo e i
suoi effimeri tesori!
4 Lasciatevi guidare dalla saggezza nelle vostre
azioni e afferratevi tenacemente ad essa. Voglia Dio
che possiate tutti essere rafforzati per adempiere
BAHÁ’U’LLÁH
204
quella che č la Volontŕ di Dio e benevolmente aiutati
a riuscire ad apprezzare il rango conferito a quelli
dei Suoi amati che si sono levati a servirLo e a magnificare
il Suo nome. Su loro scendano la gloria di
Dio, la gloria di tutto ciň che č nei cieli e sulla terra e
la gloria degli ospiti del piů eccelso Paradiso, il cielo
dei cieli.
XCVII
1 Considera i dubbi che coloro che hanno attribuito
compagni a Dio hanno istillato nel cuore della gente
di questo paese. «Č mai possibile», essi chiedono,
«che il rame si trasformi in oro?». Dě: Sě, per il mio
Signore, č possibile! Ma il suo segreto č celato nella
Nostra Sapienza. Lo riveleremo a chi vorremo.
Chiunque dubita del Nostro potere chieda al Signore
suo Dio che gli sveli il segreto e lo assicuri della sua
veritŕ. Prova sufficiente che il rame possa cambiarsi
in oro č che l’oro puň, nella stessa guisa, trasformarsi
in rame, se solo capissero questa veritŕ! Ogni minerale
puň acquistare la densitŕ, la forma e la sostanza
di qualsiasi altro minerale. La conoscenza che ne
abbiamo č presso di Noi nel Libro Celato.
SPIGOLATURE
205
XCVIII
1 Dě: O capi della religione! Non giudicate il Libro
di Dio con le misure e le scienze in uso fra voi, poiché
il Libro stesso č l’infallibile Bilancia istituita fra
gli uomini. Su questa perfettissima Bilancia dovrŕ
essere pesato tutto ciň che posseggono i popoli e le
tribů della terra, mentre la misura del suo peso dovrŕ
essere saggiata in base alla sua stessa qualitŕ, se solo
lo sapeste.
2 L’occhio della Mia amorosa premura piange
amaramente per voi che non siete riusciti a riconoscere
Colui Che avete invocato di giorno e nottetempo,
mattino e sera. O genti, avanzate con visi bianchi
come neve e cuori radiosi fino al benedetto Luogo
cremisi, donde il Sadratúl-Muntahá esclama: «In veritŕ,
non v’č altro Dio che Me, il Protettore Onnipotente,
Colui Che esiste da Sé».
3 O capi della religione! Chi di voi puň competere
con Me in visione o chiaroveggenza? Dove puň trovarsi
chi osi pretendere d’eguagliarMi nei detti o
nella saggezza? No, per il Mio Signore, il Misericordiosissimo!
Tutto ciň che č sulla terra svanirŕ e questo
č il volto del vostro Signore, l’Onnipotente, il
Benamato.
4 Abbiamo decretato, o genti, che fine sommo e
ultimo d’ogni dottrina sia riconoscere Colui Che č
l’Oggetto di ogni sapere; eppure, vedete come avete
BAHÁ’U’LLÁH
206
permesso che la vostra dottrina vi separasse, come
un velo, da Colui Che č l’Alba di questa Luce, per
opera del Quale ogni cosa celata č stata rivelata. Se
poteste soltanto scoprire la sorgente da cui si diffonde
lo splendore di questa parola, abbandonereste i
popoli del mondo e tutto ciň che posseggono e vi
avvicinereste a questo beatissimo Seggio di gloria.
5 Dě: In veritŕ, questo č il cielo ove č custodito il
Libro Primigenio: se solo lo capiste. Č Lui Che ha
fatto sě che la Roccia gridasse e il Roveto Ardente
sul Monte che sorge in Terra Santa levasse la voce
per proclamare: «Il Regno č di Dio, il Signore sovrano
di tutto, l’Onnipotente, l’Amoroso!».
6 Non abbiamo frequentata alcuna scuola né letta
alcuna delle vostre dissertazioni. Porgete orecchio
alle parole con cui Questo illetterato vi chiama a
Dio, l’Eterno. Questo č meglio per voi di tutti i tesori
della terra, se solo lo capiste.
XCIX
1 La vitalitŕ della fede degli uomini in Dio va spegnendosi
in ogni paese; null’altro che la Sua salutare
medicina potrŕ mai ripristinarla. La corrosione
dell’empietŕ sta distruggendo l’essenza della societŕ
umana; che cosa, tranne l’Elisir della Sua potente
Rivelazione, puň purificarla o rinnovarla? O .akím,
SPIGOLATURE
207
č nei limiti del potere umano di effettuare negli elementi
costituenti di una qualsiasi delle piccole particelle
indivisibili della materia una trasformazione
cosě completa da tramutarla nell’oro piů puro? Per
quanto sconcertante e difficile ciň possa apparire,
pure, Ci č stato dato il potere di effettuare l’ancor piů
ardua impresa di convertire la forza satanica in potenza
celeste. La Forza capace di una tale trasformazione
trascende la potenza dello stesso Elisir. Il Verbo
di Dio soltanto puň vantare la distinzione di essere
dotato della capacitŕ necessaria per un sě grande e
vasto cambiamento.
C
1 La voce dell’Araldo divino, proveniente dal
trono di Dio, dichiara: O Miei amati! Non permettete
che l’orlo della Mia sacra veste sia macchiato e infangato
dalle cose di questo mondo e non seguite
l’impulso dei vostri desideri diabolici e corrotti.
L’Astro della Rivelazione divina che risplende in
piena gloria nel cielo di questa Prigione Me ne fa
fede. Coloro che in questo Giorno hanno il cuore
rivolto verso Colui Che č l’Oggetto dell’adorazione
di tutto il creato devono allontanarsi e purificarsi da
ogni cosa creata, visibile e invisibile. Se si levano a
insegnare la Mia Causa devono lasciarsi vivificare
BAHÁ’U’LLÁH
208
dall’alito di Colui Che č l’Incoercibile e diffonderla
ovunque sulla terra con ferma risolutezza, la mente
tutta concentrata su di Lui, il cuore completamente
distaccato e indipendente da tutto e l’anima purificata
dal mondo e dalle sue vanitŕ. Incombe loro il
compito di scegliersi come migliore viatico per il
loro viaggio la fiducia in Dio e di rivestirsi
dell’amore del loro Signore, l’Eccelso, il Gloriosissimo.
Se cosě faranno, le loro parole influenzeranno
gli ascoltatori.
2 Profondo, assai profondo č l’abisso che Ci separa
da coloro che, in questo Giorno, sono presi da malvagie
passioni e ripongono le loro speranze nelle cose
della terra e nella sua gloria transitoria! Piů volte la
corte del Misericordiosissimo fu esteriormente cosě
spoglia delle ricchezze di questo mondo che coloro
che vivevano in stretta unione con Lui soffrirono crudeli
privazioni. Malgrado le loro sofferenze, la Penna
dell’Altissimo non ha mai voluto accennare o fare la
minima allusione alle cose concernenti questo mondo
e ai suoi tesori. E se mai Gli veniva offerto un dono,
lo accettava in segno di grazia verso colui che
l’offriva. Se mai Ci piacesse di appropriarCi, per Nostro
uso, di tutti i tesori della terra, nessuno avrebbe la
facoltŕ di discutere la Nostra autoritŕ o di contestar-
Cene il diritto. Sarebbe impossibile concepire un atto
piů spregevole che sollecitare, nel nome dell’unico
vero Dio, le ricchezze che gli uomini posseggono.
SPIGOLATURE
209
3 Incombe a te e ai seguaci di Colui Che č la Veritŕ
Eterna il dovere di invitare tutti gli uomini a liberarsi
in qualsiasi modo da qualunque attaccamento alle
cose terrene e a detergersi delle loro impuritŕ, perché
tutti coloro che Lo amano possano aspirare il soave
profumo della veste del Gloriosissimo.
4 Coloro che posseggono ricchezze, perň, devono
avere la massima considerazione per i poveri, poiché
grande č l’onore destinato da Dio a quei poveri che
sono saldi nella pazienza. Per la mia vita! Non v’č
onore, ad eccezione di quello che a Dio piaccia concedere,
che possa paragonarsi a questo. Grande č la
benedizione destinata ai poveri che sopportano pazientemente
e nascondono le loro sofferenze e beati i
ricchi che elargiscono le loro ricchezze ai bisognosi
e li preferiscono a se stessi.
5 Voglia Dio che i poveri si adoprino e si sforzino
di guadagnare i mezzi di sostentamento. Č questo un
dovere prescritto a tutti in questa grande Rivelazione
e considerato, agli occhi di Dio, al pari di una buona
azione. A chiunque osservi questo dovere non mancherŕ
certamente l’aiuto dell’Invisibile. Egli puň arricchire
– per grazia Sua – chiunque voglia. Egli,
invero, ha potere su tutte le cose…
6 O ‘Alí, dě agli amati di Dio che l’equitŕ č la piů
fondamentale delle virtů umane. La valutazione di
tutte le cose deve dipendere necessariamente da essa.
Soffermati a meditare sulle sofferenze e sulle affliBAHÁ’U’LLÁH
210
zioni che questo Prigioniero ha sostenuto. Sono stato
alla mercé dei Miei nemici ogni giorno della Mia
vita e ogni giorno ho sofferto nuove tribolazioni sul
sentiero dell’amore di Dio. Ho sopportato pazientemente
fino a che la fama della Causa di Dio fu diffusa
ovunque sulla terra. Se qualcuno si levasse, adesso,
e, spinto da vane fantasie architettate dal cuore, si
sforzasse apertamente o segretamente di spargere
semi di discordia fra gli uomini, puň dirsi che un tale
uomo abbia agito con equitŕ? No, nel Nome di Colui
la Cui potenza si estende su tutte le cose! Per la mia
vita! Il mio cuore geme e i miei occhi piangono amaramente
per la Causa di Dio e per coloro che non
comprendono ciň che dicono e immaginano ciň che
non possono capire.
7 In questo Giorno, č opportuno che tutti gli
uomini si aggrappino al Piů Grande Nome e fondino
l’unitŕ del genere umano. Non v’č altro scampo né
rifugio da cercare fuor che Lui. Se un uomo si lasciasse
andare a pronunziare parole che allontanino
le genti dalle rive dell’illimitato oceano di Dio, inducendole
a porre il cuore su qualsiasi altra cosa
tranne quest’Essere glorioso e palese che ha assunto
una forma soggetta alle limitazioni umane, un tale
uomo, per quanto elevato sia il grado da lui occupato,
sarebbe accusato dall’intera creazione di essersi
privato dei dolci aromi del Misericordiosissimo.
SPIGOLATURE
211
8 Dě: Siate equanimi nel giudicare, o uomini dal
cuore comprensivo! Colui che č ingiusto nel giudicare
č privo delle caratteristiche che contraddistinguono
lo stadio dell’uomo. Colui Che č la Veritŕ Eterna
ben sa ciň che si nasconde nel petto degli uomini. La
Sua lunga tolleranza ha imbaldanzito le Sue creature
poiché, finché non sarŕ giunto il momento designato,
Egli non strapperŕ alcun velo. La Sua suprema misericordia
ha trattenuto il furore della Sua collera e indotto
la maggior parte della gente a immaginare che
l’unico vero Iddio č inconsapevole delle cose da loro
commesse in segreto. Per Colui Che č l’Onnisciente,
il Consapevole! Lo specchio della Sua sapienza riflette
con completa nitidezza, precisione e fedeltŕ le
azioni di tutti gli uomini. Dě: Lode a Te, o Occultatore
dei peccati dei deboli e degli indifesi! Magnificato
sia il Tuo nome, Tu Che perdoni i negligenti che
peccano contro di Te!
9 Abbiamo proibito agli uomini di seguire le
chimere dei loro cuori, affinché possano riconoscere
Colui Che č Sorgente sovrana e Oggetto di ogni sapere
e accettare tutto ciň che Gli piaccia rivelare.
Vedi come sono intralciati da fatue idee e vane chimere.
Per la Mia vita! Sono loro stessi vittime di ciň
che i loro cuori hanno tramato, eppure non se ne accorgono.
Dalle loro labbra escono discorsi vani e
infruttuosi, eppure non capiscono.
BAHÁ’U’LLÁH
212
10 Imploriamo Dio che conceda benevolmente la
Sua grazia a tutti gli uomini e li faccia pervenire alla
conoscenza di Lui e di se stessi. Per la Mia vita! Chi
Lo ha conosciuto si libra nell’immensitŕ del Suo
amore e si distacca dal mondo e da tutto ciň che vi si
trova. Nulla sulla terra lo farŕ deviare dal suo cammino,
tanto meno coloro che spinti da vane chimere,
dicono cose proibite da Dio.
11 Dě: Questo č il Giorno in cui ogni orecchio deve
farsi attento alla Sua voce. Ascoltate l’Appello di
questo Essere vilipeso e magnificate il nome
dell’unico vero Dio; abbellitevi dell’ornamento del
Suo ricordo e illuminatevi il cuore con la luce del
Suo amore. Questa č la chiave che dischiude i cuori
degli uomini, il brunitoio che purificherŕ le anime di
tutti gli esseri. Colui che non si cura di ciň Che č
sgorgato dalle dita della Volontŕ di Dio vive in pieno
errore. Segni della vera fede sono amicizia e
rettitudine, non discordia e cattiveria.
12 Proclama agli uomini ciň che Colui Che dice il
vero, il Portatore del Pegno di Dio, ti ha imposto di
osservare. La Mia gloria scenda su di te, che invochi il
Mio nome, che volgi gli occhi verso la Mia corte, la
cui lingua celebra le lodi del tuo Signore, il Benefico!
SPIGOLATURE
213
CI
1 Lo scopo recondito della rivelazione di ogni
Libro celeste, anzi, di ogni versetto divinamente rivelato
č quello di dotare gli uomini di rettitudine e di
comprensione, affinché la pace e la tranquillitŕ siano
saldamente stabilite fra loro. Tutto ciň che infonde
fiducia nei cuori degli uomini, tutto ciň che ne esalta
lo stadio e ne accresce l’appagamento č ben accetto
agli occhi di Dio. Quale alto stadio puň l’uomo raggiungere,
se sceglie di compiere il suo alto destino!
In quali abissi di degradazione puň sprofondare, abissi
che le piů spregevoli creature non hanno mai
raggiunto! O amici, cogliete l’occasione che questo
Giorno vi offre e non privatevi delle generose effusioni
della Sua grazia. Imploro Dio che benevolmente
permetta a ognuno di voi di adornarsi, in questo
benedetto Giorno, con l’ornamento di azioni pure e
sante. Egli fa, invero, ciň che vuole.
CII
1 O genti, porgete attentamente ascolto a ciň che,
in veritŕ, vi dico. L’unico vero Dio, esaltata sia la
Sua gloria, ha sempre considerato e continuerŕ a
considerare i cuori degli uomini come Sua esclusiva
proprietŕ. Tutto il resto, appartenga alla terra o al
BAHÁ’U’LLÁH
214
mare, alla ricchezza o alla gloria, Egli lo ha donato
ai Re e ai governanti della terra. Dal principio che
non ha principio, l’insegna che proclama: «Egli fa
tutto ciň che vuole» č stata issata, in tutto il suo
splendore, innanzi alla Sua Manifestazione. Ciň di
cui l’umanitŕ ha bisogno in questo giorno č
l’ubbidienza a coloro che detengono l’autoritŕ e una
fedele adesione alla corda della saggezza. Gli strumenti
essenziali all’immediata protezione, alla tranquillitŕ
e alla sicurezza della razza umana sono stati
posti nelle mani e si trovano nel pugno dei governanti
della societŕ umana. Questo č il desiderio di Dio, il
Suo decreto… Abbiamo speranza che uno dei re della
terra si levi, per amore di Dio, per assicurare il
trionfo di questa gente vilipesa e oppressa. Questo re
sarŕ eternamente esaltato e glorificato. Dio ha prescritto
a questa gente il dovere di aiutare chiunque la
aiuti, di servirne gli alti interessi e dimostrargli eterna
lealtŕ. Coloro che Mi seguono devono sforzarsi in
ogni circostanza di favorire il benessere di chiunque
si levi per il trionfo della Mia Causa e dargli prova
in ogni momento di devozione e fedeltŕ. Felice
l’uomo che ascolta e mette in pratica il Mio consiglio.
Guai a colui non adempie al mio desiderio.
SPIGOLATURE
215
CIII
1 Dio ha attestato in tutte le Sue Tavole con la Sua
lingua veritiera queste parole: «Io sono Colui che
vive nel Regno di Gloria di Abhá».
2 Per la giustizia di Dio! Dalle altezze di questo
stadio sublime, santo, potente e trascendente, Egli vede
tutto, ode tutto e in questo momento proclama: Sii
tu benedetto, o Javád, poiché sei pervenuto a ciň che
nessuno, prima di te, aveva conseguito. Giuro per Colui
Che č la Veritŕ Eterna! Per te sono stati rallegrati
gli occhi degli ospiti dell’eccelso Paradiso. La gente
perň rimane completamente indifferente. Se rivelassimo
il tuo grado, i cuori degli uomini si turberebbero
profondamente, i loro passi diverrebbero incerti, le
personificazioni della vanagloria resterebbero interdette,
cadrebbero al suolo e, per paura di udire, si turerebbero
le orecchie con le dita della negligenza.
3 Non addolorarti per coloro che si sono occupati
delle cose di questo mondo e hanno dimenticato di
ricordare Dio, l’Eccelso. Per Colui Che č la Veritŕ
Eterna! S’avvicina il giorno in cui saranno colti dalla
collera furente dell’Onnipotente. Egli č invero l’Onnipotente,
il Soggiogatore, il Piů Possente. Egli purificherŕ
la terra dalla contaminazione della loro corruzione
e la darŕ in ereditŕ a quelli dei Suoi servi che
Gli sono vicini.
BAHÁ’U’LLÁH
216
4 Dě: O genti! La polvere vi riempie la bocca e le
ceneri vi accecano, perché avete venduto il divino
Giuseppe per il piů vile dei prezzi. Oh! Quale miseria
vi ricopre, voi che errate perduti! Avete immaginato
in cuor vostro di poter essere superiori a Lui e
alla Sua Causa? Lungi da questo! L’attesta Egli
Stesso, il Piů Possente, l’Eccelso, il Piů Grande!
5 Presto v’investiranno le raffiche del Suo castigo
e la polvere dell’inferno vi avvilupperŕ. Quegli uomini
che, avendo accumulato vanitŕ e ornamenti terreni,
si sono allontanati sdegnosamente da Dio hanno
perduto tanto questo mondo quanto quello avvenire.
Ben presto Dio, con la Mano del Potere, li priverŕ
dei loro averi e li spoglierŕ della veste della Sua
munificenza. Essi stessi ne saranno presto testimoni
e anche tu ne farai fede.
6 Dě: O genti! Non lasciatevi illudere da questa
vita e dai suoi inganni, poiché il mondo e tutto ciň
che esso racchiude č saldamente tenuto nel pugno
della Sua Volontŕ. Egli dispensa i Suoi favori a chi
vuole e a chi vuole li toglie. Fa ciň che desidera. Se
il mondo fosse stato di qualche valore ai Suoi occhi,
sicuramente non avrebbe mai permesso ai Suoi nemici
d’impossessarsene, neppure nella misura di un
seme di senape. Egli ha fatto sě che foste impigliati
nei suoi affari in cambio del male che le vostre mani
hanno fatto alla Sua Causa. Questo č, invero, un castigo
che vi siete inflitti di vostra propria volontŕ, se
SPIGOLATURE
217
solo ve ne accorgeste! Godete di cose che a giudizio
di Dio sono spregevoli e futili, cose con le quali Egli
saggia i cuori dei dubbiosi?
CIV
1 O popoli del mondo! Sappiate in veritŕ che
un’impreveduta calamitŕ v’insegue e una dolorosa
punizione v’attende. Non crediate che le azioni che
avete commesse siano state occultate alla Mia vista.
Per la Mia bellezza! Ogni vostro atto č stato inciso
dalla Mia penna, a chiare lettere, su tavole di crisňlito.
CV
1 O re della terra! Colui Che č il Signore sovrano
di tutto č venuto. Il Regno č di Dio, il Protettore onnipotente,
Colui Che esiste da Sé. Non adorate altri
che Dio e con cuori radiosi alzate il viso verso il vostro
Signore, il Signore di tutti i nomi. Questa č una
Rivelazione cui non potrŕ mai essere paragonata alcuna
cosa che voi possedete, se solo lo riconosceste.
2 Vi vediamo rallegrarvi di ciň che avete accumulato
per gli altri e precludervi l’accesso ai mondi che
nulla puň enumerare eccetto la Mia Tavola custodita.
I tesori che avete ammassato vi hanno portati molto
BAHÁ’U’LLÁH
218
lontano dalla vostra mčta finale. Ciň mal vi si addice,
se solo lo capiste! Purificatevi il cuore da ogni
contaminazione terrena e affrettatevi a entrare nel
Regno del vostro Signore, il Creatore della terra e
del cielo, Che fece tremare il mondo e gemere tutti i
suoi popoli, eccetto quelli che hanno rinunziato a
tutto e si sono attenuti a ciň che ordinň la Tavola Celata.
3 Questo č il Giorno in cui Colui Che ha conversato
con Dio č pervenuto alla luce dell’Antico dei
Giorni e ha gustato le pure acque del ricongiungimento
da questa Coppa che ha fatto gonfiare i mari.
Dě: Per l’unico vero Dio! Il Sinai rotea attorno alla
Sorgente della Rivelazione, mentre dalle vette del
Regno si ode la voce dello Spirito di Dio proclamare:
«Scuotetevi, o orgogliosi della terra, e accorrete a
Lui». In questo Giorno il Carmelo in adorante brama
si č affrettato a raggiunger la Sua corte, mentre dal
cuore di Sion viene il grido: «La promessa č compiuta.
Ciň che era stato annunziato nel sacro Scritto di
Dio, l’Eccelso, l’Onnipotente, l’Amatissimo, č reso
manifesto».
4 O re della terra! La Piů Grande Legge č stata
rivelata in questo Sito, questo luogo di splendore
trascendente. Ogni cosa nascosta č stata portata alla
luce per virtů della Volontŕ dell’Ordinatore Supremo,
Colui Che ha introdotto l’Ultima Ora, per Cui la
SPIGOLATURE
219
Luna si č spaccata e ogni irrevocabile decreto č stato
divulgato.
5 Non siete che vassalli, o re della terra! Colui Che
č il Re dei Re č apparso ammantato nella Sua piů
meravigliosa gloria e vi chiama a Sé, l’Aiuto nel Pericolo,
Colui Che esiste da Sé. Attenti che l’orgoglio
non v’impedisca di riconoscere la Sorgente della Rivelazione;
che le cose di questo mondo non vi separino
come un velo da Colui Che č il Creatore del cielo.
Levatevi a servire Colui Che č il desiderio di tutte
le nazioni, Colui Che con una parola vi ha creati e vi
ha ordinato di essere per sempre emblemi della Sua
sovranitŕ.
6 Per la giustizia di Dio! Non č Nostro desiderio di
mettere le mani sui vostri regni. La Nostra missione
č quella di prendere e possedere i cuori degli uomini.
Su di essi sono fissi gli occhi di Bahá. Ne fa testimonianza
il Regno dei Nomi, se solo lo capiste!
Chiunque seguirŕ il suo Signore rinunzierŕ al mondo
e a tutto quello che contiene; quanto piů grande,
dunque, dev’essere la rinunzia di Colui Che riveste
un grado cosě augusto! Abbandonate i vostri palazzi
e affrettatevi a ottenere accesso al Suo Regno. Invero,
ciň vi gioverŕ tanto in questo mondo, quanto in
quello avvenire. Questo attesta il Signore del reame
superno; se solo lo sapeste!
7 Quale grande benedizione attende il re che si
leverŕ ad assistere la Mia Causa nel Mio Regno, che
BAHÁ’U’LLÁH
220
si distaccherŕ da tutto fuorché Me! Quel re č annoverato
fra i compagni dell’Arca Cremisi, l’Arca preparata
da Dio per la gente di Bahá. Tutti dovranno glorificare
il suo nome, riverire il suo stadio e aiutarlo
ad aprire le cittŕ con le chiavi del Mio Nome,
l’Onnipotente Protettore di tutto ciň che dimora nei
regni del visibile e dell’invisibile. Un tal re č occhio
dell’umanitŕ, diadema risplendente sulla fronte della
creazione, sorgente di benedizioni per il mondo intero.
O genti di Bahá, offrite le vostre sostanze, anzi,
la vita per aiutarlo.
CVI
1 Il Medico Onnisciente ha le dita sul polso
dell’umanitŕ. Con la Sua infallibile saggezza identifica
la malattia e prescrive il rimedio. Ogni epoca ha
il proprio problema e ogni anima la propria particolare
aspirazione. Il rimedio necessario al mondo nelle
sue attuali afflizioni non potrŕ mai essere lo stesso
che un’epoca futura potrŕ richiedere. Interessatevi
premurosamente delle necessitŕ dell’epoca in cui
vivete e accentrate le vostre deliberazioni sulle sue
esigenze e necessitŕ.
2 Sappiamo bene che la razza umana č assediata da
gravi e innumerevoli afflizioni. La vediamo languire
sul letto dell’infermitŕ, crudelmente provata e disilSPIGOLATURE
221
lusa. Coloro che sono ebbri di vanagloria s’interpongono
fra lei e l’infallibile Medico divino. Guardate
come abbiano avviluppato tutti gli uomini, inclusi se
stessi, nelle reti dei loro espedienti. Non sanno scoprire
la causa dell’infermitŕ e non conoscono il rimedio.
Hanno immaginato contorto ciň che č diritto
e considerato l’amico un nemico.
3 Prestate orecchio alla dolce melodia di questo
Prigioniero. Sorgete e levate la voce, caso mai coloro
che dormono profondamente si risveglino. Dě: O
voi che siete come morti! La Mano della munificenza
divina vi offre l’Acqua della Vita. Affrettatevi e
bevete a sazietŕ. Chiunque rinasca in questo Giorno
non morrŕ mai, chiunque resti fra i morti mai vivrŕ.
CVII
1 Colui Che č il vostro Signore, il Piů Misericordioso,
nutre in cuor Suo il desiderio di vedere
l’intera razza umana divenire un’anima sola e un solo
corpo. Affrettatevi a guadagnare la vostra parte
della buona grazia e della misericordia di Dio in
questo Giorno, che eclissa tutti gli altri Giorni creati.
Grande la felicitŕ che attende l’uomo che abbandona
tutto ciň che ha, nel desiderio di ottenere le cose di
Dio! Un uomo simile, lo attestiamo, č fra i benedetti
da Dio.
BAHÁ’U’LLÁH
222
CVIII
1 O genti, vi abbiamo fissato un tempo determinato.
Se all’ora stabilita non vi volgerete a Dio, Egli,
invero, vi prenderŕ con violenza e vi farŕ assalire da
ogni parte da gravi afflizioni. Severo sarŕ allora, invero,
il castigo col quale il vostro Signore vi punirŕ.
CIX
1 O Kamál! Le altezze che, per benevolo favore di
Dio, l’uomo mortale puň raggiungere in questo
Giorno non sono ancora rivelate ai suoi occhi. Il
mondo dell’esistenza non ha mai avuto né ha ora la
capacitŕ di ricevere una tale rivelazione. Ma s’avvicina
il giorno in cui i poteri di un cosě alto favore
saranno manifestati agli uomini in virtů del Suo comando.
Benché le forze delle nazioni siano schierate
contro di Lui, sebbene i re della terra facciano lega
per insidiare la Sua Causa, la forza del Suo potere
rimarrŕ incrollabile. Egli indubbiamente dice il vero
e invita tutta l’umanitŕ sulla via di Colui Che č
l’Incomparabile, l’Onnisciente.
2 Tutti gli uomini sono stati creati per far avanzare
una civiltŕ in continuo progresso. L’Onnipotente Mi
SPIGOLATURE
223
č testimone! Agire come le bestie dei campi č indegno
dell’uomo. Le virtů che s’addicono alla sua dignitŕ
sono tolleranza, misericordia, compassione e
premura affettuosa verso tutti i popoli e tutte le tribů
della terra. Dě: O amici! Dissetatevi a questo rivo
cristallino che scorre per la grazia celeste di Colui
Che č il Signore dei Nomi. Fate che anche altri assaporino
le sue acque in Mio nome, cosě che i capi degli
uomini di tutti i paesi riconoscano appieno lo
scopo per cui la Veritŕ Eterna č stata rivelata e la
ragione per cui essi stessi sono stati creati.
CX
1 Il Grande Essere dice: O figli degli uomini! Lo
scopo fondamentale che anima la Fede di Dio e la
Sua Religione č quello di salvaguardare gli interessi
della razza umana, svilupparne l’unitŕ e accrescere
lo spirito d’amore e di fraternitŕ fra gli uomini. Non
sia mai che diveniate fonti di contrasti e discordie, di
odio e inimicizia. Questa č la retta Via, queste sono
le fondamenta solide e incrollabili. Qualsiasi cosa
sarŕ edificata su queste fondamenta, le vicende e i
casi del mondo non potranno mai intaccarne le resistenza,
né potrŕ minarne la struttura il fluire di innumerevoli
secoli. Č nostra speranza che i capi delle
religioni e i sovrani del mondo si levino uniti per
BAHÁ’U’LLÁH
224
riformare questa era e rialzarne le sorti. Riflettano
sui suoi bisogni, si consiglino e, dopo matura deliberazione,
somministrino il rimedio adatto a codesto
mondo infermo e profondamente angustiato... Incombe
a coloro che detengono il potere di usare moderazione
in ogni cosa. Chiunque oltrepassi i limiti
della moderazione cessa d’esercitare una benefica
influenza. Riflettete, per esempio, su valori come la
libertŕ, la civiltŕ e simili. Per quanto buoni possano
essere considerati da molte persone intelligenti, pure,
se spinti all’eccesso, possono esercitare sugli uomini
un’influenza deleteria... Voglia Dio che i popoli del
mondo siano condotti a riconoscere il loro vero tornaconto
grazie ai degni sforzi compiuti dai loro sovrani
e da quelli, fra loro, che sono saggi e dotti. Per
quanto tempo ancora si ostinerŕ l’umanitŕ nel suo
traviamento? Per quanto tempo ancora continuerŕ
l’ingiustizia? Per quanto tempo ancora il caos e la
confusione regneranno fra gli uomini? Per quanto
tempo ancora la discordia sconvolgerŕ il volto della
societŕ?... Da ogni parte soffiano i venti della disperazione
e la lotta che divide e affligge la razza umana
aumenta quotidianamente. Si possono giŕ scorgere
i segni di imminenti agitazioni e caos, dato che la
situazione generale appare lamentevolmente difettosa.
Imploro Dio, sia esaltata la Sua gloria, che Si degni
di ridestare i popoli della terra, conceda che la
SPIGOLATURE
225
loro condotta divenga finalmente loro vantaggiosa e
li aiuti a compiere ciň che si addice al loro stadio.
CXI
1 O popoli e tribů contendenti della terra! Volgete
il viso verso l’unitŕ e lasciate che lo splendore della
sua luce risplenda su di voi. Riunitevi e, per amor di
Dio, decidetevi a sradicare tutto ciň che č fonte di
dissidio fra voi. Allora lo splendore del grande Luminare
del mondo avvolgerŕ il mondo intero e i suoi
abitanti diverranno cittadini di una sola cittŕ e siederanno
sullo stesso trono. Sin dai primi anni della Sua
vita, questo Essere vilipeso non ha avuto altro desiderio
e continuerŕ a non formulare altro voto che
questo. Non v’č alcun dubbio che i popoli del mondo,
a qualsiasi razza o religione appartengano, si ispirano
a un’unica Fonte celeste e sono sudditi di un
solo Dio. La differenza degli ordinamenti sotto cui
vivono deve attribuirsi ai mutevoli bisogni e alle
cangianti esigenze del tempo in cui essi furono rivelati.
Tranne alcuni che sono frutto della perversitŕ
umana, tutti gli altri sono stati decretati da Dio e sono
un riflesso della Sua Volontŕ e del Suo Disegno.
Sorgete e, armati del potere della Fede, infrangete
gl’idoli delle fatue idee, che mettono discordia fra
voi. Attenetevi a ciň che vi avvicina e vi unisce.
BAHÁ’U’LLÁH
226
Questa č invero la Parola piů eccelsa che il Libro
Primigenio vi ha inviato e rivelato. Lo attesta la Lingua
della Grandezza, dalla Sua dimora di gloria.
CXII
1 Osservate i disordini che da lunghi anni tormentano
la terra e l’agitazione che si č impossessata dei
suoi popoli. Essa č stata o sfigurata dalle guerre o
tormentata da improvvise e inattese calamita. Benché
il mondo sia pieno di miserie e afflizioni, pure,
nessuno si č soffermato a riflettere quale possa esserne
la causa o la fonte. Ogni qual volta il Consigliere
Verace ha pronunziato una parola di ammonimento,
ecco che tutti Lo hanno accusato di essere
un seminatore di discordia e hanno respinto il Suo
appello. Com’č sbalorditivo e sconcertante questo
comportamento! Puň dirsi che non si trovino due
uomini esteriormente e interiormente uniti. I segni
della discordia e della malizia appaiono dappertutto,
benché tutti gli uomini siano stati creati per l’unione
e l’armonia. Il Grande Essere dice: O benamati! Č
stato innalzato il tabernacolo dell’unione; non vi
considerate estranei l’uno all’altro. Siete frutti di un
unico albero e foglie di un solo ramo. Nutriamo speranza
che la luce della giustizia risplenda sul mondo
e lo purifichi dalla tirannide. Se i sovrani e i re della
SPIGOLATURE
227
terra, simboli del potere di Dio, esaltata Ne sia la
gloria, sorgessero e si decidessero a dedicarsi a ciň
che puň favorire i piů alti interessi dell’intera umanitŕ,
certamente fra i figli degli uomini verrebbe fondato
il regno della giustizia e il fulgore della sua luce
ammanterebbe tutta la terra. Il Grande Essere dice:
La struttura della stabilitŕ e dell’ordine mondiale č
stata eretta sulle due colonne gemelle della ricompensa
e del castigo, che continueranno a sorreggerla...
In un altro passo Egli ha scritto: Attenti, o coorte
di sovrani del mondo! Non v’č altra forza sulla terra
paragonabile, per il suo potere conquistatore, alla
forza della giustizia e della saggezza... Benedetto il
re che marcia con le insegne della saggezza spiegate
innanzi e i battaglioni della giustizia ammassati a
retroguardia. In veritŕ egli č il diadema che cingerŕ
la fronte della pace e il sembiante della sicurezza.
Non v’č alcun dubbio che se l’astro della giustizia,
che č stato oscurato dalle nubi della tirannia, spandesse
la sua luce sull’umanitŕ, la faccia della terra
sarebbe completamente trasformata.
CXIII
1 O Ministro dello Sciŕ nella Cittŕ (Costantinopoli),
immagini che Io tenga in pugno la sorte definitiva
della Causa di Dio? Credi che la Mia prigionia, o
BAHÁ’U’LLÁH
228
l’onta che Mi č stata inflitta, o persino la Mia morte
e il Mio completo annientamento possano deviarne il
corso? Ben misero č ciň che hai immaginato in cuor
tuo! In veritŕ, sei di coloro che seguono le vane chimere
architettate dal cuore. Non v’č altro Dio che
Lui. Egli ha il potere di manifestare la Sua Causa, di
esaltare la Sua testimonianza e di affermare qualunque
cosa sia Suo Volere, di elevarla a una posizione
cosě eminente che né le tue mani né le mani di coloro
che si sono allontanati da Lui potranno mai toccarla
o nuocerle.
2 Credi di avere il potere di ostacolare la Sua
Volontŕ, di impedirGli di eseguire il Suo giudizio o
di esercitare la Sua sovranitŕ? Pretendi che vi sia
qualcosa nei cieli o in terra che possa resistere alla
Sua Fede? No, per Colui Che č la Veritŕ Eterna!
Nulla nell’intera creazione puň opporsi al Suo Disegno.
Liberati dunque dalla mera bizzarria che insegui,
poiché una mera bizzarria non potrŕ mai prendere
il posto della veritŕ. Sii di coloro che si sono pentiti
sinceramente e sono ritornati a Dio, il Dio Che ti
ha creato, nutrito e fatto ministro fra coloro che professano
la tua fede.
3 Sappi, inoltre, che č Lui Che, per Suo comando,
ha creato tutto ciň che č nei cieli e sulla terra. Come
puň, dunque, ciň che č stato creato per Suo comando
prevalere su di Lui? Dio č grande, superiore a ciň
che immaginate di Lui, o genti malvagie! Se questa č
SPIGOLATURE
229
la Causa di Dio, nessuno potrŕ prevalere su di essa e
se non č di Dio, i vostri teologi e coloro che ne seguono
i desideri corrotti e coloro che Gli si sono ribellati
basteranno a sopraffarla.
4 Non hai sentito ciň che un credente della famiglia
di Faraone disse anticamente e che Dio ha narrato al
Suo Apostolo, Che Egli aveva prescelto fra tutti gli
esseri umani per affidarGli il Suo Messaggio e per
far di Lui la sorgente della Sua misericordia per tutti
coloro che dimorano sulla terra? Egli disse – e certamente
la Sua parola era verace: «Ucciderete voi un
uomo sol perché dice: “Il mio Signore č Dio”? Mentre
v’ha giŕ portato prove chiare della sua missione?
Se č un bugiardo, su di lui ricadrŕ la sua menzogna,
se č sincero vi colpirŕ parte di quello che ha minacciato
». Questo č ciň che Dio ha rivelato al Suo Benamato
nel Suo Libro infallibile.
5 Eppure, non avete dato ascolto al Suo comando,
avete ignorato la Sua legge, respinto il consiglio contenuto
nel Suo Libro e siete stati di coloro che si sono
allontanati da Lui. Quante persone ogni anno e
ogni mese sono state uccise per causa vostra! Quante
ingiustizie avete perpetrato – ingiustizie che l’occhio
della creazione non ha mai veduto, né cronista registrato!
Per la vostra crudeltŕ, quanti lattanti sono rimasti
orfani e quanti padri hanno perduto i figli, o
artefici di ingiustizia! Quante volte una sorella si č
BAHÁ’U’LLÁH
230
consumata e addolorata per il fratello e una moglie
ha pianto per il marito, suo unico sostegno!
6 La vostra iniquitŕ divenne sempre piů grande,
finché non uccideste Colui Che non aveva mai distolto
gli occhi dal volto di Dio, l’Eccelso,
l’Altissimo. Lo aveste almeno ucciso con i sistemi
usati dagli uomini per uccidere un altro uomo! E invece
Lo assassinaste in circostanze che nessuno aveva
mai visto. Per Lui i cieli hanno versato lacrime
amare e per la Sua afflizione hanno pianto le anime
di coloro che son vicini a Dio. Non era un Rampollo
dell’antica Casa del vostro Profeta? E la Sua fama di
diretto discendente dell’Apostolo non era stata divulgata
fra voi? Perché dunque Gli avete inflitto ciň
che nessuno, per quanto lontano possiate risalire nel
tempo, ha mai inflitto ad altri? In nome di Dio!
L’occhio della creazione non ha mai veduto esseri
come voi. Uccidete Colui Che č il Rampollo della
Casa del vostro Profeta e gioite e festeggiate assisi
sui vostri seggi d’onore! Imprecate contro coloro che
vi hanno preceduti e che hanno perpetrato quello che
avete perpetrato voi e non vi rendete conto delle vostre
enormitŕ.
7 Siate equi nel giudicare! Coloro che esecrate, su
cui invocate il male, hanno forse agito in modo differente
dal vostro? Non hanno essi ucciso il discendente
del loro Profeta come voi avete ucciso il discendente
del vostro? Non č forse il vostro comporSPIGOLATURE
231
tamento simile al loro? Con quale diritto pretendete,
dunque, di essere differenti da loro, o seminatori di
discordia fra gli uomini?
8 E dopo che Gli aveste tolto la vita, un Suo
seguace si levň per vendicare la Sua morte. Era uno
sconosciuto e il piano che aveva concepito sfuggě a
tutti. Alla fine fece ciň che era stato preordinato.
Non dovete, perciň, biasimare altri che voi stessi per
ciň che avete commesso, se giudicate equamente.
Chi mai nel mondo intero ha fatto ciň che avete fatto
voi? Nessuno, nel nome del Signore di tutti i mondi!
9 Tutti i sovrani e i re della terra onorano e venerano
i discendenti dei loro Profeti e dei loro santi, se
solo lo capiste! Voi, invece, siete responsabili di atti
tali che nessuno aveva mai commesso prima. A causa
dei vostri misfatti ogni cuore sensibile s’č consumato
di dolore. Eppure siete rimasti immersi nella
noncuranza e non vi siete resi conto della malvagitŕ
delle vostre azioni.
10 Avete perseverato nella malvagitŕ fino a scagliarvi
contro di Noi, benché nulla avessimo commesso
da giustificare la vostra inimicizia. Non temete
dunque Dio, Che vi ha creati e plasmati, e vi ha
permesso di ottenere il potere, e vi ha uniti a coloro
che Gli si sono arresi (i musulmani)? Fino a quando
persisterete nella caparbietŕ? Fino a quando vi rifiuterete
di riflettere? Quanto occorrerŕ ancora perché
vi scuotiate dal torpore ed emergiate dall’ignavia?
BAHÁ’U’LLÁH
232
Per quanto tempo ancora resterete all’oscuro della
veritŕ?
11 Rifletti in cuor tuo. Siete riusciti, nonostante il
vostro comportamento e le cose operate dalle vostre
mani, a spegnere il fuoco di Dio o ad estinguere la
luce della Sua Rivelazione – una luce che ha avvolto
nel suo splendore coloro che sono immersi nei fluttuanti
oceani dell’immortalitŕ e ha attratto le anime
di coloro che sinceramente credono nella Sua unitŕ e
la sostengono? Non sapete che la Mano di Dio č al
di sopra delle vostre mani, che il Suo irrevocabile
Decreto trascende tutti i vostri espedienti, che Egli č
Sovrano sui Suoi servi, che č all’altezza del Suo
Scopo, che fa ciň che vuole, che non si deve interrogarLo
riguardo a ciň che vuole, che ordina ciň che
Gli piace, che č, infine, il Piů Possente, l’Onnipotente?
Se credete che questa sia la veritŕ, perché non
smettete di preoccuparvi e non ve ne state in pace?
12 Ogni giorno perpetrate una nuova ingiustizia e
Mi trattate come Mi avete trattato nel passato, sebbene
Io non abbia mai tentato d’immischiarmi nelle
vostre faccende. Non vi ho mai avversati, né Mi sono
mai ribellato alle vostre leggi. Infine, vedete, Mi
avete messo in prigione in questa remota terra! Sappiate
per certo, perň, che qualunque cosa abbiano
operato, le vostre mani o quelle degli infedeli non
potranno mai cambiare la Causa di Dio, o alterare le
Sue vie, come non lo poterono in passato.
SPIGOLATURE
233
13 Date ascolto ai Miei avvertimenti, o genti di
Persia! Se sarň ucciso per mano vostra, Dio susciterŕ
sicuramente un altro che ricopra il seggio rimasto
vacante per la Mia morte, poiché questo č il metodo
usato da Dio nel passato e non troverete al costume
di Dio mutamento. Cercate di spegnere la luce di
Dio che brilla sulla Sua terra? Dio č contrario a ciň
che desiderate. Egli renderŕ perfetta la Sua luce, anche
se nel segreto del cuore voi la detestate.
14 Soffčrmati soltanto un attimo a riflettere, o
Ministro, e sii equo nel giudicare. Che cosa abbiamo
fatto che ti giustifichi per averCi diffamato presso i
Ministri del Re, per aver seguito i tuoi desideri, per
aver travisato la veritŕ, per averCi calunniato? Non
ci siamo incontrati mai prima del giorno in cui fu
commemorato il martirio dell’Imám .usayn, in casa
di tuo padre. In quell’occasione nessuno ebbe
l’opportunitŕ, conversando o prendendo la parola, di
far conoscere agli altri le proprie idee e le proprie
credenze. Se sei sincero, puoi far fede della veritŕ
delle Mie parole. Non ho preso parte a nessun’altra
riunione in cui tu abbia potuto conoscere il Mio pensiero
o nella quale altri abbiano potuto farlo. Come
hai potuto, dunque, pronunziare una sentenza contro
di Me, senza aver udito la Mia testimonianza dalle
Mie labbra? Non hai sentito ciň che ha detto Dio,
esaltata sia la Sua gloria: «Non dire a chi ti accoglie
con un saluto: “Tu non sei un credente”». «Non reBAHÁ’U’LLÁH
234
spingere coloro che mattina e sera invocano il loro
Signore, bramosi di contemplare il Suo volto». Hai
davvero trascurato ciň che il Libro di Dio ha
prescritto eppure ti reputi un credente!
15 Malgrado ciň che hai fatto, Io non ti serbo rancore
– e Dio Me ne č testimone – né lo serbo verso altri,
benché da te e da altri riceviamo tali offese che nessun
credente nell’unitŕ di Dio potrebbe sopportare. La
Mia Causa non č in altre mani che in quelle di Dio e
la Mia fiducia č in Lui soltanto. Ben presto i tuoi
giorni finiranno, come finiranno quelli di coloro che
ora con manifesto orgoglio si vantano di essere superiori
al prossimo Presto sarete radunati alla presenza
di Dio, e vi sarŕ chiesto conto delle vostre azioni, e
sarete ripagati per ciň che le vostre mani hanno operato,
e orrenda sarŕ la dimora dei malvagi!
16 Nel nome di Dio! Se ti rendessi conto di ciň che
hai fatto, invero piangeresti amaramente la tua sorte
e cercheresti rifugio in Dio e ti struggeresti e ti lamenteresti
tutti i giorni della tua vita, finché Dio non
ti avesse perdonato, poiché Egli č, invero, il Piů Generoso,
il Piů Munifico. E invece persisterai nell’indifferenza
fino alla morte, poiché ti sei dato alle vanitŕ
del mondo con tutto il cuore, tutta l’anima e tutto
il tuo intimo essere. Dopo la tua dipartita, scoprirai
ciň che ti abbiamo rivelato e troverai tutte le tue
azioni registrate nel Libro in cui sono segnate le opere
di tutti coloro che dimorano sulla terra, siano esse
SPIGOLATURE
235
maggiori o minori del peso di un atomo. Fa, perciň,
attenzione al Mio consiglio e ascolta il Mio discorso
con l’orecchio del cuore e non essere incurante delle
Mie parole, altrimenti sarai fra coloro che respingono
la Mia veritŕ. Non gloriarti delle cose che ti sono
state date. Tieni davanti agli occhi ciň che ti č stato
rivelato nel Libro di Dio, l’Aiuto nel Pericolo, il
Gloriosissimo: «E quando dimenticarono quel ch’era
stato loro rammentato, aprimmo loro le porte d’ogni
cosa», nello stesso modo in cui aprimmo a te e ai
tuoi simili le porte di questa terra e dei suoi ornamenti.
Attendi, dunque, ciň che č stato promesso
nell’ultima parte di questo versetto santo, poiché č
una promessa che viene da Colui Che č l’Onnipotente,
il Sapientissimo – una promessa che non si
rivelerŕ falsa.
17 Non conosco la strada che avete scelto e che
percorrete, o schiere di coloro che Mi vogliono male!
Noi vi richiamiamo a Dio, vi ricordiamo il Suo
Giorno, vi annunziamo la novella del vostro ricongiungimento
con Lui, vi avviciniamo alla Sua corte e
facciamo discendere su di voi i pegni della Sua meravigliosa
saggezza, eppure, ecco, vedete come Ci
respingete, come, con le cose pronunziate dalle vostre
bocche menzognere, Ci accusate di essere infedele,
come tramate inganni contro di Noi! E quando
vi mostriamo ciň che Dio Ci ha concesso per il Suo
munifico favore, dite: «Non č che pura magia». Le
BAHÁ’U’LLÁH
236
generazioni che vi hanno preceduto hanno pronunziato
le stesse parole ed erano ciň che voi siete, se
solo ve ne accorgeste! Vi siete cosě privati dei doni
di Dio e della Sua grazia e non li otterrete piů fino al
giorno in cui Dio giudicherŕ fra Noi e voi; ed Egli č,
invero, il migliore dei Giudici!
18 Alcuni di voi hanno detto: «Egli č Colui Che ha
preteso di essere Dio». Nel nome di Dio! Č una grave
calunnia. Non sono altro che un servo di Dio, Che
ha creduto in Lui e nei Suoi segni, nei Suoi Profeti e
nei Suoi angeli. La Mia lingua, il Mio cuore e il Mio
essere esteriore e interiore attestano che non v’č altro
Dio che Lui, che tutti gli altri sono stati creati per
Suo comando e plasmati per opera della Sua Volontŕ.
Non v’č altro Dio che Lui, il Creatore, il Risuscitatore
dei morti, il Vivificatore, l’Annientatore. Io
sono Colui Che proclama i favori dei quali Dio, per
Sua munificenza, Mi ha favorito. Se questa č la Mia
trasgressione, allora veramente sono il primo dei
peccatori. Io e i Miei congiunti siamo alla vostra
mercé. Fate ciň che volete e non siate di coloro che
esitano, cosicché Io possa ritornare a Dio, il Mio Signore,
e raggiungere il luogo ove potrň non vedere
piů le vostre facce. Questo č invero il Mio desiderio
piů profondo, il Mio piů ardente voto. E basta Dio a
conoscere e vedere il Mio stato.
19 Immagina, o Ministro, di essere sotto lo sguardo
di Dio! Se tu non vedi Lui, in veritŕ Egli vede chiaSPIGOLATURE
237
ramente te. Osserva e giudica equamente la Nostra
Causa. Che cosa abbiamo commesso da indurti a
scagliarti contro di Noi e a calunniarCi presso la
gente, se solo tu fossi giusto! Lasciammo Teheran
per ordine del Re e col suo permesso trasferimmo la
Nostra residenza in ‘Iráq. Se avevo trasgredito nei
suoi confronti, perché mai Mi liberň? E se ero innocente
di ogni colpa, perché Ci hai inflitto tali tribolazioni
quali nessuno di coloro che professano la tua
fede ha mai sofferto? Forse qualcuno dei Miei atti,
dopo il Mio arrivo in ‘Iráq, č stato tale da sovvertire
l’autoritŕ del governo? Chi puň affermare di aver
trovato qualcosa di reprensibile nel Nostro comportamento?
Domanda tu stesso al suo popolo, sě che tu
possa essere fra coloro che hanno visto la veritŕ.
20 Per undici anni abitammo in quella terra, finché
arrivň il Ministro rappresentante del tuo governo, il
cui nome la Nostra penna detesta menzionare, che si
era dato al vino, che seguiva le sue brame, che commetteva
malvagitŕ ed era corrotto e corruppe l’‘Iráq.
Ne puň far fede la maggior parte degli abitanti di Baghdad,
se vuoi informartene ed esser di coloro che
cercano la veritŕ. Fu lui che carpě iniquamente le sostanze
del prossimo, che dimenticň tutti i comandamenti
di Dio e perpetrň tutto ciň che Dio aveva proibito.
Infine, seguendo i suoi desideri, si scagliň contro
di Noi e percorse le vie dell’ingiustizia. Nella sua
lettera indirizzata a te, egli Ci accusň e tu lo credesti
BAHÁ’U’LLÁH
238
Ci accusň e tu lo credesti e lo seguisti sulla sua strada
senza chiedergli nessuna prova o testimonianza
degna di fede. Non chiedesti spiegazioni, né cercasti
di indagare o di accertarti della cosa, perché la veritŕ
potesse essere distinta dalla menzogna ai tuoi occhi e
tu potessi essere illuminato nel tuo giudizio. Scopri
personalmente che sorta di uomo era, interrogando i
Ministri che in quel tempo erano in ‘Iráq, nonché il
Governatore della Cittŕ (Baghdad) e il suo primo
Consigliere, affinché ti sia rivelata la veritŕ e tu sia
bene informato.
21 Dio Ci č testimone! Non abbiamo mai avversato
lui o altri. Abbiamo osservato in ogni condizione i
precetti di Dio e non siamo mai stati fomentatori di
disordini. Lo attesta lui stesso. Sua intenzione era
quella d’impadronirsi di Noi e di rimandarCi in Persia
per accrescere cosě la sua fama e la sua reputazione.
Tu hai commesso lo stesso crimine e allo
stesso scopo. Agli occhi di Dio, il Signore sovrano
di tutto, l’Onnisciente, siete allo stesso livello.
22 Rivolgendoti queste parole non intendiamo
alleggerire il peso del Nostro dolore o indurti a intercedere
per Noi presso qualcuno. No, per Colui Che č
il Signore di tutti i mondi! Ti abbiamo esposta tutta
la questione perché, rendendoti conto di ciň che hai
fatto, tu desista dall’infliggere ad altri il male che hai
inflitto a Noi, e sii tra coloro che si sono sinceramente
pentiti innanzi a Dio, Che ha creato te e tutte le
SPIGOLATURE
239
cose, e perché in futuro tu agisca con discernimento.
Questo ti gioverŕ piů di tutto quello che possiedi e
del tuo ministero, i cui giorni sono contati.
23 Attento a non farti complice dell’ingiustizia.
Disponi saldamente il cuore alla giustizia, non alterare
la Causa di Dio e sii di coloro che tengono gli
occhi rivolti verso le cose rivelate nel Suo Libro.
Non cedere mai all’impulso dei cattivi istinti. Attieniti
alla legge di Dio, il tuo Signore, il Benefico,
l’Antico dei Giorni. Ritornerai certamente polvere e
perirai come tutte le cose di cui ti sei deliziato. Questo
č ciň che ha proferito la Lingua della veritŕ e della
gloria.
24 Non ricordi gli avvertimenti pronunziati da Dio in
passato, sě che tu potessi divenire di coloro che ascoltano
il Suo ammonimento? Egli disse – ed Egli, invero,
dice la veritŕ: «Dalla terra vi creammo, nella terra vi
riconduciamo, dalla terra, poi, vi trarremo ancora una
volta». Questo č ciň che Dio ha comandato a tutti coloro
che dimorano sulla terra, grandi o umili. Non si addice,
dunque, a chi č stato creato dalla polvere, e vi ritornerŕ,
e di nuovo ne sarŕ tratto fuori, di gonfiarsi di
orgoglio innanzi a Dio e ai Suoi amati, di disprezzarli
altezzosamente e di esser pieno d’arroganza sdegnosa.
Anzi č opportuno che tu, e quelli come te, vi sottomettiate
a coloro Che sono le Manifestazioni dell’unitŕ di
Dio e umilmente rispettiate i fedeli che hanno abbandonato
tutto per amore di Dio e si sono allontanati da
BAHÁ’U’LLÁH
240
tutto ciň che attrae l’attenzione degli uomini e li allontana
dalla via di Dio, il Gloriosissimo, il Piů Lodato. In
tal guisa facciamo scendere su di voi ciň che vi gioverŕ
e gioverŕ a coloro che hanno avuto fiducia e fede nel
loro Signore.
CXIV
1 O Re (il sultano ‘Abdu’l-‘Azíz), ascolta le parole
di Colui Che dice la veritŕ, Colui Che non ti chiede
di ricompensarLo con le cose che Dio ha voluto concederti,
Colui Che percorre senza errare il retto
Sentiero. Č Lui Che ti chiama a Dio, il tuo Signore,
Che ti mostra la retta via, il cammino che porta alla
vera felicitŕ, sě che tu possa essere di coloro che
saranno beati.
2 Attento, o Re! Non circondarti di ministri che
inseguono i desideri di un’inclinazione corrotta, che
si sono gettati alle spalle ciň che č stato affidato nelle
loro mani e hanno apertamente tradito il loro
incarico. Sii generoso con gli altri, come Dio lo č
stato con te e non abbandonare gl’interessi del tuo
popolo alla mercé di quei ministri. Non trascurare il
timor di Dio e sii di coloro che agiscono con
rettitudine. Circondati di ministri da cui si aspiri
fragranza di fede e di giustizia, consultali e scegli ciň
che ti sembra meglio e sii di coloro che si
comportano con generositŕ.
SPIGOLATURE
241
3 Sappi per certo che chi non crede in Dio non č
degno di fede, né č veritiero. Questa č davvero la
veritŕ, la veritŕ indiscutibile. Chi agisce slealmente
verso Dio agirŕ slealmente anche verso il suo re.
Nulla al mondo puň distogliere dal male un tale individuo,
nulla puň impedirgli di tradire il prossimo,
nulla puň indurlo a camminare nella rettitudine.
4 Abbi cura di non affidare le redini degli affari di
stato ad altre mani, di non fidarti di ministri immeritevoli
di tale fiducia e di non essere di coloro che vivono
nell’incuria. Evita coloro i cui cuore č lontano da
te, non dare loro la tua fiducia e non affidar loro i tuoi
affari né gli affari di coloro che professano la tua fede.
Attento a non permettere al lupo di diventare pastore
del gregge di Dio e a non abbandonare alla mercé dei
maligni le sorti dei Suoi amati. Non aspettarti che coloro
che violano i comandamenti di Dio siano degni di
fiducia o sinceri nella fede che professano. Evitali e
sta bene in guardia sě che i loro espedienti e la loro
malvagitŕ non ti nuocciano. Allontanati da loro e fissa
lo sguardo su Dio, il tuo Signore, il Gloriosissimo, il
Piů Munifico. Chi si dona completamente a Dio, Dio
sarŕ certamente con lui e chi pone tutta la sua fiducia,
in veritŕ Dio lo proteggerŕ da qualunque cosa possa
nuocergli e lo preserverŕ dalla perversitŕ di ogni malvagio
sobillatore.
5 Se tu porgessi orecchio alle Mie parole e osservassi
il Mio consiglio, Dio t’innalzerebbe a una poBAHÁ’U’LLÁH
242
sizione cosě eminente che nessuna macchinazione
umana in tutta la terra potrebbe toccarti o nuocerti. O
Re, osserva dall’intimo del cuore e con tutto il tuo
essere i precetti di Dio e non percorrere le vie
dell’oppressore. Impugna le redini degli affari del
tuo popolo e tienile saldamente nella stretta del tuo
potere ed esamina di persona tutto ciň che lo riguarda.
Non lasciarti sfuggire nulla, poiché questo č il
sommo bene.
6 Rendi grazie a Dio di averti prescelto fra tutti, di
averti fatto re di coloro che professano la tua fede. Č
opportuno che tu apprezzi i doni meravigliosi di cui
Dio ti ha favorito e magnifichi continuamente il Suo
nome. E potrai meglio lodarLo, se amerai i Suoi diletti,
se salvaguarderai e proteggerai i Suoi servi dalla
malvagitŕ dei perfidi, in modo che nessuno piů li
opprima. Dovresti inoltre levarti e applicare fra loro
la legge di Dio, per essere fra coloro che aderiscono
saldamente alla Sua legge.
7 Se tu facessi scorrere fiumi di giustizia fra i tuoi
sudditi, Dio ti assisterebbe sicuramente con le schiere
dell’invisibile e del visibile e ti sosterrebbe nei
tuoi affari. Non v’č altro Dio che Lui. A Lui appartengono
la creazione e l’ordine. A Lui ritornano le
opere dei fedeli.
8 Non fare assegnamento sui tuoi tesori. Poni tutta
la fiducia nella grazia di Dio, il tuo Signore. Sia Lui
il tuo confidente in tutto ciň che fai e sii di coloro
SPIGOLATURE
243
che si sottomettono alla Sua Volontŕ. Sia Lui il tuo
aiuto e ti arricchisca dei Suoi tesori, poiché Suoi sono
i tesori del cielo e della terra. Egli li dona a chi
vuole e a chi vuole li rifiuta. Non v’č altro Dio che
Lui, il Possessore di Tutto, il Lodatissimo. Tutti sono
poveri alla porta della Sua misericordia; tutti sono
impotenti innanzi alla rivelazione della Sua sovranitŕ
e implorano i Suoi favori.
9 Non oltrepassare i limiti della moderazione e
tratta giustamente coloro che ti servono. Concedi
loro ciň che le loro necessitŕ richiedono, ma non in
misura tale da poter accumulare ricchezze personali,
abbigliarsi con fasto, abbellire le loro case, acquistare
cose che non saranno per loro di alcun beneficio
ed essere annoverati fra i dissipatori. Agisci con rigorosa
giustizia, in modo che nessuno versi in miseria
o ecceda nel lusso. Questa č evidente giustizia.
10 Non permettere all’abietto di governare e dominare
coloro che sono nobili e degni di onore e non
consentire che i magnanimi siano alla mercé di individui
spregevoli e indegni, poiché questo č ciň che
abbiamo notato al Nostro arrivo nella Cittŕ (Costantinopoli),
ne facciamo testimonianza. Fra i suoi abitanti
trovammo alcuni in possesso di opulente fortune,
che vivevano in mezzo a eccessive ricchezze,
mentre altri versavano in gravi ristrettezze e nella
piů assoluta povertŕ. Ciň non si confŕ alla tua sovranitŕ
ed č indegno del tuo rango.
BAHÁ’U’LLÁH
244
11 Accetta il Mio consiglio e sforzati di governare
con equitŕ fra gli uomini, sě che Dio esalti il tuo nome
e diffonda la fama della tua giustizia in tutto il
mondo. Attento a non accrescere il potere dei ministri
a spese dei sudditi. Temi i sospiri dei poveri e
dei giusti che a ogni sorger del giorno lamentano la
propria sorte e sii per loro un sovrano benevolo. Essi,
in veritŕ, sono i tuoi tesori sulla terra. A te quindi
il compito di salvaguardare i tuoi tesori dagli assalti
di coloro che desiderano derubarti. Informati dei loro
affari e accertati ogni anno, anzi, ogni mese, delle
loro condizioni e non essere di coloro che trascurano
i doveri.
12 Tieni davanti agli occhi l’infallibile Bilancia di
Dio e ogni giorno, ogni momento della tua vita, pesa
su quella bilancia le tue azioni, come se fossi alla
Sua presenza. Fa’ un esame di coscienza prima
d’esser chiamato a render conto, il Giorno in cui
nessuno avrŕ la forza di resistere per timore di Dio,
il Giorno in cui i cuori degli ignavi tremeranno.
13 Conviene a ogni sovrano di essere munifico
come il sole, che fa crescere tutti gli esseri dando a
ciascuno ciň che gli č dovuto, i cui benefici non sono
intrinseci ma decretati da Colui Che č il Piů Possente,
l’Onnipotente. Il Re dovrebbe, nella sua misericordia,
essere generoso e munifico come le nubi che,
per ordine di Colui Che č il Supremo Ordinatore,
SPIGOLATURE
245
l’Onnisciente, riversano sopra ogni terra la piena dei
loro doni.
14 Abbi cura di non affidare gli affari di stato completamente
in mano altrui. Nessuno puň svolgere le
tue funzioni meglio di te. In tal guisa ti illustriamo le
Nostre parole di saggezza e facciamo discendere su di
te ciň che puň farti passare dalla mano sinistra
dell’oppressione alla destra della giustizia e avvicinarti
all’oceano risplendente dei Suoi favori. Questa č la
strada percorsa dai re che ti hanno preceduto, coloro
che agirono equamente verso i loro sudditi e seguirono
un cammino d’incorruttibile giustizia.
15 Sei l’ombra di Dio sulla terra. Sforzati, perciň, di
comportarti nel modo che si conviene a un rango cosě
eminente e augusto. Se ti allontanerai dal seguire
ciň che ti abbiamo inviato e insegnato, sminuirai sicuramente
quel grande e inestimabile onore. Ritorna
dunque a Dio e aggrappati interamente a Lui, purifica
il tuo cuore dal mondo e dalle sue vanitŕ e non
permettere che l’amore per altri estranei vi entri e vi
dimori. Finché non ti sarai purificato il cuore da ogni
traccia di un simile amore, lo splendore della luce di
Dio non potrŕ diffondere su di esso il suo fulgore,
poiché Dio non ha dato a nessuno piů di un cuore.
Cosě, invero, č stato decretato e scritto nel Suo antico
Libro. E poiché il cuore umano, cosě com’č stato
forgiato da Dio, č uno e indiviso, s’impone che tu
vigili che anche il suo affetto sia uno e indiviso. AgBAHÁ’U’LLÁH
246
grappati, perciň, con tutto l’affetto del tuo cuore
all’amore per Lui e distaccalo dall’amore per chiunque
altro non sia Lui, perché Egli ti aiuti a
immergerti nell’oceano della Sua unitŕ e a divenire
un verace sostenitore della Sua unicitŕ. Dio Mi č
testimone. Il Mio unico scopo nel rivelarti queste
parole č di purificarti dalle cose transitorie della terra
e aiutarti a entrare nel regno della gloria eterna,
perché, col permesso di Dio, tu sia di coloro che vi
dimorano e vi governano…
16 Giuro in nome di Dio, o Re! Non č Mio desiderio
protestare presso di te contro coloro che Mi perseguitano.
Č soltanto a Dio che esprimo il Mio dolore
e la Mia angoscia, a Lui Che ha creato Me e loro,
Che ben conosce la nostra situazione e vigila su tutto.
Mio desiderio č quello di avvertirli delle conseguenze
delle loro azioni, caso mai decidessero di desistere
dal trattare altri come hanno trattato Me e fossero
fra coloro che ascoltano il Mio ammonimento.
17 Le tribolazioni che Ci hanno colpiti, le privazioni
che soffriamo, i vari tormenti che Ci assillano, tutto
finirŕ, come finiranno i piaceri di cui essi si deliziano
e la ricchezza di cui godono. Questa č la veritŕ
che nessuno al mondo puň respingere. I giorni in cui
siamo stati obbligati a dimorare nella polvere presto
finiranno, come avverrŕ dei giorni in cui essi occupavano
seggi d’onore. Dio certamente giudicherŕ
SPIGOLATURE
247
secondo veritŕ fra Noi e loro ed Egli č, invero, il miglior
giudice.
18 Rendiamo grazie a Dio per tutto quello che Ci č
accaduto e pazientemente sopportiamo ciň che Egli
ha disposto per Noi nel passato o disporrŕ in futuro.
In Lui ho posto la Mia fiducia e nelle Sue mani ho
rimesso la Mia Causa. Egli, sicuramente, ricompenserŕ
coloro che sopportano pazientemente e confidano
in Lui. Sua č la creazione e il suo dominio. Egli
esalta chi vuole e umilia chi vuole. Non Gli sarŕ
chiesto conto delle Sue azioni. Egli č invero il Gloriosissimo,
l’Onnipotente.
19 Sia attento il tuo orecchio, o Re, alle parole che ti
abbiamo rivolto. Desistano gli oppressori dalla tirannia
e gli artefici dell’ingiustizia siano separati da
coloro che professano la tua fede. Per la giustizia di
Dio! Tali tribolazioni abbiamo sofferto che ogni
penna che le descriva non puň che essere sopraffatta
dall’angoscia. Nessuno di coloro che veramente credono
e sostengono l’unitŕ di Dio puň sopportarne il
racconto. Cosě grandi sono state le Nostre sofferenze
che perfino gli occhi dei Nostri nemici hanno versato
lacrime per Noi e, oltre a loro, quelli di ogni persona
dotata di discernimento. E siamo stati soggetti a tutte
queste prove, malgrado ciň che abbiamo fatto per
avvicinarCi a te e invitare la gente a mettersi sotto la
tua ombra, perché tu divenissi un baluardo per coloro
che credono e sostengono l’unita di Dio.
BAHÁ’U’LLÁH
248
20 Ti ho mai disobbedito, o Re? Ho mai trasgredito
ad alcuna delle tue leggi? Forse che alcuno dei ministri
che ti rappresentavano in ‘Iráq puň portare prove
che dimostrino che Io sia stato sleale verso di te?
No, in nome di Colui Che č il Signore di tutti i mondi!
Neppure per un breve attimo Ci siamo ribellati a
te o a un tuo ministro. Mai, a Dio piacendo, Ci ribelleremo
a te, anche se saremo sottoposti a prove molto
piů dure di quelle subite in passato.
21 Giorno e notte, sera e mattina, preghiamo Dio per
te, perché ti aiuti benevolmente ad ubbidirGli e a
osservare la Sua legge, perché ti protegga dalle
schiere dei malvagi. Fa’ perciň come ti aggrada, trattaCi
come si addice al tuo grado e si confŕ alla tua
sovranitŕ. Non dimenticare la legge di Dio in ogni
cosa che desideri ottenere, adesso e nei giorni avvenire.
Dě: Lode a Dio, il Signore di tutti i mondi!
CXV
1 O Dhabí., nella maggior parte delle Tavole
divinamente rivelate la Penna della Rivelazione ha
vergato queste parole: Abbiamo ammonito tutti gli
amati di Dio di vigilare perché l’orlo della Nostra
sacra veste non sia contaminato dal fango di atti illeciti,
né macchiato dalla polvere di comportamenti
biasimevoli. Li abbiamo inoltre esortati a fissare lo
SPIGOLATURE
249
sguardo su tutto ciň che abbiamo rivelato nelle Nostre
Tavole. Se il loro orecchio interiore fosse stato
attento ai consigli divini che si sono irradiati
dall’Alba della Penna del Misericordiosissimo e avesse
ascoltato la Sua Voce, a quest’ora la maggior
parte dei popoli della terra sarebbero abbelliti
dell’ornamento della Sua guida. Ma ciň che era stato
prestabilito doveva compiersi.
2 Ora che Si trova nella Piů Grande Prigione, la
Lingua dell’Antico dei Giorni ancora una volta rivela
queste parole vergate in questa nivea Pergamena:
O diletti dell’unico vero Dio! Uscite dagli angusti
recessi dei desideri malvagi e corrotti, entrate nelle
immense distese del regno di Dio e dimorate nei prati
della santitŕ e del distacco, sě che la fragranza delle
vostre opere guidi l’intera umanitŕ all’oceano della
inestinguibile gloria di Dio. Evitate d’interessarvi
delle faccende di questo mondo e di tutto ciň che lo
riguarda e d’immischiarvi nelle attivitŕ di coloro che
ne sono esteriormente i capi.
3 L’unico vero Dio, esaltata sia la Sua gloria, ha
elargito ai re il governo della terra. A nessuno č accordato
il diritto di agire in maniera contraria alle
ponderate opinioni di coloro che detengono l’autoritŕ.
Ciň che Dio ha riservato per Sé sono le cittŕ dei
cuori umani, di cui in questo Giorno gli amati di Colui
Che č la Veritŕ Sovrana sono le chiavi. Piaccia a
Dio che a tutti loro sia dato il potere di aprire le porBAHÁ’U’LLÁH
250
te di queste cittŕ con la forza del Piů Grande Nome.
Questo significa aiutare l’unico vero Dio –un tema
che la Penna di Colui Che fa sorgere l’alba ha trattato
in tutti i Suoi libri e le Sue Tavole.
4 Č doveroso inoltre che gli amati di Dio siano
tolleranti verso il prossimo, e siano cosě santificati e
distaccati da tutto e mostrino tale sinceritŕ ed equitŕ
che tutti i popoli della terra li considerino i fiduciari
di Dio fra gli uomini. Guarda a quali sublimi altezze
si sono innalzate le ingiunzioni dell’Onnipotente e in
quale abietta dimora si trovano ora quelle anime deboli.
Beati coloro che sulle ali della certezza si sono
librati nei cieli dispiegati dalla Penna del tuo Signore,
il Piů Misericordioso.
5 O Dhabí., mira le opere forgiate da Dio, la
Veritŕ Sovrana. Dě: Grande, incommensurabilmente
grande č la forza della Sua potenza che abbraccia
tutti i mondi! Esaltato, immensamente esaltato č il
Suo distacco, oltre le possibilitŕ e la comprensione
dell’intera creazione! Glorificata, glorificata sia la
Sua mansuetudine – una mansuetudine che ha intenerito
i cuori di coloro che sono stati condotti vicino
a Dio!
6 Pur afflitti da innumerevoli tribolazioni sofferte
per mano dei Nostri nemici, abbiamo proclamato a
tutti i sovrani della terra ciň che Dio ha voluto fosse
proclamato, perché tutte le nazioni sappiano che nessun
genere di afflizione puň impedire alla Penna
SPIGOLATURE
251
dell’Antico dei Giorni di raggiungere il suo scopo.
La Sua Penna si muove col permesso di Dio, Che
riplasma le ossa disfatte e putrescenti.
7 In considerazione di questa potentissima impresa,
conviene che coloro che L’amano s’apprestino
all’azione e concentrino tutti i pensieri su ciň che
assicuri la vittoria della causa di Dio, piuttosto che
commettere azioni basse e riprovevoli. Se tu considerassi
soltanto per un attimo le opere palesi e le azioni
di Colui Che č la Veritŕ Eterna, cadresti al suolo
ed esclameresti: O Tu Che sei il Signore dei Signori!
Attesto che sei il Signore di tutta la creazione
e l’Educatore di tutti gli esseri visibili e invisibili.
Attesto che il Tuo potere ha pervaso l’universo intero
e che mai potranno le legioni della terra scoraggiarTi
o il dominio di tutti i popoli e di tutte le nazioni
impedirTi di effettuare il Tuo piano. Confesso
che non hai altro desiderio che quello di rigenerare il
mondo intero, di creare l’unitŕ dei suoi popoli e di
salvare tutti coloro che vi dimorano.
8 Soffermati a riflettere e considera come debbano
comportarsi coloro che sono gli amati di Dio e a
quali altezze debbano innalzarsi. Implora in ogni istante
il tuo Signore, il Dio di Misericordia, di aiutarli
a compiere ciň che Egli vuole. Egli č invero,
l’Onnipotente, il Gloriosissimo, l’Onnisciente.
9 O Dhabí., la prigionia che Gli č stata inflitta non
ha mai nuociuto a quest’Essere vilipeso né mai Gli
BAHÁ’U’LLÁH
252
nuocerŕ, come non Gli nuoceranno la perdita dei beni
terreni, l’esilio e neppure il martirio e le palesi
umiliazioni. Ciň che Lo addolora sono le cattive azioni
che i benamati di Dio commettono e poi imputano
a Colui Che č la Veritŕ Sovrana. Questa č
l’afflizione che Mi fa soffrire, me ne fa fede Colui
Che ha potere su tutte le cose. Ciň che Mi ha profondamente
addolorato sono le pretese avanzate ogni
giorno dalle genti del Bayán. Alcuni hanno giurato
fedeltŕ a uno dei Miei Rami (Figli), mentre altri
hanno indipendentemente avanzato le proprie pretese
e agito secondo i propri desideri.
10 O Dhabí.! La Lingua Grandezza dice: Per il Mio
Essere che dice la veritŕ! In questa potentissima Rivelazione
tutte le Dispensazioni del passato hanno
raggiunto il supremo e finale compimento. Chiunque
vanti una Rivelazione dopo di Lui non č che un mendace
impostore. Preghiamo Dio che lo assista benevolmente
a ritrattare e rinnegare un tale vanto. Se si
pentirŕ, Dio lo perdonerŕ certamente. Ma se persisterŕ
nell’errore, Dio invierŕ sicuramente uno che lo
tratterŕ senza pietŕ. Egli č, invero, l’Onni-potente, il
Piů Possente.
11 Vedi come le genti del Bayán siano state affatto
incapaci di riconoscere che l’unico scopo di qualunque
cosa sia stata rivelata dalla Mia Precedente Manifestazione,
Annunziatrice della Mia Beltŕ, č stato
la Mia Rivelazione e la proclamazione della Mia
SPIGOLATURE
253
Causa. Se non fosse stato per Me – e Colui Che č la
Veritŕ Sovrana Me ne fa fede – non avrebbe mai detto
quel che disse. Guarda come questi stolti abbiano
considerato un gioco e un trastullo la Causa di Colui
Che tutto possiede, l’Inaccessibile! I loro cuori escogitano
ogni giorno un nuovo espediente e l’immaginazione
li porta a cercare un nuovo ripiego. Se
quello che dicono fosse vero, come potrebbe essere
assicurata la salvezza della Causa del Tuo Signore?
Medita in cuor tuo e sii di coloro che hanno vista
acuta, che osservano con attenzione, che sono costanti
nei propositi e fiduciosi nella fede. La tua certezza
dovrebbe essere tale che, se l’umanitŕ intera
vantasse diritti che nessun uomo ha mai vantato e
nessuna mente concepito, li ignoreresti completamente,
li allontaneresti da te e volgeresti il viso verso
Colui Che č l’Oggetto dell’adorazione di tutti i
mondi.
12 Per la giustizia del Mio Essere! Grande, incommensurabilmente
grande, č questa Causa! Potente,
inconcepibilmente potente č questo Giorno! Beato,
invero, l’uomo che ha abbandonato tutto e ha fissato
gli occhi su Colui il Cui volto ha irradiato luce su
tutti coloro che sono nei cieli e su tutti coloro che
sono sulla terra.
13 Acuta dev’essere la tua vista, o Dhabí., adamantina
la tua anima e come bronzo i tuoi piedi, se vuoi
resistere agli assalti dei desideri egoistici che sussurBAHÁ’U’LLÁH
254
rano nel petto degli uomini. Questa č l’irrevocabile
ingiunzione che la Penna del Piů Grande Nome si č
mossa a rivelare per virtů della volontŕ dell’Antico
Re. Custodiscila come la pupilla degli occhi e sii fra
coloro che sono riconoscenti. Sforzati giorno e notte
di servire la Causa di Colui Che č la Veritŕ Eterna e
rinunzia a tutto fuorché a Lui. Per Me Stesso! Tutto
ciň che vedi in questo Giorno perirŕ. Sommamente
elevato sarŕ il tuo stadio se resterai saldo nella Causa
del tuo Signore. Verso di Lui sono diretti i tuoi indaffarati
moti e in Lui č il luogo del tuo eterno riposo.
CXVI
1 O Re Cristiani! Non avete sentito le parole di
Gesů, lo Spirito di Dio: «Vado e tornerň a voi»? Perché,
dunque, quando č ritornato a voi nelle nuvole
del cielo, siete stati incapaci di avvicinarvi a Lui per
contemplare il Suo volto ed essere di coloro che sono
giunti alla Sua Presenza? Egli dice in un altro
passo: «Quando verrŕ lo Spirito di Veritŕ, Egli vi
guiderŕ alla veritŕ tutta intera». Eppure osservate
come, allorché vi ha portato la veritŕ, vi siete rifiutati
di volgere il viso verso di Lui, persistendo nel sollazzarvi
in capricci e passatempi. Non Lo avete accolto,
non avete cercato la Sua Presenza per sentire
dalla Sua bocca i versetti di Dio e per ricevere la voSPIGOLATURE
255
stra parte della multiforme saggezza dell’Onnipotente,
del Gloriosissimo, del Piů Saggio. Per colpa
della vostra mancanza, avete impedito che il soffio
di Dio alitasse su voi e avete privato le vostre anime
della dolcezza della Sua fragranza. Continuate a errare
beatamente nella valle dei vostri desideri corrotti.
Voi e tutto ciň che possedete passerŕ. Di certo
tornerete a Dio e vi sarŕ chiesto conto delle vostre
azioni alla presenza di Colui Che radunerŕ la creazione
intera…
2 Vent’anni son trascorsi, o re, durante i quali
abbiamo assaporato ogni giorno l’agonia di una nuova
tribolazione. Nessuno di coloro che Ci hanno preceduti
ha sopportato ciň che Noi abbiamo sopportato.
Se poteste capirlo! Coloro che si sono levati contro
di Noi ci hanno messo a morte, hanno sparso il
nostro sangue, depredato le nostre proprietŕ e violato
il nostro onore. Benché foste a conoscenza della
maggior parte delle nostre pene, pure siete stati incapaci
di fermare la mano dell’aggressore. Non č forse
vostro primo dovere frenare la tirannia
dell’oppressore e trattare con equitŕ i vostri sudditi,
affinché il vostro alto senso di giustizia sia pienamente
dimostrato a tutta l’umanitŕ?
3 Dio ha posto nelle vostre mani le redini del
governo dei popoli, perché li governiate con giustizia,
salvaguardiate i diritti degli oppressi e puniate i
malfattori. Se trascurate il dovere che Dio vi ha preBAHÁ’U’LLÁH
256
scritto nel Suo Libro, i vostri nomi saranno annoverati
fra quelli degli ingiusti ai Suoi occhi. Grave sarŕ
davvero il vostro errore. Vi attenete a quello che la
vostra fantasia ha architettato e vi gettate alle spalle i
comandamenti di Dio, l’Eccelso, l’Inaccessibile,
l’Irresistibile, l’Onnipotente? Buttate via ciň che
possedete e afferratevi a ciň che Dio vi ha comandato
di osservare. Cercate la Sua grazia, poiché chi la
cerca percorre il Suo retto Sentiero.
4 Considerate lo stato in cui Ci troviamo e osservate
i mali e le angustie da cui siamo stati colpiti. Non
trascurateCi, neppure per un sol momento, e giudicate
con equitŕ fra Noi e i Nostri nemici. Questo sarŕ
sicuramente per voi un evidente vantaggio. In tal
guisa vi raccontiamo la Nostra storia e vi narriamo
ciň che Ci č accaduto perché possiate liberarCi dai
Nostri mali e alleggerire il Nostro fardello. Chi vuole
consoli le Nostre angustie. Quanto a chi non vuole,
ebbene, il Mio Signore č sicuramente il migliore degli
alleati.
5 O Servo, avverti e informa la gente di ciň che Ti
abbiamo inviato, e non lasciarTi turbare da alcun
timore, e non esser di coloro che esitano. S’avvicina
il giorno in cui Dio esalterŕ la Sua Causa e magnificherŕ
la Sua testimonianza agli occhi di tutti coloro
che sono nei cieli e di tutti coloro che sono in terra.
Poni, in ogni occasione, tutta la Tua fiducia nel Tuo
Signore, fissa lo sguardo su di Lui e allontanati da
SPIGOLATURE
257
tutti coloro che ripudiano la Sua veritŕ. Che Dio, il
Tuo Signore, sia il Tuo solo soccorritore e aiuto. Ci
siamo impegnati ad assicurarTi il trionfo sulla terra e
a esaltare la Nostra Causa al di sopra di tutti gli uomini
– anche se non si trovi alcun re che voglia volgere
il viso verso di Te.
CXVII
1 Desideroso di rivelare i fondamenti della pace e
della tranquillitŕ del mondo e del progresso dei suoi
popoli, il Grande Essere ha scritto: Verrŕ il tempo in
cui sarŕ universalmente sentita l’impellente necessitŕ
di costituire una vasta assemblea che rappresenti tutti
gli uomini. I potenti e i re della terra dovranno
intervenire e, partecipando alle sue deliberazioni,
prendere in considerazione le vie e i mezzi su cui si
baseranno le fondamenta della Grande Pace Mondiale
fra gli uomini. Una simile pace esige che per amore
della tranquillitŕ dei popoli della terra, le Grandi
Potenze si decidano a riconciliarsi pienamente fra di
loro. Se un re si levasse in armi contro un altro, tutti
dovranno sorgere uniti contro di lui ed impedirglielo.
Se ciň accadrŕ le nazioni del mondo non avranno
bisogno di alcun altro armamento oltre a quello necessario
per conservare la sicurezza dei loro regni e
mantenere l’ordine interno nei loro territori. Cosě si
BAHÁ’U’LLÁH
258
garantirŕ la pace e la serenitŕ di tutti i popoli, i governi
e le nazioni. Se ciň accadrŕ le nazioni del
mondo non avranno bisogno di alcun armamento
oltre a quello necessario per conservare la sicurezza
dei loro regni e mantenere l’ordine interno nei loro
territori. Cosě si garantirŕ la pace e la serenitŕ di tutti
i popoli, i governi e le nazioni. Osiamo sperare che i
re e i sovrani della terra, specchi del benevolo e onnipotente
nome di Dio, assurgano a questo grado e
proteggano l’umanitŕ dal massacro e dalla tirannia...
Si avvicina il giorno in cui tutti i popoli della terra
adotteranno una lingua universale e un’unica scrittura.
Quando ci si sarŕ giunti, in qualsiasi cittŕ arrivino,
ai viaggiatori sembrerŕ di entrare a casa propria.
Tutto ciň č obbligatorio e assolutamente essenziale.
Incombe ad ogni uomo illuminato e perspicace cercare
di mettere in atto ciň che č stato scritto. Č un
vero uomo colui che si dedica oggi a servire l’intera
razza umana. Il Grande Essere dice: Benedetto e felice
colui che si leva a promuovere i migliori interessi
dei popoli e delle tribů della terra. In un altro passo
Egli ha proclamato: Non ci si deve gloriare di
amare la propria patria ma piuttosto di amare il
mondo intero. La terra č un solo paese e l’umanitŕ i
suoi cittadini.
SPIGOLATURE
259
CXVIII
1 Non trascurate il timor di Dio, o re della terra, e
state attenti a non oltrepassare i limiti fissati
dall’Onnipotente. Osservate i comandamenti del Suo
Libro e fate bene attenzione a non valicarne i confini.
Siate vigili, sě che non siate ingiusti verso nessuno,
neppure nella misura di un granello di senape.
Seguite la via della giustizia, perché in veritŕ essa č
la retta via.
2 Componete le vertenze e riducete gli armamenti,
perché sia alleviato l’onere delle spese e le menti e i
cuori siano pacificati. Componete i dissensi che vi
dividono e cosě non avrete piů bisogno di armamenti,
fuorché per la protezione delle cittŕ e delle terre.
Temete Iddio e badate di non oltrepassare i limiti
della moderazione e di non farvi annoverare fra i
dissipatori.
3 Abbiamo appreso che aumentate di anno in anno
le spese e ne fate sopportare il peso ai sudditi. Questo
č, invero, superiore a quello che essi possono
sopportare ed č una grave ingiustizia. Decidete equamente
fra gli uomini e siate l’emblema della giustizia
fra loro. Questo, se giudicate equamente, č il
dovere che v’incombe e che s’addice al vostro stato.
4 Attenti a non trattare ingiustamente chi si appella
a voi e si rifugia sotto la vostra ombra. Attenetevi al
timor di Dio e siate di coloro che conducono vita
BAHÁ’U’LLÁH
260
pia. Non fate assegnamento sul potere, sugli eserciti
e sui tesori. Riponete tutta la fiducia e la sicurezza in
Dio, Che vi ha creati, e chiedete il Suo aiuto in tutti i
vostri affari. Solo da Lui viene il soccorso. Egli soccorre
chi vuole con le schiere dei cieli e della terra.
5 Sappiate che i poveri sono il pegno di Dio fra
voi. Badate di non tradire la Sua fiducia, di non
comportarvi ingiustamente verso di loro e di non seguire
il cammino dei perfidi. Sarete sicuramente
chiamati a rispondere del Suo pegno il giorno in cui
sarŕ preparata la Bilancia della Giustizia, il giorno in
cui ad ognuno sarŕ dato ciň che gli spetta e saranno
pesate le azioni di tutti gli uomini, ricchi e poveri.
6 Se non darete ascolto ai consigli che vi abbiamo
rivelati in questa Tavola in linguaggio impareggiabile
e inequivocabile, il castigo divino vi assalirŕ da
ogni parte e sarŕ pronunziata contro di voi la sentenza
della Sua giustizia. Quel giorno non avrete alcun
potere di resisterGli e riconoscerete la vostra impotenza.
Abbiate pietŕ di voi stessi e di coloro che sono
sotto di voi. Giudicateli secondo i precetti prescritti
da Dio nella Sua santissima ed eccelsa Tavola, una
Tavola in cui Egli ha assegnato a ogni singola cosa
la misura stabilita, in cui ha dato una precisa spiegazione
di tutte le cose e che č in se stessa un monito
per coloro che credono in Lui.
7 Esaminate la Nostra Causa, chiedete ciň che Ci č
accaduto e decidete secondo giustizia fra Noi e i NoSPIGOLATURE
261
stri nemici e siate di coloro che agiscono equamente
con il prossimo. Se non trattenete la mano
dell’oppressore, se trascurate di salvaguardare i diritti
degli oppressi, quale diritto avete mai di vantarvi
fra gli uomini? Di che cosa potete giustamente gloriarvi?
Siete orgogliosi di ciň che mangiate e bevete,
delle ricchezze che ammassate nei forzieri, della varietŕ
e del costo degli ornamenti con cui vi adornate?
Se la vera gloria consistesse nel possesso di cose cosě
periture, allora la terra che calpestate dovrebbe
vantarsi piů di voi, perché č proprio lei che per decreto
dell’Onnipotente vi fornisce e vi concede tutte
queste cose. Nelle sue viscere si trova tutto ciň che
possedete secondo quello che Dio ha ordinato. Da
essa, quale segno della Sua misericordia, traete le
vostre ricchezze. Guardate dunque il vostro stato, la
cosa di cui vi gloriate! Se solo lo capiste!
8 No! Per Colui Che tiene in pugno il regno
dell’intera creazione! La vostra vera e duratura gloria
consiste soltanto nella salda adesione ai precetti di
Dio, nell’incondizionata osservanza delle Sue leggi,
nella sincera determinazione di vigilare perché esse
non restino inapplicate e nel seguire costantemente
la retta via.
BAHÁ’U’LLÁH
262
CXIX
1 O governanti della terra! Perché avete offuscato
il fulgore del Sole impedendogli di splendere? Date
ascolto al consiglio che la Penna dell’Altissimo vi
dŕ, sě che tanto voi quanto i poveri possiate conseguire
tranquillitŕ e pace. Imploriamo Dio di assistere
i re della terra a instaurare la pace sulla terra. Egli fa
invero ciň che vuole.
2 O re della terra! Vediamo che aumentate le spese
di anno in anno e ne fate sopportare il peso ai sudditi.
Questa č, invero, un’assoluta e grande ingiustizia.
Temete i sospiri e le lacrime di quest’Essere vilipeso
e non imponete oneri eccessivi ai vostri popoli. Non
li derubate per edificarvi dei palazzi; anzi, scegliete
per loro ciň che scegliereste per voi stessi. In tal guisa
esponiamo ai vostri occhi quello che vi gioverŕ,
se solo lo capiste! I vostri popoli sono i vostri tesori.
State attenti che il vostro dominio non violi i comandamenti
di Dio e non consegnate in mano dei
ladri coloro che avete in custodia. Č per i vostri popoli
che governate, per loro mezzo che vi sostentate,
con il loro aiuto che conquistate. Eppure con quale
disprezzo li guardate! Strano, strano davvero!
3 Ora che avete rifiutato la Piů Grande Pace,
tenetevi saldamente a questa, la Pace Minore, sě che
possiate, almeno in una certa misura, migliorare le
vostre condizioni e quelle dei vostri sudditi.
SPIGOLATURE
263
4 O governanti della terra! Riconciliatevi in modo
da non aver piů bisogno di armamenti, salvo quelli
occorrenti a difendere i vostri territori e domini. Attenti
a non trascurare il consiglio dell’Onnipotente,
del Fedele.
5 Siate uniti, o re della terra! In tal modo si calmerŕ
la tempesta della discordia fra voi e i vostri popoli
troveranno riposo, se siete di coloro che comprendono.
Se uno di voi prende le armi contro un altro, insorgete
tutti contro di lui, poiché questa non č altro
che palese giustizia.
CXX
1 O rappresentanti eletti dal popolo in ogni terra!
Consultatevi e il vostro intento sia soltanto quello di
giovare all’umanitŕ e migliorarne le condizioni, se
siete di coloro che osservano con profitto. Paragonate
il mondo al corpo umano che, per quanto sano e
perfetto al momento della creazione, č stato afflitto,
per cause diverse, da gravi disturbi e malanni. Neppure
per un solo giorno ha trovato pace, anzi la sua
malattia s’č sempre piů aggravata perché č caduto
sotto le cure di medici ignoranti, che dando libero
sfogo ai loro desideri personali hanno commesso
madornali errori. E se, una volta, in seguito alle cure
di un abile medico, un membro di quel corpo fu riBAHÁ’U’LLÁH
264
sanato, gli altri rimasero afflitti dal male come prima.
Questo vi rivela l’Onnisciente, il Sapientissimo.
2 Lo vediamo, oggi, alla mercé di governanti cosě
ebbri d’orgoglio che non riescono a scorgere chiaramente
il loro vero tornaconto e tanto meno a
riconoscere una Rivelazione cosě sbalorditiva e
ardita. Ogni qual volta uno di loro si č accinto a
migliorarne le condizioni, il suo intento, confessato
o no, č stato quello del proprio tornaconto, e
l’indegnitŕ di questo scopo ne ha limitato il potere di
guarigione 3 Ciňio cnhee o D diio c huara o. rdinato quale sovrano rimedio e
come il piů possente strumento per la guarigione del
mondo č l’unione di tutti i suoi popoli in una Causa
universale e in una Fede comune. Ciň puň ottenersi
soltanto per mezzo di un Medico abile, potentissimo
e ispirato. Questa č la veritŕ e tutto il resto non č altro
che errore.
CXXI
1 Dě: O voi che Mi invidiate e volete il Mio male!
Che il furore della vostra collera contro di Me vi
sconvolga! Ecco, l’Astro della Gloria si č levato
sull’orizzonte della Mia Rivelazione e ha circonfuso
di luce tutta l’umanitŕ. Eppure, vedete come vi siete
sottratti al suo splendore e siete sprofondati nella
completa indifferenza. Abbiate pietŕ di voi stessi, non
SPIGOLATURE
265
respingete l’appello di Colui la Cui veritŕ avete giŕ
riconosciuta e non siate di coloro che trasgrediscono.
2 Per la giustizia dell’unico vero Dio! Se respingerete
questa Rivelazione, tutte le nazioni della terra
rideranno e si burleranno di voi, perché siete stati voi
a portare davanti ai loro occhi le testimonianze di
Dio, il Protettore Sovrano, il Piů Potente, il Gloriosissimo,
l’Onnisciente, per rivendicare la veritŕ della
vostra Causa. Eppure, non appena vi č stata inviata
la Sua successiva Rivelazione rivestita della gloria di
un’irresistibile sovranitŕ, ve la siete gettata alle spalle,
o voi che siete annoverati fra gl’indifferenti!
3 E che? Credete in cuor vostro di avere la forza di
spegnere la luce del Sole o di eclissarne lo splendore?
No, per la Mia vita! Non riuscireste e non potreste
mai riuscire nel vostro intento, anche se chiamaste
in vostro aiuto tutto ciň che č nei cieli e sulla terra.
Camminate sul sentiero del timor di Dio e non
vanificate le vostre opere. Porgete orecchio alle Sue
parole e non siate di coloro che sono separati da Lui
come da un velo. Dě: Dio Mi č testimone! Non ho
mai desiderato nulla per Me. Ciň che ho desiderato č
stata la vittoria di Dio e il trionfo della Sua Causa.
Egli Stesso č sufficiente testimone fra voi e Me. Se
vi purificaste gli occhi, vi accorgereste subito che le
Mie azioni attestano la veritŕ delle Mie parole, che le
Mie parole sono la guida delle Mie azioni.
BAHÁ’U’LLÁH
266
4 Sono ciechi i vostri occhi! Non avete visto la
grandezza del potere e della sovranitŕ di Dio? Non
avete veduto la Sua maestŕ e la Sua gloria? Guai a
voi, o masnada di maligni e di invidiosi! Ascoltate le
Mie parole e non indugiate neppure per un breve attimo.
Cosě vi comanda Colui Che č la Beltŕ del Misericordiosissimo,
caso mai vi distacchiate dalle cose
che possedete e ascendiate ad altezze dalle quali potrete
scoprire la creazione intera protetta sotto
l’ombra della Sua Rivelazione.
5 Dě: Non v’č per voi né luogo, né rifugio, né asilo
dove fuggire, non v’č nessuno per difendervi o proteggervi
dalla furia dell’ira di Dio e dal Suo tremendo
potere, in questo Giorno, a meno che e finché non
cercherete riparo all’ombra della Sua Rivelazione.
Questa č invero la Sua Rivelazione che vi si č manifestata
nella persona di questo Giovane. Glorificato
sia dunque Dio per una visione cosě radiosa, preziosa,
meravigliosa!
6 Rinunziate a tutto fuorché a Me e volgete il
vostro viso verso il Mio viso, poiché questo vale piů
delle cose che possedete. La Lingua di Dio attesta la
veritŕ delle Mie parole per mezzo del Mio Verbo,
che dice il vero e abbraccia e comprende ogni cosa.
7 Dě: Credete che la vostra devozione alla Sua
Causa Gli giovi o che il vostro ripudio della Sua veritŕ
Gli arrechi danno? No, per il Mio Essere, il Soggiogatore,
l’Inaccessibile, l’Altissimo. Strappate i
SPIGOLATURE
267
veli dei nomi e distruggete il loro regno! Per la Mia
Beltŕ! Colui Che č il Monarca di tutti i nomi č giunto,
Colui al Cui comando ogni singolo nome č stato
creato dal principio che non ha principio, Colui Che
continuerŕ a crearli come Gli aggrada, Egli č, invero,
il Potentissimo, il Sapientissimo.
8 Attenti a non spogliarvi del manto della guida
divina. Dissetatevi dalla Coppa che i Giovani del
Cielo hanno alzato sulle vostre teste. Cosě vi ordina
Colui Che ha piů pietŕ per voi di quanta ne abbiate
voi stessi, Colui Che non vi chiede ricompensa o
gratitudine. La ricompensa Gli viene da Colui Che,
per il potere della veritŕ, ve Lo ha inviato, L’ha scelto
e proclamato Suo Testimone alla creazione intera.
Č Lui Che Gli ha dato il potere di manifestare tutti i
Suoi segni. Guardate ancora, affinché scorgiate le
cose alle quali la Lingua dell’Antico dei Giorni vi ha
chiamato, caso mai siate di coloro che hanno appresa
la veritŕ. Avete mai sentito narrare dai vostri antichi
padri o dalle generazioni che li precedettero, fino al
primo Adamo, che uno che venga avvolto nelle nubi
della rivelazione, investito di palese e trascendente
sovranitŕ, alla sua destra il Regno di Dio, alla sinistra
tutto il potere e la gloria del Suo dominio eterno,
preceduto dalle schiere di Dio, l’Onnipotente,
l’Assoluto, il Piů Possente, che reciti di continuo
versetti il cui senso le menti dei piů dotti e dei piů
saggi fra gli uomini sono incapaci di sondare, possa
BAHÁ’U’LLÁH
268
mai essere latore di un messaggio che non venga da
Dio? Abbiate discernimento, dunque, e dite la veritŕ,
la pura veritŕ, se vi ritenete onesti e magnanimi.
9 Dě: I versetti che abbiamo rivelato sono tanto
numerosi quanto quelli che furono fatti discendere
sul Báb nella precedente Rivelazione. Colui che dubita
delle parole pronunciate dallo Spirito di Dio
cerchi la corte della Nostra presenza, ascolti i Nostri
versetti divinamente rivelati e sia testimone oculare
della prova evidente della Nostra affermazione.
10 Dě: Per la giustizia dell’Onnipotente! La misura
dei favori di Dio č stata colmata, il Suo Verbo completato,
la luce del Suo sembiante rivelata, la Sua
sovranitŕ ha abbracciato la creazione intera, la gloria
della Sua Rivelazione č stata manifestata e i Suoi
doni si sono riversati su tutta l’umanitŕ.
CXXII
1 L’uomo č il Talismano supremo. La mancanza di
un’adeguata educazione l’ha perň privato di ciň che
inerentemente possiede. Da una parola uscita dalla
bocca di Dio egli č stato tratto all’esistenza; da
un’altra č stato guidato a riconoscere la Sorgente da
cui attingere la sua educazione e da un’altra ancora
gli furono garantiti rango e destino. Il Grande Essere
dice: Considera l’uomo una miniera ricca di gemme
SPIGOLATURE
269
di inestimabile valore. Soltanto l’educazione puň
rivelarne i tesori e permettere all’umanitŕ di goderne.
Se l’uomo meditasse su ciň che le Scritture inviate
dal cielo della santa Volontŕ di Dio hanno rivelato,
riconoscerebbe senza indugio che il loro scopo č
quello che tutti gli uomini si considerino come
un’anima sola, acciocché il sigillo che porta incise le
parole «Il Regno sarŕ di Dio» s’imprima in ogni cuore
e la luce della munificenza, della grazia e della
misericordia divina avviluppi tutta l’umanitŕ.
L’Unico vero Dio, sia esaltata la Sua gloria, non ha
desiderato nulla per Sé. La fedeltŕ degli uomini non
Gli giova, né Gli nuoce la loro perversitŕ. L’Uccello
del reame dei Detti lancia continuamente questo appello:
«Tutto ho voluto per te, e te pure, per amor
tuo». Se i sapienti e i saggi d’oggigiorno permettessero
all’umanitŕ di aspirare la fragranza della fraternitŕ
e dell’amore, ogni cuore sensibile comprenderebbe
il significato della vera libertŕ e scoprirebbe il
segreto della pace indisturbata e dell’assoluta tranquillitŕ.
Se la terra raggiungesse questo stadio e fosse
illuminata dalla sua luce, se ne potrebbe veramente
dire: «non vi vedrai né depressioni né colline!».
BAHÁ’U’LLÁH
270
CXXIII
1 Le generazioni che vi hanno preceduti, dove sono
fuggite? E coloro che in vita erano circondati dalle
cose piů piacevoli e seducenti che offrisse la terra,
dove sono adesso? Approfittate del loro esempio, o
popoli, e non siate di coloro che si sono smarriti.
2 Fra non molto, altri porranno le mani su ciň che
possedete ed entreranno nelle vostre abitazioni. Porgete
orecchio alle Mie parole e non siate annoverati
fra gli stolti.
3 Supremo dovere di ciascuno di voi č scegliersi
ciň che nessuno potrŕ violare o sottrargli. Questo –
l’Onnipotente Me ne č testimone – č l’amore di Dio,
se solo lo capiste!
4 Costruitevi case che pioggia e inondazioni non
possano mai distruggere, che vi proteggano dalle vicende
e dai casi della vita. Queste sono le istruzioni
di Colui Che il mondo ha maltrattato e dimenticato.
CXXIV
1 Quant’č meravigliosa l’unitŕ del Dio Vivente ed
Eterno – un’unitŕ che supera tutte le limitazioni e
trascende la comprensione di tutte le cose create!
Egli ha dimorato dall’eternitŕ nella Sua inaccessibile
dimora di santitŕ e di gloria e continuerŕ eternamenSPIGOLATURE
271
te a troneggiare sulle sommitŕ della Sua sovranitŕ e
della Sua grandezza indipendente. Sublime č la Sua
Essenza incorruttibile, completamente indipendente
dalla conoscenza di tutte le cose create, e immensamente
esaltata essa resterŕ al di sopra della lode di
tutti gli abitanti dei cieli e della terra!
2 Dalla sorgente eccelsa e dall’essenza del Suo
favore e della Sua munificenza Egli ha affidato a ogni
cosa creata un segno della Sua conoscenza, affinché
nessuna delle Sue creature fosse privata della
propria parte, nell’esprimere questa conoscenza, secondo
la propria capacitŕ e il proprio rango. Questo
segno č lo specchio della Sua bellezza nel mondo
della creazione. Maggiore lo sforzo compiuto per
raffinare questo sublime e nobile specchio, piů fedelmente
esso rispecchierŕ la gloria dei nomi e degli
attributi di Dio e rivelerŕ le meraviglie dei Suoi segni
e della Sua conoscenza. Ogni cosa creata avrŕ il
potere – tanto grande č questa capacitŕ di riflessione
– di rivelare la potenzialitŕ del proprio stato preordinato,
riconoscerŕ la propria capacitŕ e le proprie limitazioni
e attesterŕ la veritŕ che «Egli, invero, č
Dio; non v’č altro Dio che Lui»...
3 Non v’č dubbio, dunque, che, in conseguenza
degli sforzi che ciascuno puň coscientemente esercitare
e per effetto dell’uso delle facoltŕ spirituali,
questo specchio potrŕ cosě bene purificarsi dalle scorie
delle contaminazioni terrene e liberarsi dalle fanBAHÁ’U’LLÁH
272
tasticherie sataniche da avvicinarsi ai prati della santitŕ
perenne e raggiungere le corti della fraternitŕ eterna.
In virtů, perň, del principio che per ogni cosa
c’č un tempo stabilito e per ogni frutto una stagione
adatta, soltanto nei Giorni di Dio potranno esser meglio
liberate le latenti energie di tale munificenza ed
essere manifestata la gloria primaverile di tale dono.
Benché ogni giorno abbia la propria parte prestabilita
della meravigliosa grazia di Dio, pure, i Giorni
della Manifestazione di Dio possiedono una caratteristica
speciale e occupano un posto che nessuna
mente potrŕ mai comprendere. Tale č la virtů infusa
in loro, che se in quei giorni di eterna beatitudine i
cuori di tutti coloro che dimorano nei cieli e sulla
terra fossero portati alla presenza di quell’Astro
d’immutabile gloria e accordati all’unisono con la
Sua volontŕ, si troverebbero tutti esaltati al di sopra
di tutte le cose terrene, radiosi della Sua luce e santificati
dalla Sua grazia. Gloria a questa grazia che
nessuna benedizione, per quanto grande, puň superare,
e onore a questa tenera bontŕ di cui l’occhio della
creazione non ha mai visto l’eguale! Eccelso č Dio al
di sopra di ciň che Gli si attribuisce e si narra di Lui!
4 Č per questa ragione che in quei giorni nessuno
avrŕ mai bisogno del vicino. Č gia stato esaurientemente
dimostrato che, in quel Giorno destinato da
Dio, la maggior parte di coloro che hanno cercato e
raggiunto la Sua santa corte hanno rivelato una tale
SPIGOLATURE
273
sapienza e saggezza che nessuno, oltre a queste sante
e benedette anime, per quanto a lungo abbia insegnato
o studiato, ne ha mai afferrato o mai comprenderŕ
neppure una goccia. Č per virtů di questo potere che,
nei giorni della Manifestazione dell’Astro della
Veritŕ, i benamati di Dio sono stati esaltati al di
sopra di ogni sapere umano e ne sono stati resi
indipendenti. Anzi dai loro cuori e dalle sorgenti dei
loro innati poteri č sgorgata incessantemente l’intima
essenza del sapere e della saggezza umana.
CXXV
1 Fratello mio, quando un vero ricercatore si
accinga a iniziare la ricerca sul sentiero che conduce
alla sapienza dell’antico dei Giorni, deve prima di
tutto mondarsi e purificarsi il cuore, che č la sede
della rivelazione dei profondi misteri di Dio, dalla
polvere ottenebrante di tutta la sapienza acquisita e
dalle allusioni delle personificazioni di fantasie sataniche.
Deve nettarsi il petto, santuario dell’eterno
amore del Beneamato, da ogni lordura, purificarsi
l’anima da tutto ciň che appartenga all’acqua e al
fango e da ogni attaccamento basso ed effimero. Deve
tanto mondarsi il cuore che nessuna traccia
d’amore o di odio vi si attardi, perché l’amore non lo
conduca ciecamente in errore e l’odio non lo respinBAHÁ’U’LLÁH
274
ga lungi dalla veritŕ. Come anche tu puoi constatare,
oggigiorno la maggior parte delle persone a causa di
quest’amore e di quest’odio s’č privata del Volto
immortale, si č smarrita lontana dalle Personificazioni
dei misteri divini e, senza pastore, va raminga
nel deserto dell’oblio e dell’errore.
2 Questo ricercatore deve sempre confidare in Dio,
rinunciare agli uomini della terra, distaccarsi dal
mondo della polvere e aggrapparsi a Colui Che č il
Signore dei Signori. Non deve mai esaltare se stesso
al di sopra degli altri, deve cancellare dalla tavola
del cuore ogni traccia d’orgoglio e vanagloria, armarsi
di pazienza e di rassegnazione, osservare il
silenzio e astenersi da discorsi fatui. Poiché la lingua
č un fuoco che cova e l’abuso di parole un veleno
mortale. Il fuoco materiale consuma il corpo, ma il
fuoco della lingua divora tanto il cuore quanto
l’anima. La forza del primo č di breve durata, mentre
gli effetti dell’ultimo durano per secoli.
3 Quel ricercatore deve anche considerare la
maldicenza come una grave colpa e tenersene lontano,
poiché essa spegne la luce del cuore e distrugge
la vita dell’anima. Deve contentarsi di poco e affrancarsi
da tutti i piaceri sfrenati. Deve far tesoro della
compagnia di coloro che hanno rinunciato al mondo
e considerare prezioso beneficio lo sfuggire alla gente
millantatrice e mondana. All’alba d’ogni giorno
deve comunicare con Dio e perseverare con tutta
SPIGOLATURE
275
l’anima nella ricerca del Beneamato. Deve distruggere
ogni pensiero perverso con la fiamma
dell’amorosa menzione di Lui e, con la rapiditŕ della
folgore, oltrepassare tutto ciň che non sia Lui. Deve
soccorrere i miseri e mai distogliere le sue cure dai
derelitti. Dev’essere gentile con gli animali e tanto
piů coi suoi simili dotati del potere della parola. Non
deve esitare ad offrire la vita per il Beneamato, né
lasciare che le critiche degli uomini lo distolgano
dalla Veritŕ. Non deve desiderare per gli altri quello
che non desidera per sé, né promettere ciň che non
puň mantenere. Il ricercatore deve evitare con tutto il
cuore la compagnia dei malvagi e pregare per la remissione
dei loro peccati. Deve perdonare il peccatore
e mai disprezzarne l’infimo stato poiché nessuno
sa quale sarŕ la propria fine. Quante volte nell’ora
della morte un peccatore ha raggiunto l’essenza della
fede e, bevendone il nettare immortale, ha spiccato il
volo verso le Coorti celesti. E quante volte un credente
devoto, al momento dell’ascesa dell’anima, č
talmente cambiato da cadere nel fuoco dell’abisso.
4 Il Nostro scopo nel rivelare queste parole ponderose
e convincenti č quello di persuadere il ricercatore
a considerare transitorio tutto ciň che non č Dio e
a ritenere tutto, fuorché Colui Che č l’Oggetto di tutta
l’adorazione, nullitŕ assoluta.
5 Queste sono le qualitŕ degli eccelsi, il contrassegno
di coloro che vivono nello spirito e sono state giŕ
BAHÁ’U’LLÁH
276
citate a proposito dei requisiti dei viandanti che calcano
la Via della Sapienza Positiva. Qualora il viandante
distaccato e il ricercatore sincero abbia adempiuto
queste condizioni essenziali, allora e soltanto allora lo
si potrŕ chiamare vero ricercatore. Chi risponde ai requisiti
espressi nel versetto «Ma quelli che lotteranno
zelanti per Noi», godrŕ della benedizione conferita
dalle parole «li guideremo per le Nostre vie».
6 Soltanto quando la lampada della ricerca, dello
sforzo intenso, del desiderio ardente, della devozione
appassionata, dell’amore fervido, del rapimento e
dell’estasi sia accesa nel cuore del ricercatore e la
brezza della Sua amorosa premura gli si riversi
sull’anima, le tenebre dell’errore si disperderanno, le
nebbie dei dubbi e delle incertezze si dissiperanno e
le luci della sapienza e della certezza avvolgeranno il
suo essere. In quell’ora il mistico Araldo, portando
la gioiosa novella dello Spirito, brillerŕ dalla Cittŕ di
Dio, luminoso come il mattino e con lo squillo della
tromba del Sapere risveglierŕ il cuore, l’anima e lo
spirito dall’assopimento della negligenza. Allora i
molteplici favori e l’effusione della grazia del santo
ed eterno Spirito conferiranno al ricercatore una vita
talmente nuova, che egli si troverŕ dotato di un nuovo
occhio, d’un nuovo orecchio, d’un nuovo cuore e
di una nuova mente. Contemplerŕ i segni palesi
dell’universo e penetrerŕ gli occulti misteri
dell’anima. Osservando con l’occhio di Dio scorgerŕ
SPIGOLATURE
277
in ogni atomo una porta che conduce agli stadi
dell’assoluta certezza. In ogni cosa scorgerŕ i misteri
della Rivelazione divina e i segni di una
manifestazione eterna.
7 Giuro nel nome di Dio! Se chi calca il sentiero
della guida e si sforza di scalare le vette della rettitudine
raggiungesse questo stadio glorioso e supremo,
aspirerebbe la fragranza di Dio da una distanza di
mille leghe e scorgerebbe il mattino splendente della
Guida divina sorgere sull’alba di tutte le cose. Qualsiasi
cosa, benché minima, sarebbe per lui una rivelazione
che lo condurrebbe al Beneamato, Oggetto
della sua ricerca. L’intuizione di questo ricercatore
sarŕ cosě grande che distinguerŕ la veritŕ dalla menzogna
come il sole dall’ombra. Se la soave fragranza
di Dio esalasse dai piů remoti angoli dell’oriente,
sicuramente la riconoscerebbe e l’aspirerebbe, anche
se si trovasse agli estremi confini dell’occidente. E
distinguerŕ chiaramente tutti i segni di Dio – le Sue
meravigliose parole, le grandi opere, le possenti azioni
– dall’agire, dalle parole e dalle maniere degli
uomini, come il gioielliere distingue la gemma dalla
pietra o l’uomo distingue la primavera dall’autunno
e il calore dal gelo. Quando il canale dell’anima umana
sia purificato da ogni ostacolo di attaccamenti
terreni, sentirŕ infallibilmente l’alito del Beneamato
da smisurate distanze e, guidata dal suo profumo,
raggiungerŕ la Cittŕ della Certezza e vi entrerŕ.
BAHÁ’U’LLÁH
278
8 Qui discernerŕ le meraviglie della Sua antica
saggezza e dal fruscio delle foglie dell’Albero che vi
fiorisce percepirŕ tutti gli insegnamenti celati. Con le
orecchie interiori ed esteriori udrŕ gl’inni di gloria e
le lodi ascendere dalla polvere al Signore dei Signori
e con l’occhio interiore scoprirŕ i misteri del «ritorno
» e della «rinascita».
9 Quale indicibile gloria nei segni, negl’indizi,
nelle rivelazioni e negli splendori che il Re dei nomi
e degli attributi ha destinato a quella Cittŕ! Il pervenirvi
disseta senz’acqua e senza fuoco attizza
l’amore di Dio. In essa ogni filo d’erba racchiude i
misteri d’una saggezza imperscrutabile e sopra ogni
roseto miriadi di usignoli, in estasi benedetta, innalzano
le loro melodie. I suoi tulipani meravigliosi
svelano il mistero del Fuoco imperituro del Roveto
Ardente e i suoi soavi aromi di santitŕ spandono il
profumo dello Spirito Messianico. Senz’oro concede
dovizia e conferisce immortalitŕ senza morte. In ogni
sua foglia sono racchiuse delizie ineffabili e in
ogni recesso sono celati infiniti misteri.
10 Coloro che valorosamente si adoperano a ricercare
la volontŕ di Dio, una volta che abbiano rinunziato
a tutto fuorché a Lui, saranno cosě attaccati e legati
a quella Cittŕ che il separarsene, anche momentaneamente,
sarebbe per loro inconcepibile. Tenderanno
l’orecchio alle prove infallibili del Giacinto di
quell’assemblea e riceveranno le piů sicure testimoSPIGOLATURE
279
nianze dalla beltŕ della sua Rosa e dalla melodia del
suo Usignolo. Ogni mille anni circa questa Cittŕ sarŕ
rinnovata e riadornata...
11 Quella Cittŕ non č altro che il Verbo di Dio
rivelato in ogni epoca e Dispensazione. Al tempo di
Mosč fu il Pentatčuco; al tempo di Gesů il Vangelo; al
tempo di Mu.ammad, il Messaggero di Dio, il Corano;
ai giorni nostri č il Bayán e nella dispensazione di
Colui Che Dio manifesterŕ, il Suo Libro, il Libro cui
tutti i libri delle Dispensazioni precedenti si riferiscono,
il Libro piů trascendente ed eccelso di tutti.
CXXVI
1 Ovunque fossimo esiliati, per quanto grandi le
tribolazioni che potremo subire, coloro che sono il
popolo di Dio devono volgere gli occhi verso la Sorgente
della Gloria con ferma risolutezza e completa
fiducia e adoperarsi a fare qualunque cosa contribuisca
al miglioramento del mondo e all’educazione dei
suoi popoli. Tutto ciň che Ci č accaduto in passato
ha promosso gl’interessi della Nostra Rivelazione e
ne ha portato alle stelle la fama e qualunque cosa Ci
accada in avvenire avrŕ lo stesso risultato.
Aggrappatevi, dall’intimo del cuore, alla Causa di
Dio, una Causa che vi č stata inviata da Colui Che č
l’Ordinatore, il Sapientissimo. Con estrema benevoBAHÁ’U’LLÁH
280
lenza e misericordia abbiamo convocato e guidato
tutti i popoli e tutte le nazioni verso ciň che sarŕ loro
di giovamento.
2 L’Astro della Veritŕ che splende di luce meridiana
Ce ne fa fede! Coloro che sono il popolo di Dio
non hanno altra ambizione che di vivificare il mondo,
nobilitarne la vita e rigenerarne i popoli. Schiettezza
e buona volontŕ hanno sempre contrassegnato
le loro relazioni con tutti gli uomini. Il loro comportamento
esteriore non č che il riflesso della loro vita
interiore e la loro vita interiore lo specchio del loro
comportamento esteriore. Nessun velo nasconde od
oscura le veritŕ su cui č fondata la loro Fede. Queste
veritŕ sono state messe a nudo sotto gli occhi di tutti
e possono essere inequivocabilmente riconosciute. I
loro atti attestano la veritŕ di queste parole.
3 In questo Giorno ogni occhio veggente puň
scorgere la luce nascente della Rivelazione di Dio e
ogni orecchio attento puň riconoscere la Voce che si
udě dal Roveto Ardente. Tale č l’impeto delle acque
della misericordia divina, che Colui Che č l’Alba dei
segni di Dio e il Rivelatore delle prove della Sua
gloria Si unisce a conversare senza veli e occultamenti
coi popoli e con le tribů della terra. Quanti
hanno cercato la Nostra Presenza con cuori colmi di
malizia e ne sono ritornati amici leali e affezionati!
Le porte della grazia sono spalancate davanti a tutti
gli uomini. Nelle Nostre relazioni esteriori con loro,
SPIGOLATURE
281
abbiamo trattato alla pari giusti e peccatori, caso mai
anche i malfattori raggiungano l’illimitato oceano
del perdono divino. Il Nostro nome «l’Occultatore»
ha irradiato una tale luce sugli uomini, che il ribelle
ha immaginato di essere annoverato fra i pii. Non
deluderemo mai chiunque Ci cerchi, né sarŕ negato
accesso alla Nostra corte a chiunque si volga a
Noi…
4 O amici! Aiutate l’unico vero Dio, esaltata sia la
Sua gloria, con le vostre buone azioni, con un comportamento
e un carattere ben accetti ai Suoi occhi.
Colui che cerca di essere di aiuto a Dio in questo
Giorno chiuda gli occhi a tutto ciň che possiede e li
apra alle cose di Dio. Cessi di occuparsi di ciň che lo
avvantaggia e si occupi di ciň che esalti l’irresistibile
nome dell’Onnipotente. Liberi il proprio cuore da
ogni bassa passione e piacere corrotto, poiché il timor
di Dio č l’arma che puň farlo trionfare, il migliore
strumento per riuscire nel suo intento. Il timor
di Dio č l’armatura che protegge la Sua Causa, lo
scudo che permette alle Sue genti di conseguire la
vittoria. Č uno stendardo che nessun uomo puň abbattere,
una forza che nessun potere puň eguagliare.
Col Suo aiuto e col permesso di Colui Che č il Signore
degli Eserciti, coloro che si sono avvicinati a
Dio hanno potuto sottomettere e conquistare le cittadelle
dei cuori umani.
BAHÁ’U’LLÁH
282
CXXVII
1 O genti, se desiderate conoscere Dio e scoprire la
grandezza della Sua potenza, guardateMi con i Miei
occhi e non con occhi d’altri che Me. Altrimenti non
sarete mai in grado di riconoscerMi, anche se mediterete
sulla Mia Causa tanto quanto durerŕ il Mio
Regno, e se mediterete su tutte le cose create per tutta
l’eternitŕ di Dio, il Signore Sovrano di tutto,
l’Onnipotente, l’Eterno, il Piů Saggio. Abbiamo cosě
manifestato la veritŕ della Nostra Rivelazione, affinché
le genti si scuotano dall’indifferenza e siano della
schiera di coloro che comprendono.
2 Guardate la bassezza di questi uomini, i quali
sanno benissimo che ho offerto Me Stesso e i Miei
congiunti sul sentiero di Dio per preservare la loro
fede in Lui, e sono a completa conoscenza di come i
Miei nemici Mi abbiano assediato nei giorni in cui i
cuori degli uomini temevano e tremavano, i giorni in
cui essi si nascondevano agli occhi degli amati e dei
nemici di Dio ed erano occupati a garantirsi salvezza
e pace.
3 Siamo infine riusciti a manifestare la Causa di Dio
e l’abbiamo innalzata a una posizione cosě eminente,
che tutti hanno riconosciuto la sovranitŕ e il possente
dominio di Dio, tranne coloro che nutrivano nel cuore
malanimo contro questo Giovane e davano compagni
SPIGOLATURE
283
all’Onnipotente. Eppure, nonostante questa Rivelazione
la cui influenza ha pervaso tutte le cose create, e
malgrado lo splendore di questa Luce di cui nessuno
di loro ha mai visto l’eguale, guardate come i seguaci
del Bayán Mi abbiano rinnegato e avversato. Alcuni si
sono allontanati dal Sentiero di Dio, hanno rifiutato
l’autoritŕ di Colui in Cui avevano creduto e si sono
comportati arrogantemente verso Dio, il Piů Potente,
il Protettore Supremo, l’Eccelso, il Piů Grande. Altri
hanno esitare e tergiversato sul Suo Sentiero e hanno
considerata invalida la Causa del Creatore, nella sua
intima veritŕ, a meno che non fosse sancita
dall’approvazione di uno che era stato creato per opera
del Mio Volere. Pertanto le loro opere sono risultate
vane, senza che nemmeno se ne accorgessero. Fra
costoro vi č colui che cercň di misurare Dio con il metro
del proprio essere e fu cosě fuorviato dai nomi di
Dio, che insorse contro di Me, Mi giudicň meritevole
di morte e Mi imputň le malefatte di cui lui stesso era
colpevole.
4 Offro perciň la Mia pena e il Mio dolore a Colui
Che Mi ha creato e Mi ha affidato il Suo Messaggio.
A Lui rendo grazie e lode per le cose che ha predestinato,
per la Mia solitudine e per l’angoscia che soffro
per mano di questi uomini che si sono smarriti tanto
lontano da Lui. Ho sopportato pazientemente le tribolazioni
inflitteMi e continuerň a sopportarle e riporrň
tutta la Mia fede e la Mia fiducia in Dio. Lo suppliBAHÁ’U’LLÁH
284
cherň dicendo: O Mio Signore, guida i Tuoi servi alla
corte del Tuo favore e della Tua munificenza e fa’ che
non siano privati delle meraviglie della Tua grazia e
delle Tue molteplici benedizioni. Poiché non sanno
che cosa hai prestabilito per loro in virtů della Tua
misericordia che abbraccia la creazione intera. Esteriormente,
o Signore, sono deboli e impotenti; interiormente
non sono che degli orfani. Tu sei il Generosissimo,
il Munifico, il Piů Eccelso, il Piů Grande.
Non scatenare, o mio Dio, la furia della Tua ira su di
loro e permetti loro di attendere fino a che si siano
manifestate le meraviglie della Tua misericordia, affinché
ritornino a Te e Ti chiedano perdono per le cose
che hanno perpetrato contro di Te. In veritŕ, Tu sei
il Perdonatore, il Misericordiosissimo.
CXXVIII
1 Dě: Č lecito che un uomo si proclami seguace del
suo Signore, il Misericordiosissimo e commetta in
cuor suo le azioni del Maligno? No, non č assolutamente
lecito, Me ne fa fede Colui Che č la Beltŕ del
Gloriosissimo. Se lo comprendeste!
2 Purificatevi il cuore dall’amore per le cose
terrene, la lingua da ogni ricordo che non sia il Suo,
il vostro intero essere da tutto ciň che v’impedisca di
contemplare il Suo volto o vi tenti di seguire i suggeSPIGOLATURE
285
rimenti delle tendenze cattive e corrotte. Sia Dio il
vostro timore, o genti, e siate di coloro che percorrono
il sentiero della rettitudine.
3 Dě: O genti, se il vostro comportamento č in
contrasto con ciň che professate, come pensate di
potervi distinguere da coloro che, pur professando
fede nel Signore loro Dio, non appena Egli venne
loro in nube di santitŕ, si sono rifiutati di riconoscerLo
e hanno ripudiato la Sua veritŕ? Liberatevi da
ogni attaccamento a questo mondo e alle sue vanitŕ.
Attenti a non avvicinarvi ad esse, perché vi suggeriscono
di abbandonarvi alla concupiscenza e alle
brame, impedendovi di entrare nel Sentiero retto e
glorioso.
4 Sappiate che «mondo» sta a significare l’ignoranza
di Colui Che č il vostro Artefice e l’assorbimento
in tutto ciň che non č Lui. «Vita avvenire»,
d’altro canto, significa ciň che vi avvicina in sicurezza
a Dio il Gloriosissimo, l’Incomparabile. Tutto
ciň che in questo Giorno vi distoglie dall’amare Dio
non č altro che il mondo. Rifuggitelo, per essere annoverati
fra i beati. Se un uomo desidera abbellirsi
con gli ornamenti della terra, indossarne le sontuose
vesti o partecipare ai benefici che essa puň concedere,
nessun male lo coglierŕ se non permetterŕ che
assolutamente nulla si intrometta fra lui e Dio, poiché
Dio ha ordinato ogni buona cosa creata nei cieli
e sulla terra per quei Suoi servi che credono fedelBAHÁ’U’LLÁH
286
mente in Lui. Godete, o genti, delle buone cose che
Dio vi ha concesso e non privatevi dei Suoi meravigliosi
doni. RendeteGli grazie e lodateLo e siate di
coloro che sono sinceramente grati.
5 O tu che fuggisti la tua casa per cercare la
presenza di Dio! Proclama agli uomini il Messaggio
del tuo Signore, caso mai ti riesca di impedir loro di
seguire gl’impulsi dei desideri malvagi e corrotti e di
condurli al ricordo di Dio, il Piů Eccelso, il Piů
Grande. Dě: Temete Dio, o genti, ed evitate di spargere
il sangue di chicchessia. Non litigate con il
prossimo e siate di coloro che fanno il bene. Attenti
a non creare disordini sulla terra dopo che essa č stata
ben riordinata, e non seguite le orme di coloro che
si sono smarriti.
6 Chiunque fra voi si levi a insegnare la Causa del
suo Signore, prima di tutto istruisca se stesso, affinché
le sue parole attraggano i cuori di coloro che
l’ascoltano. Se non istruirŕ se stesso, le parole della
sua bocca non influenzeranno il cuore del ricercatore.
Attenti, o uomini, a non essere di coloro che danno
buoni consigli agli altri, ma dimenticano di seguirli.
Le loro stesse parole e, oltre alle parole, la
realtŕ di tutte le cose, e, oltre a queste realtŕ, gli angeli
vicini a Dio li accuserebbero di menzogna.
7 Se un simile uomo riuscisse mai a influenzare
qualcuno, non se ne dovrebbe attribuire il successo a
lui, ma all’influenza delle parole di Dio, com’č stato
SPIGOLATURE
287
decretato da Colui Che č l’Onnipotente, il Sapientissimo.
Agli occhi di Dio egli č considerato come una
lampada che fa luce e tuttavia si consuma incessantemente
entro di sé.
8 Dě: O genti, non commettete ciň che vi copra di
vergogna o disonori la Causa di Dio agli occhi degli
uomini e non siate artefici di male. Non avvicinatevi
alle cose che la vostra mente condanna. Fuggite ogni
genere di malvagitŕ, poiché queste cose vi sono
proibite in quel Libro che nessuno tocca, eccetto coloro
che Iddio ha purificato da ogni traccia di colpa e
annoverato fra i puri.
9 Siate giusti verso voi stessi e verso gli altri,
affinché le prove della giustizia siano rivelate fra i
nostri servi fedeli per mezzo delle vostre azioni. Attenti
a non abusare dei beni del prossimo. Mostratevi
degni della sua fiducia e della sua confidenza e non
rifiutate ai poveri i doni che la misericordia di Dio vi
ha concesso. Egli ricompenserŕ, invero, i caritatevoli
e li ripagherŕ per ciň che hanno donato. Non v’č altro
Dio che Lui. Suoi sono la creazione intera e il
suo ordine. Egli concede i Suoi doni a chi vuole e a
chi vuole li toglie. Egli č il Gran Donatore, il Piů
Generoso, il Benevolo.
10 Dě: Insegnate la Causa di Dio, o genti di Bahá,
poiché Dio ha prescritto a ciascuno il dovere di proclamare
il Suo Messaggio e ritiene questa la piů meritevole
di tutte le azioni. Tale azione č ben accetta
BAHÁ’U’LLÁH
288
soltanto quando colui che insegna la Causa č giŕ un
saldo credente in Dio, il Protettore, il Supremo,
l’Amabile, l’Onnipotente. Inoltre Egli ha ordinato
che la Sua Causa sia insegnata col potere della favella
umana e senza ricorrere alla violenza. Tale č
l’ordine inviato dal Regno di Colui Che č il Piů Eccelso,
il Sapientissimo. Attenti a non entrare in disputa
con alcuno, anzi, sforzatevi di renderlo edotto
della veritŕ con modi cortesi e con esortazioni convincenti.
Se il vostro ascoltatore sarŕ incline, lo sarŕ
per il proprio bene, in caso contrario allontanatevi da
lui e volgete il viso verso la sacra Corte di Dio, luogo
di santitŕ risplendente.
11 Non entrate in discussione con nessuno riguardo
alle cose e agli affari di questo mondo, poiché Dio li
ha abbandonati a coloro che vi hanno posto il loro
affetto. Del mondo intero Egli ha scelto per Sé i cuori
degli uomini – cuori che le schiere della rivelazione
e della parola possono soggiogare. Cosě č stato
ordinato dalle Dita di Bahá sulla Tavola
dell’irrevocabile decreto di Dio per comando di Colui
Che č l’Ordinatore Supremo, l’Onnisciente.
CXXIX
1 O viandante sul sentiero di Dio! Prendi la tua
parte dell’oceano della Sua grazia e non privarti di
SPIGOLATURE
289
ciň che č celato nelle sue profonditŕ. Sii di coloro
che hanno avuto parte dei suoi tesori. Una sola goccia
di questo oceano, versata su coloro che sono nei
cieli e sulla terra, basterebbe a colmarli della generositŕ
di Dio, l’Onnipotente, l’Onnisciente, il Sapientissimo.
Attingi con le mani della rinunzia alle sue
acque vivificatrici e aspergine tutte le cose create, sě
che esse si purifichino da tutte le limitazioni, opera
d’uomo, e si avvicinino al potente seggio di Dio,
questo Luogo sacro e splendente.
2 Non addolorarti se devi farlo da solo. Ti basti
dunque Iddio. Entra in intima comunione col Suo
Spirito e sii di coloro che son grati. Proclama la
Causa del tuo Signore a tutti coloro che sono nei cieli
e sulla terra. Se qualcuno risponde al tuo appello,
esponi davanti a lui le perle della saggezza del Signore
Dio tuo, che il Suo Spirito ti ha inviato, e sii di
coloro che sinceramente credono. E se qualcuno rifiuta
la tua offerta, allontanati da lui e poni la tua
fiducia e la tua fede nel Signore Dio tuo, il Signore
di tutti i mondi.
3 Per la giustizia di Dio! Chiunque dischiuda le
labbra in questo giorno e faccia menzione del nome
del suo Signore, le schiere dell’ispirazione divina
scenderanno su di lui dal cielo del Mio nome,
l’Onnisciente, il Sapientissimo. Su di lui discenderanno
anche le Coorti supreme levando in alto un
calice di pura luce. Cosě č stato prestabilito nel reaBAHÁ’U’LLÁH
290
me della Rivelazione di Dio, per ordine di Colui Che
č il Gloriosissimo, il Piů Potente.
4 Č celata sotto il Santo Velo e pronta a servire Dio
una compagnia dei Suoi prescelti che si paleseranno
agli uomini, assisteranno la Sua Causa e non temeranno
nessuno, anche se l’intera razza umana si sollevasse
a combatterli. Essi sono coloro che si alzeranno
davanti agli occhi degli abitanti della terra e
degli ospiti del cielo e, a gran voce, acclameranno il
nome dell’Onnipotente e chiameranno i figli degli
uomini sulla via di Dio, il Gloriosissimo, il Piů Lodato.
Segui i loro passi e non lasciarti scoraggiare da
nessuno. Sii di coloro che il tumulto del mondo, per
quanto li turbi sul sentiero del loro Creatore, mai potrŕ
rattristare, il cui proposito l’ingiuria del calunniatore
mai potrŕ sconfiggere.
5 Avanza con la Tavola di Dio e con i Suoi segni e
unisciti a coloro che hanno creduto in Me e annunzia
loro le novelle del Nostro santissimo Paradiso. Ammonisci
poi coloro che Gli hanno dato compagni.
Dě: O genti, sono venuto a voi dal Trono della gloria
e vi porto un annunzio da Dio, il Piů Possente, il Piů
Eccelso, il Piů Grande. Ho in mano l’attestato di
Dio, Signore vostro e dei vostri avi. Pesatelo con la
giusta Bilancia che possedete, la Bilancia della testimonianza
dei Profeti e dei Messaggeri di Dio. Se
trovate che č fondato sulla veritŕ, se credete che appartenga
a Dio, attenti, allora, a non cavillare su di
SPIGOLATURE
291
esso e a non vanificare le vostre opere e a non essere
annoverati fra gli infedeli. Esso č invero il segno di
Dio inviato tramite il potere della veritŕ, per il quale
la validitŕ della Sua Causa č stata dimostrata alle
Sue creature, e le insegne della purezza sono state
innalzate fra terra e cielo.
6 Dě: Questo č il mistico Rotolo sigillato, il depositario
dell’irrevocabile Decreto di Dio, che contiene
le parole tracciate dal Dito della Santitŕ, avvolto nel
velo del mistero impenetrabile, ora inviato quale pegno
della grazia di Colui Che č l’Onnipotente,
l’Antico dei Giorni. In esso abbiamo fissato i destini
di tutti gli abitanti della terra e degli abitatori del cielo
e abbiamo scritto la conoscenza di tutte le cose,
dalla prima all’ultima. Nessuna cosa, sia essa stata
creata in passato o in futuro, puň sfuggirGli o vanificarLo.
Se solo lo capiste!
7 Dě: La Rivelazione inviata da Dio si č certissimamente
ripetuta e la Mano protesa del Nostro potere ha
protetto tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra. Per
il potere della veritŕ, della pura veritŕ, abbiamo palesato
un infinitesimo barlume del Nostro impenetrabile
Mistero ed ecco, mentre coglievano un lampo fugace
della Luce Cremisi che avvolge il Sinai della Nostra
Rivelazione, coloro che hanno riconosciuto la radiositŕ
dello splendore del Sinai sono spirati. Cosě Colui
Che č la Beltŕ del Misericordiosissimo č disceso dalle
nubi della Sua testimonianza e ciň che era stato decreBAHÁ’U’LLÁH
292
tato per virtů della Volontŕ di Dio, il Gloriosissimo, il
Sapientissimo, si č compiuto.
8 Dě: Esci dalla Tua sacra camera, o Ancella del
Cielo, abitatrice dell’Eccelso Paradiso! Abbigliati
come piů ti piace, nella serica Veste dell’Immortalitŕ
e indossa, nel nome del Gloriosissimo, l’Abito ricamato
di Luce. Ascolta poi i dolci, meravigliosi accenti
della Voce che viene dal Trono del Tuo Signore,
l’Inaccessibile, l’Altissimo. Togliti il velo dal
volto e palesa la beltŕ della Damigella dagli occhi
neri e non permettere che i servi di Dio restino privi
della luce del Tuo sembiante luminoso. Non ti rattristare
se odi i sospiri degli abitanti della terra o il lamento
degli abitatori del cielo. Lasciali perire nella
polvere dell’estinzione. Che siano annientati, poiché
nei loro petti si era acceso il fuoco dell’odio. Intona,
quindi, con la voce piů melodiosa, innanzi a tutti i
popoli della terra e del cielo, un cantico di lode in
ricordo di Colui Che č il Re dei nomi e degli attributi
di Dio. Questo il destino che Ti abbiamo decretato.
E siamo ben capaci di raggiungere lo scopo.
9 Attenta a non deporre, Tu Che sei l’Essenza della
Purezza, la Tua veste di fulgida gloria. Anzi, accresci
sempre piů il Tuo sfarzo nel regno del creato con
le incorruttibili vesti del Tuo Signore, sě che attraverso
di Te la mirabile effigie dell’Onnipotente si
riverberi su tutte le cose create e la grazia del Tuo
SPIGOLATURE
293
Signore sia diffusa nel pieno del potere sulla creazione
intera.
10 Se senti emanare da qualcuno il profumo
dell’amore del Tuo Signore, sacrificaTi per lui, perché
Ti abbiamo creata per questo fine, da tempo
immemorabile abbiamo pattuito con Te, alla presenza
della schiera dei Nostri prediletti, questo preciso
scopo. Non essere impaziente se cuori ciechi Ti
bersagliano coi loro dardi di vane fantasie. Lasciali
in balia di se stessi, poiché seguono i suggerimenti
dei malvagi.
11 Grida innanzi agli abitatori del cielo e della terra:
Sono l’Ancella del Cielo, Progenie dello Spirito di
Bahá. La Mia dimora č la Magione del Suo Nome, il
Gloriosissimo. Innanzi alla Schiera Superna sono
stata abbellita dell’ornamento dei Suoi nomi. Sono
stata avvolta in velo d’inviolabile sicurezza e rimango
celata agli occhi umani. Mi parve di udire una
Voce di divina, incomparabile dolcezza emanare dalla
mano destra del Dio di Misericordia, ed ecco, il
Paradiso intero agitarsi e fremere davanti a Me nella
brama di udire i Suoi accenti e contemplare la beltŕ
di Colui Che li aveva pronunziati. Cosě abbiamo rivelato
in questa luminosa Tavola, e nel piů dolce
degli idiomi, i versetti che la Lingua dell’Eternitŕ si
mosse a pronunziare nel Qayyúmu’l-Asmŕ’.
12 Dě: Egli ordina ciň che Gli piace in virtů della
Sua sovranitŕ e fa tutto ciň che vuole per Suo coBAHÁ’U’LLÁH
294
mando. Non Gli si deve chiedere ragione di ciň che
Gli piace stabilire. Egli č, invero, l’Illimitato,
l’Onnipossente, il Sapientissimo.
13 Coloro che hanno rifiutato di credere in Dio e si
sono ribellati alla Sua sovranitŕ sono le vittime impotenti
della propria natura e dei propri desideri corrotti.
Devono ritornare alla loro dimora nel fuoco
dell’inferno, orrenda č la dimora degli iniqui!
CXXX
1 Sii generoso nella prosperitŕ e grato nell’avversitŕ.
Sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo
con viso sorridente ed amichevole. Sii tesoro per il
povero, ammonitore per il ricco, risposta al grido del
bisognoso, custode della santitŕ della promessa. Sii
equo nel giudicare e cauto nel parlare. Non essere
ingiusto con nessuno e sii mansueto con tutti gli uomini.
Sii fiaccola per chi cammina nelle tenebre,
gioia per l’addolorato, mare per l’assetato, rifugio
per l’angosciato, alleato e difensore per la vittima
dell’oppressione. Fa’ che l’integritŕ e la rettitudine
contraddistinguano tutti i tuoi atti. Sii asilo per
l’estraneo, balsamo per il sofferente, torre incrollabile
per il fuggitivo. Sii occhio per il cieco e faro che
guida i passi dell’errante. Sii ornamento per il volto
della veritŕ, corona per la fronte della fedeltŕ, colonSPIGOLATURE
295
na del tempio della rettitudine, alito di vita per il
corpo dell’umanitŕ, vessillo per le schiere della giustizia,
astro sull’orizzonte della virtů, rugiada per il
terreno del cuore umano, arca sull’oceano del sapere,
sole nel cielo della munificenza, gemma sul diadema
della saggezza, luce risplendente nel firmamento della
tua generazione, frutto sull’albero dell’umiltŕ.
CXXXI
1 La Penna dell’Antico Re non ha mai cessato di
ricordarsi degli amati di Dio. Una volta dalla Sua
Penna sono sgorgati fiumi di misericordia, un’altra
volta grazie al suo moto č stato rivelato il limpido
Libro di Dio. Egli č Colui al Quale nessuno puň paragonarsi,
la Cui parola nessun mortale puň eguagliare.
Egli č Colui Che dall’eternitŕ č stato posto sul
seggio del dominio e del potere, dalle Cui labbra sono
fluiti i consigli che possono soddisfare le necessitŕ
dell’intera umanitŕ e gli ammonimenti che possono
giovarle.
2 L’unico vero Dio Mi č testimone, e le Sue
creature possono farne fede, che neppure per un attimo
Mi sono permesso di nasconderMi agli occhi
degli uomini, né ho acconsentito a proteggere la Mia
persona dai loro colpi. Mi sono alzato davanti al viso
di tutti gli uomini e ho chiesto loro di compiacerMi.
BAHÁ’U’LLÁH
296
Il Mio unico scopo č quello di migliorare il mondo e
assicurare la tranquillitŕ dei suoi popoli. Il benessere,
la pace e la sicurezza dell’umanitŕ saranno irraggiungibili,
a meno che e finché la sua unitŕ non sia
saldamente stabilita. Quest’unitŕ non potrŕ mai essere
conseguita, finché si lasceranno passare inascoltati
i consigli rivelati dalla penna dell’Altissimo.
3 Per il potere delle parole ch’Egli ha pronunziato,
l’intera razza umana puň essere illuminata dalla luce
dell’unitŕ e la menzione del Suo Nome puň infiammare
i cuori di tutti gli uomini e bruciare i veli che si
frappongono fra loro e la Sua gloria. Un solo atto di
giustizia č dotato di tale forza da innalzare la polvere
a tal punto da farla salire oltre il cielo dei cieli. Ha il
potere di recidere ogni legame e di rinvigorire la forza
giŕ spenta e svanita…
4 Siate puri, o seguaci di Dio, siate puri; siate
giusti, siate giusti… Dě: O genti di Dio! Ciň che puň
assicurare la vittoria di Colui Che č la Veritŕ Eterna,
le Sue schiere e i Suoi sostenitori sulla terra, č stato
scritto nei Libri sacri e nelle Scritture ed č evidente e
palese come il sole. Queste schiere sono le azioni
giuste e un comportamento e un carattere ben accetti
ai Suoi occhi. Chiunque sorga in questo Giorno ad
aiutare la Nostra Causa e chiami ad assisterlo le
schiere di un carattere integro e di un comportamento
retto, l’influenza che si sprigionerŕ da questo atto
si diffonderŕ, certamente, sul mondo intero.
SPIGOLATURE
297
CXXXII
1 Lo Scopo per cui l’unico vero Dio, esaltata sia la
Sua gloria, Si č rivelato agli uomini č quello di portare
alla luce le gemme nascoste nella miniera del
loro vero e intimo essere. Che alle diverse comunitŕ
della terra e agli svariati sistemi di credi religiosi non
debba essere permesso di alimentare sentimenti di
animositŕ fra gli uomini č, in questo Giorno,
l’essenza della Fede e della Religione di Dio. Questi
principi, queste leggi, questi potenti sistemi cosě solidamente
insediati sono scaturiti da un’unica Sorgente
e sono raggi di una sola Luce: la differenza che
si riscontra fra loro deve attribuirsi alle diverse esigenze
delle etŕ in cui furono promulgati.
2 Apprestatevi all’azione, o genti di Bahá, acché,
per avventura, possiate placare il tumulto dei dissensi
e delle lotte religiose che agitano i popoli della
terra e cancellarne completamente ogni traccia. Per
amore di Dio e di coloro che Lo servono, levatevi a
sostenere questa sublime e grandiosa Rivelazione.
L’odio e il fanatismo religioso sono per il mondo un
fuoco divoratore la cui violenza nessuno puň placare:
soltanto la Mano del potere divino puň liberare
l’umanitŕ da questa desolante afflizione…
BAHÁ’U’LLÁH
298
3 La favella di Dio č una lampada la cui luce č
questa parola: Siete tutti frutti di un solo albero e
foglie di un solo ramo; comportatevi l’uno verso
l’altro con profondo amore e armonia, con amicizia e
fraternitŕ. Colui Che č l’Astro della Veritŕ Mi č testimone!
Tanto potente č la luce dell’unitŕ, da illuminare
il mondo intero. L’unico vero Dio, Colui Che
conosce tutte le cose, attesta, Egli Stesso, la veritŕ di
queste parole.
4 Adoperatevi a raggiungere questo stadio trascendente
e sublime, lo stadio che puň assicurare la protezione
e la sicurezza dell’umanitŕ intera. Questa meta
sorpassa ogni altra meta e questa aspirazione č la sovrana
di tutte le aspirazioni. Pero, fintantoché le dense
nubi dell’oppressione che oscurano l’astro della giustizia
non saranno dissipate, difficilmente la gloria di
questo stadio si svelerŕ agli occhi degli uomini…
5 Associatevi con tutti gli uomini, o genti di Bahá,
in ispirito amichevole e fraterno. Se siete consci di
una certa veritŕ, se possedete un gioiello di cui altri
sono privi, rendetene gli altri partecipi con linguaggio
di grande gentilezza e cordialitŕ. Se sarŕ accettata,
se arriverŕ allo scopo, il vostro intento sarŕ raggiunto;
ma se qualcuno dovesse respingerla, abbandonatelo
a se stesso e supplicate Dio di guidarlo. Attenti
a non comportarvi scortesemente verso di lui.
Una lingua benevola č una calamita per i cuori degli
uomini e pane per lo spirito, riveste di significato le
SPIGOLATURE
299
parole ed č sorgente della luce della saggezza e della
comprensione…
CXXXIII
1 Gli ordinamenti di Dio sono stati inviati dal cielo
della Sua augustissima Rivelazione. Tutti devono
osservarli diligentemente. La distinzione suprema, il
vero progresso, la vittoria finale dell’uomo sono
sempre dipesi e seguiteranno a dipendere da essi.
Chiunque osservi i comandamenti di Dio raggiunge
la felicitŕ eterna.
2 Un duplice obbligo incombe a colui che ha
riconosciuto l’Alba dell’Unitŕ di Dio e accettato la
veritŕ di Colui Che č la Manifestazione della Sua
unicitŕ. Il primo č la costanza nell’amore per Lui,
una costanza tale, che né clamori di nemici né pretese
di ignavi pretendenti lo distolgano dall’aggrapparsi
a Colui Che č la Veritŕ Eterna, una costanza
che non tenga affatto conto di loro. Il secondo č la
rigorosa osservanza delle leggi da Lui prescritte,
leggi che Egli ha sempre ordinato e che seguiterŕ a
ordinare agli uomini e per le quali la veritŕ puň essere
distinta e separata dalla falsitŕ.
BAHÁ’U’LLÁH
300
CXXXIV
1 Il primo e principale dovere prescritto agli
uomini subito dopo il riconoscimento di Colui Che č
la Veritŕ Eterna č quello della fermezza nella Sua
Causa. Attenetevi ad essa e siate di coloro la cui
mente č saldamente fissata e radicata in Dio. Nessun
atto, per quanto meritevole, ha potuto né potrŕ mai
paragonarsi a questo. Č il re di tutti gli atti, ne fa fede
il tuo Signore, l’Altissimo, il Piů Potente…
2 Le virtů e gli attributi appartenenti a Dio sono
tutti palesi e manifesti e sono stati citati e descritti in
tutti i Libri celestiali. Fra questi vi sono la lealtŕ, la
franchezza, la purezza di cuore nella comunione con
Dio, la tolleranza, la rassegnazione a tutto ciň che
l’Onnipotente ha decretato, l’accontentarsi di ciň che
la Sua Volontŕ dispone, la pazienza, anzi la gratitudine,
fra le tribolazioni e la completa fiducia in Lui,
in ogni circostanza. Queste sono annoverate, nella
stima di Dio, fra le piů elevate e lodevoli azioni. Tutte
le altre sono, e sempre saranno, secondarie e subordinate
a queste…
3 Lo spirito che anima il cuore umano č la conoscenza
di Dio e il suo piů vero fregio č il riconoscimento
della veritŕ che «Egli fa ciň che vuole e ordina
quel che Gli aggrada». La sua veste č il timor di
Dio e la sua perfezione la fermezza nella Sua Fede.
Cosě Dio istruisce chiunque Lo cerchi. Egli, invero,
SPIGOLATURE
301
ama colui che si volge verso di Lui. Non v’č altro
Dio che Lui, il Perdonatore, il Munifico. Ogni lode a
Dio, il Signore di tutti i mondi.
CXXXV
1 O Lettera del Vivente! L’orecchio di Dio ha udito
il tuo grido e i Suoi occhi hanno visto la supplica che
scrivesti. Egli ti chiama dal Suo seggio di gloria e ti
rivela i versetti che sono stati inviati da Colui Che č
l’Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé.
2 Benedetto sii tu ché hai completamente infranto
l’idolo dell’egoismo e della fatua immaginazione e
squarciato il velo della vana fantasia col potere della
possanza del tuo Signore, il Protettore Supremo,
l’Onnipotente, l’unico Benamato. In veritŕ, puoi essere
annoverato fra quelle Lettere che hanno sorpassato
ogni altra Lettera. Č per questo che sei stato
scelto da Dio per bocca del tuo Signore, il Báb, lo
splendore del Cui sembiante ha avvolto e continuerŕ
ad avvolgere l’intera creazione. Rendi grazie
all’Onnipotente e magnifica il Suo nome, poiché Egli
ti ha aiutato a riconoscere una Causa che ha fatto
tremare i cuori degli abitanti dei cieli e della terra e
gridare i sudditi dei Regni della creazione e della
Rivelazione e per la quale sono stati sondati e messi
alla prova i segreti nascosti nei petti umani.
BAHÁ’U’LLÁH
302
3 Dal Suo Regno di gloria, il tuo Signore, l’Altissimo
(il Báb), ti ha rivolto queste parole: Grande č la
benedizione che ti attende, o Lettera del Vivente, perché
hai creduto sinceramente in Me, ti sei rifiutato di
umiliarMi innanzi all’Accolta superna, hai mantenuto
la promessa, hai gettato via il velo delle immaginazioni
fatue e fissato lo sguardo sul Signore tuo Dio, il
Signore del visibile e dell’invisibile, il Signore del
Tempio Frequentato. Sono molto contento di te, perché,
il Giorno in cui i volti apparivano angosciati e
oscuri, ti ho trovato col viso raggiante di luce.
4 Dě: O genti del Bayán! Non vi ammonimmo in
tutte le Nostre Tavole e Scritture celate a non cedere
alle passioni malvagie e agli istinti corrotti, ma a tenere
gli occhi fissi soltanto sul Luogo di gloria trascendente,
il Giorno in cui sarŕ preparata la Piů Potente
Bilancia, il Giorno in cui le dolci melodie dello Spirito
di Dio si riverseranno dalla destra del trono del vostro
Signore, il Protettore Onnipotente, l’Onnipossente,
il Santo dei Santi? Non vi proibimmo di attenervi
alle cose che vi avrebbero separato dalla Manifestazione
della nostra Beltŕ nella sua susseguente
Rivelazione, fossero pure le personificazioni stesse
dei nomi di Dio e di tutta la loro gloria, o i rivelatori
dei Suoi attributi e del loro dominio? Vedete come,
non appena Mi rivelai, respingeste la Mia veritŕ, allontanandovi
da Me, e foste fra coloro che considerarono
i segni di Dio un gioco e un passatempo!
SPIGOLATURE
303
5 Per la Mia Bellezza! Nulla sarŕ accettato da voi
in questo Giorno, anche se continuerete ad adorare
Dio e a prostrarvi dinanzi a Lui per l’eternitŕ del Suo
dominio. Tutto dipende dalla Sua Volontŕ e il valore
di tutti gli atti č subordinato alla Sua accettazione e
al Suo gradimento. L’universo intero non č che un
pugno di creta nella Sua mano. A meno che uno non
riconosca Dio e Lo ami, Dio non ascolterŕ il suo grido
in questo Giorno. Questa č l’essenza della Sua
Fede, se solo lo sapeste!
6 Vi accontenterete di ciň che č come la foschia su
una pianura e rinunzierete all’Oceano le Cui acque
ritemprano le anime degli uomini per virtů della Volontŕ
di Dio? Guai a voi per aver ripagato la munificenza
di Dio con cosa tanto vana e spregevole. In
veritŕ, siete di coloro che Mi hanno respinto nella
Mia precedente Rivelazione. Se solo il vostro cuore
lo capisse!
7 Sorgete e innanzi agli occhi di Dio espiate per aver
mancato ai vostri doveri verso di Lui. Ecco il Mio
comandamento per voi, se porgeste orecchio al Mio
comandamento! Per il Mio Essere! Né le genti del Corano,
né i seguaci della Torŕ o del Vangelo, né i seguaci
di altri Libri hanno commesso ciň che le vostre
mani hanno perpetrato. Io Stesso ho dedicato tutta la
vita alla difesa della veritŕ di questa Fede. Io Stesso
ho annunziato in tutte le Mie Tavole l’avvento della
Sua Rivelazione. Eppure, non appena Egli Si č maniBAHÁ’U’LLÁH
304
festato nella Sua Rivelazione successiva, rivestito della
gloria di Bahá e ammantato della Sua grandezza, vi
siete ribellati contro Colui Che č il Protettore Supremo,
Colui Che esiste da Sé. Attenti, o uomini! Vergognatevi
di ciň che Mi č accaduto per mano vostra sul
sentiero di Dio. State attenti a non essere fra coloro
che hanno respinto ciň che č stato inviato loro dal Cielo
della trascendente gloria di Dio.
8 O Lettera del Vivente, queste sono le parole che
il tuo Signore ha pronunziato e ti ha rivolto dai regni
superni. Proclama le parole del tuo Signore ai Suoi
servi, caso mai si scuotano dal sonno e chiedano
perdono a Dio Che li ha formati e plasmati e ha inviato
loro questa fulgidissima, santissima e manifesta
Rivelazione della Sua Beltŕ.
CXXXVI
1 Dě: O genti, liberate le vostre anime dalla schiavitů
dell’egoismo e purificatele dall’attaccamento a
qualunque cosa fuor che Me. Il ricordo di Me purifica
ogni cosa dalla corruzione, se solo lo capiste! Dě:
Se tutte le cose create si spogliassero completamente
del velo della vanitŕ e dei desideri mondani, la Mano
di Dio le rivestirebbe tutte col manto di «Egli fa tutto
ciň che vuole nel regno della creazione», cosě che il
segno della Sua sovranitŕ si manifesti in tutte le coSPIGOLATURE
305
se. Esaltato sia dunque il Signore Sovrano di tutto,
l’Onnipotente, il Protettore Supremo, il Gloriosissimo,
il Piů Possente.
2 O Mio servo, intonai versetti di Dio che hai
ricevuto, come li intonano coloro che si sono avvicinati
a Lui, ché la dolcezza della tua melodia accenda
la tua stessa anima e attiri i cuori di tutti gli uomini.
Quando qualcuno recita i versetti rivelati da Dio
nell’intimitŕ della propria camera, gli angeli
dell’Onnipotente sparsi ovunque spandono nell’universo
la fragranza delle parole pronunziate dalla sua
bocca, facendo palpitare il cuore di ogni giusto. Per
quanto, in un primo momento, possa non avvertirne
l’effetto, pure, prima o poi, la virtů della grazia concessagli
eserciterŕ la sua influenza sulla sua anima.
In tal guisa sono stati decretati i misteri della Rivelazione
di Dio per virtů della volontŕ di Colui Che č la
Sorgente del potere e della saggezza.
3 O Khalíl! Dio Me ne fa fede. Benché continui a
muoversi sulla Mia Tavola, pure, in fondo al cuore,
la Mia Penna piange ed č profondamente angosciata.
Anche la lampada che arde davanti al Trono piange e
geme per ciň che l’Antica Bellezza ha sofferto per
mano di coloro che non sono che creazioni della Sua
Volontŕ. Dio Stesso sa e attesta la veritŕ delle Mie
parole. Chiunque abbia purificato l’orecchio dall’assordante
vociare degl’infedeli e lo abbia rivolto verso
tutte le cose create non puň non sentire il suono
BAHÁ’U’LLÁH
306
dei loro gemiti e dei loro pianti, per i tormenti inflittiCi
per mano di quei Nostri servi che non hanno
creduto in Noi e a Noi si sono ribellati. In tal modo ti
abbiamo palesato un barlume dei mali che Ci hanno
colpito, perché tu conosca le Nostre sofferenze e
sopporti pazientemente le tue afflizioni.
4 Sorgi ad assistere il tuo Signore sempre e in ogni
evenienza e sii uno dei Suoi aiuti. Esorta, quindi, gli
uomini a porgere orecchio alle parole pronunziate
dallo Spirito di Dio in questa Tavola radiosa e risplendente.
Dě: O genti, non seminate il germe della
discordia fra gli uomini e non litigate col prossimo.
Siate pazienti in ogni evenienza e abbiate completa
fiducia e fede in Dio. Aiutate il vostro Signore con la
spada della saggezza e della parola. Questo č in veritŕ
degno dello stadio dell’uomo. Allontanarsene sarebbe
indegno di fronte a Dio, il Signore Sovrano di
tutto, il Glorificato. Gli uomini, perň, sono stati traviati
e sono davvero ignavi.
5 O genti, dischiudete le porte dei cuori umani con
le chiavi del ricordo di Colui Che č la Menzione di
Dio e la Sorgente della saggezza fra voi. Fra tutte le
cose del mondo Egli ha scelto i cuori dei Suoi servi e
di ognuno di essi ha fatto un seggio per la rivelazione
della Sua gloria. Perciň purificateli da ogni contaminazione,
perché vi siano incise le cose per cui
sono stati creati. Quest’č, invero, un pegno del munifico
favore di Dio.
SPIGOLATURE
307
6 Abbellite le vostre lingue con la sinceritŕ, o
uomini, e adornate le vostre anime con la gemma
dell’onestŕ. Attenti, o uomini, a non tradire nessuno.
Siate fiduciari di Dio fra le Sue creature ed emblemi
della Sua generositŕ fra la Sua gente. Coloro che cedono
alla lussuria e agl’impulsi corrotti errano e distruggono
i loro sforzi. In veritŕ, sono fra i perduti.
Sforzatevi, o uomini, affinché gli occhi si volgano
verso la misericordia di Dio, i cuori battano
all’unisono con il meraviglioso ricordo di Lui, le anime
si appoggino fiduciose alla Sua grazia e alla
Sua munificenza e i piedi calchino il sentiero del
Suo compiacimento. Questi sono i consigli che vi
dono. Se solo seguiste i Miei consigli!
CXXXVII
1 Taluni hanno considerato lecito attentare all’integritŕ
delle sostanze del prossimo e hanno preso alla
leggera l’ingiunzione di Dio prescritta nel Suo Libro.
Mal gli incolga e li affligga il castigo di Dio, il Possente,
l’Onnipotente! Per Colui Che splende
sull’Orizzonte della santitŕ! Se la terra si trasformasse
in argento e oro, nessuno di cui si possa dire che č
veramente asceso al cielo della fede e della certezza
si degnerebbe di considerarla e tanto meno di impossessarsene
e tenerla. Abbiamo giŕ trattato questo arBAHÁ’U’LLÁH
308
gomento in alcuni passi rivelati in arabo, in linguaggio
di squisita bellezza. Dio Ci č testimone! Chiunque
abbia gustato la dolcezza di quelle parole non
acconsentirŕ mai a oltrepassare i limiti fissati da Dio,
né volgerŕ lo sguardo verso qualunque cosa non sia
il Suo Benamato. Tale uomo riconoscerŕ subito con
l’occhio interiore quanto siano assolutamente vane
ed effimere le cose di questo mondo e porrŕ i suoi
affetti nelle cose eccelse.
2 Dě: Vergognatevi, o voi che vi chiamate amanti
dell’Antica Bellezza! Siate ammoniti dalle tribolazioni
ch’Egli ha sofferto e dal peso delle angosce che
ha subito per amore di Dio! Aprite gli occhi! A quale
scopo Si č affaticato, se le molteplici prove che ha
dovuto sopportare devono alla fine degradarsi in
spregevoli affermazioni e in un comportamento cosě
abietto? Ogni ladro, ogni malfattore ha pronunziato
queste stesse parole e compiuto questi stessi atti nei
giorni precedenti la Mia Rivelazione.
3 In veritŕ Io dico: Porgete orecchio alla Mia dolce
voce e purificatevi dalle contaminazioni delle passioni
malsane e dei desideri corrotti. Coloro che dimorano
nel tabernacolo di Dio e si sono assisi sui
seggi della gloria eterna, anche se muoiono di fame,
si rifiutano di allungar la mano per impadronirsi illecitamente
dei beni del prossimo, per quanto vile e
insignificante egli sia.
SPIGOLATURE
309
4 Lo scopo per cui l’unico vero Dio Si č manifestato
č di invitare l’umanitŕ intera alla veritŕ e alla
sinceritŕ, alla pietŕ e alla fidatezza, alla
rassegnazione e alla sottomissione alla volontŕ di
Dio, alla tolleranza e alla cortesia, alla rettitudine e
alla saggezza. Il Suo fine č di ammantare ogni uomo
d’un carattere di santitŕ e di abbellirlo con
l’ornamento di azioni sante e buone.
5 Dě: Abbiate misericordia di voi stessi e dei vostri
simili e non permettete che la Causa di Dio – una
Causa infinitamente superiore alla piů intima essenza
della santitŕ – sia contaminata dalla macchia delle
vostre fatue chimere, le vostre immaginazioni sconvenienti
e corrotte.
CXXXVIII
1 O Dio Misericordioso, Tu, il Cui potere pervade
ogni cosa creata, vedi questi Tuoi servi, questi Tuoi
schiavi osservare, secondo il Tuo volere, durante il
giorno il digiuno che hai prescritto, alzarsi ai primi
albori per ricordare il Tuo nome e celebrare la Tua
lode nella speranza di ottenere parte delle buone cose
custodite nei forzieri della Tua grazia e della Tua
Munificenza. Ti supplico, o Tu Che impugni le redini
della creazione intera, nelle Cui mani č tutto il
Regno dei Tuoi nomi e dei Tuoi attributi, di non priBAHÁ’U’LLÁH
310
vare i Tuoi servi, nel Tuo Giorno, delle piogge che
cadono dalle nubi della Tua misericordia e di non
impedir loro di ottenere la loro parte dell’oceano della
Tua benevolenza.
2 O Mio Signore, tutti gli atomi della terra testimoniano
la grandezza del Tuo potere e della Tua sovranitŕ
e tutti i segni dell’universo attestano la gloria
della Tua maestŕ e della Tua potenza. Abbi dunque
misericordia, Tu Che sei il Signore Sovrano di tutto,
Che sei il Re dei giorni eterni e il Reggitore di tutte
le nazioni, di questi Tuoi servi che si sono aggrappati
alla corda dei Tuoi comandamenti, che hanno chinato
il capo davanti alle rivelazioni delle Tue leggi
inviate dal cielo della Tua Volontŕ.
3 O Mio Signore, vedi i loro occhi levati verso
l’alba della Tua amorosa premura, i loro cuori fissati
sugli oceani dei Tuoi favori, le loro voci abbassate
per udire gli accenti della Tua dolce Voce che, dallo
Stadio piů sublime, chiama nel Tuo Nome, il Gloriosissimo.
Aiuta i Tuoi amati, o Mio Signore, coloro
che hanno abbandonato tutto per ottenere ciň che Tu
possiedi, che sono stati circondati da prove e tribolazioni
per aver rinunziato al mondo e riposto i loro
affetti nel Tuo regno di gloria. Proteggili, Ti supplico,
o Mio Signore, da assalti di malsane passioni e
desideri e aiutali a ottenere ciň che giovi loro in questo
mondo e in quello avvenire.
SPIGOLATURE
311
4 Ti prego, o Mio Signore, per il Tuo Nome celato
e prezioso che chiama a gran voce nel regno della
creazione e convoca tutti i popoli all’Albero oltre il
quale non si passa, al sito della gloria trascendente,
di far discendere su di noi e sui Tuoi servi la traboccante
pioggia della Tua misericordia, perché ci purifichi
dal ricordo di tutto fuorché Te e ci avvicini alle
sponde dell’oceano della Tua grazia. Disponi, o Signore,
con la Tua eccellentissima Penna, ciň che
immortali le nostre anime nel Regno della gloria, che
perpetui i nostri nomi nel Tuo Regno e salvaguardi
le nostre vite nei forzieri della Tua protezione e i nostri
corpi nella rocca della Tua inviolabile fortezza.
Tu hai potere su tutte le cose, passate e future. Non
v’č altro Dio che Te, il Protettore Onnipotente, Colui
Che esiste da Sé.
5 Tu vedi, o Signore, le nostre supplici mani tese
verso il cielo del Tuo favore e della Tua grazia. Concedi
che si riempiano dei tesori della Tua munificenza
e del Tuo abbondante favore. Perdona noi, i nostri padri
e le nostre madri e accordaci tutto ciň che abbiamo
desiderato dall’oceano della Tua grazia e della Tua
divina generositŕ. Accetta, o Benamato dei nostri cuori,
tutte le nostre opere compiute sul Tuo sentiero. Tu
sei invero, il Piů Potente, il Piů Eccelso, l’Incomparabile,
l’Unico, il Perdonatore, il Benevolo.
BAHÁ’U’LLÁH
312
CXXXIX
1 Porgi orecchio, o Nabíl-i-A‘.am, alla Voce
dell’Antico dei Giorni che ti chiama dal Regno del
Suo gloriosissimo Nome. Č Lui, adesso, Che proclama
dai regni superni e nella piů intima essenza di
tutte le cose create: «In veritŕ, Io sono Dio, non v’č
altro Dio che Me. Io sono Colui Che dall’eternitŕ č
stato la Sorgente di tutta la sovranitŕ e del potere,
Colui Che continuerŕ a esercitare il Suo regno e a
estendere la Sua protezione su tutte le cose create.
Ne č prova la grandezza del Mio potere e della Mia
sovranitŕ che abbracciano la creazione intera»…
2 Benedetto sii tu, o Mio nome, poiché sei entrato
nella Mia Arca e ti muovi spedito, per la forza del
Mio sovrano ed eccelso potere, sull’oceano della
grandezza, e sei annoverato fra i Miei favoriti i cui
nomi sono stati vergati dal Dito di Dio. Hai vuotato
la coppa della vera vita dalle mani di questo Giovane,
attorno al Quale gravitano le Manifestazioni del
Gloriosissimo e lo splendore della Cui presenza coloro
che sono le Albe della Misericordia esaltano
giorno e notte.
3 La Sua gloria sia con te, poiché sei venuto da Dio
e a Dio sei ritornato varcando i confini della Corte
dello splendore imperituro, il Luogo che nessun
mortale potrŕ mai descrivere. Ivi la brezza della santitŕ,
pregna dell’amore del tuo Signore, ha ravvivato
SPIGOLATURE
313
entro di te il tuo spirito e le acque della comprensione
ti hanno lavato le macchie della lontananza e
dell’empietŕ. Hai ottenuto accesso al Paradiso della
Menzione di Dio, poiché hai riconosciuto Colui Che
č la Personificazione di quella Menzione fra gli uomini.
4 Sii, perciň, riconoscente a Dio ché ti ha rafforzato
a servire la Sua Causa e ha fatto sbocciare nel
giardino del tuo cuore fiori di sapienza e comprensione.
Cosě la Sua grazia ha pervaso te e la creazione
intera. Bada di non permettere ad alcuna cosa, qualunque
sia, di rattristarti. Liberati da ogni attaccamento
alle vane illusioni umane e volgi le spalle alle
vane e sottili argomentazioni di coloro che un velo
separa da Dio. Proclama, quindi, ciň che il Piů
Grande Spirito t’ispirerŕ a dire a sostegno della Causa
del tuo Signore, cosě da destare le anime di tutti
gli uomini e disporne i cuori verso questa beatissima
e gloriosissima Corte…
5 Sappi che abbiamo abolito la legge della spada a
sostegno della Nostra Causa, sostituendola col potere
che nasce dalla parola umana. Cosě abbiamo irrevocabilmente
decretato in virtů della Nostra grazia.
Dě: O genti! Non spargete semi di discordia fra gli
uomini e astenetevi dal combattere col prossimo,
perché il vostro Signore ha affidato il mondo e le sue
cittŕ alle cure dei re della terra e ne ha fatto emblemi
del Suo potere, in virtů della sovranitŕ che ha voluto
BAHÁ’U’LLÁH
314
conceder loro. Ha rinunziato a riservarSi una qualsiasi
parte del dominio di questo mondo. Lo attesta
Colui Che č in Se Stesso la Veritŕ Eterna. Ciň che
Egli Si č riservato sono le cittŕ dei cuori degli uomini,
per purificarle da ogni contaminazione terrena e
permetter loro di avvicinarsi al santo Luogo che le
mani degli infedeli non potranno mai profanare. O
genti, aprite la cittŕ del cuore umano con la chiave
della vostra parola. In tal guisa vi abbiamo prescritto
il vostro dovere, secondo una norma prestabilita.
6 Per la giustizia di Dio! Il mondo e le sue vanitŕ,
la sua gloria e qualunque delizia possa offrire, tutto č
privo di valore agli occhi di Dio, anzi, persino piů
spregevole della polvere e della cenere. Se solo lo
capissero i cuori degli uomini! O genti di Bahá, purificatevi
completamente dalle contaminazioni del
mondo e da tutto ciň che gli appartiene. Dio Stesso
Me ne fa fede! Le cose del mondo non vi si addicono.
Abbandonatele a chi le desideri e fissate gli occhi
su questa santissima e radiosa Visione.
7 Ciň che vi si confŕ č l’amore di Dio, l’amore di
Colui Che č la Manifestazione della Sua Essenza e
l’osservanza di qualunque cosa Gli piaccia prescrivervi,
se solo lo sapeste!
8 Dě: La sinceritŕ e la cortesia siano il vostro
ornamento. Non deponete mai la veste della tolleranza
e della giustizia, affinché il soave profumo della
santitŕ si diffonda dai vostri cuori, su tutte le cose
SPIGOLATURE
315
create. Dě: «Badate, o genti di Bahá, a non seguire le
orme di coloro le cui parole differiscono dalle loro
azioni. Sforzatevi di riuscire a manifestare i segni di
Dio ai popoli della terra e a rispecchiarne i comandamenti.
Siano i vostri atti una guida per l’umanitŕ
intera, poiché il comportamento della maggior parte
degli uomini, potenti o umili, differisce da ciň che
essi dicono di professare. Č mediante le azioni che
potrete distinguervi dagli altri e irradiare sulla terra
intera lo splendore della vostra luce. Felice l’uomo
che ascolta il Mio consiglio e osserva i precetti di
Colui Che č l’Onnisciente, il Sapientissimo.
CXL
1 O Mu.ammad-‘Alí! Grande č la benedizione che
ti attende per esserti adornato il cuore con l’amore
del tuo Signore, il Gloriosissimo, il Sempre Lodato.
Ogni bene apparterrŕ a colui che č pervenuto a questo
stadio in questo giorno.
2 Non ti curare dell’umiliazione alla quale i
benamati di Dio sono stati sottoposti in questo Giorno.
Quest’umiliazione č orgoglio e gloria di ogni onore
temporale e d’ogni rango terreno. Quale piů
grande onore puň immaginarsi di quello conferito
dalla Lingua dell’Antico dei Giorni quando ricorda i
Suoi benamati nella Piů Grande Prigione?
BAHÁ’U’LLÁH
316
S’avvicina il giorno in cui le frapposte nubi saranno
completamente dissipate, quando la luce delle parole:
«Ogni onore appartiene a Dio e a coloro che Lo
amano», apparirŕ, palese come il sole, sull’orizzonte
della Volontŕ dell’Onnipotente.
3 Tutti gli uomini, altolocati o umili, hanno cercato
e cercano ancora questo grande onore. Ma non appena
il Sole della Veritŕ irradiň la sua luce sul mondo,
tutti sono stati privati dei suoi benefici e separati dalla
Sua Gloria come da un velo, tranne coloro che si
sono tenuti saldamente alla corda dell’infallibile
provvidenza dell’unico vero Dio e che, con completo
distacco da tutto fuorché da Lui, hanno volto il viso
verso la Sua santa corte.
4 Rendi grazie a Colui Che č il Desiderio di tutti i
mondi, per averti conferito un sě grande onore. Ben
presto il mondo affonderŕ nell’oblio con tutto ciň
che contiene e tutto l’onore apparterrŕ ai prediletti
del tuo Signore, il Gloriosissimo, il Piů Munifico.
CXLI
1 In veritŕ, questo č un Libro fatto discendere sugli
uomini d’intuito! Esso ordina alle genti di osservare
l’equitŕ e di operare la giustizia, proibisce di seguire
tendenze corrotte e desideri carnali, caso mai i figli
degli uomini si destino dal sonno.
SPIGOLATURE
317
2 Dě: O uomini, osservate ciň che vi č stato prescritto
nelle Nostre Tavole e non inseguite le fantasie
architettate dai seminatori di discordia che commettono
infamie e le imputano a Dio, il Piů Santo, il
Gloriosissimo, il Piů Eccelso. Dě: Abbiamo accettato
di essere provati da malanni e difficoltŕ, perché possiate
purificarvi da ogni bassezza terrena. Perché,
dunque, rifiutate di meditare nel vostro cuore il Nostro
scopo? Per la giustizia di Dio! Se qualcuno rifletterŕ
sulle tribolazioni che abbiamo sofferto, la
sua anima sarŕ sicuramente annientata dal dolore. Il
Tuo Signore Stesso fa fede della veritŕ delle Mie parole.
Abbiamo sopportato il peso di tutte le calamitŕ
per purificarvi da tutte le corruzioni terrene e voi siete
ancora indifferenti.
3 Dě: A chiunque si aggrappi al lembo della Nostra
Veste si confŕ di non lasciarsi macchiare da qualunque
cosa sia sgradita all’Accolta Superna. Cosě č stato
decretato in questa Sua chiara Tavola dal tuo Signore,
il Gloriosissimo. Dě: Mettete da parte il Mio
amore e perpetrate ciň che addolora il Mio cuore?
Che cosa v’impedisce di comprendere quel che vi č
stato rivelato da Colui Che č l’Onnisciente, il Sapientissimo?
4 In veritŕ, osserviamo le vostre azioni. Se ne
aspireremo dolce profumo di purezza e santitŕ, sicuramente
vi benediremo. E le lingue degli abitanti del
BAHÁ’U’LLÁH
318
Paradiso canteranno le vostre lodi e magnificheranno
i vostri nomi fra coloro che si sono avvicinati a Dio.
5 Aggrappati al lembo della Veste di Dio e tieniti
saldamente alla Sua Corda, una corda che nessuno
puň spezzare. Bada che il clamore di coloro che hanno
ripudiato questo Grandissimo Annunzio non ti impedisca
di raggiungere il tuo scopo. Proclama ciň che ti
č stato prescritto in questa Tavola, anche se tutti i popoli
si sollevassero per impedirtelo. Il tuo Signore č,
invero, l’Irresistibile, il Protettore Infallibile.
6 La Mia gloria sia con te e con quelli fra i Miei
amati che si sono uniti a te. In veritŕ essi sono coloro
che prospereranno.
CXLII
1 Giuro per la Bellezza del Benamato! Questa č la
Misericordia che ha pervaso tutta la creazione, il
Giorno nel quale la grazia di Dio ha permeato e pervaso
tutte le cose. O ‘Alí, le acque vive della Mia
misericordia fluiscono rapidamente e il cuore Mi si
scioglie per il calore della tenerezza e dell’amore.
Non ho mai potuto rassegnarMi alle afflizioni incontrate
dai Miei amati o a qualunque difficoltŕ abbia
offuscato la gioia dei loro cuori.
2 Ogni qual volta il Mio Nome, «il Misericordiosissimo
», fu informato che uno dei Miei amanti aveSPIGOLATURE
319
va pronunziata una parola contraria al Mio desiderio,
si ritirň addolorato e sconsolato nella sua dimora, e
ogni qual volta il Mio Nome, «l’Occultatore», scoprě
che uno dei Miei seguaci aveva arrecato vergogna o
umiliazione al prossimo, ritornň egualmente afflitto
e addolorato al suo asilo di gloria e lŕ pianse, affliggendosi,
con strazianti lamenti. E ogni qual volta il
Mio Nome, «il Sempre Perdonatore», s’accorse che
uno dei Miei amici aveva commesso una trasgressione,
gridň nella sua immensa afflizione e, sopraffatto
dall’angoscia, cadde nella polvere e fu trasportato,
da una schiera di angeli invisibili, alla sua dimora
nei regni superni.
3 Per Me Stesso, il Vero, o ‘Alí! Il fuoco che ha
infiammato il cuore di Bahá č piů ardente di quello
che brucia nel tuo cuore e il Suo lamento piů forte
del tuo. Ogni qual volta alla Corte della Sua Presenza
si fece cenno di un peccato commesso da uno di
loro, l’Antica Bellezza fu cosě piena di vergogna da
desiderare di nascondere la gloria del Suo Sembiante
agli occhi di tutti gli uomini, poiché Egli ha, in ogni
tempo, fissato lo sguardo sulla loro fedeltŕ, osservandone
i requisiti essenziali.
4 Non appena le parole che scrivesti furono lette
alla Mia presenza, subito l’oceano della Mia fedeltŕ
ribollě dentro di Me, e la brezza del Mio perdono
alitň sulla tua anima, e l’albero della Mia amorosa
premura protese la sua ombra su di te, e le nubi della
BAHÁ’U’LLÁH
320
Mia munificenza piovvero su di te i loro doni. Lo
giuro, per l’Astro che risplende sull’orizzonte
dell’eternitŕ, sono addolorato per la tua pena e Mi
dolgo con te delle tue tribolazioni… Attesto i servigi
che Mi hai reso e faccio fede delle molteplici avversitŕ
che hai sopportato per amor Mio. Tutti gli atomi
della terra proclamano il Mio amore per te.
5 O ‘Alí, l’appello che hai lanciato č assai gradito
al Mio cospetto. Proclama la Mia Causa con la penna
e con la parola. Grida e invita gli uomini a Colui
Che č il Signore sovrano di tutti i mondi, con tale
zelo e fervore che tutti ne siano infiammati.
6 Dě: O mio Signore, mio Benamato, Movente
delle mie azioni, Stella Polare dell’anima mia, Voce
che grida nel mio piů intimo essere, Oggetto
dell’adorazione del mio cuore! Sii lodato ché mi hai
concesso di volgere il volto verso di Te, mi hai infiammata
l’anima col Tuo ricordo e aiutato a proclamare
il Tuo nome e a cantare le Tue lodi.
7 Mio Dio, mio Dio! Se nessuno si allontanasse dal
Tuo sentiero, come potrebbe mai essere spiegata
l’insegna della Tua misericordia o issata la bandiera
del Tuo munifico favore? E se non si commettessero
iniquitŕ, che cosa mai potrebbe proclamarTi Colui
Che nasconde i peccati degli uomini, il Sempre Perdonatore,
l’Onnisciente, il Sapientissimo? Sia sacrificata
l’anima mia per le mancanze di coloro che
peccano contro di Te, poiché su tali mancanze hanno
SPIGOLATURE
321
alitato i dolci profumi delle tenere grazie del Tuo
Nome, il Compassionevole, il Misericordiosissimo.
Sia donata la mia vita per le colpe di coloro che
mancano verso di Te, poiché per causa loro si conoscono
e si diffondono fra gli uomini il soffio della
Tua Grazia e la fragranza della Tua premura amorosa.
Sia offerto il mio piů intimo essere per i peccati
di coloro che hanno mancato contro di Te, poiché
per effetto di questi peccati l’Astro dei Tuoi molteplici
favori si rivela sull’orizzonte della Tua munificenza
e le nubi della Tua infallibile provvidenza
piovono i loro doni sulle realtŕ di tutte le cose create.
8 Io sono, o mio Signore, colui che Ti ha confessato
la moltitudine delle sue cattive azioni e ha riconosciuto
ciň che nessuno ha riconosciuto. Sono corso
verso l’oceano del Tuo perdono e ho cercato riparo
all’ombra del Tuo amabilissimo favore. Concedimi,
T’imploro, Tu Che sei il Re Eterno e il Protettore
Sovrano di tutti gli uomini, di manifestare ciň che
porti i cuori e le anime degli uomini a librarsi
nell’illimitata immensitŕ del Tuo amore e a comunicare
col Tuo Spirito. Rafforzami col potere della Tua
sovranitŕ, cosě che io riesca a far volgere tutte le cose
create verso l’Alba della Tua Manifestazione e la
Sorgente della Tua Rivelazione. Aiutami, o mio Signore,
ad arrendermi completamente alla Tua volontŕ
e a dedicarmi al Tuo servizio, poiché questa vita
terrena mi č cara soltanto allo scopo di incedere atBAHÁ’U’LLÁH
322
torno al Tabernacolo della Tua Rivelazione e al Seggio
della Tua Gloria. Mi vedi, o mio Signore, distaccato
da tutto fuorché da Te e umile e sottomesso alla
Tua Volontŕ. Trattami come si conviene a Te, alla
Tua maestŕ e alla Tua eccelsa gloria.
9 O ‘Alí! La munificenza di Colui Che č il Signore
di tutti i mondi ti č stata e ti č ancora accordata. Armati
della Sua forza e del Suo potere ed ergiti ad aiutare
la Sua Causa e a magnificare il Suo santo Nome.
Non lasciare che la tua ignoranza nella scienza umana
e la tua incapacitŕ di leggere o scrivere addolori il
tuo cuore. Le porte della Sua multiforme grazia sono
nella vigorosa stretta del potere dell’unico vero Dio.
Egli le ha dischiuse, e continuerŕ a dischiuderle, davanti
a tutti coloro che Lo servono. Oso sperare che
questo soffio di dolcezza divina continui sempre a
diffondersi dai prati del tuo cuore sul mondo intero
in tal modo che i suoi effetti siano palesi in ogni
contrada. Č Lui Che ha potere su tutte le cose! Egli
č, invero, il Potentissimo, il Gloriosissimo,
l’Onnipotente.
CXLIII
1 Benedetto sii tu, o Mio servo, poiché hai riconosciuto
la Veritŕ e ti sei allontanato da colui che ha
ripudiato il Misericordiosissimo ed č stato condannaSPIGOLATURE
323
to come malvagio nella Tavola Madre. Cammina
perseverante nell’amore di Dio, sempre saldo nella
Sua Fede, e aiutaLo con il potere della tua parola.
Cosě ti comanda il Misericordiosissimo Che č stato
gettato in prigione per mano dei Suoi oppressori.
2 Se sei colpito dalle tribolazioni per amor Mio,
rammenta le Mie pene e i Miei tormenti e ricorda il
Mio esilio e la Mia prigionia. Cosě ti demandiamo
ciň che Ci č stato inviato da Colui Che č il Gloriosissimo,
il Sapientissimo.
3 Per il Mio essere! S’avvicina il giorno in cui
abrogheremo l’ordine del mondo e ciň che esso contiene,
dispiegando un nuovo ordine in sua vece. Egli
ha, invero, potere su tutte le cose.
4 Santificati il cuore per poterMi ricordare e
purificati l’orecchio per sentire le Mie parole. Volgiti,
quindi, verso il Luogo in cui č stato insediato il
trono del tuo Signore, il Dio di Misericordia, e dě:
Lode a Te, o mio Signore, per avermi reso capace di
riconoscere la Manifestazione del Tuo Essere e aiutato
a fissare il cuore sulla corte della Tua presenza,
l’oggetto dell’adorazione dell’anima mia. T’imploro
per il Tuo nome che ha fatto squarciare i cieli e
spaccare la terra, di disporre per me ciň che hai disposto
per coloro che si sono allontanati da tutto
fuorché Te e hanno saldamente posto il cuore in Te.
Concedi che io mi sieda alla Tua presenza sul seggio
della veritŕ, nel Tabernacolo della Gloria. Tu hai il
BAHÁ’U’LLÁH
324
potere di fare quel che vuoi. Non v’č altro Dio che
Te, il Gloriosissimo, il Sapientissimo.
CXLIV
1 La Penna dell’Altissimo ha decretato l’obbligo
d’insegnare questa Causa e lo ha imposto a tutti…
Dio ispirerŕ, senza dubbio, chiunque si allontani da
tutto fuorché Lui e faccia sgorgare e scorrere copiosamente
dal proprio cuore le pure acque della saggezza
e dell’eloquenza. Invero il Signore, il Misericordiosissimo,
ha il potere di fare ciň che vuole e di
ordinare tutto ciň che Gli piace.
2 Se osservassi questo mondo e ti rendessi conto
della caducitŕ delle cose che gli appartengono, non
vorresti percorrere altro sentiero che quello di colui
che serve la Causa del tuo Signore. Nulla avrebbe il
potere di distoglierti dal celebrare le Sue lodi, anche
se tutti gli uomini si levassero ad ostacolarti.
3 Procedi diritto e persevera al Suo servizio. Dě: O
uomini! Il Giorno che vi č stato promesso in tutte le
Scritture č ora giunto. Temete Dio e non esitate a
riconoscere Colui Che č lo Scopo della vostra creazione.
Affrettatevi verso di Lui. Vale piů questo, per
voi, che il mondo e tutto quel che contiene. Se solo
lo capiste!
SPIGOLATURE
325
CXLV
1 Se incontrate i miseri o gli oppressi, non allontanatevene
sdegnosi, perché il Re della Gloria veglia
sempre su di loro e li circonda di tale tenerezza che
nessuno puň comprendere, tranne coloro che hanno
sommerso desideri e aspirazioni nella Volontŕ del
vostro Signore, il Benevolo, il Saggio. O ricchi della
terra! Non fuggite davanti al povero riverso nella
polvere, ma siategli amici e lasciate che vi narri la
storia dei guai, dai quali l’imperscrutabile Decreto di
Dio ha fatto sě che fosse colpito. Per la giustizia di
Dio! Mentre state con lui, le Coorti Supreme vi
guarderanno, intercederanno per voi, esalteranno il
vostro nome e glorificheranno le vostre azioni. Benedetti
i sapienti che non si vantano del loro sapere e
beati i giusti che non deridono i peccatori, ma ne
tengono nascosti i peccati, affinché le proprie mancanze
restino nascoste agli occhi degli uomini.
CXLVI
1 Č Nostro desiderio e aspirazione che ognuno di
voi divenga fonte di bene per gli uomini ed esempio
di rettitudine per l’umanitŕ. Attenti a non preferire voi
stessi al prossimo. Fissate lo sguardo su Colui Che č il
BAHÁ’U’LLÁH
326
Tempio di Dio fra gli uomini. Egli, in veritŕ, ha offerto
la vita per la redenzione del mondo, Egli č, invero,
il Munifico, il Benevolo, l’Altissimo. Se fra voi sorge
qualche discordia, vedete Me davanti agli occhi e, per
amore del Mio nome e in pegno del vostro amore per
la Mia Causa manifesta e radiosa, non considerate i
reciproci difetti. Ci piace vedervi sempre amichevolmente
uniti e concordi nel paradiso del Mio
beneplacito e aspirare dalle vostre azioni la fragranza
dell’amicizia e dell’unitŕ, della gentilezza e della fratellanza.
Cosě vi consiglia l’Onnisciente, il Fedele.
Saremo sempre con voi e, se aspireremo il profumo
della vostra fratellanza, il Nostro cuore si rallegrerŕ
certamente, perché null’altro puň appagarCi. Ne fa
fede chi possiede vera comprensione.
CLXVII
1 Il Piů Grande Nome Mi č testimone! Che tristezza
se qualcuno in questo Giorno ponesse il cuore
sulle cose effimere di questo mondo! Sorgete e aggrappatevi
saldamente alla Causa di Dio. Siate affettuosi
l’uno verso l’altro. Unicamente per amore del
Benamato, bruciate il velo dell’egoismo alla fiamma
del Fuoco imperituro e, con viso raggiante e luminoso,
associatevi con il prossimo. Avete visto bene,
sotto ogni aspetto, il comportamento di Colui Che č
SPIGOLATURE
327
il Verbo della Veritŕ fra voi. Sapete perfettamente
come sarebbe doloroso per questo Giovane, se il
cuore di uno dei benamati di Dio fosse rattristato a
causa Sua, sia pur per una notte.
2 Il Verbo di Dio ha infiammato il cuore del
mondo. Come sarebbe spiacevole se non vi lasciaste
accendere da questa fiamma! Voglia Dio che consideriate
questa notte benedetta la notte dell’unitŕ, legando
assieme le vostre anime e risolvendo di abbellirvi
dell’ornamento di un carattere buono e lodevole.
Vostra principale preoccupazione sia quella di
salvare il caduto dall’abisso dell’estinzione imminente
e di aiutarlo ad abbracciare l’antica Fede di
Dio. Il vostro comportamento verso il prossimo
dev’essere tale da mostrare chiaramente i segni
dell’unico vero Dio, poiché voi siete i primi fra gli
uomini a essere ricreati dal Suo Spirito, i primi ad
adorarLo e a inginocchiarvi davanti a Lui, i primi a
incedere adoranti attorno al Suo trono di Gloria.
Giuro per Colui Che Mi ha fatto rivelare tutto ciň
che Gli č piaciuto! Gli abitatori del Regno Superno
vi conoscono meglio di quanto non vi conosciate voi
stessi. Credete che queste parole siano vane e vuote?
Se solo aveste il potere di discernere ciň che vede il
vostro Signore, il Misericordiosissimo – cose che
attestano l’eccellenza del vostro rango, che fanno
fede della grandezza del vostro pregio, che proclamano
la sublimitŕ del vostro stadio! Voglia Dio che
BAHÁ’U’LLÁH
328
desideri e irrefrenabili passioni non vi privino di ciň
che vi č stato destinato.
CXLVIII
1 O Salmán! Tutto ciň che i sapienti e i mistici
hanno detto o scritto non ha mai superato, né potrŕ
mai sperare di superare i limiti ai quali la mente
limitata dell’uomo č stata rigorosamente
assoggettata. A qualunque altezza si libri la mente
degli uomini piů eccelsi, per grandi che siano le
profonditŕ che cuori distaccati e percettivi possano
penetrare, quelle menti e quei cuori non andranno
mai oltre a ciň che č creatura delle loro concezioni e
prodotto dei loro pensieri. Le meditazioni del piů
profondo pensatore, le devozioni del piů santo dei
santi, le piů alte espressioni di lode uscite da penna o
lingua umana non sono altro che un riflesso di ciň
che č stato creato in loro stessi dalla rivelazione del
Signore loro Dio. Chiunque mediti in cuor suo
questa veritŕ ammette senza difficoltŕ che vi sono
limiti che nessun essere umano puň oltrepassare.
Ogni tentativo di raffigurarsi e conoscere Dio, fatto
dal principio che non ha principio, č stato limitato
dalle esigenze della Sua creazione, una creazione
ch’Egli ha chiamato all’esistenza per opera della Sua
Volontŕ e per nessun altro scopo che la Sua Persona.
Egli č incommensurabilmente eccelso al di sopra
SPIGOLATURE
329
mensurabilmente eccelso al di sopra degli sforzi
compiuti da menti o lingue umane per penetrarNe
l’Essenza o descriverNe il mistero. Nessun legame
diretto potrŕ mai unirLo alle cose che ha creato e le
piů astruse e remote allusioni delle Sue creature non
rendono giustizia al Suo essere. Tramite la Sua Volontŕ
che pervade il mondo, Egli ha chiamato
all’esistenza tutte le cose create. Egli č, ed č sempre
stato celato nell’antica eternitŕ della Sua eccelsa e
invisibile Essenza e continuerŕ per sempre a restare
occultato nella Sua inaccessibile maestŕ e gloria.
Tutto ciň che č in cielo e in terra esiste per Suo comando
e, per Sua Volontŕ, č passato dal nulla assoluto
al regno dell’esistenza. Come puň, dunque, la
creatura modellata dalla Parola di Dio comprendere
la natura di Colui Che č l’Antico dei Giorni?
CXLIX
1 A chiunque in questo Giorno si levi e, con assoluto
distacco da tutto ciň che č nei cieli e sulla terra,
ponga il proprio affetto su Colui Che č l’Alba della
santa Rivelazione di Dio, in veritŕ, sarŕ data la forza
di soggiogare tutte le cose create, per il potere di uno
dei Nomi del Signore, il suo Dio, l’Onnisciente, il Sapientissimo.
Sappi con certezza che, in questo Giorno,
l’Astro della Veritŕ ha irradiato sul mondo un fulgore
BAHÁ’U’LLÁH
330
tale quale le etŕ passate non hanno mai visto. O genti,
lasciate che la luce della Sua gloria risplenda su di voi
e non siate fra i negligenti.
CL
1 Allorché sarŕ conseguita la vittoria, ogni persona
si professerŕ credente e si affretterŕ verso il rifugio
della Fede di Dio. Felici coloro che nei giorni in cui
le prove hanno afflitto il mondo sono rimasti saldi
nella Causa e si sono rifiutati di deviare dalla sua
veritŕ!
CLI
1 O usignoli di Dio, liberatevi dalle spine e dai rovi
dell’infelicitŕ e della disperazione e spiccate il volo
verso il roseto d’inalterabile splendore. O amici Miei
che abitate nella polvere! Affrettatevi verso la vostra
dimora celeste. Annunziate a voi stessi la lieta
novella: «Colui Che č l’Amatissimo č giunto. Egli Si
č incoronato della gloria della Rivelazione di Dio e
ha dischiuso agli uomini le porte del Suo antico
Paradiso». Gioisca ogni occhio, si rallegri ogni
orecchio, poiché questo č il tempo di mirare la Sua
beltŕ, questo č il momento opportuno per ascoltare la
Sua voce. Proclamate a ogni bramoso amante:
SPIGOLATURE
331
ce. Proclamate a ogni bramoso amante: «Guarda, il
tuo Benamato č venuto fra gli uomini!», e ai messaggeri
del Monarca dell’amore comunicate la
novella: «Ecco, l’Adorato č apparso ammantato in
piena gloria!». O amanti della Sua bellezza! Mutate
l’angoscia per la separazione da Lui nel gaudio
dell’eterno ricongiungimento e lasciate che la dolcezza
della Sua presenza dissipi l’amarezza della
lontananza dalla Sua corte.
2 Mirate come le molteplici grazie di Dio che
discendono dalle nubi della gloria divina abbiano
pervaso, in questo giorno, il mondo. Poiché, mentre
nei giorni passati l’amante supplicava e cercava il
Benamato, adesso č il Benamato Che chiama gli amanti
e li invita alla Sua presenza. Attenti a non perdere
un cosě prezioso favore, guardatevi di non sminuire
un cosě cospicuo pegno della Sua grazia. Non
abbandonatene i benefici incorruttibili e non accontentatevi
di ciň che č perituro. Alzate il velo che vi
oscura la vista e dissipate le tenebre che
l’avviluppano, cosě che possiate vedere la nuda beltŕ
del volto del Benamato, contemplare ciň che mai
occhio ha contemplato e udire ciň che mai orecchio
ha udito.
3 AscoltateMi, o uccelli mortali! Nel Roseto
dell’immutabile splendore ha incominciato a sbocciare
un Fiore in confronto al quale ogni altro fiore
non č che un rovo e innanzi allo splendore della Cui
BAHÁ’U’LLÁH
332
gloria l’essenza della beltŕ č costretta a impallidire e
appassire. Sorgete, dunque, e con tutto l’entusiasmo
del vostro cuore, con tutta la passione della vostra
anima, col pieno fervore della vostra volontŕ e con
gli sforzi tesi di tutto il vostro essere, procurate di
accedere al paradiso della Sua presenza, cercate di
aspirare la fragranza del Fiore incorruttibile, di inalare
i dolci aromi della santitŕ e di ottenere una parte
di questo profumo di gloria celeste. Chiunque seguirŕ
questo consiglio spezzerŕ le catene, gusterŕ il rapimento
dell’estasi d’amore, conseguirŕ il voto del
suo cuore e affiderŕ l’anima alle mani del Benamato.
Infranta la gabbia, spiccherŕ il volo come l’uccello
dello spirito verso il suo santo, eterno nido.
4 Le notti si sono succedute ai giorni e i giorni alle
notti, le ore e i momenti della vostra vita son venuti
e passati, eppure nessuno di voi si č distaccato per
un solo istante da ciň che č perituro. Scuotetevi,
affinché i brevi attimi che ancora vi restano non
vadano dissipati e perduti. Con la rapiditŕ del baleno
passeranno i vostri giorni e i vostri corpi saranno
deposti a riposare sotto una coltre di polvere. Che
cosa potrete ottenere allora? Come potrete espiare le
vostre mancanze passate?
5 La Candela sempiterna risplende nella sua nuda
gloria. Mirate come abbia consumato ogni velo mortale.
O voi che come falene amate la Sua luce! Sfidate
ogni pericolo e consacrate l’anima alla Sua fiamSPIGOLATURE
333
ma divoratrice. O voi che siete sitibondi di Lui!
Spogliatevi di ogni affetto terreno e correte ad abbracciare
il vostro Benamato. Con ineguagliabile
brama affrettatevi a raggiungerLo. Il Fiore, finora
nascosto a sguardi umani, si mostra senza veli ai vostri
occhi. Sta davanti a voi nel pieno fulgore della
gloria. La Sua voce invita tutti gli esseri santi e purificati
a unirsi a Lui. Felice chi si volge a Lui, beato
chi ha raggiunto e mirato la luce di un sě mirabile
sembiante.
CLII
1 Il Tuo occhio č affidato a Me, non permettere che
polvere di desideri vani ne offuschi lo splendore. Il
tuo orecchio č un segno della Mia munificenza, non
lasciare che tumulti d’indegne voci lo allontanino
dalla Mia Parola che pervade tutto il creato. Il tuo
cuore č il Mio tesoro, non permettere che la mano
traditrice dell’egoismo ti derubi delle perle che vi ho
deposto. La tua mano č il simbolo della Mia gentilezza
amorosa, non impedirle di tenersi saldamente
alle Mie Tavole custodite e celate… Non richiesto
ho profuso su di te la Mia grazia. Non sollecitato ho
realizzato il tuo desiderio. Sebbene tu non lo meritassi,
ti ho prescelto per donarti i Miei piů doviziosi,
incalcolabili favori… O Miei servi! Siate rassegnati
BAHÁ’U’LLÁH
334
e sottomessi come la terra, affinché dal suolo del vostro
essere sboccino i profumati, multicolori, santi
giacinti della Mia sapienza. Ardete come il fuoco, sě
che possiate bruciare i veli dell’ignavia e infiammare,
con le vivificanti energie dell’amore di Dio, il
cuore gelido e traviato. Siate leggeri e liberi come la
brezza, affinché possiate ottenere accesso nei precinti
della Mia Corte, nel Mio inviolabile Santuario.
CLIII
1 O esiliato e fedele amico! Spegni la sete
dell’accidia con le sacre acque della Mia grazia e
scaccia lo sconforto della lontananza con la luce
mattutina della Mia presenza divina. Non permettere
che il sito in cui dimora il Mio sempiterno amore per
te sia distrutto da tirannie di cupidi desideri e non
oscurare la beltŕ del Giovane celestiale con polvere
di egoismo e di passione. Včstiti dell’essenza della
rettitudine e il tuo cuore non tema altri che Dio. Non
offuscare la sorgente luminosa dell’anima tua con
spine e rovi di affetti disordinati e vani e non ostacolare
il flusso delle acque vivificatrici che sgorgano
dalla fonte del tuo cuore. Poni ogni speranza in Dio
e aggrappati tenacemente alla Sua infallibile misericordia.
Chi altri fuorché Lui puň arricchire il povero
e risollevare il colpevole dalla sua degradazione?
SPIGOLATURE
335
2 O Miei servi! Se poteste scoprire gli oceani celati
e sconfinati della mia incorruttibile ricchezza certamente
considerereste il mondo, anzi l’intera creazione,
un nulla. Fate che la fiamma della ricerca bruci
con tale ardore nel vostro cuore da permettervi di
raggiungere la vostra suprema ed eccelsa meta – lo
stadio al quale possiate avvicinarvi ed essere uniti al
vostro Prediletto…
3 O Miei servi! Non permettete che vane speranze
e fatue fantasie indeboliscano le fondamenta della
vostra fede nel Gloriosissimo Iddio, poiché quelle
fantasie non sono state di nessun giovamento agli
uomini e non sono riuscite a guidare i loro passi sul
retto Sentiero. O Miei servi, credete che la Mano
della Mia sovranitŕ, che tutto prende sotto la propria
ombra e tutto trascende, sia incatenata, che il flusso
della Mia antica, incessante e onnipresente misericordia
si sia arrestato, o che le nubi dei Miei sublimi
e ineguagliabili favori abbiano cessato di riversare
doni sugli uomini? Potete immaginare che le opere
meravigliose che hanno proclamato il Mio divino e
irresistibile potere siano cessate, o che al potere della
Mia volontŕ e del Mio intento sia stato impedito di
dirigere i destini dell’umanitŕ? Se cosě non fosse,
perché mai vi siete sforzati d’impedire che
l’immortale Bellezza del Mio sacro e amabile Sembiante
si palesasse agli occhi degli uomini? Perché
avete lottato per impedire alla Manifestazione
BAHÁ’U’LLÁH
336
dell’Onnipotente e Gloriosissimo Essere di diffondere
sulla terra lo splendore della Sua Rivelazione? Se
foste equi nel giudicare, riconoscereste senza indugio
come le realtŕ di tutte le cose create siano inebriate
dalla gioia di questa nuova e meravigliosa Rivelazione,
come tutti gli atomi della terra siano stati
illuminati dallo splendore della Sua gloria. Vano e
meschino č ciň che avete immaginato e ancora immaginate!
4 Tornate sui vostri passi, o Miei servi, e volgete il
cuore verso Colui Che č la sorgente della vostra creazione.
Liberatevi dei vostri cattivi e corrotti attaccamenti
e affrettatevi ad abbracciare la luce del Fuoco
eterno che risplende sul Sinai di questa Rivelazione
misteriosa e trascendente. Non corrompete la
santa, universale, primigenia Parola di Dio e non
cercate di profanarne la santitŕ o avvilirne l’eccellenza.
O incuranti! Benché le meraviglie della Mia
misericordia abbiano pervaso tutte le cose create,
visibili e invisibili, e sebbene le rivelazioni della Mia
grazia e della Mia munificenza abbiano permeato
ogni atomo dell’universo, pure la verga con la quale
posso punire i malvagi č dolorosa, e terribile č la
violenza della Mia collera contro di loro. Con orecchi
purificati da vanagloria e desideri mondani ascoltate
i consigli che vi ho rivelato con la Mia gentilezza
misericordiosa e con gli occhi interiori ed esterioSPIGOLATURE
337
ri contemplate le evidenze della Mia meravigliosa
Rivelazione…
5 O Miei servi! Non vi private dell’inestinguibile e
risplendente Luce che brilla nella Lampada della gloria
divina. Fate che la fiamma dell’amore di Dio arda
luminosa nei vostri cuori raggianti. Nutritela con
l’olio della guida divina e proteggetela entro il riparo
della costanza. Custoditela sotto il globo della fiducia
e del distacco da tutto fuorché Dio, cosicché i malvagi
mormorii degli empi non ne spengano la luce. O Miei
servi! La Mia santa Rivelazione divinamente ordinata
puň paragonarsi a un oceano nelle cui profonditŕ siano
celate innumerevoli perle di gran valore e insuperato
splendore. Č d’uopo che ogni ricercatore si adoperi
e lotti per giungere alle rive di quest’oceano al
fine di godere, commisuratamente all’ardore della ricerca
e agli sforzi compiuti, dei benefici prestabiliti
nelle irrevocabili Tavole celate di Dio. Se nessuno
vorrŕ volgere i passi verso le sue rive, se nessuno riuscirŕ
a levarsi per trovarLo, potrŕ dirsi che un tale fallimento
abbia derubato quest’oceano del suo potere o
diminuito in qualche modo i suoi tesori? Vane e biasimevoli
le fantasie che i vostri cuori hanno foggiato e
ancora foggiano! O Miei servi! L’unico vero Dio Mi č
testimone! Quest’immenso, quest’insondabile, questo
fluttuante Oceano č vicino, sorprendentemente vicino.
Guardate, vi č piů vicino della vena del collo. Se lo
desiderate, potete raggiungerlo in un batter d’occhio e
BAHÁ’U’LLÁH
338
partecipare di questo favore imperituro, di questa grazia
concessa da Dio, di questo dono incorruttibile, di
questa munificenza possente, indicibilmente gloriosa.
6 O Miei servi! Se comprendeste quali meraviglie
della Mia munificenza e della Mia generositŕ ho voluto
affidare alle vostre anime, vorreste, in veritŕ,
liberarvi da ogni attaccamento a tutte le cose create e
acquistereste una vera conoscenza di voi stessi, una
conoscenza che č lo stesso della comprensione del
Mio proprio Essere. Vi trovereste indipendenti da
tutto fuorché Me, con l’occhio interiore ed esteriore
scorgereste i mari della Mia amorosa premura e della
Mia munificenza agitarsi in voi, evidenti come la
rivelazione del Mio fulgente Nome. Non permettete
che fatue immaginazioni, passioni malvagie, insinceritŕ
e cecitŕ del cuore offuschino lo splendore o
macchino la santitŕ di uno stadio cosě sublime. Siete
come l’uccello che si libra con tutta la forza delle
sue possenti ali e con completa e gioiosa fiducia
nell’immensitŕ dei cieli, finché, spinto a soddisfare
la fame, ritorna bramoso all’acqua e alla creta della
terra sottostante e, impigliato nelle reti del desiderio,
si trova incapace di riprendere il volo verso i regni
dai quali era disceso. Incapace di scuotere il fardello
che grava sulle sue ali imbrattate, quell’uccello, fino
ad allora abitante dei cieli, č ora obbligato a cercare
una dimora nella polvere. Perciň, o Miei servi, non
imbrattatevi le ali con fango di malvagitŕ e fatui deSPIGOLATURE
339
sideri e non permettete che esse siano macchiate da
polvere d’invidia e odio, perché non vi sia impedito
di librarvi nei cieli della Mia divina sapienza.
7 O Miei servi! Per il potere di Dio e per la Sua
possanza ho tratto dal tesoro della Sua sapienza e
della Sua saggezza le perle celate nelle profonditŕ
del Suo oceano eterno e ve le ho rivelate. Ho invitato
le Ancelle del Cielo a mostrarsi da dietro il velo
dell’occultamento e le ho ammantate con queste Mie
parole – parole di antico potere e saggezza. Inoltre,
con la mano del potere divino, ho dissuggellato il
vino prelibato della Mia Rivelazione e ho sparso la
sua santa e segreta fragranza di muschio su tutte le
cose create. Chi, se non voi stessi, si dovrŕ biasimare,
se preferirete restar privi di una cosě grande, dilagante,
trascendente e universale grazia di Dio, di una
cosě luminosa rivelazione della Sua misericordia risplendente?…
8 O Miei servi! Null’altro splende nel Mio cuore se
non l’inesauribile luce del Mattino della Guida divina
e null’altro esce dalla Mia bocca se non l’essenza
della veritŕ che il Signore vostro Dio ha rivelato.
Non seguite perciň i desideri terreni e non violate il
Patto di Dio né la promessa che Gli avete fatto. Con
ferma determinazione, con tutto l’affetto del vostro
cuore e con la piena forza delle vostre parole, volgetevi
a Lui e non percorrete il cammino degli stolti. Il
mondo non č che una parvenza futile e vuota, un
BAHÁ’U’LLÁH
340
semplice nulla che ha l’aspetto della realtŕ. Non ponete
i vostri affetti su di esso. Non spezzate il legame
che vi unisce al vostro Creatore e non siate di
coloro che hanno errato e si sono allontanati dalle
Sue vie. In veritŕ vi dico: Il mondo č come il miraggio
nel deserto che l’assetato crede acqua e s’affatica
a raggiungere con tutte le sue forze, finché, giuntovi,
si accorge che č pura illusione. Puň anche essere paragonato
all’effigie senza vita dell’amata che
l’amante ha cercato e infine trovato dopo lungo errare
e che con suo grande rincrescimento č tale da non
poter «saziarlo o soddisfarne la fame».
9 O Miei servi! Non addoloratevi se in questi
giorni e su questa terra sono state ordinate e manifestate
da Dio cose contrarie ai vostri desideri, poiché
vi sono sicuramente serbati giorni di gioia ineffabile,
di delizia paradisiaca. Mondi santi e spiritualmente
gloriosi si sveleranno ai vostri occhi. Egli vi ha destinati
a partecipare ai loro benefici, a condividerne
le gioie e ad ottenere una parte della loro grazia sostenitrice
in questo mondo e nel mondo di lŕ. Li conseguirete
tutti senza dubbio.
CLIV
1 O Salmán, ammonisci gli amati dell’unico vero
Dio di non giudicare con occhio troppo critico i detti
SPIGOLATURE
341
e gli scritti degli uomini. Si avvicinino piuttosto a
questi detti e a questi scritti con spirito di larghe vedute
e affettuosa simpatia. Coloro perň che in questo
Giorno sono stati indotti ad assalire con scritti incendiari
gl’insegnamenti della Causa di Dio devono
essere trattati diversamente. Incombe a tutti, ciascuno
secondo la propria capacitŕ, il compito di confutare
le argomentazioni di coloro che hanno attaccato
la Fede di Dio. Cosě č stato decretato da Colui Che č
il Potentissimo, l’Onnipotente. Chi desidera diffondere
la Causa dell’unico vero Dio la propaghi per
mezzo della penna e della lingua piuttosto che ricorrendo
alla spada o alla violenza. Abbiamo rivelato in
precedenti occasioni quest’ingiunzione e ora la
confermiamo, se solo comprendeste! Per la
rettitudine di Colui Che in questo Giorno grida
nell’intimo cuore di tutte le cose create: «Dio, non
v’č altro Dio che Me!». Chiunque si levi a difendere
con i propri scritti la Causa di Dio dai suoi assalitori,
per quanto insignificante sia la sua parte, sarŕ cosě
onorato nel mondo avvenire che la Coorte superna
ne invidierŕ la gloria. Nessuna penna puň descrivere
la sublimitŕ del suo stadio, nessuna lingua puň
descriverne lo splendore. Poiché a chiunque sarŕ
saldo e tenace in questa santa, gloriosa ed eccelsa
Rivelazione sarŕ accordato un potere tale che potrŕ
affrontare e sconfiggere tutto ciň che č in cielo e in
terra. Dio Stesso ne č testimone.
BAHÁ’U’LLÁH
342
2 O benamati di Dio! Non restate adagiati sui
vostri giacigli, ma non appena riconoscete il vostro
Signore, il Creatore, alzatevi e, udito ciň che Gli č
accaduto, correte ad assisterLo. Sciogliete la lingua
per proclamare incessantemente la Sua Causa. Ciň vi
servirŕ piů di tutti i tesori del passato e dell’avvenire,
se siete di coloro che comprendono questa veritŕ.
CLV
1 Il primo dovere prescritto da Dio ai Suoi servi č
il riconoscimento di Colui Che č l’Alba della Sua
Rivelazione e la Fonte delle Sue Leggi, Che rappresenta
la Divinitŕ tanto nel Regno della Sua Causa
quanto nel mondo della creazione. Chiunque adempie
questo dovere raggiunge ogni bene e chiunque ne
č privo č perduto, anche se abbia compiuto degne
azioni. Č dovere di ognuno che giunga a questo sublime
stadio, a questa vetta di gloria trascendente, di
osservare ogni comandamento di Colui Che č il Desiderio
del mondo. Questi doveri gemelli sono inseparabili;
l’uno non č accetto senza l’altro. Cosě č stato
decretato da Colui Che č la Sorgente dell’ispirazione
divina.
2 Coloro che Dio ha dotato di percezione riconosceranno
facilmente che i precetti decretati da Dio
costituiscono i mezzi piů elevati per il mantenimento
SPIGOLATURE
343
dell’ordine nel mondo e per la sicurezza dei popoli.
Chi se ne allontana sarŕ annoverato fra gli abietti e
gli stolti. In veritŕ, vi abbiamo comandato di respingere
gli impulsi delle azioni malvagie e dei desideri
corrotti e di non oltrepassare i limiti fissati dalla
Penna dell’Altissimo, poiché essi sono l’alito della
vita per tutte le cose create. I mari della saggezza
divina e dei detti di Dio si sono gonfiati al soffio della
brezza del Misericordiosissimo. Affrettatevi a
berne appieno, o uomini di comprensione! Coloro
che hanno violato il Patto di Dio trasgredendo i Suoi
comandamenti e ritornando sui propri passi hanno
errato deplorevolmente agli occhi di Dio, Colui Che
tutto possiede, l’Altissimo.
3 O popoli del mondo! Sappiate per certo che i
Miei comandamenti sono le lampade della Mia amorosa
provvidenza fra i Miei servi e le chiavi della
Mia misericordia per le Mie creature. Questo č stato
inviato dal cielo della Volontŕ del vostro Signore, il
Signore della Rivelazione. Se un uomo potesse gustare
la dolcezza delle parole che le labbra del Misericordiosissimo
hanno voluto pronunciare, egli, pur
possedendo i tesori della terra, rinunzierebbe a tutto
per rivendicare la veritŕ anche di uno solo dei Suoi
comandamenti che alti risplendono sull’Alba della
Sua munifica sollecitudine e della Sua amorosa premura.
BAHÁ’U’LLÁH
344
4 Dě: Dalle Mie leggi si aspira il profumo soave
della Mia veste e col loro aiuto gli stendardi della
Vittoria saranno issati sulle vette piů elevate. La
Lingua del Mio potere, dal cielo della Mia gloria onnipotente,
ha rivolto queste parole alla Mia creazione:
«Osserva i Mie comandamenti per amore della
Mia Beltŕ». Felice l’amante che ha aspirato la divina
fragranza del suo Benamato da queste parole impregnate
dell’ aroma di una grazia che nessuna lingua
puň descrivere. Per la Mia vita! Colui che ha bevuto
il prelibato vino dell’equitŕ dalle mani del Mio munifico
favore graviterŕ attorno ai Miei comandamenti
che alti risplendono sull’Alba della Mia creazione.
5 Non crediate che vi abbiamo rivelato un semplice
codice di leggi. Anzi, con le dita della forza e del
potere vi abbiamo dissuggellato il Vino prelibato. Ne
fa testimonianza ciň che la Penna della Rivelazione
ha rivelato. Meditate, o uomini d’intuizione!
6 Ogni qual volta le Mie leggi si mostrano come il
sole nel cielo dei Miei detti, devono essere fedelmente
obbedite da tutti, anche se il Mio decreto fosse
tale da squarciare il cielo di ogni religione. Egli fa
ciň che Gli piace. Egli sceglie e nessuno puň opporsi
alla Sua scelta. Tutto ciň ch’Egli, il Benamato, ordina,
č in veritŕ amato. Me ne fa fede Colui Che č il
Signore di tutta la creazione. Chiunque abbia aspirato
la dolce fragranza del Misericordiosissimo e riconosciuta
la Sorgente di questi detti darŕ il benvenuto
SPIGOLATURE
345
ai dardi del nemico, per dimostrare la veritŕ delle
leggi di Dio fra gli uomini. Beato colui che si č volto
ad esse e ha appreso il significato del Suo decreto
decisivo.
CLVI
1 Colui Che č l’Eterna Veritŕ ha rivolto gli occhi
dall’Alba della Gloria verso le genti di Bahá indirizzando
loro queste parole: «Dedicatevi a promuovere
il benessere e la tranquillitŕ dei figli degli uomini.
Applicate mente e volontŕ all’educazione dei popoli
e delle tribů della terra, affinché i dissensi che li dividono
si cancellino dalla sua faccia per il potere del
Piů Grande Nome e tutta l’umanitŕ divenga sostenitrice
di un solo Ordine e abitatrice di un’unica Cittŕ.
Illuminate e santificate i vostri cuori; non permettete
che siano profanati da spine di odio o rovi di malizia.
Dimorate in un solo mondo e siete stati creati
per opera di un’unica Volontŕ. Beato colui che si
unisce a tutti gli uomini in ispirito di massima gentilezza
e di profondo amore».
BAHÁ’U’LLÁH
346
CLVII
1 Coloro che hanno abbandonato il proprio paese
per insegnare la Nostra Causa, lo Spirito fedele li
rafforzerŕ col suo potere. Una compagnia dei Nostri
angeli scelti andrŕ con loro, come ha ordinato Colui
Che č l’Onnipotente, il Sapientissimo. Grande la benedizione
che attende colui che ha avuto l’onore di
servire l’Onnipotente! Per la Mia Vita! Nessuna azione,
per grande che sia, le puň essere paragonata,
fuorché le azioni ordinate da Dio, l’Onnipotente, il
Piů Possente. Un tale servigio č, invero, il sovrano di
tutte le buone azioni e l’ornamento di ogni atto virtuoso.
Cosě č stato ordinato da Colui Che č il Sovrano
Rivelatore, l’Antico dei Giorni.
2 Chiunque si disponga a insegnare la Nostra
Causa deve separarsi da tutte le cose terrene e considerare,
in ogni momento, suo supremo obiettivo il
trionfo della Nostra Fede. Cosě, invero, č stato decretato
nella Tavola Custodita. E allorché decide di lasciare
la sua casa per amore della Causa del suo Signore,
ponga tutta la sua fiducia in Dio, come il miglior
viatico per il suo viaggio, ammantandosi col
saio della virtů. Cosě č stato decretato da Dio,
l’Onnipotente, il Lodatissimo.
3 Se sarŕ infiammato dal fuoco del Suo amore, se
rinunzierŕ a tutte le cose create, le parole che pronunzierŕ
infiammeranno coloro che lo ascolteranno.
SPIGOLATURE
347
In veritŕ, il tuo Signore č l’Onnisciente, Colui Che
tutto sa. Felice colui che ha udito la Nostra voce e
risposto al Nostro appello. Egli č, invero, fra coloro
che Ci saranno portati vicino.
CLVIII
1 Dio ha prescritto a ciascuno il dovere di insegnare
la Sua Causa. Chiunque si levi ad assolvere un
tale dovere deve, prima di proclamare il Suo Messaggio,
abbellirsi dell’ornamento di un carattere retto
e lodevole, cosicché le sue parole attraggano il cuore
di coloro che rispondono al suo appello. Senza questo
non potrŕ mai sperare di influenzare i propri ascoltatori.
CLIX
1 Considerate la miseria della mente umana. Gli
uomini chiedono quel che li danneggia e rigettano
quel che li avvantaggia. In veritŕ, sono fra coloro che
vagano sperduti. Troviamo che alcuni desiderano la
libertŕ vantandosi di possederla. Essi si trovano
nell’ignoranza piů profonda.
2 La libertŕ, alla fine, conduce necessariamente
alla sedizione, le cui fiamme nessuno puň spegnere.
BAHÁ’U’LLÁH
348
Cosě vi ammonisce Colui Che valuta, l’Onnisciente.
Sappiate che personificazione e simbolo della libertŕ
č l’animale. Quel che si addice all’uomo č la
sottomissione a tali limitazioni che lo proteggano
dalla sua stessa ignoranza e lo difendano dall’insidia
dei malevoli. La libertŕ induce l’uomo a sorpassare i
limiti della decenza e a venir meno alla dignitŕ del
suo stadio, abbassandolo a un livello di estremo
pervertimento e malvagitŕ.
3 Considerate gli uomini come un armento di
pecore che ha bisogno della protezione di un pastore.
Questa č la veritŕ, l’indiscutibile veritŕ. Noi approviamo
la libertŕ in alcune circostanze e rifiutiamo di
sanzionarla in altre. In veritŕ, siamo gli Onniscienti.
4 Dě: Per quanto non lo sappiate, la vera libertŕ
consiste nella sottomissione dell’uomo ai Miei comandamenti.
Se gli uomini osservassero quel che
inviammo loro dal Cielo della Rivelazione, sicuramente
otterrebbero la perfetta libertŕ. Felice colui
che ha compreso lo Scopo di Dio in tutto ciň che Egli
ha rivelato dal Paradiso del Suo Volere, che pervade
tutto il creato! Dě: La libertŕ che vi giova non si
trova altrove che nel completo asservimento a Dio,
l’Eterno Vero. Chiunque ne abbia gustata la dolcezza
rifiuterŕ di barattarla per tutti i regni della terra e
del cielo.
SPIGOLATURE
349
CLX
1 Č realmente un vero credente nell’unitŕ di Dio
colui che, in questo Giorno, Lo considera immensamente
eccelso al di sopra di tutti i confronti e di tutte
le somiglianze ai quali gli uomini Lo hanno
paragonato. Ha gravemente errato colui che ha
confuso questi confronti e queste somiglianze con
Dio stesso. Riflettete sulla relazione fra artefice e
opera, fra pittore e dipinto. Puň mai sostenersi che il
lavoro prodotto dalle mani di un artefice sia uguale a
lui? Per Colui Che č il Signore del Trono eccelso e
della terra quaggiů! Queste opere non possono essere
considerate altro che prove che proclamano
l’eccellenza e la perfezione del proprio autore.
2 O Shaykh, tu che hai arreso la volontŕ a Dio! Per
dedizione e unione perpetua con Dio si deve intendere
che gli uomini devono sommergere completamente
la loro volontŕ nella Volontŕ di Dio e considerare
un mero nulla i loro desideri al cospetto del Suo Intento.
Qualunque cosa il Creatore comandi alle creature
di osservare, esse devono compierlo diligentemente
e con immensa gioia e fervore. Non devono in
alcun modo permettere alla fantasia di ottenebrare il
loro giudizio, né considerare le loro immaginazioni
la voce dell’Eterno. Nella Preghiera del Digiuno abbiamo
rivelato: «Se la Tua Volontŕ decretasse che
queste parole Ti uscissero dalla bocca e fossero loro
BAHÁ’U’LLÁH
350
rivolte: “Osservate, o genti, il digiuno per amor della
Mia Beltŕ e non ponete limiti alla sua durata”, giuro
per la maestŕ della Tua gloria che tutti l’osserverebbero
fedelmente, si asterrebbero da qualunque
cosa violi la Tua legge e cosě continuerebbero fino a
renderTi l’anima». In questo consiste la completa
resa della volontŕ alla Volontŕ di Dio. Medita su ciň,
affinché tu possa bere le acque di vita eterna che scaturiscono
dalle parole del Signore di tutta l’umanitŕ
e attestare che l’unico vero Dio č sempre stato incommensurabilmente
superiore alle Sue creature.
Egli č, invero, l’Incomparabile, l’Eterno, l’Onnisciente,
il Sapientissimo. Lo stadio dell’assoluta dedizione
trascende e sempre sorpasserŕ ogni altro stadio.
3 Fa d’uopo che ti consacri alla Volontŕ di Dio.
Tutto ciň che č stato rivelato nelle Sue Tavole non č
che un riflesso della Sua Volontŕ. La tua consacrazione
dev’essere cosě completa da cancellarti dal
cuore ogni traccia di desiderio mondano. Questo č il
significato della vera unitŕ.
4 Implora Dio di farti restare saldo su questo
sentiero e di aiutarti a guidare i popoli del mondo verso
Colui Che č il vero Sovrano, Che Si č rivelato in
una veste speciale, Che dŕ voce a uno specifico Messaggio
divino. Questa č l’essenza della fede e della
certezza. Coloro che adorano l’idolo forgiato dalla
loro immaginazione e lo chiamano Realtŕ Essenziale
SPIGOLATURE
351
sono, in veritŕ, da annoverarsi fra i pagani. Ne fa testimonianza
il Misericordiosissimo nelle Sue Tavole.
Egli č, invero, l’Onnisciente, il Sapientissimo.
CLXI
1 Apprestati al cimento, caso mai tu possa guidare il
prossimo alla legge di Dio, il Piů Misericordioso. In
veritŕ, agli occhi di Dio, Colui Che tutto possiede,
l’Altissimo, questo atto supera tutti gli altri. Tale
dev’essere la tua saldezza nella Causa di Dio, che nessuna
cosa terrena, qualunque essa sia, abbia la forza di
sviarti dal tuo dovere. Anche se tutte le forze della
terra facessero lega contro di te, anche se tutti gli uomini
disputassero con te, non devi vacillare.
2 Nel portare il Messaggio di Colui Che ha fatto
sorgere l’Alba della Guida divina, sii libero come il
vento. Considera come il vento, fedele a ciň che Dio
ha stabilito, soffia su tutte le regioni del mondo, popolate
o deserte. Né aspetti di desolazione, né segni
di prosperitŕ possono addolorarlo o compiacerlo.
Esso soffia in ogni direzione come il Suo Creatore
gli ha comandato. Cosě dev’essere chiunque pretende
d’amare l’unico vero Dio. Č suo obbligo fissare lo
sguardo sui principi fondamentali della Sua Fede e
diligentemente compiere ogni sforzo per diffonderla.
Deve proclamare il Messaggio di Dio unicamente
BAHÁ’U’LLÁH
352
per amor Suo e accettare nello stesso spirito qualunque
risposta gli venga data dal suo ascoltatore. Chi
accetterŕ e crederŕ riceverŕ la propria ricompensa; e
chi se ne allontanerŕ non riceverŕ altro che il proprio
castigo.
3 Alla vigilia della partenza dall’‘Iráq avvertimmo
i fedeli di aspettarsi che apparissero gli Uccelli delle
Tenebre. Non v’č dubbio che in alcuni paesi si sentirŕ
gracchiare il Corvo, come lo si č udito negli ultimi
anni. Qualunque cosa avvenga, cerca rifugio
nell’unico vero Dio, perché ti protegga dagl’inganni
degli impostori.
4 In veritŕ Io dico che in questa potentissima
Rivelazione tutte le Dispensazioni del passato hanno
raggiunto la loro piů alta consumazione, la consumazione
finale. Cosě vi consiglia il vostro Signore,
l’Onnisciente, il Sapientissimo. Lode a Dio, il Signore
di tutti i mondi!
CLXII
1 Il Misericordiosissimo ha conferito all’uomo la
facoltŕ della vista e l’ha dotato del potere dell’udito.
Alcuni l’hanno definito «microcosmo», mentre dovrebbe
essere considerato un «macrocosmo». Le potenzialitŕ
inerenti allo stadio di uomo, la grande dignitŕ
del suo destino sulla terra, l’innata eccellenza
SPIGOLATURE
353
della sua realtŕ si paleseranno appieno in questo
Giorno promesso di Dio.
2 La Penna dell’Altissimo ha, sempre e in ogni
circostanza, ricordato con gioia e tenerezza i Suoi
diletti consigliandoli di seguire il Suo cammino. Beato
colui al quale le vicissitudini del mondo non
hanno impedito di riconoscere l’Alba dell’Unitŕ di
Dio, colui che con ferma determinazione ha libato,
in nome di Colui Che esiste da Sé, il Vino suggellato
della Sua Rivelazione. Un tale essere sarŕ annoverato
nel Libro di Dio, il Signore di tutti i mondi, fra gli
ospiti del Paradiso.
CLXII
1 Ogni lode a Dio Che ha abbellito e ammantato il
mondo di un ornamento e di una veste che nessun
potere terreno puň togliergli, per quanto possenti i
suoi battaglioni, per quanto immensa la sua ricchezza,
per quanto possenti i suoi battaglioni, immensa la
sua ricchezza, profonda la sua influenza. Dě:
L’essenza di ogni potere appartiene a Dio, il sommo
e ultimo Fine di tutta la creazione. La sorgente di
ogni maestŕ appartiene a Dio, l’Oggetto
dell’adorazione di tutto ciň che č nei cieli e sulla terra.
Tutte le forze che traggono origine da questo
BAHÁ’U’LLÁH
354
mondo di polvere sono, per la loro stessa natura, indegne
di considerazione.
2 Dě: Le fonti che alimentano la vita di questi uccelli
non sono di questo mondo. La loro sorgente trascende
di molto la portata e lo scopo della comprensione umana.
Chi potrŕ spegnere la luce che la candida mano
di Dio ha acceso? Dov’č colui che ha il potere di
smorzare il fuoco attizzato dalla possanza del Tuo Signore,
l’Onnipotente, l’Irresistibile, il Sovrano? Č la
mano del potere divino che ha estinto le fiamme della
discordia. Egli č libero di fare ciň che Gli aggrada.
Dice: «Sia», ed č. Dě: Gli uragani e i cicloni del mondo
e dei suoi popoli non potranno mai scuotere le
fondamenta sulle quali č basata la granitica stabilitŕ
dei Miei eletti. Dio di grazia! Che cosa ha potuto
spingere queste genti a fare schiavi e prigionieri i benamati
di Colui Che č la Veritŕ Eterna?… S’avvicina,
perň, il Giorno in cui i fedeli mireranno l’Astro della
giustizia brillare in pieno splendore dall’Alba della
Gloria. Cosě t’insegna il Signore di tutti gli esseri in
questa Sua dura Prigione.
CLXIII
1 O membri della razza umana! Aggrappatevi
saldamente alla Corda che nessuno potrŕ mai tagliare.
Ciň, invero, vi gioverŕ per tutti i giorni della vita,
SPIGOLATURE
355
perché la sua forza proviene da Dio, il Signore di
tutti i mondi. Attenetevi alla giustizia e all’equitŕ e
allontanatevi dai sussurri degli stolti, coloro che si
sono estraniati da Dio, che si sono acconciati il capo
con l’ornamento dei sapienti e hanno condannato a
morte Colui Che č la Fonte della saggezza. Il Mio
nome li ha elevati ad alti gradi, eppure, non appena
Mi rivelai ai loro occhi, pronunziarono con palese
ingiustizia la Mia sentenza di morte. In tal guisa, la
Nostra Penna ha rivelato la veritŕ e ancora la gente č
immersa nell’ignavia.
2 Chiunque sia ligio alla giustizia non puň in
nessuna circostanza oltrepassare i limiti della moderazione.
Egli discerne la veritŕ in tutte le cose per
mezzo della guida di Colui Che č l’Onniveggente.
La civiltŕ cosě spesso esaltata dai dotti esponenti delle
arti e delle scienze porterŕ, se le si permetterŕ di
oltrepassare i limiti della moderazione, grandi mali
all’umanitŕ. Cosě vi ammonisce Colui Che č
l’Onnisciente. Spinto all’eccesso, l’incivilimento si
risolverŕ in una feconda sorgente di male, come lo
sarebbe stato di bene, se contenuto nell’ambito della
moderazione. Meditate, o genti, e non siate fra coloro
che vagano smarriti nel deserto dell’errore.
S’avvicina il giorno in cui la sua fiamma divorerŕ le
cittŕ, in cui la Lingua della grandezza proclamerŕ:
«Il Regno č di Dio, l’Onnipotente, il Lodatissimo!».
BAHÁ’U’LLÁH
356
3 Ogni altra cosa č soggetta a questo stesso principio
di moderazione. Rendi grazie al tuo Signore che
ti ha ricordato in questa meravigliosa Tavola. Ogni
lode a Dio, il Signore del trono glorioso!
4 Ogni uomo che meditasse in cuor suo ciň che la
Penna dell’Altissimo ha rivelato e ne assaporasse la
dolcezza si troverebbe, certamente, svuotato e liberato
dai desideri e completamente sottomesso alla Volontŕ
dell’Onnipotente. Felice chi ha raggiunto un
cosě alto stadio e non ha rinunciato a cosě munifica
grazia.
5 In questo Giorno non possiamo né approvare la
condotta del timoroso che cerca di dissimulare la sua
fede, né sancire il comportamento del credente confesso
che afferma clamorosamente la sua fedeltŕ a
questa Causa. Entrambi devono osservare i dettami
della saggezza e adoprarsi diligentemente a servire i
piů alti interessi della Fede.
6 Che ognuno osservi e mediti sul comportamento
di questo Vilipeso. Dall’inizio di questa Rivelazione
sino ad oggi, Ci siamo rifiutati sia di nasconderCi ai
nemici sia di abbandonare la compagnia degli amici.
Benché assediati da miriadi di dolori e di afflizioni,
abbiamo invitato con ferma fiducia i popoli della terra
all’Alba della Gloria. La Penna dell’Altissimo č restia
a raccontare a questo riguardo i mali sofferti. Rivelandoli
getterebbe senza dubbio nel dolore gli eletti fra i
fedeli, coloro che veramente sostengono l’unicitŕ di
SPIGOLATURE
357
Dio e sono completamente devoti alla Sua Causa. Egli,
invero, dice la veritŕ ed č Colui Che tutto ode,
l’Onnisciente. La Nostra vita č trascorsa, per la maggior
parte, in mezzo ai Nostri nemici. Constatate come
ora viviamo in un nido di vipere.
7 Questa Terra Santa č stata menzionata ed esaltata
in tutte le Sacre Scritture. Vi sono apparsi i Profeti e
gli eletti di Dio. Č il deserto in cui hanno vagato tutti
i Messaggeri di Dio, da dove si č innalzato il loro
grido: «Eccomi, eccomi, o mio Dio!». Č la terra
promessa nella quale era destino che Si manifestasse
Colui Che č la Rivelazione di Dio. Č la Valle
dell’impenetrabile decreto di Dio, il candido Sito, la
Terra d’inalterabile splendore. Tutto ciň che č accaduto
in questo Giorno č stato predetto nelle antiche
Scritture. Queste stesse Scritture, perň, condannano
all’unanimitŕ la gente che vi abita. Una volta, essa č
stata definita «razza di vipere». Vedete come ora
questo Essere Vilipeso, circondato da una «razza di
vipere» chiami a gran voce e inviti tutti gli uomini
verso Colui Che č il Desiderio Finale, lo Zenit e
l’Alba della Gloria. Felice chi ha ascoltato la voce di
Colui che č il Signore del Regno dei Detti, e male
incolga agli infingardi, coloro che si sono allontanati
dalla Sua Veritŕ.
BAHÁ’U’LLÁH
358
CLXV
1 Sappi che ogni orecchio che ode, se tenuto puro e
immacolato, deve sempre e da ogni parte ascoltare la
voce che pronunzia queste sante parole: «In veritŕ,
veniamo da Dio e a Lui ritorneremo». I misteri della
morte e del ritorno dell’uomo non sono stati divulgati
e rimangono ancora sconosciuti. Per la giustizia di
Dio! Se fossero rivelati, provocherebbero un tale
spavento e un tale dolore che alcuni morrebbero,
mentre altri sarebbero colti da tale gioia da desiderare
la morte e implorare con incessante brama l’unico
vero di Dio –esaltata sia la Sua gloria – di affrettare
la loro fine.
2 La morte offre a ogni fiducioso credente la coppa
che č vera vita. Dona gioia ed č apportatrice di contentezza.
Conferisce il dono della vita eterna.
3 Quanto a coloro che hanno gustato il frutto
dell’esistenza terrena dell’uomo, che č il riconoscimento
dell’unico vero Dio –esaltata sia la Sua gloria
– la loro vita ulteriore sarŕ tale che non possiamo
descriverla. Ne ha conoscenza solo Dio, il Signore di
tutti i mondi.
SPIGOLATURE
359
CLXVI
1 Chiunque accampi il vanto di una diretta Rivelazione
da Dio, prima che spirino appieno mille anni, č
sicuramente un mendace impostore. Preghiamo Dio
che lo aiuti benevolmente a ritrattare e ripudiare tale
vanto. Se se ne pentirŕ, senza dubbio Iddio lo perdonerŕ.
Ma se persisterŕ nel suo errore, sicuramente
Iddio invierŕ qualcuno che lo tratterŕ senza misericordia.
Terribile, invero, č Dio nel punire! Chiunque
interpreterŕ questo versetto in modo differente dal
suo evidente significato, sarŕ privato dello Spirito di
Dio e della Sua misericordia che abbraccia tutte le
cose create. Temete Dio e non seguite le vostre fatue
immaginazioni. Seguite piuttosto il comando del vostro
Signore, l’Onnipotente, il Sapientissimo!

Autor: Bahá’u’lláh - Kategorie: Scritture Bahá’í - Strany: 0 - Kapitoly: 0
© Erfán.cz & phpRS